SaltaInTeatro - l’agenda teatrale romana, settimana dal 13 al 19 febbraio

Scritto da  Domenica, 12 Febbraio 2017 

Cosa offre di interessante la scena teatrale romana nei prossimi sette giorni? Come di consueto moltissime opportunità, tutte da cogliere al volo dopo aver consultato la dettagliatissima agenda teatrale di SaltinAria!

Il nostro itinerario questa settimana prende avvio dal suggestivo RIVELAZIONE. SETTE MEDITAZIONI INTORNO A GIORGIONE che, dopo la data unica tenutasi la scorsa estate a Palazzo Venezia nell'ambito della rassegna Il Giardino Ritrovato, ritorna in scena nella cornice del Teatro India dal 14 al 19 febbraio; in questo progetto la Compagnia Anagoor insieme a Laura Curino si interroga sulla misteriosa figura del Giorgione in un affascinante viaggio tra storia, arte e poesia.

Due attesi spettacoli approdano invece all'Eliseo: nella sala Grande il ROMEO E GIULIETTA di KHORA.Teatro, diretto da Andrea Baracco, debutta proprio a San Valentino per incantare la platea romana con la più classica tragedia d'amore concepita dal genio scespiriano, portata in scena da un cast straordinario che vede come protagonisti Lucia Lavia, Antonio Folletto e Alessandro Preziosi; al Piccolo Eliseo è invece in scena IL LAVORO DI VIVERE di Hanoch Levin, con l'adattamento e regia di Andrée Ruth Shammah e Carlo Cecchi a raccontare una storia d’amore fra due persone di mezza età, in cui l’amore appare a barlumi folgoranti in mezzo a un mare di insulti, parole durissime e rimpianti. 

Ciò di cui avete bisogno è invece una bella commedia spensierata e brillante? Se siete amanti degli animali e per una sera volete provare ad immergervi nel loro universo per scoprire il "punto di vista" di una scanzonata combriccola di spassosi abitanti di un canile, allora l'appuntamento è al Teatro Sette, dove torna in scena dal 14 al 26 febbraio IO NON POSSO ENTRARE con Andrea Perrozzi e Alessandro Salvatori, diretti da Paola Tiziana Cruciani; se invece a divertirvi sono le machiavelliche disavventure che costellano il nostro destino, allora la bussola dovrà puntare il suo ago sul Teatro dell'Orologio dove, tra le numerose proposte al debutto in questa settimana, troviamo LIBERI TUTTI di Elda Alvigini e Natascia Di Vito, un atto unico per ridere delle separazioni che un essere umano è costretto ad affrontare nella vita, in scena dal 14 al 19 febbraio.

Ma questa è solamente la punta dell'iceberg di una settimana ricca di debutti, spettacoli in data unica e spettacoli che continuano la loro tenitura dopo gli applausi mietuti nelle scorse settimane. Che aspettate a scoprirli tutti in questo nuovo appuntamento di SaltaInTeatro?

 

RIVELAZIONE
SETTE MEDITAZIONI INTORNO A GIORGIONE
drammaturgia Laura Curino, Simone Derai
regia Simone Derai
con Marco Menegoni
video Simone Derai, Moreno Callegari
sound design Mauro Martinuz
Produzione Anagoor
co-produzione Operaestate Festival Veneto

Dal 14 al 19 febbraio l’arte torna ad essere protagonista sul palcoscenico del Teatro India con RIVELAZIONE. SETTE MEDITAZIONI INTORNO A GIORGIONE, spettacolo della Compagnia Anagoor che insieme a Laura Curino racconta le inquietudini, le opere, il tempo di una delle personalità più enigmatiche della storia dell’arte.
Rivelazione propone una riflessione sulla misteriosa e rivoluzionaria esistenza del pittore di Castelfranco Veneto attraverso un carosello di parole, documenti, versi poetici, immagini delle sue opere e particolari di una Venezia a cavallo tra il XV e XVI secolo, esposti da un narratore di fronte a uno schermo. E infatti, solo in scena, Marco Menegoni, con la sua voce e il suo copione, e alle sue spalle proiezioni di paesaggi, volti, frammenti. Sono i dipinti muti del Giorgione, accarezzati da uno sguardo attento, mentre la scintilla dell’interazione con la lettura scenica riaccende in essi un’insospettata vitalità. Così, in una sorta di lezione d’arte, poetica, sono raccontati l’artista, il suo tempo, il respiro delle sue creazioni, il clima che le pervade.
Scritto da Laura Curino e Simone Derai, che ne cura anche la regia, Rivelazione è la condivisione sincera di una ricerca e un ponte verso altre opere. «Volgiamo insieme lo sguardo verso le sette stelle di una ideale costellazione Giorgione – annota la Compagnia Anagoor – Per ciascun astro vi proponiamo una meditazione. Silenzio, natura umana, desiderio, giustizia, fede, diluvio e tempo sono i temi che nutrono le sette contemplazioni di altrettante opere di Giorgione: la Pala, i ritratti, la Venere Dormiente, la Giuditta, i Tre Filosofi, la Tempesta, il Fregio. Alla Pala e al Fregio, le due opere conservate a Castelfranco, il compito di aprire e chiudere il cerchio di questo piccolo e prezioso firmamento». Sette opere del pittore danno adito ad altrettante meditazioni che sarebbe più giusto definire “immedesimazioni”: nella biografia dell’autore, nel suo contesto storico, nei personaggi da lui ritratti, nelle intenzioni espressive. La dimensione chiusa nella tela è continuamente trapassata e il mondo che appare in filigrana viene esplorato e infervorato da una fresca curiosità, in cui si manifestano il rispetto per il passato, l’attenzione per l’immagine, una sensibilità non comune di penetrazione nel gesto pittorico e scenico. Anagoor con la complicità di Laura Curino, i video dello stesso Simone Derai e Moreno Callegari, e il sound design a cura di Mauro Martinuz, portano in scena il racconto di Giorgione ritratto dagli occhi di chi lo frequenta fin dall’infanzia e lo rivela per storie concentriche all’ “ospite stupefatto”, come rivolgendo lo sguardo verso una costellazione ideale in cui ad ogni astro corrispondono i temi che nutrono le sette contemplazioni delle sue opere. Uno spettacolo fluido e accattivante, in grado di coniugare una lectio di storia dell’arte con i meccanismi scenici teatrali, evocando con la forza trascinante della poesia un mondo misterico.

TEATRO INDIA - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) - Roma
Dal 14 al 19 febbraio 2017

Info e prenotazioni: tel. 06 87752210, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06.684.000.311/314
Sito web: www.teatrodiroma.net

 

ROMEO E GIULIETTA
di William Shakespeare
traduzione Salvatore Quasimodo
adattamento Andrea Baracco
con
Lucia Lavia nel ruolo di Giulietta
Antonio Folletto nel ruolo di Romeo
e Alessandro Preziosi nel ruolo di Mercuzio
e con
Frate Lorenzo - Gabriele Portoghese
Balia - Elisa Di Eusanio
Principe - Giacomo Vezzani
Paride - Mauro Conte
Tebaldo - Laurence Mazzoni
Benvolio - Dario Iubatti
Padre Capuleti - Woody Neri
Madre Capuleti - Roberta Zanardo
Padre Montecchi - Daniele Paoloni
Madre Montecchi - Alessia Pellegrino

scene Marta Crisolini Malatesta
costumi Irene Monti
luci Pietro Sperduti
musiche Giacomo Vezzani
regia Andrea Baracco
Produzione KHORA.teatro e Teatro Stabile d'Abruzzo

These violent delights have violent ends

In Romeo e Giulietta (la cui stesura va collocata nel 1592-94 e la prima rappresentazione nel 1595) c’è una sorta di ‘ossessione del tempo’ - racconta Andrea Baracco. La vicenda infatti si svolge in appena quattro giorni da un lunedì di luglio al giovedì della stessa settimana, e a questa velocità non c’è spazio per alcuna correzione, non si inciampa, si cade, ci si rompe il collo, le ossa e si perde la vita. Giulietta passa in quattro giorni da bambina a donna matura, Romeo da ragazzo imbevuto di amor cortese a vendicatore, Mercuzio da vitalistico funambolo del linguaggio a cadavere. Cosa spinge Shakespeare ad accelerare così vorticosamente il tempo dell’azione? “Non c’è tempo” o meglio “il tempo è scaduto” sembrano sussurrarsi di continuo tra loro i personaggi, o almeno tutti quelli che possiedono ancora gambe per correre, gli altri invece, i genitori, il Principe, la Chiesa, rimangono seduti in luoghi ben protetti ad osservare, immobili.

Un irriducibile antagonismo sociale avvicina Romeo e Giulietta più ad una tragedia borghese che ad una tragedia della vendetta o simili. Caratteristica tipica della tragedia borghese è quella di porre in scena personaggi non aristocratici in scene di vita famigliare; i Capuleti e i Montecchi sono ricchi borghesi e nel testo c’è ampio spazio dedicato alle loro abitudini domestiche. Shakespeare pare denunciare soprattutto lo spirito mercantile e pragmatico del borghese, tutto teso a fare sfoggio della propria raggiunta posizione sociale, preoccupato solo del vantaggio economico della sua famiglia. Sia Romeo che Giulietta, più Giulietta che Romeo - prosegue il regista - mettono ferocemente in discussione quel patto col mondo, quella specie di abitudine ereditaria, di convenzione prolungata che i loro padri, o sarebbe meglio dire che la generazione precedente, ha stipulato e che non sembra aver proprio alcuna voglia di ritrattare. C’è un universo adulto che osserva impassibile il dimenarsi forsennato dei propri figli che inciampano di continuo e che ogni volta, con ginocchia sempre più sbucciate e il corpo sempre più livido, si rialzano e riprendono il passo; e così Romeo e Giulietta diviene luogo di morti violente, quasi accidentali.

Romeo e Giulietta è anche la tragedia di Mercuzio, essere ambiguo e pornografico, né maschio né femmina, che più di ogni altro sente l’innata inadeguatezza e allora folle, rincorre versi e costruisce mondi, finché pazzo di gelosia si lancia come Aiace su una lama ben affilata. Shakespeare elimina troppo presto Mercuzio, perché egli è un intruso, perché egli è un essere monologante, perché con lui tra i piedi non è possibile nessuna tragedia. Perché è lui ad essere la tragedia.

Romeo muore e allora Giulietta non può continuare a vivere; muore Paride, muore Tebaldo e muore Mercuzio, l’unico tra i “figli” a sopravvivere è Benvolio, colui che mai entra nei conflitti, che mai è motore o vittima delle azioni e situazioni. Benvolio è colui che osserva, che si mette a distanza e poi narra. Benvolio è l’unico tra i giovani a sopravvivere perché utile all’universo adulto, perché attraverso i suoi racconti, i grandi, vengono informati dei fatti senza tuttavia correre il rischio di partecipare ai conflitti; Shakespeare lo situa opportunamente in una dimensione ibrida là dove le tragedie diventano innocue, in quella soglia in cui si hanno le orecchie sul palco e gli occhi in quinta. L’universo adulto ascolta Benvolio; l’universo adulto ascolta ma non vede le morti dei propri figli e alla fine, come in una sorta di metafora perfetta, decide di devitalizzare per sempre le giovani passioni ergendo mute statue che si lasciano osservare, su cui all’occorrenza si potrà piangere e che rimarranno immobili e smetteranno, una volta per tutte, di correre dietro alla Regina Mab costruttrice di sogni.

Durata:
Primo tempo 1h e 20’
Secondo tempo 1h e 10’

TEATRO ELISEO - via Nazionale 183, 00184 Roma
Da martedì 14 febbraio a domenica 5 marzo 2017
Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00 | mercoledì e domenica ore 17.00
sabato 4 febbraio ore 16:00
Prezzi da 25 € a 40 € | Riduzioni e agevolazioni a norma di legge

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06.83510216
Call center Vivaticket: 892234
Sito Web: www.teatroeliseo.com


IL LAVORO DI VIVERE
di Hanoch Levin
traduzione dall’ebraico Claudia Della Seta
adattamento Andrée Ruth Shammah

con Carlo Cecchi
e con Fulvia Carotenuto, Massimo Loreto
con la collaborazione
per l’allestimento scenico Gianmaurizio Fercioni
per le luci Gigi Saccomandi
per i costumi Simona Dondoni
musiche Michele Tadini

regia Andrée Ruth Shammah
Produzione TEATRO FRANCO PARENTI – MARCHE TEATRO

Andrée Shammah, con la complicità di Carlo Cecchi, uno degli ultimi grandi maestri del teatro italiano, qui protagonista insieme a Fulvia Carotenuto e Massimo Loreto, confeziona con la consueta eleganza e raffinatezza, la regia di Il lavoro di vivere di Hanoch Levin, il più importante autore e drammaturgo israeliano. Il teatro di Levin è irriverente: la poesia si nasconde dentro le situazioni più imbarazzanti, i suoi testi sono una commistione di spiritualità nobile e cruda realtà; dalla critica alla cultura borghese ai contrasti tra carne e spirito, ‘arte e culo’, perché il meschino sogna di stare sotto il riflesso della luce della felicità altrui. Così avviene anche per Il lavoro di vivere, una storia d’amore fra due persone di mezza età, in cui l’amore appare a barlumi folgoranti in mezzo a un mare di insulti, parole durissime e rimpianti.
Lo spettatore ride di gusto, senza accorgersi che sta ridendo di se stesso.

