SaltaInTeatro - l’agenda teatrale romana, settimana dal 12 al 18 dicembre

Scritto da  Domenica, 11 Dicembre 2016 

Siamo giunti alla settimana che precede le festività natalizie ed il panorama teatrale romano offre, anche in questo periodo, una ricca varietà di spettacoli. Quale tradizione migliore se non quella di trascorrere qualche ora nella magia del teatro, che sia divertente o drammatico, che faccia sorridere o riflettere? O magari, entrambe le cose insieme! Ce n’è per tutti i gusti. Ed eccoci ai nostri consigli.

 

Debutta al Teatro Sistina uno dei musical più attesi della stagione, Evita di Tim Rice e Andrew Lloyd Webber, con la regia e l’adattamento in italiano di Massimo Romeo Piparo. I panni dell’indimenticata first lady argentina saranno vestiti dalla raffinata Malika Ayane, che si cimenta coraggiosamente con le assi del palcoscenico ma avrà al suo fianco alcuni tra gli artisti più talentuosi del musical italiano - Filippo Strocchi sarà il Che, Enrico Bernardi interpreterà Juan Peròn e Tiziano Edini sarà Magaldi - il tutto arricchito da un grande cast e dalla magia dell’ orchestra dal vivo. Insomma un appuntamento da non perdere.

Torna al Teatro Della Cometa uno spettacolo che è ormai diventato un cult, un grandissimo successo di pubblico e di critica, Le Belle Notti di Gianni Clementi con la regia di Claudio Boccaccini. Le ansie, le paure, gli innamoramenti, l’eccitazione crescente per l’atto di ribellione dei ragazzi protagonisti - tutti giovanissimi - che occupano un liceo romano, accompagneranno il pubblico per tutto il periodo natalizio, con replica speciale il 31 dicembre, fino all’8 gennaio.

Al Teatro dell’Orologio sarà in scena Hikikomori di Marco Andreoli e Katia Ippaso con la regia di Arturo Armone Caruso. Si tratta del primo capitolo di una Trilogia sul Giappone contemporaneo, una rivisitazione moderna delle Metamorfosi di Franz Kafka, che racconta della pressione di una società in cui i figli vivono ed esprimono in modo drammatico ed estremo il proprio disagio.

Uno spettacolo che può definirsi un cult del teatro comico, in un’edizione moderna curata nell’adattamento e nella regia da Luca Barbarareschi, è in scena al Teatro Eliseo. L’anatra all’arancia è la storia universale di una coppia. Una storia di incomprensioni, in cui si scandaglia finemente l’animo umano e la complessità delle dinamiche di coppia. Protagonisti in scena Luca Barbareschi e Chiara Noschese.

Al Teatro Ghione un classico della commedia francese, La cena dei cretini di Francis Veber. Protagonista la collaudatissima coppia formata da Nicola Pistoia e Paolo Triestino, che ne cura anche la regia. Un’esilarante commedia ricca di gags irresistibili che analizza la nostra società con lucida ironia, regalando al pubblico grandi risate e puro divertimento.

Al Teatro Olimpico irriverenza e comicità in uno show spumeggiante ed esplosivo, Che Sarà. Tra domande taglienti, gag e battute brillanti Maurizio Battista torna sul palcoscenico del Teatro Olimpico per allietare le feste natalizie e traghettare il suo pubblico nel nuovo anno con ironia, divertimento, entusiasmo.

Buona visione con SaltinAria!


EVITA
di Tim Rice e Andrew Lloyd Webber
regia e adattamento in italiano di Massimo Romeo Piparo
con Malika Ayane, Filippo Strocchi, Enrico Bernardi e Tiziano Edini
con un grande cast e orchestra dal vivo

Malika Ayane incontra il mito di Evita Perón nel nuovo musical firmato da Massimo Romeo Piparo: sarà infatti la cantante milanese a vestire i panni della protagonista nella nuova produzione targata Peep Arrow Entertainment, che presenta per la prima volta in italiano il celebre musical scritto da Tim Rice e Andrew Lloyd Webber, liberamente ispirato alla vita dell’indimenticabile moglie del presidente argentino Juan Domingo Perón. Un debutto atteso per questa nuova versione di Evita, che promette forti emozioni e che consegna al pubblico le luci e le ombre di una figura entrata nell’immaginario collettivo popolare. Accompagnata dall’orchestra dal vivo, Malika Ayane si troverà dunque faccia a faccia con questa icona di carisma e determinazione, in un musical sofisticato e curatissimo, che fa dell’intensità la sua carta vincente. Molto amata dal pubblico per la classe e le suggestioni della sua voce, l’artista metterà il suo poliedrico talento al servizio di un personaggio complesso e affascinante, dalle mille sfaccettature.