TEATRO PICCOLO ELISEO - via Nazionale 183e, 00184 Roma
Dal 15 febbraio al 5 marzo 2017
Orario spettacoli: martedì, primo mercoledì di replica, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00, mercoledì e domenica ore 17.00
Prezzi da 21 € a 30 € (Riduzioni e agevolazioni a norma di legge)
Biglietteria on-line www.teatroeliseo.com e www.vivaticket.it
Call center Vivaticket: 892234

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 83510216
Sito web: www.teatroeliseo.com


LIBERI TUTTI
scritto da Elda Alvigini e Natascia Di Vito
Regia Elda Alvigini
Con Elda Alvigini, Marius Bizau, Valerio Di Benedetto, Jun Ichikawa
Aiuto Regia Emilia Di Pietro
Assistente alla regia Selene Nannicini

Lo spettacolo mette in scena le separazioni che un essere umano deve affrontare nella vita. La nascita, prima cesura e trauma assoluto, e poi le trasformazioni che ognuno fronteggia durante la crescita, che lo portano a separarsi da quello che c’era prima... perché non ci separiamo sempre da qualcuno, ma spesso anche da noi stessi… per fortuna!
Le separazioni sono infinite e diversissime: certo, la prima idea che ci viene in mente è quella della fine di una storia d’amore, ma ci sono tante altre separazioni; come quella di chi viene strappato dalla propria terra perché scappa dalla guerra o dalla fame, di chi perde un amico solo perché non lo riconosce più, di chi, non avendo più un ideale politico in cui sperare… diventa vegano! Sì, c’è sempre qualcuno e qualcosa che cambia così tanto da impedire la continuazione del rapporto, o qualcosa e qualcuno che con la sua immobilità ci fa allontanare... o qualcuno che davvero crede che il seitan sia buono!
Una cosa è certa, nelle primissime separazioni, da piccoli, realizziamo la nostra umanità e la capacità di far fronte a quelle che verranno dopo; per questo lo spettacolo farà continui rimandi all’infanzia, a quelle prime delusioni e a quelle prime conferme nei rapporti.
Come sempre nella vita, anche nello spettacolo, le stesse cose che ci hanno fatto soffrire, diventano fatti incredibilmente comici appena li superiamo… I protagonisti, all’interno di una scenografia essenziale che prevede l’interazione con le opere dell’artista Alessio Ancillai, attraverseranno tutte queste fasi, affrontando o subendo le diverse separazioni: saranno il figlio e il genitore, la donna e l’uomo, il persecutore e il perseguitato, l’amica realizzata e quella depressa, l’abbacchio e il tofu.
Per gli inserti video, la regia si avvale della collaborazione di Giacomo Spaconi (riprese e montaggio), e avranno molta importanza i suoni d’ambiente, come sempre realizzati dai Quadroli Bros, che da sempre arricchiscono il lavoro in scena con la loro preziosa collaborazione.
Lo spettacolo è un atto unico di h 1.30 circa.

TEATRO DELL’OROLOGIO Sala Moretti - Via de’ Filippini, 17/a, 00186 Roma
dal 14 al 19 febbraio 2017
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.30 - domenica ore 18.30
Biglietti €12,00 - Tessera associativa obbligatoria € 3,00

Info e Prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 6875550
Sito web: www.teatrolorologio.com


MADAMA BOVARY
di e con Lorena Senestro
regia Massimo Betti Merlin e Marco Bianchini
produzione Teatro della Caduta

Lorena Senestro è una “nuova” Emma Bovary in Madama Bovary, spettacolo prodotto dal Teatro della Caduta di Torino. Madama Bovary sarà in scena al Teatro dell’Orologio dal 15 al 18 febbraio.
Lo spettacolo, finalista al Premio Scenario 2011 e Menzione Speciale Argot Off 2013, conduce lo spettatore all’interno dell’universo flaubertiano, consegnando una Emma Bovary dei nostri giorni riletta in chiave piemontese, riscritta e interpretata da Lorena Senestro.
La protagonista del romanzo scandalo dell’800 rivive sulla scena odierna attraverso un’operazione drammaturgica contemporanea che attinge al classico, affiancando la sperimentazione linguistica alla tradizione dialettale, grazie anche all’uso dei versi di Guido Gozzano e alla componente autobiografica dell’autrice.
La mancanza di scenografia, inoltre, affida totalmente alle doti attorali della Senestro la complessità del personaggio in uno spettacolo che ha superato le 100 repliche in tutta Italia, dopo essere atato in cartellone al Teatro Stabile di Torino nel 2012.

TEATRO DELL’OROLOGIO Sala Gassman - Via de’ Filippini, 17/a, 00186 Roma
dal 15 al 18 febbraio 2017
da mercoledì a sabato h.20.00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 6875550
Sito web: www.teatrolorologio.com


COMBUSTIBILI
di Amélie Nothomb
con Roberto Biselli, Letizia Bravi, Mauro Milone
regia e drammaturgia Samuele Chiovoloni
produzione Teatro di Sacco

Lo spettacolo, scritto e diretto da Samuele Chiovoloni, prende avvio dallo studio di Les combustibles di Amélie Nothomb.
La compagnia umbra Teatro di Sacco mette in scena il dramma che l’autrice belga scrisse nel 1994, in cui descrive la storia di Marina, Daniel e del Professore: personaggi dai destini intrecciati nel pericolo di una città sotto assedio che li vede costretti ad ardere i libri alla stufa per potersi riscaldare.
Nelle quattro repliche al Teatro dell’Orologio la compagnia brucerà un libro fra i seguenti scelto dai conniventi spettatori presenti:
IL ROSSO E IL NERO, LA NAUSEA, PAPÀ GORIOT, LA PAGA DEL SOLDATO, LA COGNIZIONE DEL DOLORE, OPINIONI DI UN CLOWN, IL MURO, MATTATOIO N°5, ANNA KARENINA, LE MOSCHE, LA CERTOSA DI PARMA, MEMORIE DI UNA RAGAZZA PER BENE, ringraziando preventivamente per la collaborazione a questa catastrofe paragonabile, considerate le dovute proporzioni, all'incendio della biblioteca di Alessandria.

Note di regia: “Combustibles è per costituzione pensato e scritto come un nuovo classico. Presenta una situazione solo parzialmente determinata e personaggi fortemente paradigmatici, caratterizzati da un’età e da uno status che potenzia e avvalora il conflitto, rispondendo alla perfezione ai canoni di lettura (ancora prima che ai canoni di rappresentazione) di un pubblico universale.
Un ulteriore elemento del classico quale l’unità di tempo e luogo, benché ogni elemento conservi una certa quantità di mistero, fa si che Combusitbles si presenti come un testo algebrico: una macchina atta a disintegrare l’apparente fissità di alcuni temi.
Il lavoro che abbiamo fatto è precisamente un lavoro di genealogia e sintesi di una verità: la verità dei personaggi e, ci permettiamo di dire, sottointesa dalla stessa autrice è che la vita e le relazioni inter-personali siano uno spazio aperto ad un caleidoscopio di pulsioni dolci e violente. Il lavoro sul testo (la sostituzione dei testi immaginari di Nothomb con testi del canone letterario occidentale e la riscrittura in quadri) è stato propedeutico a un'intensa esperienza di compagnia che fa di Combustibili un lavoro maturo e ricco di pensiero critico”. (Samuele Chiovoloni)

TEATRO DELL’OROLOGIO Sala Orfeo - Via de’ Filippini, 17/a, 00186 Roma
dal 16 al 19 febbraio 2017
da giovedì a sabato h.20.00 | domenica h.17.00
La prenotazione è vivamente consigliata
Ingresso consentito ai soli soci: tessera associativa annuale 5 euro effettuabile preventivamente all’ingresso in teatro nell’apposito Form sul sito al link https://goo.gl/Yx551K

Info & Prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 6875550
Sito web: www.teatrolorologio.com


IL SORPASSO
dal film di Dino Risi
con Giuseppe Zeno e Luca Di Giovanni
e la partecipazione di Cristiana Vaccaro
e con Marco Prosperini Simone Pieroni
Marial Bajma Riva Pietro Casella Francesco Lattarulo
adattamento Micaela Miano
musiche originali Massimiliano Pace
scenografie Alessandro Chiti
costumi Françoise Raybaud
regia Guglielmo Ferro

personaggi e interpreti
Bruno Cortona Giuseppe Zeno
Roberto Mariani Luca Di Giovanni
Zia Lidia / Gianna Cristina Vaccaro
Zio Michele / Contadino Marco Prosperini
Bibi / Occhiofino Simone Pieroni
Lilli / altri ruoli Marial Bajma Riva
caratteri Pietro Casella
caratteri Francesco Lattarulo

Il Sorpasso di Dino Risi è uno dei grandi capolavori della commedia italiana.
A più di cinquant’anni dall’uscita del film, per la prima volta la celebre sceneggiatura – scritta dallo stesso Risi insieme con Ettore Scola e Ruggero Maccari – approda a teatro con la regia di Guglielmo Ferro e l’adattamento di Micaela Miano.
Nei panni di Bruno (magistralmente interpretato sul grande schermo da Vittorio Gassman) l’attore Giuseppe Zeno, mentre a vestire i panni del suo contraltare, Roberto, la giovane promessa Luca Di Giovanni. La pièce vede anche la partecipazione di Cristiana Vaccaro, l’esplosiva Maddalena nella fortunata serie “Un medico in Famiglia 10” che questa volta incarna l’immaginario femminile nel doppio ruolo della moglie di Bruno e della zia di Roberto. Fanno parte del cast Marco Prosperini, Simone Pieroni, Pietro Casella, Francesco Lattarulo e Marial Bayma Riva.
Manifesto dell’Italia del ‘boom’ economico, Il Sorpasso è, al tempo stesso, un grande road movie psicologico, il che lo rende un testo senza tempo. Spogliato della connotazione storico-sociale, il film è costruito su una drammaturgia destrutturata, scatola aperta ideale per una riscrittura teatrale focalizzata sui personaggi. In questa dinamica la trasposizione teatrale mette al centro della vicenda i due protagonisti, e il loro incontro/scontro come puro conflitto caratteriale e psicologico.
Tra Bruno e Roberto si stabilisce sin dalle prime scene un giocoforza di prevaricazione, rivendicazione, ambizioni, fughe, rinascite, silenzi e violenza. Il loro sarà un viaggio jarmuschano all’interno delle bolle conflittuali che ognuno ha provato a cancellare a nascondere, allontanandosene fisicamente il più possibile e che solo in compagnia dell’altro, estraneo e non giudicante, pensa di poter affrontare e risolvere.

TEATRO QUIRINO VITTORIO GASSMAN - Via delle Vergini, Roma
Dal 14 al 26 febbraio 2017
Orari Spettacoli: da martedì a sabato ore 21 / domenica ore 17 / giovedì 16 e mercoledì 22 febbraio ore 17 / sabato 25 febbraio ore 17 e ore 21

Info e prenotazioni: Tel. 06.6794585 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroquirino.it


FABIO AVARO e ENZO CASERTANO in
VOLEVO IL MAGGIORDOMO
con
Maria Chiara Cimini e Antonia Di Francesco
Regia di Roberto D’Alessandro
Testo di Mario Alessandro Paolelli
Aiuto Regia Olimpia Alvino
Disegno luci Maximiliano Lumachi

Scritta da Mario Alessandro Paolelli la commedia racconta di un cinquantenne zitello (Fabio Avaro) fissato con l'opera lirica, che vive da anni con la sorella, orgogliosamente zitella anche lei. I loro esilaranti bisticci e la loro uggiosa quotidianità vengono stravolti dall’arrivo di un maggiordomo (Enzo Casertano) "campano purosangue" che unisce lo humour britannico alla dissacrante ironia partenopea. Il nuovo arrivato sconvolgerà la vita dei due fratelli e della vicina, signora volgarotta arricchitasi con una catena di macellerie, in un susseguirsi di gag, tormentoni e filetti di vitella. Il maggiordomo riuscirà a tirar fuori prima il peggio e poi il meglio da tutte le persone che lo circondano, incitandole a rincorrere i loro sogni e soprattutto a realizzarli! Ma sul probabile 'happy ending', verrà fuori che il padrone di casa nasconde un segreto...
Molti maggiordomi si sono susseguiti nella storia della letteratura e del cinema. Dal cinico ma determinante Jeeves nei tanti lavori dello scrittore inglese P.G.Wodehouse, al compassato ed imperturbabile Anthony Hopkins in 'Quel che resta del giorno', dal deferente 'The Butler' interpretato da Forest Whitaker al “prendi schiaffi” Camillo interpretato da Totò in ‘Lascia o Raddoppia’.
Il maggiordomo ideato da Mario Alessandro Paolelli ed interpretato da Enzo Casertano è un po' tutto questo, cortesia, deferenza, persino garbata ironia, ma c'è l'ingrediente segreto a sparigliare le carte: il buon Ciro è infatti un campano purosangue.
In Volevo il Maggiordomo si mescola dunque il piccante e scoppiettante humour britannico alla dissacrante e cinica comicità partenopea con un’escalation di gag, battute e detti napoletani che irrompono nella vita di una coppia alquanto particolare di fratelli, ormai condannati ad una vita di dispetti e frecciatine.
Ad un certo punto però il maggiordomo compie un atto per lui davvero poco professionale: si affeziona.
“Ed ecco il senso della commedia venire a galla” spiega Paolelli, “non lasciamoci costringere in schemi ed archetipi che la vita, nel suo incedere elegante, ma inesorabile, ci pone davanti. Per poter 'scavalcare il recinto' c'è proprio bisogno di 'sentire la fine'? Dobbiamo per forza, noi esseri umani, percepire il pericolo per tirare fuori gli artigli? Tutti noi abbiamo bisogno di un lieto fine e, vedrete, saranno proprio questo Maggiordomo insieme ad una signora professionista in mattatoi e macellerie a riportare l'allegria in una famiglia ormai allo stremo della quotidianità e degli affanni”.
Proprio uno di quegli affanni farà infatti scatenare nel Maggiordomo la voglia di superare i suoi doveri ed a far intraprendere ai due padroni di casa un viaggio, insieme allo spettatore, oltre i propri limiti.

TEATRO ROMA - Via Umbertide, 3 - Roma
Dal 14 al 26 febbraio 2017

Ufficio promozione compagnia: 347 6809323
Biglietto: intero 22€ , 20€
Orario repliche: martedì, mercoledì, giovedì, venerdì ore 21,00; 2° giovedì ore 19,00; sabato ore 17,00 e ore 21,00; domenica ore 17,30

Info e prenotazioni: telefono 06/7850626
Sito web: www.ilteatroroma.it


Antonello Avallone e Giuseppe Manfridi in
DELITTO PERFETTO
di Frederick Knott
Regia Antonello Avallone
Con Flaminia Fegarotti, Adriano Evangelisti, Romano Talevi, Matteo Cianci.
Aiuto regia Matteo Cianci
Tecnico luci Tony Di Tore
Scenotecnica Fabrizio Bellacosa
Assistenti alle scene e ai costumi Alessia Baldini, Alessandra Trasciatti
Scene e costumi Red Bodò

Tony Wendice, un ex campione di tennis che ora commercia in articoli sportivi, scopre che la ricca moglie Margot lo tradisce con Mark Halliday, uno scrittore statunitense di romanzi gialli. Wendice decide pertanto di sbarazzarsi della moglie inscenando “un delitto perfetto”, in modo da ereditare a tempo debito la sua piccola fortuna. Per evitare qualunque sospetto a suo carico, Tony trova in un suo amico con precedenti penali il sicario ideale. Ma il piano, anche se meticolosamente costruito, non andrà per il verso giusto e uno zelante ed intelligente ispettore di Scotland Yardtroverà le prove per incolpare il marito-mandante. Rappresentata a Londra nel giugno 1952 e a New York nell'ottobre dello stesso anno, la commedia è pervasa da un’atmosfera di grande tensione, da una suspense costante che coinvolge emotivamente lo spettatore con un gioco continuo di aspettative, di imprevisti, di anticipi e sospensioni. Dal testo teatrale Alfred Hitchcock ne trasse un film di grande successo.

TEATRO DELL’ANGELO - Via Simone de Saint Bon, n. 19 – Roma
Dal 10 febbraio al 12 marzo 2017
Orari repliche: dal giovedì al sabato ore 21.00 - domenica ore 17.30
prezzi biglietti: poltronissima € 25,00 - poltronissima ridotta € 20,00, poltrona € 22,00 - poltrona ridotta € 18,00
ridotti cral giovedì e venerdì € 16,00 - sabato e domenica € 18,00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06/37513571- 06/37514258
Sito web: www.teatrodellangelo.it


ECCE HOMO
Anatomia di una condanna
di e con Corrado Augias
accompagnato dalle musiche composte da Valentino Corvino
elaborazioni video, luci e regia Angelo Generali
produzione Promomusic

Il Teatro Vittoria ha l’onore di ospitare il debutto romano della magistrale interpretazione di Corrado Augias, voce narrante, accompagnata dalle note di Valentino Corvino, di uno spettacolo che indaga le ultime ore di Gesù. Ore delle quali in genere si sa poco ed ancora meno si conosce della situazione politica e militare della Palestina in quegli anni. Eppure si tratta di elementi fondamentali per meglio capire la tragica sorte di quel Giusto.
Perché Gesù venne arrestato? Quali le accuse? Che cosa spinse il procuratore romano ad emettere una sentenza capitale? I vangeli (canonici e non) danno una spiegazione esauriente - e concorde - degli avvenimenti? O no? Perché si parla così poco di Maria, nulla si dice di Giuseppe? Chi era davvero Giuda? Perché tradì?
Se ci si cominciano a porre queste domande si vede subito che di una vicenda raccontata cento volte si sa in generale pochissimo; i lati oscuri e le domande inevase prevalgono nettamente sui fatti noti.
Lo spettacolo si avvale di immagini accompagnate da un dolente accompagnamento musicale per stimolare lo spettatore alla scoperta di un Gesù non "vittima di un gioco di potere”, bensì pronto a mettere in gioco per le sue idee la sua stessa vita.
La scoperta, per certi versi stupefacente, è che un Gesù legato alla terra e al tempo, sostenitore di un messaggio rivoluzionario, rifulge di una luce più intensa del consueto, facendosi ancora più affascinante e commovente.

TEATRO VITTORIA / ATTORI & TECNICI - Piazza S. Maria Liberatrice 10, 00153 Roma (Testaccio)
13 e 14 febbraio 2017 ore 21.00
Biglietti: intero platea 28, intero galleria 22 (compresi 3 euro di prevendita) ridotti in convenzione: platea 21 e galleria 18 (compresi i 3 euro di prevendita)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 5740170 - 06 5740598
Sito web: www.teatrovittoria.it


LA LEZIONE
di Eugène Ionesco
Dedicato a Alessandro Fersen
traduzione di Gian Renzo Morteo
con Fabio Galadini, Erika Rotondaro, Simona Meola
regia Fabio Galadini

Nell’era della comunicazione, dell’iper comunicazione e della post-verità, dal 14 al 19 febbraio al Teatro Lo Spazio va in scena uno dei testi che più di ogni altro anticipò l’identificazione del linguaggio come strumento di potere, violenza e sottomissione: La Lezione di Ionesco, secondo gli studi del maestro del teatro italiano Alessandro Fersen, con la regia di Fabio Galadini e con Erika Rotondaro, Simona Meola e Fabio Galadini.
“Un esperimento di teatro astratto e non figurativo” come lo definì lo stesso Ionesco in “Notes et Contrenotes” che – nel 1951 in maniera assolutamente innovativa – mostrò al pubblico l’ipocrisia dei legami sociali in un esercizio di potere compiuto attraverso la mistificazione del linguaggio.

Per allora una denuncia politica del nazismo come simbolo universale di ferocia autoritaria che partendo dalla “parola” giustificò i crimini più efferati, e oggi una denuncia tout court alla società della comunicazione.
In un ritmo incalzante fatto di ripetizioni sillabiche di suoni che soggiogano mente e corpo di personaggi e spettatori, “La Lezione” di Ionesco rivela ogni volta una diversa chiave di lettura: tra il potere, la sottomissione femminile e sociale, l’abuso, il sapere e la violenza.
Dietro un'apparente lezione si consuma un rito gotico e omicida che si ripete all'infinito sotto gli occhi complici della governante. Il linguaggio assurdo e paradossale amplia e dilata il gioco crudele che si instaura tra il professore e l'allieva. Un professore che insegna diverse discipline, un’allieva che vuole conseguire il dottorato totale e una governante che sorveglia lo svolgersi delle lezioni con frequenti incursioni in scena. Il dramma di Ionesco, uno dei maestri dell’assurdo, è una metafora sul potere esercitato attraverso l’uso della parola che poco alla volta annichilisce, diventando ripetitiva come in un rito e che sul finale diventa una danza macabra. Ne “La lezione” la parola perde senso, ritorna alla propria origine, cioè ridiventa suono e chi lo subisce può essere usato e manipolato. Oggi più di ieri piegati come siamo a miliardi di parole apparentemente significanti, pronunciate da parolai che detengono il potere.

TEATRO LO SPAZIO - Via Locri 42/44 -ROMA
Dal 14 al 19 febbraio 2017

Info e prenotazioni Tel. 06/77076486
Sito web: www.teatrolospazio.it

 

LA PROFEZIA - ovvero: l’inconveniente di non essere sé
Regia di Riccardo Maggi
Assistenti alla regia: Viola Zanotti e Michela Tebi
Costumi Viola Zanotti
CAST
DOMENICO BISAZZA – il protagonista Sebastien Zeline
MICHELA TEBI – la serva Griffart, nonché il diavolo mascherato
AGNESE LORENZINI –Cecile, fidanzata di Sebastien
ANDREA GUERINI – medico Fassbender, nonché potenza sovrumana in lotta con il diavolo
LORENZO CONTRONI – l’alchimista, servitore del diavolo
TONY SCARFI’ – il profanatore di tombe, muto, sempre in coppia con l’alchimista, servitore del diavolo
MAURO DE MAIO – l’imitatore, servitore del diavolo
STEFANO DE SANTIS – il gendarme, vittima sacrificale innocente
VIOLA ZANOTTI – cover ruolo Cecile

"LA PROFEZIA - ovvero: l’inconveniente di non essere sé" è stato lo spettacolo di chiusura della stagione 2015/2016. Molto apprezzato dal pubblico, rappresenta a pieno le caratteristiche della regia di Riccardo Maggi: ritmo, controscena, personaggi stravaganti, protagonista "sballottato" da una situazione all'altra, senza che possa rendersene conto. Va dato merito anche all'autore del testo, che ha scritto questo spettacolo, si può dire, "su misura" per Riccardo. Il giovanissimo autore, Gianluca Giaquinto, vide il primo spettacolo della compagnia "Welcome to Wonderland" e si mise subito all'opera per scriverne uno totalmente inedito, in linea con le caratteristiche registiche dello stesso. A testo ultimato, lo spettacolo è stato prontamente analizzato da Riccardo Maggi e Viola Zanotti, che se ne sono occupati con grande cura e l'hanno portato in scena dopo pochi mesi:
“Parigi, un imprecisato 1800. Sebastien Zeline, figlio di Mikael Zeline, notaio presso il prestigioso studio Zeline di Montmartre, è un uomo che ha tutto dalla vita: una fidanzata che lo ama, Cécile; un servo fedele, Griffart: e un medico, Fassbender, che in fondo gli vuole bene. Eppure, Sebastien non è felice: sente delle voci, voci che gli dicono di andare al cimitero, le voci della “Grande Profezia”. Tra alchimisti, profanatori di tombe e imitatori, Sebastien si troverà coinvolto suo malgrado in una guerra secolare, una partita tra potenze sovrumane, e vivrà l’inconveniente di non essere sé…”
Opera originale e inedita, “La Profezia” è una tragicommedia brillante in un mondo apparentemente reale, ma sospeso a metà tra verità e finzione, un delirante ma razionale sogno ad occhi aperti del malcapitato Sebastien Zeline.
La regia è curata da Riccardo Maggi, giovane ed intraprendente regista, che dà ai suoi spettacoli un tocco speciale, ricco di ritmo e controscena attoriale. Per Riccardo le battute sono “musica” e questo spettacolo ne è la prova. Riccardo, 23 anni, si è diplomato nel 2015 presso l’Accademia Internazionale di Teatro di Roma ed ha iniziato a lavorare come regista pochi mesi dopo il diploma.
Riccardo è aiutato nel lavoro da Viola Zanotti, che si occupa, oltre che dell’assistenza alla regia, del trucco e dei costumi, alcuni dei quali realizzati interamente a mano.Pochi mesi fa anche Michela Tebi è entrata a far parte del cast creativo, in qualità anch’essa di assistente alla regia. Michela, come Viola, fa spesso parte anche del cast attoriale degli spettacoli di Riccardo Maggi. Michela si è diplomata nel 2015, insieme a Riccardo, presso l’Accademia Internazionale di Teatro di Roma. Riccardo, Viola e Michela hanno fondato, nel gennaio 2017, l’Associazione Culturale Oneiron.

TEATRO TRASTEVERE - via Jacopa de Settesoli 3, 00153 Roma
dal 16 al 19 febbraio 2017
martedì-sabato h 21.00, domenica h 17.30 contatti: tel: 06.5814004

Info e prenotazioni: telefono 06-5814004, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrotrastevere.it

 

[RITMI SOTTERRANEI]
Contemporary Dance Company IN
L’UOMO DAL CERVELLO D’ORO
“il fumo improvviso, lo stupore negli occhi, il rumore assordante, le fiamme e il volo.”
Regia + Coreografia Alessia Gatta
Drammaturgia Marco Angelilli
Musica Mokadelik
Aiuto regia / Artista visuale Viola Pantano
Disegno Luci Daniele Davino
danzatori
Heamin Jung - Gioele Coccia - Marco Grossi - Viola Pantano - Vanessa Guidolin
Giacomo Sabellico - Noemi Dalla Vecchia - Lorenzo Da Silva Dasse

Al Teatro Parioli Peppino De Filippo martedi 14 e mercoledi 15 febbraio 2017, la [RITMI SOTTERRANEI],contemporary dance company,presenta in anteprima nazionale, “L’uomo dal cervello d’oro”, atto unico di 60’ (danza - phisical theatre), 2017 per la Rassegna “Parioli in Danza”.Il progetto è prodotto dal Centro per lo studio e la ricerca della danza contemporanea [MATRICE] N, residenza stabile della compagnia. Il Teatro Parioli costituisce la prima tappa del percorso della compagnia che presenzierà al Busan International Dance Festival di Seoul a luglio 2017.
“L’uomo dal cervello d’oro” nasce da un'esperienza personale della coreografa Alessia Gatta. Era il 31 Luglio 1992 quando diciassettenne, assisteva al lancio dello space shuttle Atlantis, presso il KSC (Cape Canaveral-USA). Il ricordo apre a delle domande che si traducono in partitura corporea e musicale: Come ci si prepara ad essere autori di quello spettacolo? Quale l'aspettativa di chi si ritrova coinvolto in un momento così unico senza una particolare preparazione scientifica se non il desiderio giovanile di conoscere? Il confine tra scienza e meraviglia diventa una coreografia che esplora il tempo, la materia e lo spazio. Architettura rigorosa e circolazione sanguigna. Una danza che sonda distanze e punti di incontro tra persone e linguaggi. La partitura coreografica incontra infatti la drammaturgia di Marco Angelilli, le musiche della band Mokadelic e l'allestimento scenico del light designer Daniele Davino.

ORE 9:56, 31 LUGLIO 1992, UNA GIOVANE DONNA, ANNI 17, UN’ISOLA, IL KSC, UNO SPACE SHUTTLE: L’ATLANTIS - UN UOMO, LO SPAZIO - UN PADRE, UN EVENTO, IL FUMO IMPROVVISO, LO STUPORE NEGLI OCCHI, IL RUMORE ASSORDANTE, LE FIAMME E IL VOLO.”
A.Gatta

“Il momento. L’attimo. Quel preciso istante in cui inspiegabilmente i neuroni ricevono un impulso (andando a “scomodare” i cinque - facciamo sei - sensi) e le sinapsi veicolano miliardi di informazioni come autostrade durante l’esodo di Ferragosto, in un marasma di elettricità e chimica.Aldilà dei tecnicismi da medici incalliti o scienziati pazzi però, certe dinamiche del corpo umano (e più specificatamente della mente) restano avvolte da una nuvola di mistero -affascinanti e misteriose allo stesso tempo -, in viaggio verso un labile confine tra scienza ed esoterismo, illusioni e meccanismi perversi. Uno spazio (perchè in fondo di quello parliamo),in cui l’architettura crea e distrugge, realizza labirinti da cui è difficile uscire, innesta semi checresceranno velocemente (o forse no), svilupperanno radici (o forse no), avranno bisogno di cure ( o forse no). Alla fine sarai tu a decidere. Sarai tu (non senza una buona dose di incoscienza) a fare di un seme un’idea. Di un’idea un progetto. Di un progetto qualcosa in grado di cambiare te stesso (e talvolta anche il mondo).“L’uomo dal cervello d’oro”, diventa dunque un’esperienza sensoriale nei meandri più reconditi della mente, che si palesa nei movimenti liquidi di 8 ballerini, e nelle sonorità ruvide e nostalgiche dei Mokadelic. Una strada da percorrere attraverso ricordi, emozioni e speranze, in cui tutti (in scena e fuori), vanno in cerca di risposte. O forse di domande.Chè in fondo, diceva qualcuno, l’importante è cercare.