TEATRO SISTINA - Via Sistina 129, 00187 Roma
14 dicembre 2016 | 15 gennaio 2017
Orari spettacolo: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17, sabato 31 dicembre serata speciale di San Silvestro ore 21, mercoledì 11 gennaio solo ore 17, sabato 14 Gennaio ore 17 e 21

Info e prenotazioni: telefono 06.4200711 - 392.8567896, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: http://www.ilsistina.it


LE BELLE NOTTI
di Gianni Clementi
regia Claudio Boccaccini
con Grace Ambrose, Lucia Clementi, Alessio D’Amico, Federica Di Cori, Laura Forcella, Giorgio Gafforio, Guido Goitre, Filippo Laganà, Valentina Leoni, Federico Lepera, Sofia Panizzi, Edoardo Proietta, Lorenzo Quaglia, Paolo Roca Rey, Filippo Tirabassi, Romana Maggiora Vergano, Diana Zagarella

Il 12 dicembre 1969, in pieno fermento ‘sessantottino’, diciassette giovani studenti occupano un noto liceo romano. Un reparto della celere, prontamente allertato dal preside, circonda l’istituto dove i ragazzi si sono barricati. Le ansie, le paure, gli innamoramenti, uniti all’eccitazione crescente per l’atto di ribellione che li vede protagonisti, a mano a mano cementano il gruppo. Nonostante le evidenti differenze di carattere e di estrazione sociale, i giovani occupanti matureranno con il passare delle ore un senso di unità e di appartenenza, che sfocerà in una vera e propria presa di coscienza collettiva che regalerà loro l’emozione indelebile di essersi sentiti – per una volta nella vita - artefici e protagonisti di un momento storico. La prima giornata di occupazione volge al termine quando dalla televisione giungerà la notizia terribile della strage di Piazza Fontana. Nella seconda parte dello spettacolo è sempre lo stesso liceo il teatro dell’azione, e sempre di un’occupazione si tratta, ma è passato un po’ di tempo … siamo negli anni 2000, e i nuovi protagonisti altri non sono che i figli degli occupanti di quel dicembre del ’69. Stessi palpiti, stesse problematiche, ma quanto è cambiato lo scenario sociale che fa da sfondo ad un’azione di dissenso analoga ma molto distante da quella di trenta e passa anni prima. Le belle notti è una commedia tenera e divertente ma anche malinconica e crudele che scandaglia – senza giudicare – un’età della vita, quella prossima ai vent’anni, sbirciandola attraverso due epoche diverse e per certi versi lontanissime: quella della ribellione e dell’anticonformismo della fine degli anni ’60 e quella dell’omologazione – quindi apparentemente immobile e pacificata - dei giorni nostri. La regia di Claudio Boccaccini, che lavora più che sovente con nutriti cast di giovani attori, esalta la coralità dell’azione insita nel testo, prediligendo toni scanzonati e benevoli per rappresentare al meglio il complesso di passioni, incertezze, slanci, timori, illusioni, ardori, scoperte, delusioni che denotano una difficile ma impagabile stagione della vita, sottolineando al contempo – anche attraverso l’utilizzo nel corso di tutta la pièce di brani musicali memorabili - i cambiamenti nello scenario sociale e culturale susseguitisi in questi ultimi decenni.
La commedia è di Gianni Clementi, autore tra i più rappresentati nell’attuale panorama teatrale italiano, ed ha in sé tutti gli elementi caratterizzanti della sua drammaturgia: in particolare la capacità di tratteggiare in modo poetico e autentico le esistenze di gente comune chiamata a testimoniare di mutamenti storici e sociali di enorme importanza per il nostro paese, capacità che ne fa l’esponente di punta di un rinato neorealismo teatrale italiano.

TEATRO DELLA COMETA - Via del Teatro Marcello, 4 – 00186
14 dicembre 2016 | 8 gennaio 2017
Orari spettacolo: dal martedì al venerdì ore 21.00. Sabato doppia replica ore 17,00 e ore 21,00. Domenica ore 17.00. Sabato 24 e domenica 25 riposo, 1 e 2 gennaio riposo. lunedì 26 replica speciale alle 18,00. 31 dicembre speciale capodanno. Venerdì 6 gennaio solo pomeridiana ore 17,00.