TEATRO PARIOLI PEPPINO DE FILIPPO - Via Giosuè Borsi 20, 00197 Roma
martedi 14 e mercoledi 15 febbraio 2017 ore 21,00
Platea e Galleria € 20,00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 8073040
Sito web: www.teatropariolipeppinodefilippo.it

 


IL SECONDO FIGLIO DI DIO
Vita, morte e miracoli di David Lazzaretti
scritto da Manfredi Rutelli e Simone Cristicchi
con Simone Cristicchi
regia Antonio Calenda
musiche originali Simone Cristicchi e Valter Sivilotti
con le voci registrate del Coro Ensemble Magnificat di Caravaggio
preparato da Massimo Grechi e diretto da Valter Sivilotti
disegno luci Cesare Agoni scene e costumi Domenico Franchi
assistente scenografo Michela Andreis sarto Federico Ghidelli elaborazione video Andrea Cocchi sonorizzazioni Gabriele Ortenzi
progetto sonoro Andrea Balducci datore luci Angelo Generali
produzione CTB Centro Teatrale Bresciano/ Promo Music
con la collaborazione del Mittelfest 2016 e Dueffel Music
un ringraziamento ad Andrea Anselmini

Ogni sogno ha una voce precisa, e sta dentro ognuno di noi.
Solo i matti, i poeti, i rivoluzionari, non smettono mai di sentirla, quella voce.
E a forza di dargli retta, magari poi ci provano davvero a cambiarlo, il mondo.
Simone Cristicchi presenta Il secondo figlio di Dio, il suo nuovo spettacolo teatrale ispirato alla vicenda incredibile, ma realmente accaduta, di David Lazzaretti, detto il “Cristo dell’Amiata”.
Dopo il grande successo di “Magazzino 18” (200 repliche e decine di migliaia di spettatori), Simone Cristicchi, torna a stupire il pubblico con una storia poco frequentata, ma di grande fascino. Ne Il secondo figlio di Dio, si racconta la grande avventura di un mistico, l’utopia di un visionario di fine ottocento, capace di unire fede e comunità, religione e giustizia sociale. Tra canzoni inedite e recitazione, il narratore protagonista ricostruisce la parabola di Lazzaretti, da barrocciaio a profeta, personaggio discusso, citato e studiato da Gramsci, Tolstoj, Pascoli, Lombroso e Padre Balducci; il suo sogno rivoluzionario per i tempi, culminato nella realizzazione della “Società delle Famiglie Cristiane”: una società più giusta, fondata sull’istruzione, la solidarietà e l’uguaglianza, in un proto-socialismo ispirato alle primitive comunità cristiane. Il cant’attore Cristicchi racconta l’”ultimo eretico” Lazzaretti, e quel piccolo lembo di Toscana (Arcidosso e il Monte Amiata) che diventa lo scenario di una storia che mai uguale fu agitata sulla faccia della terra, ponendoci una domanda più grande, universale, che riguarda ognuno di noi: la “divinità” è un'umanità all'ennesima potenza?
Con l'ausilio di video-proiezioni e di una scenografia in continua mutazione, quella terra così aspra e bella, quella “terra matrigna e madre” diventa la co-protagonista, nel racconto della straordinaria vicenda di David Lazzaretti, il secondo figlio di Dio. Una storia che se non te la raccontano, non la sai. La storia di un’idea.
La storia di un sogno.

TEATRO VITTORIA / ATTORI & TECNICI - Piazza S. Maria Liberatrice 10, 00153 Roma (Testaccio)
dal 16 al 26 febbraio 2017 ore 21.00 (domenica ore 17.30 , mercoledi 22 ore 17.00)
Biglietti: intero platea 28, intero galleria 22 (compresi 3 euro di prevendita)
Ridotti in convenzione: platea 21 e galleria 18 (compresi i 3 euro di prevendita)
Promozione gruppi: 1 biglietto cortesia ogni 10 spettatori paganti
Botteghino: 06 57 40 170 ; 06 57 40 598 _ lunedì (ore 16-19), martedì - sabato (ore 11- 20), domenica (ore 11-13.30 e 16-18)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 5740170 - 06 5740598
Sito web: www.teatrovittoria.it


LO STRANO MONDO DI LORENZ

‘Il battito di ali di una farfalla in Brasile può provocare un tornado in Texas’. Anche il più piccolo dettaglio, il più innocente, influenza la vita degli altri, a volte sfiorandola appena, a volte cambiandola per sempre.
E’ questo Lo Strano Mondo di Lorenz, lo spettacolo di punta della Compagnia QFC che Verbavolant è orgogliosa di presentare, in programma il 17 e 18 febbraio al Teatro Cometa Off di Roma.
Lo spettacolo, totalmente improvvisato, si ispira alla teoria del caos e al celebre ‘effetto farfalla’ teorizzato da Edward Lorenz nel 1963 e riassumibile proprio nella celebre affermazione ‘un battito d’ali di una farfalla in Brasile può provocare un tornado in Texas’, ovvero che un solo, piccolissimo, innocuo gesto o avvenimento può cambiare il corso del destino, della storia, della vita, per sempre.
La struttura narrativa dello spettacolo è ispirata alla raffinata drammaturgia cinematografica degli ultimi anni che ha portato sul grande schermo il concetto di effetto farfalla come America Oggi di Altman, Magnolia, Match Point di Allen, Amores Perros di Iñárritu, Third Person dove storie parallele sono collegate tra loro da link molto spesso impercettibili, ma allo stesso tempo potenti.
Il battito d’ali nello ‘Strano mondo di Lorenz’, il quale darà il via agli avvenimenti che a cascata ne deriveranno, sarà dato dal pubblico in sala: uno spunto che darà il la alle storie dei sei personaggi in scena, che modificherà il loro destino, che modificherà le loro vite. Vite che si intrecceranno, si sfioreranno, si contamineranno creando nuove infinite possibilità e nuovi bivi.
L’imprevedibile evoluzione di questi personaggi e delle loro storie avverrà in un susseguirsi di ritmi e di mescolanze di stili diversi che farà ridere e terrà incollato alla sedia lo spettatore.

TEATRO COMETA OFF - Via Luca della Robbia, 47 (zona Testaccio)
17 e 18 febbraio 2017- ore 21,30
Biglietti: interi 10 euro/ ridotto 8 euro
Tessera annuale teatro: 2, 50 euro
Per acquistare online: http://www.verbavolant.roma.it/online-store

Info e prenotazioni: Tel. 06-57284637 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. – 347-9439412
Sito web: www.cometaoff.it


Andrea Perrozzi e Alessandro Salvatori in
IO NON POSSO ENTRARE
di Manuela D’Angelo
regia Paola Tiziana Cruciani
movimenti coreografici Cristina Fraternale
luci Emanuele De Rossi
aiuto regia Andrea Zanacchi
foto Luana Belli
progetto grafico Laura Toniutti
e con: Andrea Pirolli

I nostri animali ci giudicano? Cosa accadrebbe se, per un attimo, ci mettessimo nei loro “peli”? L’ umana società, con le sue convenzioni, le sue regole, le assurdità, le contraddizioni analizzata attraverso gli occhi ingenui e scevri da qualsiasi condizionamento che solo gli animali possono avere.
In un canile come tanti, in una città come tante, vivono tre cani come ce ne sono pochi al mondo. Non sono le loro storie ad essere singolari, ma il fatto che, per la prima volta, le raccontino agli uomini proprio loro, i protagonisti. E che aggiungano alle proprie vicende anche delle considerazioni sulla vita, sulla società, sulle ipocrisie degli uomini che si sentono esseri tanto superiori agli animali ma che, a ben vedere, proprio perfetti non sono.
Che l’umanità faccia acqua da tutte le parti è la convinzione di Randagio, un cane che non ha nome perché non è mai stato di nessuno: appartiene solo a se stesso e tiene tantissimo alla propria libertà. Per questo, mal tollera Artù, l’altro cane ospite/prigioniero del canile, che di fiducia negli uomini ne ha fin troppa perché è sempre vissuto in mezzo a loro, ne ha acquisito espressioni ed educazione, più avvezzo all’amicizia umana che a quella canina. Infine, il trio si completa con Lollo, un beagle un po’ schizzato che, sotto la superficie di divertente follia, porta con sé il ricordo terribile del laboratorio per esperimenti sugli animali in cui ha trascorso tutta la vita.
Quando questi tre personaggi così diversi si confrontano, in agguato ci sono risate da una parte e riflessioni un po’ amare dall’altra. Sembrerebbe non esserci un terreno comune di dialogo tra queste tre esistenze, eppure qualcosa c’è: tutti desiderano uscire dalla gabbia. Dopo una vita trascorsa fuori dai negozi, dai bar, dai ristoranti che espongono tutti il cartello “io non posso entrare”, il paradosso per queste tre creature è che stavolta non possano uscire. Eppure, ognuno ha il proprio sogno: Artù vorrebbe tornare dalla propria famiglia d’adozione, che però lo ha abbandonato; Randagio vorrebbe riconquistare la facoltà di gironzolare a suo piacimento per le strade della città, vivendo di espedienti e di avventure; Lollo vorrebbe uscire, a qualunque patto, pur di vivere la vita “da cane” che in laboratorio gli è stata negata.
Tra tentativi di fuga, riflessioni, fallimenti e, soprattutto, moltissime risate, si pennella un mondo canino sui generis, dipendente da quello degli uomini, ma che si rivela infinitamente più umano. Perché i cani sono animali, sì. Ma mica bestie!
Perrozzi & Salvatori ancora una volta ci propongono uno spettacolo originale, insolito ed esilarante, in cui la vis comica dei due attori si sposa con un argomento attuale e senza tempo, come il rapporto tra gli esseri umani e gli animali. L’intesa dei due attori, già rodata da una lunga serie di spettacoli, si rinnova e si rafforza, confermando le capacità recitative e musicali della coppia alla quale, in questa esilarante pièce, si aggiunge il talento brillante di Andrea Pirolli.
“Io non posso entrare”, con dialoghi serrati, comici e irriverenti, racconta la quotidianità di ciascuno di noi, le avventure e le relazioni tra il mondo animale e quello umano, tra lealtà e ipocrisie, regalando risate e spunti di riflessione, tra allegria e momenti di commozione. La dinamica e dissacrante regia di Paola Tiziana Cruciani, le melodie accattivanti di Andrea Perrozzi e i dialoghi cinico-comici di Manuela D’Angelo ci guidano in un mondo “bestiale”, dove l’immaginazione e la realtà si fondono, gli animali parlano, gli uomini una volta tanto ascoltano e il divertimento si spreca. Uno spettacolo nuovo, diverso, unico, una favola mai raccontata, interpretata da attori, “cani” sì, ma solo per gioco!

TEATRO SETTE - via Benevento 23, 00161 Roma
dal 14 al 26 febbraio 2017
orari: dal martedì al sabato ore 21.00; domenica ore 18.00
biglietti: € 24,00 - € 18,00 (prevendita compresa)
biglietteria: via Benevento, 23; dal lunedì al sabato ore 10.30-21.00; domenica ore 16.00-18.00

Info e prenotazioni: tel. 06.442.36.382 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web www.teatro7.it/


BUFFONE
di Marco Passiglia e Sergio Viglianese
con Marco Passiglia, Sergio Viglianese, Alessandro Mancini E Francesca Tomassoni
regia Alessandro Barca
musiche Marco Passiglia

Marco e Sergio sono amici da più di 20 anni. Durante il liceo hanno messo in scena una commedia che ha reso la loro amicizia speciale. Senza dare seguito alla loro passione il destino li ha portati a lavorare insieme per 20 anni in una ditta di imballaggi.
Fino al giorno in cui Marco convince Sergio a lasciare il lavoro per realizzare finalmente il sogno di una vita: scrivere una commedia che li renda ricchi e famosi.
Mentre cercano l'idea, tra dubbi e incertezze, avranno a che fare con una vicina di casa fuori di testa e un impresario a dir poco bizzarro.
Saranno proprio loro a fargli venire l'idea giusta per completare l'opera
Ma quando ormai sembra fatta....
Una commedia molto divertente e a tratti romantica, che parla di sogni, di amicizia, di passioni e di inganni, e che vive tra immaginazione e realtà, salti temporali e colpi di scena.

TEATRO MARCONI - viale Guglielmo Marconi 698e (parcheggio interno)
dal 17 al 19 febbraio 2017
Biglietto Intero 20.00€ Ridotto 15.00€ - Under 25 8€
Ore 21.00 domenica ore 18.00

Info e prenotazioni: telefono 06 59.43.544, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatromarconi.it


LO STRANO TRIANGOLO DI SOPHIE
Scritto e diretto da Massimiliano Bruno
Con Roberta Chelini, Roberto Pucci, Marco Siotto
Aiuto regia Roberto Bubbico

Intrighi, avventure amorose, colpi di scena sono alla base della commedia “Lo strano triangolo di Sophie”, scritta e diretta da Massimiliano Bruno, che segue la formula canonica della “pochade” francese. La pièce, che debutta al Teatro Petrolini il 14 febbraio e sarà in scena fino al 19 febbraio, racconta le vicende di Sophie Giraux una piacente quarantenne parigina, che porta avanti con eleganza la complicata relazione a tre: lei, il marito e l’amante che risulta simpatico allo stesso consorte. I guai cominciano quando il triangolo, a insaputa della stessa Sophie, si trasforma in un quadrangolo: lei, il marito, l’amante n° 1 e l’amante n° 2. Risate e divertimento con la brillante perfomance dei tre attori protagonisti: Roberta Chelini, Roberto Pucci, Marco Siotto, capaci di conquistare con la giusta dose di complicità e ironia. Tra sospetti, equivoci e congetture i personaggi ruotano sulla scena con ritmo ed affiatamento, tali da rendere la storia una garbata forma di satira sociale.

TEATRO PETROLINI - via Rubattino 5 a Testaccio
Dal 14 al 19 febbraio 2017
Ore 21.00 festivi ore 17.00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Tel. 06 5757488
Sito web: www.teatropetrolini.com


GEORGE SAND E CHOPIN DA MAIORCA A NOHANT
Ideazione e regia Giuliano Esperati
Con Giuliano Esperati e Valeria Mafera
Al piano Manuela Pasqui
Scene e costumi Erika Cellini

Dal 17 al 19 febbraio al Teatro Le Sedie di Roma si racconta la storia di George Sand e Fryderyk Chopin. Giuliano Esperati e Valeria Mafera portano in scena George Sand E Chopin Da Maiorca A Nohant accompagnati dalle note di Manuela Pasqui e diretti dallo stesso Esperati.
La storia d’amore tra la scrittrice rivoluzionaria Aurore Lucile Dupin, in arte George Sand (1804-1876) ed il musicista Fryderyk Chopin (1810-1849), geniale pianista malato di tubercolosi. Una relazione tempestosa, durata dal 1838 al 1847, tra un uomo chiuso ed indecifrabile ed una donna anticonformista, anticlericale ed antimonarchica. Un artista perfezionista e cesellatore ed un’artigiana della scrittura. Ma soprattutto una donna innamorata dell’amore che corteggia un uomo sconosciuto alla sensualità, fino a farlo capitolare. Una relazione libera e scandalosa nell’Europa del XIX secolo.

TEATRO LE SEDIE - vicolo del Labaro 7, Roma
dal 17 al 19 febbraio 2017
sabato ore 21.00, domenica ore 18.00
Ingresso: € 10 intero; € 8 ridotto

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 3201949821
Sito web: www.teatrolesedie.it


AFFETTE DA AFFITTO
scritto e diretto da Francesca Milani
con Francesca Milani, Chiara Canitano, Roberta Mastromichele

Tre donne diverse, per diversi motivi, si ritrovano a condividere lo stesso appartamento. Nulla sembra accomunarle… ma l'arrivo di un ospite inatteso in una notte come le altre, che in realtà si rivelerà non esserlo affatto, darà loro modo di scoprire di essere più simili di quanto mai avrebbero immaginato. Risate, un velo di noir e continui colpi di scena condurranno lo spettatore all'inaspettato finale!

TEATRO L'AURA - Vicolo di Pietra Papa 64, Roma
dal 16 al 19 febbraio 2017
dal giovedì al sabato alle ore 21.00 domenica alle ore 18.00
Biglietti Intero 13.00 + 2.00 (tessera associativa)
Ridotto 10.00 + 2.00 (tessera associativa)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06-83777148
Sito web: www.teatrolaura.org

 

QUINTA ARMATA

Quinta Armata, organizzata da Tradizione Teatro in collaborazione con il Teatro Marconi, torna a “invadere” il Teatro Marconi. Non si tratta di una rassegna, né di un progetto teatrale, Quinta Armata è il luogo stabile dove le arti si fondono creando linguaggi diversi, un luogo dove lo spettatore vede la trasversale dell'arte under 35 nelle varie forme e sceglie di cosa arricchirsi: musica, nuova drammaturgia, cantautorato, installazioni, performance e tanto altro.Questo mese sarà caratterizzato da un tema speciale, scelto in occasione di San Valentino: l'Amore.
Il 14 e il 15 febbraio, quindi, gli spettatori si ritroveranno coinvolti in un percorso polivalente tra cocktail e monologhi, giochi teatrali e nuovo cantautorato italiano, avvolti in un'atmosfera romantica e magica fatta di luci, colore e poesia.
Ritorneranno i #RaccontiEspressi di Alessio Rizzitiello, #ShakeYourTime a cura di Eva Sabelli (dedicato in quest'occasione ai sonetti d'amore del Bardo), e #RadioMiAscolto a cura di Piero Grant e Michela Ronci.
Per quanto riguarda #GolfoMistico, la rassegna di nuovo cantautorato a cura di Toto Toralbo, il 14 febbraio si esibirà Foscari, mentre il 15 sarà il turno di Marat e Gabriella Martinelli.
Sempre presenti le installazioni artistiche di Michelangelo Tomaro e i sottofondi musicali di Francesco Del Gaudio.
La serata si concluderà poi, alle ore 21.00, con TEATRO STANCO, lo spettacolo proposto da Civico 14 scritto e diretto da Michele Capuano, con Michele Capuano, Riccardo Morgante, Karun Grasso, Lorenzo Pettenati, Martina Cavazzana e le musiche eseguite dal vivo da Marco Foscari.
Il “Teatro Stanco” di via Giuseppe Pession 14 è fallito. Il Maestro, nonché il proprietario, sta cercando di venderlo. I suoi due collaboratori, Eduardo e William, vogliono mettere in scena il loro ultimo capolavoro. Attratti dalla situazione del Teatro Stanco, l'imprenditore e produttore cinematografico di successo Augusto Luigi e la sua compagna Raimonda Tivi, noto volto televisivo, cercheranno di trascinare i due protagonisti nel loro mondo, imponendo regole e limitando la loro libertà artistica. Un'escalation tragicomica di eventi che condurrà a una scomoda rivelazione...

TEATRO MARCONI - Viale Guglielmo Marconi 698 E, Roma
14-15 febbraio ore 19.30

Info e prenotazioni: Tel. 06 59.43.544 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatromarconi.it


LENÒR
di Enza Piccolo, Nunzia Antonino e Carlo Bruni
dedicato a Eleonora de Fonseca Pimentel
Con Nunzia Antonino
Regia Carlo Bruni

Sono nata il 13 gennaio 1752. Sotto il segno del Capricorno. Credo nell’influsso delle stelle sul destino delle persone. Sono state le stelle a suggerirmi: continua, va’ avanti. E io, sin da piccola, sono stata curiosa, testarda, perseverante: pronta a prendere tempo, per poi esplodere all’improvviso. Da ragazza avevo due occhi di fuoco, ero sincera, fervida, non capivo il cinismo, volevo che le cose migliorassero, credevo che potessero migliorare, e non solo per pochi. Ero disposta a rinunciare ai miei privilegi. Forse ero ingenua. Ho combattuto.

Dal 14 al 26 febbraio il piccolo Teatro Tordinona, in via degli Acquasparta 16 a Roma, ospita Lenòr: un solo teatrale dedicato alla rivoluzionaria del ‘700 Eleonora de Fonseca Pimentel. Lavoro fortunato che approda nella Capitale, dopo aver collezionato più di centocinquanta repliche (Bari/Kismet Opera, Lecce/Cantieri Koreja, Napoli/Teatro Nuovo/Galleria Toledo/Teatro dell’Accademia, Milano/Teatro dell’Elfo, Asti Teatro, Festival internazionale di Arzo).
Nunzia Antonino è una fuoriclasse: tecnicamente sapiente e follemente generosa nella sua interpretazione mentre la regia di Carlo Bruni trasforma la parola in visione e il gesto minimo in una azione epica"
Giuliana Musso

“Introdotti da un racconto di Enza Piccolo e guidati dalle voci di tanti illustri ammiratori (da Enzo Striano a Dacia Maraini, da Susan Sontag a Maria Antonietta Macciocchi), abbiamo conosciuto Eleonora de Fonseca Pimentel. L’incontro è stato folgorante. Portoghese d’origine, napoletana d’adozione, Eleonora fu poetessa, scrittrice e una delle prime donne giornaliste in Europa. Una figura decisiva per la storia del nostro paese e in particolare del sud. Nata a Roma (via di Ripetta) protagonista nei moti partenopei del 1799 e di quell’effimera repubblica meridionale, condusse un’esistenza esemplare, appassionata e faticosa, che ci parla ancora oggi, con grande forza, di libertà e giustizia, di amore e dignità. Eleonora combatté sino al patibolo la volgarità e l’inganno, l’ignoranza e la barbarie. Raccontarla significa non solo rendere omaggio a una grande antenata, ma invitarla a guidarci ancora in questo tempo difficile. Non ne raccontiamo semplicemente la storia: abbiamo concepito questo spettacolo come un’occasione per incontrarla”.
Carlo Bruni

TEATRO TORDINONA - Via degli Acquasparta 16, Roma
dal 14 al 26 febbraio 2017

Info e prenotazioni: telefono 067004932, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.tordinonateatro.it


Data Unica

Francesca Benedetti in
L’INDECENZA E LA FORMA
(Pasolini nella stanza della tortura)
di Giuseppe Manfridi
uno spettacolo di Marco Carniti
e con Sebastian Gimelli Morosini
musiche David Barittoni
Si ringraziano per l’assistenza Paolo Amati, Alberto Brichetto e Valentina Celentano
Produzione Teatro di Roma - Teatro Nazionale
Prima nazionale

Ancora un viaggio nei gironi pasoliniani con L’indecenza E La Forma (Pasolini nella stanza della tortura), nuovo testo scritto da Giuseppe Manfridi, per la regia di Marco Carniti, con protagonista Francesca Benedetti, in prima nazionale lunedì 13 febbraio (ore 21) al Teatro Argentina, una produzione Teatro di Roma.
Un melologo dove la scrittura si fa musica e la musica si trasforma in grido di rabbia. Un fiume inarrestabile di parole e di immagini a comporre un affresco pasoliniano feroce e disperato sul rapporto distorto tra madre-padre-figlio. Il testo si presenta con una struttura poetica dal ritmo densissimo che traccia un viaggio vorticoso nelle zone più infernali della vita di Pasolini, e che senza pudore entra nelle carni di quello che è stato il dato centrale della sua biografia: il rapporto con la madre e con il padre. Un triangolo familiare che dal momento stesso della creazione, il parto materno, delinea un destino di ostacoli emotivi capaci di scardinare la psicologia frantumandone la personalità e generando vuoto, solitudine e disperazione.
L’Indecenza e la forma è dunque un oratorio dissacrante che esplora i rapporti genitoriali: un’elegia spietata sul potere all’interno della famiglia che si trasforma in un incubo feroce in cui Pasolini è vittima. Non un poema, come potrebbe apparire, ma un atto teatrale su carta per infiammarsi nelle carni dell’interprete e nell’incandescenza della scena. «Si sa: nella vita e nell’opera di Pasolini l’indecenza e la forma coabitano, confliggono e si mischiano per virtù alchemica in perpetuo, condannando il loro Prospero a quella stanza della tortura da sempre assegnata ai grandi eretici di ogni epoca – riflette l’autore Giuseppe Manfridi – in più, è come se a Pasolini fosse stato imposto di tirare su da sé le mura della sua cella, e di mettere punto con le proprie stessi mani gli strumenti destinati a seviziarlo. E lui lo ha fatto con uno scrupolo che a molti è parso masochistico, e non piuttosto l’atto sacro che fu. Nel profluvio dei versi che compongono il copione, nei lacci delle rime e delle assonanze, nel rap dissennato che traversa facce, gole, miti e nervature, l’osceno ambisce a purificarsi, mostrandosi ansioso di una spietatezza che lo giustifichi, fomentando dialoghi estremi, fatali. Parla il poeta bambino e parla il poeta adulto, parla il padre delittuoso e la madre onnivora, parla il fratello caro agli Dei e parla Saturno divoratore dei propri figli. Parla la plebe e parlano gli amanti. E il loro parlare si traduce in lotta, la lotta si traduce in dramma, e il dramma tende alla sua catarsi. È il compimento di un’esistenza che, per paradosso, ha saputo domare il proprio fato accettando un’assoluta e definitiva sottomissione ad esso».
Un testo polifonico a più voci, tutte affidate a Francesca Benedetti, per un viaggio dal reale autobiografico a quel “romanzo mai scritto” in cui Pasolini rivive i suoi rapporti con la madre e il padre in una sorta di incubo feroce, un “caos” involontario che lo porta all’autodistruzione. «Una drammaturgia ipertrofica scomoda e respingente – racconta il regista Marco Carniti – Un Pasolini capovolto che esce allo scoperto mostrando la parte più fragile di se stesso. Un vero e proprio sacrificio umano che si svolge davanti agli occhi del mondo fuori da ogni tipo di giudizio o giustificazione. Ho cercato di rappresentare ciò che è stato creato per essere solo ascoltato. Unendo sacralità e perversione in un laccio inestricabile. Un cordone ombelicale che strangola senza pietà un figlio-vittima lasciando senza respiro sia l’attore che lo spettatore. Ho dato corpo e azione teatrale a un personaggio inesistente nel testo originale che rappresenta in senso fisico e metafisico il rapporto vittima-carnefice che si instaura tra madre-figlio e padre-figlio. Un testo che vuole superare tutti i limiti della decenza verbale e fisica scompigliando le carte del nostro destino e generando il caos che ci coinvolge tutti».