Info e prenotazioni: Tel. 06-6784380
Sito web: www.teatrodellacometa.it


PROGETTO DOMINO
di Irene Di Lelio e Manuel Capraro

Al Teatro India di Roma, il 12 e il 13 dicembre 2016, debutta il progetto Domino, ideato e realizzato dai giovani registi Irene Di Lelio e Manuel Capraro. Dalle ore 21.00 il 12 dicembre e dalle ore 18.00 il 13 dicembre si alterneranno sul palcoscenico di Lungotevere Vittorio Gassman, due produzioni indipendenti, due spettacoli complementari, due testi diversissimi: Fabrizio scritto e diretto da Manuel Capraro, in scena Antonello Azzarone, accanto a un grande classico Il rinoceronte di Eugene Ionesco, per la traduzione di Giorgio Buridan e la regia Irene Di Lelio, con Gabriele Abis, Antonello Azzarone, Giulia Carpaneto, Luca Mazzamurro, Lorenzo Tolusso. Due dense serate teatrali dedicate al tema della dominazione, dell’ io domino da cui il progetto prende il nome. Sei attori che cambiano continuamente corpo, abito, pensieri, atteggiamenti e pelle. Diciotto vite avviluppate nel loro stesso istinto che non li abbandona e li costringe a essere prede di un meccanismo relazionale sottile ma atroce.
Dalle note di regia: I due testi mettono a fuoco l’Io domino in un mondo e una società, apparentemente lontani da noi. Questo “imperialismo istintivo e profondo, biologico, che pervade le piante, le creature, gli uomini, le nazioni” (E. Ionesco), uccide la coscienza dell’uomo e la sua libertà. È il meccanismo che sta alla base dei due lavori, che fa incontrare e specchiare i due protagonisti, così simili tra loro ma con due coscienze e modi di reagire completamente diversi. Il lavoro vuole raccontare al pubblico quello che ci succede intorno, nelle relazioni con le persone che ci circondano e cercare di capire come stare nella partita del DOMINO, del nostro presente e riuscire a rimanere in piedi.

FABRIZIO
scritto e diretto da Manuel Capraro
Questo spettacolo è l’ultimo ballo, l’ultimo delirio, l’ultimo urlo di un giovane uomo che ha perso tutto, che è rimasto solo ed è stato rinnegato da un mondo che lo schiaccia, lo DOMINA e lo vomita, perché soddisfatto della propria ignoranza e del proprio egoismo. Lo stesso mondo in cui l’unica cosa che conta è il denaro, in cui i sentimenti, le emozioni, la musica, il movimento non sono concessi. FABRIZIO è la necessità di aggrapparsi a qualcosa di profondo ed eterno nel marasma di delusioni e sconfitte che oggi ci circonda. La scena è coperta di bidoni della spazzatura colorati. La sua immaginazione e le sue allucinazioni ci traghettano all’interno dei ricordi e ci fanno entrare nel Burlesque Club del suo grande amore, la star: Mirandolina. FABRIZIO è il grido di una generazione che non si arrende e che lotterà fino all’autodistruzione. Atto unico che si ispira e reinterpreta alcuni personaggi e tematiche de La Locandiera di C. Goldoni.

IL RINOCERONTE di Eugène Ionesco, diretto da Irene Di Lelio
Un’epidemia prende corpo. Lentamente si disegna dentro gli organi delle persone, modifica il loro Essere, la loro forma mostruosa di uomini. Esplodono le rivendicazioni di ansie e angosce che reprimono, che li schiacciano. Il rinoceronte, a discapito dell’uomo, è la novità, la bellezza, la soluzione ai problemi. Un Universo al contrario, dove vince l’istinto, la rivalsa, la superficialità di giudizio. Le relazioni diventano primordiali, senza coinvolgimento mentale, emotivo. L’inquietudine, la malinconia e la paura del senso del nostro esistere, è messa all’angolo, è annullata. La forza, l’arroganza, la voglia di schiacciare e DOMINARE gli altri, primeggia. Bèrenger è circondato dalle sue paure che lo ingoiano e lo risucchiano. Una realtà inventata, assurda è la metafora della mancanza di giudizio che pervade il nostro secolo. Come in un incubo, Bèrenger sceglie le maschere che i personaggi indosseranno per umiliarlo e poi schiacciarlo. Una grande allucinazione che lo ingloba dentro le sue paure esistenziali che prendono corpo e pulsano davanti ai suoi occhi.

TEATRO INDIA - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) - Roma
12 e 13 dicembre 2016
Biglietti: intero 12 euro; ridotto 8 euro
Orari: lunedì 12 dicembre ore 21.00; martedì 13 dicembre ore 18.00

Info e prenotazioni: tel. 06 87752210, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06.684.000.311/314
Sito web: www.teatrodiroma.net


CIVILTÀ NUMERICHE
Un mese intero non basta per festeggiare i trenta anni di attività artistica di Rezza Mastrella. Dal teatro all’arte figurativa, dalla fotografia al cinema alla letteratura, Antonio e Flavia sono ideatori di un irripetibile percorso riconosciuto in ambito nazionale e internazionale.
Il primo, immancabile e attesissimo appuntamento è a partire dal tredici dicembre con la presentazione di Civiltà Numeriche, gli ultimi tre spettacoli di Rezza Mastrella:
“In coincidenza con il trentesimo anno di contraddittoria ma estenuante attività, presentiamo al Teatro Vascello di Roma le ultime tre opere 7-14-21-28, FRATTO_X e ANELANTE per contrastare con uno sprint inaspettato la catastrofe che ci ruota intorno.”
Altro appuntamento d’eccezione sempre nel mese di dicembre è, in prima nazionale, la proiezione del film Milano Via Padova prevista il 18 dicembre al Cinema Apollo 11 e da gennaio al Nuovo Cinema Palazzo. A confermare i tratti dell’indipendenza e dell’avanguardia, è un’inchiesta dal retrogusto ironico-antropologico, un film prodotto e distribuito in autonomia dove spicca il lavoro di persuasione svolto negli anni dai mass media sul modo di pensare della popolazione.
“Ci sembrava giusto in tale circostanza augurarci l’ergastolo e continuare a consegnare ai nostri sostenitori il Teatro Involontario e il Cinema Su Misura. Questi trent’anni che per noi hanno un significato astratto, ci riportano li dove abbiamo cominciato: fare ritmo attraverso il riso diabolico con tutti i mezzi di comunicazione disponibili. In tutti i luoghi.” Antonio Rezza e Flavia Mastrella

7 14 21 28
di Flavia Mastrella e Antonio Rezza
con Antonio Rezza
e con Ivan Bellavista
(mai) scritto da Antonio Rezza
Habitat di Flavia Mastrella
produzione RezzaMastrella - La Fabbrica dell'Attore Teatro Vascello - Fondazione TPE

Civiltà numeriche a confronto. La sconfitta definitiva del significato. Oscillazioni e tentennamenti in ideogramma mobile.
Qualcuno poteva forse pensare che, col trascorrere degli anni, il fenomeno Antonio Rezza - Flavia Mastrella fosse destinato a trovare un po' di pace, se non il senso della ragione; e invece questa ragione ha sviluppato i suoi artigli fino a raggiungere la follia pura, ma elaborando il pensiero con un'acutezza così forsennatamente logica da fare a pezzi la sedicente realtà, assunta e cavalcata con criteri rigorosamente matematici. [Franco Quadri]
dal 13 al 18 dicembre 2016

FRATTO_X
di Flavia Mastrella e Antonio Rezza
con Antonio Rezza
e con Ivan Bellavista
(mai) scritto da Antonio Rezza
Habitat di Flavia Mastrella
produzione RezzaMastrella - La Fabbrica dell'Attore Teatro Vascello - Fondazione TPE

Si può parlare con qualcuno che ti dà la voce? Si può rispondere con la stessa voce di chi fa la domanda? L'habitat Fratto_X è un impeto da suggestioni fotografiche. Le immagini raccontano la strada che corre e l'impossibilità di agire.
Riuscireste a immaginare la metafisica spiegata da Achille Campanile? Se ciò potesse accadere, il suo folle effetto si avvicinerebbe all'ultima creazione teatrale di Antonio Rezza e Flavia Mastrella, e cioè a una stralunata rappresentazione dell'Uomo alle prese con il puro Assurdo.
[Osvaldo Guerrieri]
dal 20 al 31 dicembre 2016

ANELANTE
di Flavia Mastrella e Antonio Rezza
con Antonio Rezza
e con Ivan Bellavista, Manolo Muoio,
Chiara A. Perrini, Enzo Di Norscia
(mai) scritto da Antonio Rezza
Habitat di Flavia Mastrella
produzione RezzaMastrella - La Fabbrica dell'Attore Teatro Vascello - Fondazione TPE

In uno spazio privo di volume, il muro piatto chiude alla vista la carne rituale che esplode e si ribella. Spazio alla logorrea, dissenteria della bocca in avaria, scarico intestinale dalla parte meno congeniale.
E' impressionante la padronanza con cui governano quel caos organizzato, senza mai perdere il controllo. E il loro furore iconoclasta non ha un attimo di cedimento, mantiene la stessa acre tensione dal principio alla fine. [Renato Palazzi]
dal 3 al 15 gennaio 2017

TEATRO VASCELLO - Via Giacinto Carini, 78 - 00152 Roma

Info e prenotazioni :mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 589 8031
Sito web: www.teatrovascello.it e www.rezzamastrella.com