TEATRO ARGENTINA - Largo di Torre Argentina, 52 00186 - ROMA
Lunedì 13 febbraio ore 21

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 684 00 03 11 / 14
Sito web: www.teatrodiroma.net


Andrea De Rosa e Lucia Rossi In
PSICOMICO REvolution
TRAGICOMICA PSICOTERAPIA DI RIMEMBRANZE SOTTO AMNESIA
Testo e regia: Andrea De Rosa
Disegno luci: Luca Gaeta
Fonico e tecnico delle luci: Simone China

Adesso tutto è cambiato. E nulla sarà più come prima.
Se nello spettacolo “Psicomico”, presentato al Teatro Tirso di Roma a marzo 2016, si raccontava di un attore comico che si metteva a nudo sotto gli occhi di uno psicologo invisibile, nel nuovo “Psicomico Revolution”, in scena alla Sala Umberto di Roma il 13 febbraio 2017, quello che era un monologo diventa un dialogo.
Ora c’è il confronto con una vera e propria psicoterapeuta!
E già, perché l’unico modo per arrivare a delle risposte grazie all’aiuto di una persona, è “entrare in empatia”, quindi “rendersi vulnerabili”. E non è detto che questo valga solo per il paziente…
Lucia è una psicologa depressa: il suo matrimonio, dopo sette anni è giunto al capolinea. È completamente abbandonata all’apatia e non riesce a trarre benefici dalla sua situazione personale.
Il suo paziente di oggi è Andrea, un attore comico, incazzato col suo Paese e deluso dal suo lavoro, che ha già fatto il biglietto per Londra. Lì farà un altro mestiere e cambierà vita, almeno spera.
Andrea non ha nessuna intenzione di farsi psicanalizzare, vuole solo sfogarsi di tutto ciò che lo circonda e che non riconosce più.
Lucia finge di assecondare il paziente in questa sua bizzarra impostazione, ma appena quest’ultimo nomina la parola “Rivoluzione”, lei prende la palla al balzo e mette le cose in chiaro: «l’unica “Rivoluzione” possibile è quella personale».
A questo punto il paziente è costretto a parlare un po’ di sé. E ascoltandolo, Lucia sente di avere qualcosa in comune con lui. Ma ovviamente non fa trasparire nulla. Anche perché c’è un’informazione che è stata omessa e che potrebbe rimettere tutto in discussione…
I protagonisti dello spettacolo sono due eccezionali attori ANDREA DE ROSA (Notte prima degli esami, Amore Bugie & Calcetto, Una pallottola nel cuore) e LUCIA ROSSI (Distretto di Polizia 8 e R.I.S. Roma 2 e 3) per la prima volta insieme su un palco in un dialogo esilarante e allo stesso tempo introspettivo, firmato e diretto dallo stesso De Rosa.

TEATRO SALA UMBERTO - Via della Mercede 50, Roma
lunedì 13 febbraio 2017

Info e prenotazioni: telefono 06 6794753, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.salaumberto.com


FUOCHI SULLA COLLINA
di e con Andrea Scanzi e Filippo Graziani
Produzione Promomusic

Pochi musicisti italiani sono stati autenticamente rivoluzionari come Ivan Graziani, il primo a far davvero dialogare rock e cantautorato. Amato ancora tanto ma mai ricordato abbastanza, “Fuochi sulla collina” è l’incontro-spettacolo concepito dal figlio Filippo, che lo interpreta come nessuno, e da Andrea Scanzi, che a teatro ha già portato con successo Giorgio Gaber e Fabrizio De André. Non un tour vero e proprio, ma una serata speciale da sfoggiare quando occorre farlo. Nei luoghi giusti, nei contesti giusti.
Il titolo fa riferimento a una delle canzoni più ispirate della musica italiana, “Fuoco sulla collina”, ma allude anche alla maniera del tutto personale che aveva Ivan Graziani nel declinare le sue tematiche. Negli anni affollati – i Settanta – in cui la musica d’autore si impegnava dichiaratamente, e a volte didascalicamente, Ivan cercava sempre una via tutta sua: poca politica, ma tanto sociale. Testi immediati, ma per niente semplici. E una capacità rara di inventare trame sonore mai scontate, nonché felicemente azzardate.
Lo spettacolo alterna la narrazione di Scanzi alle interpretazioni di Filippo. Entrambi ne ripercorrono la carriera e i mille snodi, cercando di stanare non solo i brani più noti (Lugano addio, Taglia la testa al gallo, Monna Lisa, Pigro), ma anche gli episodi meno famosi: i ritratti stralunati (Io che c’entro), gli squarci di provincia (Scappo di casa), gli scherzi ispirati (Motocross), la smisurata ritrattistica femminile (Paolina) e le incursioni noir (Fango).
Chitarrista personalissimo, presente in dischi esiziali di Lucio Battisti e Francesco De Gregori, Ivan Graziani era capace di azzardi spericolati (Il topo nel formaggio) e trame oltremodo evocative (Olanda). E’ stato un pioniere mai banale e goliardicamente rivoluzionario, ironico e dannunziano, eclettico e spiazzante. Nient’affatto etichettabile e per nulla disimpegnato, casomai impegnato a modo suo. Ricordarlo, oltre che è un dovere, è un piacere che Filippo Graziani e Andrea Scanzi concedono a se stessi - sul palco hanno davvero l’aria di chi si diverte – e condividono con il pubblico. Un ricordo senza cascami agiografici, ma con tanto affetto. E non meno riconoscenza.

TEATRO VITTORIA / ATTORI & TECNICI - Piazza S. Maria Liberatrice 10, 00153 Roma (Testaccio)
15 febbraio 2017 ore 21.00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 5740170 - 06 5740598
Sito web: www.teatrovittoria.it


Ancora in scena

UNA CASA DI BAMBOLA
di Henrik Ibsen
traduzione, adattamento e regia di Andrée Ruth Shammah
con Filippo Timi, Marina Rocco (nel ruolo di Nora)
con la partecipazione di Mariella Valentini
e con Andrea Soffiantini, Marco De Bella, Angelica Gavinelli, Elena Orsini, Paola Senatore
Produzione Teatro Franco Parenti/Fondazione Teatro della Toscana

A quasi 140 anni dalla sua stesura, Casa di bambola è da annoverarsi tra i testi immortali del teatro, tuttora tra i più rappresentati con successo in ogni angolo del mondo, sempre attuale perché universale nel tema dell’eterno conflitto tra l’identità maschile e quella femminile. Da regista donna, Shammah indaga il crollo del “maschile” contemporaneo, posando la sua attenzione non sulla donna che si ribella, ma sulla solitudine dei personaggi maschili, tutti interpretati da Filippo Timi, mattatore debordante e altamente introspettivo nei molteplici panni del marito, del dottore e dell’usuraio. La volontà registica è quella di sviscerare i rapporti tra i diversi e sofisticati ruoli maschili e femminili che popolano il testo ibseniano senza tuttavia adagiarsi sul cliché di Nora, scavando nelle pieghe della sua psicologia e rendendola controversa manipolatrice e abile tessitrice di trame, una Marina Rocco prima vittima e poi eroina che si emancipa dal marito.
Lo spettacolo diventa così un vero corpo a corpo con i sentimenti, un percorso attuale all’interno delle dinamiche di coppia che rivela il lato oscuro dei protagonisti. In tal senso risulta decisiva l’interpretazione di Filippo Timi, trasformista in scena e irresistibile interprete dei ruoli maschili: Torvald, Rank e Krogstad, tre doppi di un unico uomo destinato a soccombere. «I tre protagonisti maschili sono molto diversi. Io cerco di dare a ognuno un modo di parlare, di muoversi – afferma l’attore – Il dottor Rank, l’amico, è il tipo che non prende, ma dà. È lui che incita Nora a fuggire a spiccare il volo, ma se dovessi descriverlo direi che è un fiume arido, dove non scorre acqua: ha preso la sifilide dal padre quando era bambino ed è come marchiato, non può avere relazioni, dunque è vergine. Krogstad, il procuratore, per me è come una pietra, è un Helmer, il marito di Nora, ma a cui tutto è andato male. E quanto a Helmer sembra lineare ma è il più complesso. Il marito padrone, il borghese ipocrita da cui Nora fugge, ma se leggi il testo capisci che non è così. Se Helmer appare ossessivo è perché Nora è una bugiarda. Lo trovo un uomo ragionevole che mi sta insegnando quanto sia bello scindere il cuore dalla testa. È come i quadri di Mondrian: il quadratino del rosso della passione deve essere più piccolo del giallo che è la ragionevolezza perché avere il controllo del lato emotivo è una conquista. E in Ibsen nessuno dei due ha ragione, né il maschio, né la femmina. Semplicemente ci mostra cosa succede in una coppia: si ama, si finge, si lotta, si mente... Alla fine quando Nora accusa Helmer di trattarla come una bambola, “per trovare me stessa me ne devo andare”, è lui a dirle prova a cercare te stessa con me, dobbiamo crescere insieme, è una cosa bella. È il modo giusto per vivere una relazione. Magari proprio con l’uomo che mette in discussione se stesso, si mostra più fragile, più debole. Le sfumature sono una ricchezza: se l’uomo diventa un po’ femmina è ok».

Il capolavoro ibseniano ci presenta Nora, la moglie, amata e vezzeggiata come una bambola, dell’avvocato Torvald Helmer che sta preparando l’albero di Natale. Sopraggiunge inaspettata l’amica Cristina, vedova e bisognosa di aiuto e a lei Nora rivela un segreto: otto anni prima ha contratto un debito con un certo Krogstad falsificando la firma del padre per poter pagare il soggiorno in Italia necessario alla guarigione del marito. La promozione a direttore di banca del marito sembra risolvere ogni cosa, ma Krogstad, impiegato nella stessa banca, ricatta Nora per ottenere una promozione. Quando Torvald, ignaro di tutto, vorrebbe licenziarlo per altri motivi, questi minaccia di denunciare ogni cosa se Nora non otterrà di far bloccare il licenziamento. L’intercessione della donna non ottiene alcun esito e Krogstad mette in atto la sua minaccia inviando una lettera a casa degli Helmer. Cristina, che ha riconosciuto in lui un antico innamorato, lo convince a recedere dal ricatto, ma è troppo tardi. È questo un complesso intreccio, avvincente come un thriller e intrigante come un giallo, fatto di emozioni e tormenti, inganni e calcoli, illusioni e rese dei conti, truffe e utopie, che Shammah compone per avvolgere lo spettatore in un appassionante reticolo di dinamiche relazionali e affari di famiglia. Un dramma borghese, privato dei luoghi comuni, con l’intenzione di svelare un aspetto oscuro, o segreto, del dramma.

TEATRO ARGENTINA - Largo di Torre Argentina 52, 00186 Roma
dal 7 al 19 febbraio 2017
Orari spettacolo: prima ore 21, martedì e venerdì ore 21, mercoledì e sabato ore 19, giovedì e domenica ore 17. Lunedì riposo. Durata spettacolo: 2 ore e 40 minuti più intervallo

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 684 00 03 11 / 14
Sito web: www.teatrodiroma.net


LE BACCANTI – Dionysus il dio nato due volte
un progetto di Daniele Salvo sulle Baccanti di Euripide
regia Daniele Salvo
con Manuela Kustermann, Daniele Salvo, Paolo Bessegato, Paolo Lorimer, Simone Ciampi, Diego Facciotti , Giulia Galiani, Annamaria Ghirardelli, Melania Giglio, Francesca Mària, Silvia Pietta, Alessandra Salamida, Giulia Diomede
produzione La Fabbrica dell'Attore – Teatro Vascello Roma – Tieffe Teatro Milano
Teatro Di Stato Constanta Romania

Le Baccanti rappresentano una finestra sull'irrazionale, su un mondo antico di reale libertà espressiva, di possessione dionisiaca, una riflessione sul senso del divino nelle nostre vite e su ciò che, nella nostra quotidianità, viene rimosso. La parola antica è un grido proveniente da un altro tempo, un appello alla riflessione, al risveglio dei sensi, un'esortazione a guardarci dentro in altri modi. Nel frenetico vivere odierno noi affidiamo gli ultimi scampoli di irrazionalità e presenza fisica ai momenti dell'eros, della malattia, del sonno. Le Baccanti, invece, agiscono in stato di automatismo menta- le, di sonno perenne, sono in qualche modo "agite" dal Dio, Dioniso opera attraverso di loro, attraverso i loro corpi e le loro voci, li trasforma e ne fa strumento di ebbrezza, sensualità, stordimento, morte, dolcezza infinita, ambiguità demoniaca. Il Dio in qualche modo si fa corpo e plasma le loro voci. La febbre del nostro tempo ci porta a vivere in una realtà anestetizzata, un mondo fittizio in cui l'emozione è bandita, al servizio di un intellettualismo sterile e desolante. I nostri occhi sono quotidianamente accecati da immagini provenienti dai media. La legge del mercato non perdona: si vendono cadaveri, posizioni sociali, incarichi pubblici, armi, sesso, infanzia, organi. Restiamo indifferenti. La dimensione borghese soffoca i nostri migliori istinti, la nostra sensibilità (che brutta parola oggi, considerata quasi scandalosa), la nostra sincerità e si porta via ogni forma di creatività, ogni volo. La nostra dimensione irrazionale viene completamente annientata. Il senso dell'affermazione dell'Io divora i nostri giorni. L'arte è svuotata della sua dimensione spirituale.I media, persuasori occulti, agiscono sui nostri cuori e sulle nostre menti addomesticando anche gli spiriti più ribelli, sigillando gli occhi più attenti. La dimensione spirituale è irrimediabilmente perduta.
Il senso del tragico è ormai sconosciuto. Il corpo viene cancellato. Siamo ormai definitivamente tra- sformati in consumatori e, nel medesimo istante, in prodotti, sconvolti da una guerra mediatica senza precedenti nella storia. Illusi della nostra unicità, della nostra peculiarità, in realtà pensiamo tutti nello stesso modo, pronunciamo le stesse parole, abbiamo tutti le stesse esigenze, le stesse speranze, le stesse ansie, la stessa quotidianità fabbricata in serie. Ci illudiamo di essere liberi.

TEATRO VASCELLO - via Giacinto Carini 78, 00152 Roma
dal 7 al 19 febbraio 2017
dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 18

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 589 8031
Sito web: www.teatrovascello.it

CERTE NOTTI
di Antonio Grosso
con Antonio Grosso, Rocio Munoz Morales, Ciro Scalera, Antonello Pascale, Ariele Vincenti, Federica Carruba Toscano
regia Giuseppe Miale Di Mauro


Certe notti è un titolo aperto per uno spettacolo; aperto a voli pindarici che le parole di Grosso riconducono immediatamente a una realtà fatta di corpi, anime e sentimenti. Il tono brillante, i tratti dei personaggi, i loro rapporti, le loro storie che s‘intrecciano in vari modi, le risate, le riflessioni, l’ironia, la cattiveria, sono la vita che pulsa nel testo di Grosso.
Quella vita che in certe notti sembra non riuscire ad arrivare all’alba. L’alba di un esame che certe vite sembrano non riuscire a superare.
Cinque universitari condividono gli spazi della Casa dello Studente e vivono in quel limbo che separa il giovane dall’adulto. Alle prese con i loro problemi esistenziali e un futuro dalle tinte troppo sbiadite per essere visto con ottimismo. Il tutto sempre coronato da una patina d’ironia che attraversa come un filo rosso tutto lo spettacolo. E poi c’è un professore infame, autoritario e cinico, simbolo di una società che abusa il potere e chiude le porte in faccia ai giovani al grido di: “Qui comando io e tu non sei nessuno!”.
Ma arriverà prima o poi un terremoto stravolgerà le cose, un terremoto che quelli come il professore hanno provocato con la loro spocchia, con la loro imprudenza, con la loro ignoranza. Un terremoto che il testo di Grosso fa sentire nell’aria da subito e fa intuire al più sgangherato del gruppo, un giovane autistico che i ragazzi troppo presi da loro stessi, dalle loro problematiche, non sanno ascoltare. E solo allora ci sarà la resa dei conti, perché si sa che i conti si fanno alla fine, ma questa è una fine che sa tanto di nuovo inizio. Queste, sono certe notti in cui l’alba arriva a rischiarare un nuovo giorno.