Nicola PISTOIA - Paolo TRIESTINO in
LA CENA DEI CRETINI
di Francis Veber
regia PISTOIATRIESTINO
con Ciro Scalera, Loredana Piedimonte, Silvia Degrandi
con la partecipazione di Giorgio Gobbi
scene Giulia Romanelli
costumi Lucrezia Farinella
luci Luca Palmieri
Produzione Teatro Ghione

Un classico della commedia francese, un grande successo che da oltre vent’anni diverte, affascina ed emoziona le platee di tutto il mondo.
Un gruppo di ricchi borghesi parigini ogni settimana organizza, per divertimento, una cena in cui ognuno di loro invita un “cretino”: il migliore vincerà la serata. Il protagonista Pierre, editore, è bloccato a casa dal colpo della strega e decide di anticipare la conoscenza di Francois Pignon, invitandolo da lui con la scusa di parlare del suo hobby, cioè costruire monumenti famosi con i fiammiferi, con l’eventualità di pubblicarne un libro.
Da qui si scateneranno una serie di situazioni esilaranti ad opera del "cretino" di turno, con scambi di persone e telefonate che contribuiranno all’intreccio della trama, fino ad invitare a casa un suo collega agente delle tasse, specializzato in evasioni fiscali...
I personaggi di Pierre e Pignon sembrano scritti su misura per Triestino e Pistoia, che affrontano per la prima volta un autore d’oltralpe.
Una girandola di gags irresistibili e malintesi divertenti. “La cena dei cretini” è un’esilarante commedia che coinvolge il pubblico in un turbinio di risate, di fronte alle situazioni paradossali ed incredibili che, loro malgrado, i protagonisti sono costretti a vivere. La forza di questa commedia sta proprio nella semplicità e genuinità della risata che provoca, nella mancanza assoluta di volgarità e in quella punta di graffiante cattiveria che non guasta mai. Si ride e si riflette.
Francis Veber analizza la nostra società con lucida ironia, sovverte i luoghi comuni e mostra il lato “cattivo” di ognuno di noi, regalandoci un divertimento (questo sì) “intelligente”.

TEATRO GHIONE - Via delle Fornaci 37, 00165 Roma
16 dicembre 2016 | 8 gennaio 2017
BIGLIETTI: INTERO Platea (27 + 3) 30 € - INTERO Galleria (20 + 3) 23 €
Spettatori Non Vedenti e Spettatori Sordi: 18 € – accompagnatore: 5 €
Replica per spettatori non vedenti o ipovedenti: 8 gennaio, ore 17
Orari spettacolo: dal martedì al sabato ore 21.00. Domenica ore 17.00 – il 26 dicembre e il 6 gennaio ore 18.00 – domenica 1 gennaio riposo
Il 31 dicembre ore 20.00 e ore 23.00 – prezzi biglietti da definire

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06 6372294 – 06 39670340
Sito web: www.teatroghione.it


HIKIKOMORI
di Katia Ippaso e Marco Andreoli
regia Arturo Armone Caruso
con Luisa Marzotto, Aldo De Martino, Giulio Pranno
e con la voce di Roberto Latini
scene Fabio Vitale
costumi Roberto Conforti
produzione Associazione Culturale Progetto Goldstein/Ariel Produzioni in collaborazione con Officinema

Hikikomori è il nome che si dà ad un fenomeno diffuso nel Giappone contemporaneo: la volontaria reclusione degli adolescenti (quasi due milioni) che smettono di andare a scuola e si ritirano nelle loro stanze, dialogando solo con il video e a volte neanche quello. Molti si lasciano morire. Anche in Italia il fenomeno comincia ad essere molto diffuso e si parla di quasi 100.000 ragazzi, i «senza voce», che hanno smesso di avere qualunque rapporto con il mondo esterno.
Sono tre i personaggi di questa pièce: il Figlio, la Madre e il Nonno. Il Figlio è un adolescente problematico che vive con dolore il sistema autoritario e repressivo messo in piedi dal Padre, personaggio fuori campo che è presente solo come oscura minaccia. La Madre è l’unica persona che entra in contatto con il Figlio. Tra di loro, un combattimento feroce e struggente, in cui si alternano momenti di autentica violenza psicologica e fisica e momenti di abbandono radioso. Il Nonno, infine, è un fantasma che viene a far visita al Figlio. In quella stanza tanti anni fa anche lui fu rinchiuso…
Rivisitazione contemporanea della Metamorfosi di Franz Kafka (alcuni estratti del celebre racconto verranno riascoltati nell’interpretazione di Roberto Latini), Hikikomori è un dramma a porte chiuse che racconta la pressione di una società, la nostra, in cui i figli esprimono in una forma drammatica, estrema, il loro disagio.
"Il mio intento è di interrogare la figura del figlio Hikikomori, di formulare delle domande, di condividerle. Per arrivare insieme a pensare, a immaginare, a sentire, attraverso la metamorfosi del Figlio, la nostra condizione di "adulti" solo come una forma ancora incompiuta, adolescenziale, di umanità rinchiusa in una rete di pregiudizio, alle soglie dell'oltreumano" dichiara il regista Arturo Armone Caruso.
“In Giappone si ritualizzano i momenti fondamentali dell’esistenza, si trova un nome per tutte le cose della vita. È lì che si generano tendenze e fenomeni così carichi di senso da attrarre per la loro energia teatrale, intima, a tratti mitica. Ed è infatti in forma di “miti” che ho inteso trattare queste opere, concepite come tragedie greche contemporanee. Insomma, attraverso il richiamo mitologico al Giappone è in realtà di noi che parlo, dei nostri padri, dei nostri figli e delle nostre madri” afferma Katia Ippaso.
Da questa riflessione sul Giappone contemporaneo si sviluppa, infatti, un’idea più ampia di una trilogia sulla famiglia che, nonostante trovi le sue definizioni nello specchio del mondo orientale, conserva e riporta le tracce del dramma e del disagio anche nel nostro sentire comune.

TEATRO DELL’OROLOGIO - Sala Moretti - Via dei Filippini 17/A - Roma
dal 13 al 18 dicembre 2016
da martedì a sabato h.21.30 | domenica h.18.30
INTERO: 15 euro, RIDOTTO: 12 euro, UNDER25 e UNIVERSITARI: 8 euro
ingresso consentito ai soli soci: tessera associativa annuale 5 euro

Info & Prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 6875550
Sito web: www.teatrolorologio.com


QUI E ORA
scritto e diretto da Mattia Torre
con Paolo Calabresi e Valerio Aprea

Un incidente appena avvenuto in una strada secondaria di un’isolata periferia romana, vicina al grande raccordo anulare, completamente deserta, senza passanti né case, nei campi, nel nulla. Due scooter di grossa cilindrata subito dopo l’impatto, il primo ribaltato, idealmente conficcato a terra, il secondo irriconoscibile, un disastro di lamiere ancora fumanti. Un incidente importante. A terra, a pochi metri l’uno dall’altro, due uomini sulla quarantina; il primo immobile, potrebbe essere morto, l’altro piano muove un piede, a fatica si alza. E anche il primo apre gli occhi. Avrebbero bisogno di aiuto ma non lo avranno, avrebbero bisogno di cure ma i soccorsi non arriveranno prima di un’ora e mezza. Intorno a loro, per loro, niente e nessuno.

Note di regia
In un Paese dove se fai un incidente con qualcuno, a parità di torto o di ragione, quello è già un tuo nemico, “Qui e ora” racconta lo scontro tra due individui sopravvissuti a un incidente in scooter, alla periferia estrema di una grande città, nella sfiduciata attesa dei soccorsi, che infatti non arrivano.
Nel loro scontro si esprime il cinismo e il senso di lotta dell’Italia di oggi, questo Paese sempre idealmente a un passo dalla guerra civile, in cui la cattiva amministrazione finisce per generare sfiducia non solo dei cittadini verso le istituzioni, ma anche tra cittadini e cittadini, in un clima sempre più teso e violento, che trova il suo apice nella grande città.
Nell’ora e dieci di attesa dei soccorsi, che è il tempo teatrale della vicenda, “Qui e ora” racconta un ansiogeno e violento, comico duello metropolitano tra due uomini che hanno bisogno di cure e non le avranno, e che pur essendo entrambi vittime della ferocia dei nostri tempi, si riconoscono come nemici: il primo ha di sé l’immagine di un uomo straordinario, ma non lo è; l’altro saprebbe accontentarsi della propria ordinarietà, ma non lo farà.
Nell’attuale grande vuoto sociale, culturale e politico, tra le possibili derive c’è un senso di inadeguatezza che porta a perdersi (come nel caso di Claudio Aliotta, interpretato da Valerio Aprea) o il cinismo e la ferocia che portano al male (come per Aurelio Sampieri, interpretato da Paolo Calabresi).
Come nell’esperienza di “Boris”, ancora una volta grande merito della realizzazione del progetto va agli attori, qui non solo talentuosi interpreti di un atto unico molto performativo e senza paracadute, ma anche, in fondo, per il livello di condivisione, soci d‘impresa; e ai produttori Marco Balsamo e Fabrizia Pompilio per la vitalità, l’energia e l’importanza del loro lavoro.
A dimostrazione che anche in un Paese complicato e in crisi come il nostro, il teatro può e deve, militando, lanciare grida disperate, esorcizzare fatti terribili, e lanciare taciti giocosi inviti alla concordia. [Mattia Torre]