Al di là delle risate, tante, la lettura di questo testo ha degli spunti esistenzialisti notevoli: l’università come simbolo di una generazione bloccata, che fatica a superare l’esame della vita, e resta inchiodata in certe notti insonni che sembrano non finire mai. C’è l’impressione che Grosso abbia voluto costruire all’interno della Casa dello Studente un microcosmo, che è la società in cui viviamo, fatto di rabbia, amore, speranze, paure, in cui tutti i personaggi cercano goffamente di trovare il proprio posto. E magari, solo un terremoto, che per tutti è simbolo di paura e catastrofe, potrà rimescolare le carte e ricominciare il gioco della vita.
Giuseppe Miale di Mauro

TEATRO GHIONE - Via delle Fornaci 37, 00165 Roma
dal 1 al 19 febbraio 2017
Orari spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00 - domenica ore 17.00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06 6372294 – 06 39670340
Sito web: www.teatroghione.it


TEATRO NUOVO DI MILANO presenta
SATURDAY NIGHT FEVER
LA FEBBRE DEL SABATO SERA
Basato sul celebre film di Paramount/RSO e sulla storia di Nik Cohn
Adattamento al teatro di Robert Stigwook in collaborazione con Bill Oaks
e di Sean Cercone & David Abbinanti per il Nord America
con le canzoni dei The Bee Gees
Regia Claudio Insegno
Coreografie: Valeriano Longoni
Supervisione Musicale: Angelo Racz
Direzione Musicale: Massimo Carrieri
Scene: Roberto e Andrea Comotti
Costumi: Graziella Pera
Disegno Audio: Simone Della Scala
Disegno Luci: Valierio Tiberi
Video Scenografia: Francesca Del Cupolo & Erika Dolci
Assistente alla regia Simone De Rose
Assistente Coreografo: Erika Simonetti
Con
Giuseppe Verzicco nel ruolo di Tony Manero
Anna Foria - Stephanie Mangano - Giada D'auria – Annette
Luca Spadaro - Bobby C - Samuele Cavallo - Joey
David Negletto - Double J - Francesco Lappano - Gus
Alessandra Sarno - Flo Manero - Gaetano Ingala - Frank Manero
Gianluigi Sticotti - Dj Monty - Giovanna D'Angi - Candy
Alex Botta - Frank Jr - Monica Ruggeri – Linda Manero
Arianna Galletti - Pauline
e con Ensamble
Fabio Gentile - Ilaria Leone – Amilla Lucchini - Carolina Mollo - Jessica Falceri – Marco Ventrella –
Enerise Veidia - Janer Veranes
Massimo Carrieri - direzione musicale/tastiera1
Stefano Damiano – tastiera 2
Simone Rozza e Paolo Ballardini – chitarra
Marco Campagna – batteria
Daniele Catalucci – basso
Marcello Ronchi – tromba
Alessio Zanovello – reed
Pietro Spina – trombone

In occasione del 40° anniversario dall’uscita del celebre film, Teatro Nuovo di Milano presenta la nuova produzione italiana de LA FEBBRE DEL SABATO SERA.
Il musical tratto da una delle pellicole più celebri ed importanti nella storia del cinema, è un omaggio alla disco music ed al glam dominante degli anni’70. Uno spettacolare juke box musical in cui rivivere i successi disco in voga all’epoca tra cui spiccano le canzoni originali dei Bee Gees come Stayin' Alive, How Deep Is Your Love, Night Fever, You Should Be Dancing e tante altre in voga tutt’oggi quali Symphonie No 5, More than a woman e la celeberrima Disco Inferno.
Giuseppe Verzicco è il nuovo Tony Manero! A sceglierlo una commissione internazionale composta dai produttori americani di Theatrical Rights e dal team creativo italiano presieduto dal regista Claudio Insegno. Classe 1986, Verzicco è oggi uno dei migliori performer del musical italiano e, con il suo carisma ed il suo grande e poliedrico talento, è pronto a far rivivere quel ruolo che ha portato alla ribalta mondiale un giovanissimo Travolta.
Un ruolo attesissimo per un debutto che regalerà a tutto il pubblico italiano le forti emozioni che solo John Travolta seppe suscitare in tutti gli spettatori della celebre pellicola di John Badham, grazie al concept cinematografico che il regista Claudio Insegno ha voluto imprimere a questo nuovo allestimento. A presentare lo spettacolo è Lorenzo Vitali, direttore artistico del Teatro Nuovo, che ha anche prodotto il pluripremiato Jersey Boys.

TEATRO OLIMPICO - Piazza Gentile da Fabriano 17, Roma
Dal 7 al 19 febbraio 2017
Orario: dal martedì al sabato ore 21,00 – domenica ore 18,00 – lunedì riposo

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 326 5991
Sito web: www.teatroolimpico.it


Francesco Pannofino | Emanuela Rossi in
I SUOCERI ALBANESI
di Gianni Clementi
regia di Claudio Boccaccini
con Andrea Lolli, Silvia Brogi, Maurizio Pepe, Filippo Laganà, Elisabetta Clementi
produzione Viola Produzioni

Una famiglia borghese: un padre, una madre e 2 figli. Lui, Lucio, 55enne, consigliere comunale progressista, lei, Ginevra, 50enne, giornalista illuminata, con un passato fatto di lotte politiche e rivolte generazionali, conducono un’esistenza improntata al politically correct, cercando quotidianamente di trasmettere ai figli, Camilla, 16enne, e Pietro, 23enne, questo loro stile di vita, pregno di valori importanti, di parole mai banali: l’importanza della politica, della solidarietà, della fratellanza.
Ogni occasione è buona per ribadire simili concetti: a tavola, ascoltando un telegiornale, commentando episodi di vita. Ma come in tutte le famiglie anche le incombenze pratiche occupano uno spazio importante nella vita di Lucio e Ginevra e la rottura di una tubazione del bagno di servizio, che rischia di allagare l’appartamento sottostante, obbliga i coniugi a chiamare una ditta per il restauro completo del servizio igienico. La ditta è formata da due ragazzi: Igli, 27 anni e Lushan di 18. Sono albanesi, con una storia alle spalle di quelle che si leggono tutti i giorni sui quotidiani. Viaggi su barconi fatiscenti, periodi di clandestinità, infine l’agognato permesso di soggiorno e adesso una Ditta, con tanto di partita Iva e lavoro in quantità. Un esempio da seguire per Camilla e Pietro! È questo che Lucio e Ginevra pensano, guardando a quella luce che illumina gli sguardi dei 2 ragazzi. Una luce piena di vitalità, voglia di fare, come solo chi ha davvero conosciuto la fame può ancora avere. Ma un giorno Lucio dimentica un importante documento, torna a casa ad un orario imprevisto e le certezze sue e di Ginevra crollano come un castello di carte. E i vecchi proverbi non passano mai di moda: chi predica bene, razzola male….

TEATRO SALA UMBERTO - Via della Mercede, 50 Roma
dal 7 al 19 febbraio 2017
giovedì e venerdì ore 21, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17
Prezzi da 32€ a 23€

Info e prenotazioni: telefono 06 6794753, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.salaumberto.com


SURGELAMI
un progetto di drammaturgia scenica con Chiara Aquaro, Chiara Della Rossa, Armando Quaranta, Simone Ruggiero
dramaturg Rosalinda Conti
regia Niccolò Matcovich
aiuto regia Riccardo Pieretti

Surgèlami per scongelarmi in tempi migliori”.
Quali sono le difficoltà, le impossibilità di vivere oggi il rapporto di coppia? Il lavoro, il futuro, la fiducia.. o forse, e più semplicemente, noi. Perché non siamo pronti? Perché non siamo più pronti?

Note di regia
Surgèlami è un progetto di drammaturgia scenica che vuole indagare la coppia e le tematiche, e dinamiche, che le ruotano intorno. Il progetto nasce con l’intento specifico di un confronto teatrale e dinamico sulle linee proposte. A tale scopo è sembrata più stimolante la forma della drammaturgia scenica, impostata su una serie di esercizi guidati, rielaborati e sviluppati, e di improvvisazioni in sala. La scelta di coinvolgere non due ma quattro attori, e di distinguere i ruoli della regia e della drammaturgia, deriva dalla necessità di sondare una molteplicità di punti di vista, per poi pensare un lavoro di composizione che metta insieme i vari spunti cercando un’organicità, o consapevole “disorganizzazione”, del materiale proposto. Quattro attori in scena permettono altresì uno sviluppo più ampio e, perché no, l’intersezione tra le varie dinamiche rappresentate.

TEATRO STUDIO UNO Sala Specchi - Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara) Roma
Dal 9 al 26 febbraio 2017
spettacoli da giovedì a sabato ore 21:00, domenica ore 18:00

Info e Prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrostudiouno.com


DADO in
OBLADI’ OBLADADO
di Dado, Emiliano Luccisano e Marco Terenzi
Regia Dado

Dopo il grande successo di critica e pubblico della scorsa stagione torna sul palco del Teatro Tirso de Molina dall'8 al 26 febbraio il pungente Dado.
"Nello spettacolo Obladì Obladado metterò tutta la forza dissacrante della satira e della comicità di Canta la notizia, - assicura il comico romano - parleremo di potenti, di prepotenti e dei soliti furbetti e li abbatteremo a colpi di risate".
Forse per il fatto che avrebbe voluto essere una rock-star, forse per un’innata propensione a dissacrare i piccoli soprusi quotidiani che ognuno di noi subisce, Dado torna sulle scene più carico che mai, portandosi dietro un bagaglio di battute vertiginose che fanno il punto sulla situazione che stiamo vivendo e su quella che abbiamo sempre vissuto.
L’unica cosa certa è che non verrà risparmiato nessuno.
Uno spettacolo che sbeffeggia i poteri forti e che ironizza sui paradossi del privato che in fondo sono un po’ la stessa cosa.
Non mancheranno i video di successo di Dado Canta La Notizia che hanno raggiunto un milione e mezzo di visualizzazioni sul web e che come nel suo inconfondibile stile faranno scacco all’attualità e tutte le altre canzoni che rendono Dado la Rock Star della comicità.

TEATRO TIRSO DE MOLINA - Via Tirso, 89 (Piazza Buenos Aires) 00198 Roma
Dall’8 al 26 febbraio 2017
Orari: mercoledì, giovedì, venerdì e sabato ore 21:00
sabato e domenica ore 17:30

Info e prenotazioni: 06.84.11.827 oppure 329.56.18.223
Sito Web: www.teatrotirsodemolina.it


Cinzia Leone in
DISORIENT EXPRESS
con Francesco La Mantia
scritto da Cinzia Leone e Fabio Mureddu
regia di Fabio Mureddu e Emilia Ricasoli

Disorient Express non è la storia di un treno che non sa dove andare, è una fotografia di gruppo in cui ci siamo tutti e tutti abbiamo un’espressione visibilmente disorientata. Siamo disorientati, sì. Ci aggiriamo nel mondo con l’espressione di nonna nella foto di Natale, scattata dopo che l’hanno rimbambita cercando di farle ricordare i nomi di tutti e trentasei i nipoti.
"E come può non essere disorientata un’umanità travolta ogni minuto da un cambiamento? - racconta Cinzia - Come possiamo essere sicuri di noi stessi e della realtà che ci circonda se ad ogni notizia sentita in televisione possiamo trovare contemporaneamente la smentita su Internet? Come possiamo accontentarci anche solo di un lavoro qualunque, in un momento in cui, qualunque sia il lavoro non te pagano e il massimo che puoi farci è mettertelo nel … curriculum? Come possiamo rilassarci con lo zapping, se, anche potendo scegliere tra centinaia di canali, troviamo ovunque la stessa cosa: gente che canta o che cucina?" E continua: "Per raccontare tutto questo in uno spettacolo ho deciso di farmi disorientare anche io proprio mentre faccio lo spettacolo. Come? Io nello spettacolo sono proprio io, Cinzia e ho proprio la parte di un’attrice che fa uno spettacolo. Che spettacolo? Uno spettacolo contemporaneo, che viene aggiornato in tempo reale: proprio come avviene nei programmi in diretta, una redazione, costantemente connessa al mondo esterno, aggiorna e modifica gli argomenti e i contenuti dello spettacolo. Infatti, proprio mentre faccio lo spettacolo interviene un autore che, entrando in scena, mi informa che quello che ho appena detto è stato smentito da qualcuno o da qualcosa e che quindi bisogna dire o fare qualcos’altro. Vi sembra fico? A me no. È un delirio. In una realtà come questa, aggiornarsi significa smentire se stessi continuamente. L’autore, entrando e interrompendomi, mi costringerà, ogni dieci minuti, a cambiare lo spettacolo, passando da un monologo sulla crisi ad uno sul traffico; da un’assurda messa in scena di Romeo e Giulietta ad un rito di esorcismo contro la Televisione che, diciamocelo, è diventata brutta, ma talmente brutta che può solo essere opera di Belzebù; dal personaggio di una povera signora che cerca di capire come fare a ricevere finalmente la sua pensione, alla conduttrice di un folle telegiornale in cui la stessa notizia viene data e contemporaneamente smentita. Credetemi sulla parola, la realtà vista così è destabilizzante e comica allo stesso tempo perché i cambiamenti e le contraddizioni continue la rendono invisibile!!"
Lo spettacolo sarà in scena al Salone Margherita di Roma fino al 19 febbraio 2017. Come di consueto in questo "nuovo" Salone margherita voluto dal "patron" Nevio Schiavone, ad ogni spettacolo sarà servita nei prestigiosi palchi al piano superiore una cena degustazione a lume di candela mentre al pianterreno verrà offerto il tradizionale piatto di pasta.