TEATRO AMBRA JOVINELLI - Via Guglielmo Pepe, 43 /47 - Roma 00185
15|21 dicembre 2016
Spettacoli ore 21.00 – domenica ore 17.00 - lunedì riposo
Biglietti (compresa prevendita): da € 33,00 a € 17,00
Convenzioni parcheggio in orario spettacolo:
• Garage Esquilino – via G. Giolitti, 27/A - dal martedì al sabato € 1,50 l’ora
• Parcheggio ES Giolitti Park – via G. Giolitti 267 - tutti i giorni € 1,00 l’ora

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 83082620 – 06 83082884
Sito web: www.ambrajovinelli.org


COME NE VENIMMO FUORI
(proiezioni dal futuro)
di e con Sabina Guzzanti
regia di Giorgio Gallione

Scritto e interpretato Sabina Guzzanti, lo spettacolo è un one-woman show satirico che arriva sul palcoscenico del Teatro Vittoria dal 13 al 18 dicembre, tappa romana di una lunga tournèe nazionale.
Lo spettacolo si svolge in un tempo immaginifico, un futuro finalmente armonico e civile, dove il denaro è tornato ad essere semplicemente un mezzo e non più un fine. E trasporta gli spettatori in un mondo fantastico, dove, perché non si perda la memoria e si scongiuri il pericolo di ripetersi, ogni anno si tiene un discorso celebrativo sulla fine del periodo storico, tristissimo e feroce, che altro non è che il nostro tempo presente: frustrazione, ignoranza, miseria, compensate da ore e ore trascorse a litigare su facebook e a guardare programmi demenziali, guidati da leader e ideologie che rendono uomini e donne incapaci di reagire a innumerevoli angherie.
Nato da approfondite ricerche sul sistema economico post- capitalista o neoliberista su cui l’autrice ha lavorato negli anni scorsi, lo spettacolo affronta questioni complesse e importanti attraverso la comicità e la satira e anche l’interpretazione di una galleria di personaggi contemporanei che mettono il pubblico nella condizione di divertirsi pur riflettendo.
Come afferma Sabina Guzzanti: “Mi interessava studiare i motivi per cui oggi ci troviamo a vivere in un presente tristissimo e feroce. E’ stato impegnativo ma anche illuminante perché mi ha consentito di capire come è stato costruito il sistema. Un sistema che è una prigione, per farci credere che sia impossibile evadere. Ma riuscire a rendersene conto, di fatto, vuol già dire esserne fuori. E questa consapevolezza è già una bella forza”. Tanto che – come sottolinea ancora l’autrice - “scrivere il monologo mi ha dato molto ottimismo”, stato d’animo che ci si augura possa corrispondere – tra divertimento e riflessione - anche degli spettatori.

TEATRO VITTORIA / ATTORI & TECNICI - Piazza S. Maria Liberatrice 10, 00153 Roma (Testaccio)
dal 13 al 18 dicembre 2016 ore 21.00 (domenica ore 17.30)
Biglietti: intero platea 28, intero galleria 22 ; ridotti in convenzione: platea 21 e galleria 18 (compresi i 3 euro di prevendita)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 5740170 - 06 5740598
Sito web: www.teatrovittoria.it


CHE SARÀ
con Maurizio Battista

"Sarà uno spettacolo work in progress, quasi un last minute...oh e poi sarà quel che sarà, dal 13 dicembre si vedrà! Ma non avrò sfoggiato troppo inglese?!"
[Maurizio Battista]

Il titolo "Che sarà", con evidente rimando alla canzone del Sanremo del 71 dei Ricchi e Poveri, racchiude in sé tutta l'essenza della vita e dello spettacolo. Come di consuetudine Maurizio terrà fede alla sua più grande capacità: analizzare scorci di vita quotidiana con disinvoltura, armonia arrivando a toccare note profonde senza annoiare e abbandonare la sua abilità comica. Tutto sarà accompagnato dai virtuosismi canori dei quattro elementi dei Baraonda.
Dopo il grande successo della passata stagione, con più di 30.000 spettatori, il mattatore romano torna sul palcoscenico del teatro Olimpico per allietare le feste natalizie e traghettarci nel nuovo anno con ironia, divertimento, entusiasmo.
Uno spettacolo nuovo, attesissimo, imperdibile. Tra domande taglienti, gag, battute brillanti. Un continuo divenire di idee, un botta e risposta spassoso e ininterrotto di trovate e curiosità che spiazzeranno il pubblico.
Uno show spumeggiante ed esplosivo, ma anche irriverente e sfrontato, che come sempre farà ridere, sorridere ma anche riflettere, come solo il nostro Maurizio sa fare.