SALONE MARGHERITA - via dei Due Macelli 75, 00187 Roma
da mercoledì 8 febbraio a domenica 19 febbraio 2017
Orari: da mercoledì a sabato ore 21,00/domenica ore 16,30
Biglietti: Palco con cena intero – 65,00€ Poltronissima intero – 35,00€ Poltrona intero – 25,00€
Info e prenotazioni: telefono 06/6791439


Carla Ferraro, Valentina Martino Ghiglia, Laura Mazzi, Silvia Siravo
MOMS!
Il primo varietà sulla maternità
di Jill Daum, Linda Carson, Alison Kelly, Barbara Pollard, Robin Nichol e Deborah Williams
traduzione Valentina Martino Ghiglia
regia Ferdinando Ceriani
testi canzoni Toni Fornari
arrangiamenti Stefano Fresi
scena e costumi Marta Crisolini Malatesta

Pluripremiato negli Stati Uniti e in Canada, Mom’s the word (questo il titolo originale), per la prima volta in Italia, è uno spettacolo scritto da 6 mamme-attrici che hanno sopportato le agonie e le estasi della maternità. Uno sguardo incredibilmente divertente e profondamente toccante, intimo, graffiante, licenzioso sull’essere genitori oggi. Tra pannolini, notti insonni, pappette, biberon, mariti alla disperata ricerca di un momento di intimità, frustrazioni, pubertà, sesso, urla, pianti, strepiti e tanto, tanto amore per quei “mostriciattoli”, quattro attrici affiatatissime danno voce, corpo e anima a un intreccio di racconti e aneddoti oltraggiosamente divertenti che vi lasceranno senza fiato! Il tutto condito da balletti, canzoni e musiche, scritte e arrangiate dalla ormai collaudatissima coppia Stefano Fresi e Toni Fornari, che fanno di questo spettacolo un vero e proprio varietà sulla maternità! Questo è Moms, tutto quello che le mamme non hanno mai osato raccontare, concentrato in un’ora e mezza di spettacolo.
E vi prego… i bambini, almeno per una sera, lasciateli alla baby sitter!

TEATRO DELLA COMETA - Via del Teatro Marcello 4, 00186 Roma
Dal 1° al 19 febbraio 2017
Orari spettacolo: dal martedì al venerdì ore 21.00. Sabato doppia replica ore 17,00 e ore 21,00. Domenica ore 17.00. Costo biglietti: platea 25 euro, prima galleria 20 euro, seconda galleria 18 euro.

Info e prenotazioni: telefono 06-6784380
Sito web: www.teatrodellacometa.it


LE MUSE ORFANE
di Michel Marc Bouchard
regia Paolo Zuccari
con Antonella Attili, Stefania Micheli, Elodie Treccani, Paolo Zuccari
assistente alla regia Marco Canuto
scene Francesco Ghisu
costumi Lucia Mariani
Michel Marc Bouchard est représenté en Italie par l’Agence Althéa/édition Théatrales, Paris

Tre sorelle e un fratello, in un’età molto giovane perdono la madre, restando completamente soli. Da allora si dimenano nel tentativo disperato, ciascuno a modo suo, di bilanciare la perdita inspiegabile. La sorella più grande ha sostituito la madre, la seconda omosessuale è diventata militare, l’unico maschio scrive da vent’anni lo stesso romanzo, l’ultima è vissuta segregata in casa con la più grande e sembra la sua figlia deficiente. Un giorno, dopo tanti anni, si rivedono tutti insieme nella casa di famiglia e la più piccola accusa gli altri tre. Perché le hanno mentito? La madre, che le avevano fatto credere morta, in realtà è viva. Anzi, ha telefonato, dicendo che sta venendo lì da loro. Perché?

TEATRO ARGOT STUDIO - Via Natale del Grande 27, Roma
dal 31 gennaio al 19 febbraio 2017
Orari spettacoli: al martedì al sabato ore 20.30 - domenica ore 17.30
Biglietti: 12 euro (intero) - 8 euro (studenti e over 65)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06.5898111
Sito web: www.teatroargotstudio.com


BEDDA MAKI
Come resushitare il ristorante e vivere felici
di Chiara Boscaro e Marco Di Stefano
Regia di Roberto Marafante
Commedia vincitrice della IV Edizione del Concorso “Una commedia in cerca di autori®”
con Roberta Azzarone (Ginevra) , Caterina Gramaglia (Maria), Franco Mirabella (Tony), Lorenzo Parrotto (Calogero), Arturo Scognamiglio (Yannis)

Bedda Maki, il testo vincitore della quarta edizione del concorso “Una commedia in cerca di autori®”, indetto dal centro di produzione La Bilancia, arriva al Teatro De’ Servi dal 31 gennaio al 19 febbraio 2017. Scritto dai giovani milanesi Chiara Boscaro e Marco Di Stefano, interpretato da Roberta Azzarone, Caterina Gramaglia, Franco Mirabella, Lorenzo Parrotto, e Arturo Scognamiglio, per la regia di Roberto Marafante, racconta con una scrittura comica e fluida, la storia di vecchi ristoratori in crisi che cercano di adeguarsi a gusti e richieste dei nostri giorni.
La Tonnara di Toni è infatti un ristorante siculo che per decine di anni ha deliziato il palato dei milanesi, ma ora è tempo di street food, di fusion, e Toni deve trovare centomila euro per pagare i debiti, o sarà costretto a chiudere per sempre i battenti. Il figlio Calogero e la cameriera Maria cercano di aiutarlo. Uniranno la cucina siciliana a quella giapponese per trasformare la Tonnara nel nuovo punto di riferimento della movida meneghina. Il piatto forte? Il Bedda Maki: melanzana fritta, riso, ripieno di tartare di tonno, cuore di pistacchio allo zafferano. Ora bisogna solo convincere il web critico gastronomico Yannis Beretta della bontà dell’idea, tra travestimenti, dichiarazioni d’amore inaspettate, equivoci, scontri generazionali, hipster, twitter, finte disquisizioni estetiche e vere risate. Ce la faranno?
Lo spettacolo sarà preceduto da un buffet giapponese offerto da Daruma.

TEATRO DE’ SERVI - Via del Mortaro 22, Roma
Dal 31 gennaio al 19 febbraio 2017
BIGLIETTI: PLATEA 22€ - GALLERIA 18€

Info e Prenotazioni: telefono 06-6795130
Sito web: www.teatroservi.it


Patrizia Pellegrino e Pietro Genuardi in
VICTOIRE
di Dany Laurent
regia Antonello Capodici
con Giulia Fiume, Dario Tacconelli
costumi Dora Argento costumi Patrizia Pellegrino realizzati da Marco Strano
scene Salvo Manciagli

“In una grande città, oggi. Vittoria e Marcello. Una coppia fortunata: lei creativa di successo, lui cardiologo stimato. Una bella casa, un figlio che frequenta un’università prestigiosa. La solidità di una coppia che continua ad amarsi, pur dopo ventidue anni di matrimonio. Poi? Poi, il “banale” : c’è lei, Katy. Che si laurea in medicina, e da allieva del fascinoso cardiologo ne diventa l’amante. O no? Dany Laurent è l’autrice più rappresentativa di quella che possiamo definire come la “nouvelle vague” della drammaturgia francese contemporanea. Il soggiorno borghese visto come la finestra ideale per osservare il mutamento incessante della nostra società. Esseri umani sufficientemente “normali”, che si trovano a scegliere in circostanze anomale. La variante imprevista è – questa volta – che Katy aspetta un figlio. Da Marcello, si suppone. O no? Una commedia straordinaria che, muovendo da una apparente situazione modello “pochade”, si trasforma – nel giro di due scene – in una straordinaria epopea di amicizia; un delicatissimo inno ai grandi valori ed alla voglia di ricominciare. Sempre e comunque. Personaggi strepitosi raccontati con allegria, leggerezza, divertimento, umorismo e – persino – comicità. Su tutti la Vittoria – Victoire! – della vita sull’egoismo e sul rancore.”
Una messa-in-scena di alto livello, nel solco delle proposte che l’ABC produzioni ha presentato nel corso delle ultime stagioni : da “L’Aria del Continente” a “La Scuola delle Mogli” e “Che notte … quella notte!”

TEATRO MANZONI - Via Monte Zebio 14/c Roma
dal 26 gennaio al 19 febbraio 2017
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21 sabato ore 17-21 domenica ore 17.30., lunedì riposo. Martedì 14 febbraio ore 19, giovedì 16 febbraio ore 17 e ore 21. Biglietti: intero euro 25, ridotto euro 22.

Info e prenotazioni: Tel. 06-3223634
Sito Web: www.teatromanzoni.info


Manuela Villa in
ROMA!
Canti, balli e poesia del popolo di Roma
di Pier Francesco Pingitore
Regia Pier Francesco Pingitore
Direzione Musicale Claudio Garofalo Pica
Coreografie Cristina Pensiero
Allestimento Graziella Pera
Produzione Nevio Schiavone

Tutta la tradizione romana in uno spettacolo unico…
“Roma!” vuole essere una scorribanda tra le canzoni ed i balli romani, dall’Ottocento ad oggi. Dagli stornelli che il popolo di Roma cantava contro i francesi invasori, alle dolci melodie delle serenate, dalle canzoni delle prime feste di San Giovanni ai brani autoriali dei cantautori di oggi.
Il tutto con l’apporto di una band dal vivo e con la voce inconfondibile di Manuela Villa, cantante italiana e super-romana. A lei si affiancheranno Nico di Barnaba, cantante romano anche lui, ed un gruppo di ballo che animerà tutta la serata.
“Roma!” è una vera e propria esperienza di romanità anche nel menu degustazione della cena nei prestigiosi palchi privati al piano superiore. La Chef Anna Dente, fondatrice dell’Osteria di San Cesario, famosa in tutto il mondo ed insignita da Roma Capitale del titolo di Ambasciatrice della Cucina Romana nel Mondo, in collaborazione col nostro Resident Chef Ben Hirst ha ideato un menu esclusivo per lo spettacolo “Roma!” con piatti e prelibatezze tipici della tradizione romana. Inoltre un piatto di pasta all’arrabbiata verrà offerto a tutti gli ospiti in platea.
Un’esperienza di romanità unica ed indimenticabile nel più elegante ed incantevole teatro della Capitale!

SALONE MARGHERITA - Via dei Due Macelli 75, 00187 Roma
Ogni domenica dal 29 gennaio al 26 febbraio 2017 ore 20.30
Cena servita nei palchi privati al piano superiore h 19.30
Prezzi Biglietti: Palco con cena 65,00€, Poltronissima 35,00€, Poltrona 25,00€

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 6791439
Sito web: www.salonemargherita.com


CYRANO DE BERGERAC
Regia di Matteo Fasanella
Con Matteo Fasanella, Virna Zorzan, Gianpiero Botta, Antonio Coppola, Michele Prosperi, Leonardo Iacuzio
Darkside LabTheatre Company
Produzione: Stefano Sbarluzzi Produzioni

Era il 1897 quando in un teatro di Parigi, il Théâtre de la Porte-Sain-Martin, debuttava uno dei capolavori della letteratura mondiale, Cyrano De Bergerac.
Oggi a distanza di 120 anni, nella sua versione originale in versi, il dramma di Edmond Rostand torna in scena a Roma con la regia di Matteo Fasanella dal 20 gennaio al 19 febbraio al Teatro Stanze Segrete: un piccolo scrigno per accogliere l'immortale storia d'amore ispirata alla figura storica di Savinien Cyrano de Bergerac, uno dei più estrosi scrittori del seicento francese.
A proporre il lavoro, partendo dalla versione originale, senza alterarne i versi ma apportando solo qualche taglio, è Darkside LabTheatre Company di Matteo Fasanella, già definita dalla stampa “una fucina di giovani talenti”, con la produzione coraggiosa di Stefano Sbarluzzi Produzioni.
Una compagnia under 30, che già si è fatta notare negli anni passati con progetti di qualità e che inaugura il 2017 con una vera e propria sfida: riportare in scena il Cyrano De Bergerac nella sua versione originale in versi.
A farla da padrone, ovviamente - forte della poetica narrazione in versi - è una delle storie d'amore più belle che la letteratura abbia mai creato: l'amore, il genio, le virtù, l'uomo.
La lucidità del personaggio maschile, viene ingannata dall’amore, che mette a nudo le fragilità di un uomo quasi perfetto, aldilà delle sue famigerate carenze fisiche. "Chi la vide sorridere conobbe l'ideale": un ideale che porta Cyrano alla consapevolezza della sconfitta, ed egli affida il suo genio a un uomo che è in grado di soddisfare tutti i suoi sogni.
"Se mi par che vi sia di speranza un'ombra, un'ombra sola": la speranza, meravigliosa e vana, induce Cyrano a rendere questo amore, forse unico, palpitante. Egli utilizza tutte le sue virtù senza però mai slegarsi dalla maschera che lo protegge. Ne rimane talmente vincolato che, anche quando la verità viene a galla, preferisce immolarsi e concedersi alla sua vera musa ispiratrice: la libertà.
Come può l'amore indurre a rinunciare al proprio volto? Come può l'amore portare un uomo a spalleggiare il proprio "nemico" nella conquista del proprio sogno?
Interrogativi universali per un'opera altrettanto immortale, in scena al Teatro Stanze Segrete.

TEATRO STANZE SEGRETE - Via della Penitenza, 3 (Trastevere) - Roma
Dal 20 gennaio al 19 febbraio dal martedì al sabato ore 21.00; domenica ore 19.00

Info e prenotazioni: Tel. 066872690
Sito web: www.stanzesegrete.it

 

Articolo di: Isabella Polimanti

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