TEATRO OLIMPICO – Piazza Gentile da Fabriano, 17 - Roma
Dal 13 dicembre al 15 gennaio 2017
Prezzi (più diritto di prevendita) da 40 a 14 euro
Orari: Serale ore 21.00 – Domenica ore 18.00
Lunedì 26 dicembre ore 18.00 – Venerdì 6 gennaio ore 18.00
Riposo: lunedì 19 dicembre – Sabato 24 dicembre – Domenica 1 gennaio – Lunedì 2 gennaio – Lunedì 9 gennaio

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 326 5991
Sito web: www.teatroolimpico.it


PLAY SHAKESPEARE
Personaggi Shakespeariani interpretati da
Maria Alberta BAJMA RIVA, Giulia BARTOLINI, Alfredo CALICCHIO, Luca CARBONE, Gloria CAROVANA, Alessia D’ANNA, Andrea FERRARA, Massimo LEONE, Marina OCCHIONERO, Maria Giulia SCARCELLA, Luca TANGANELLI, Zoe ZOLFERINO
NEODIPLOMATI 2016

Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”

L’Accademia intende, con PLAY SHAKESPEARE, sperimentare un’occasione di incontro e di reciproca conoscenza tra gli allievi appena diplomati e gli operatori del settore, agenzie, casting, produzioni e registi di teatro, di cinema e di televisione.
Dall’8 al 12 dicembre, in una giocosa trasvolata da Romeo e Giulietta, a Il Mercante di Venezia, dal Sogno di una notte di mezza estate a La tempesta, a Molto rumore per nulla e Rosalinda, 12 neodiplomati, coordinati dal M° Lorenzo Salveti, proporranno una propria libera e divertita interpretazione dei celebri personaggi di Shakespeare. Un susseguirsi di brevi scene, senza l’ausilio di complessi apparati scenografici e di costume, sulle “nude tavole” del rinnovato Teatrino di Via Vittoria. L’esperimento conclude la ricca serie di iniziative dedicate dall’Accademia all’anno delle celebrazioni shakespeariane.

TEATRO STUDIO “ELEONORA DUSE” Via Vittoria, 6, 00187 Roma
dall’8 al 12 dicembre 2016 ore 20 - domenica 11 e lunedì 12 ore 17 e ore 20

Posti limitati - prenotazione obbligatoria esclusivamente al n. 366.6815543
(attivo dal 30 novembre – ore 10.30 -13 e 14.00-16.00 domenica esclusa)


ECHOES
di Lorenzo De Liberato
regia Stefano Patti
con Marco Quaglia e Stefano Patti
voce di "Programma" Giordana Morandini
disegno luci Paride Donatelli
scene Barbara Bessi
costumi Marta Genovese
suono Samuele Ravenna
assistente alla regia Cristiano Demurtas
progetto grafico Simone Ferraro e Martina Mammola
social plan Cristiano Demurtas
progetto sostenuto da Carrozzerie n.o.t
residenza produttiva 2015/16 Teatro Studio Uno
regia e montaggio Teaser e interviste Federico Falcioni
cinematographer Marco Reitano

Marco Quaglia e Stefano Patti saranno i protagonisti di ECHOES di Lorenzo De Liberato, per la regia di Stefano Patti, in scena a Carrozzerie n.o.t. dal 15 al 17 dicembre 2016.
Un'utopia distorta, una speranza avariata, un'illusione di progresso che, invece di migliorarci, ci fa sprofondare dentro un baratro oscuro. Due personaggi e tante sfaccettature, infinite derive che rispondono alle tante degenerazioni di cui l'umanità si scopre capace. Se l'utopia è la prospettiva di qualcosa di meraviglioso, un ideale talmente perfetto da risultare poi irrealizzabile, la distopia è la sua copia carbone, ovvero la versione decadente di una società piena di contraddizioni. In ogni caso parliamo di scenari futuribili, di immaginari spinti verso un ipotetico domani, insomma di proiezioni. Un testo simile al plot di una serie avvincente che potremmo vedere su Netflix, una drammaturgia atipica nel panorama teatrale italiano. Uno spettacolo dal taglio cinematografico, un thriller che evoca la drammaturgia anglosassone. Questo e molto altro è ECHOES.

Sinossi
In un futuro distopico e vicino a noi la terra è ormai divisa in grandi blocchi governativi. Non esiste la democrazia come la conosciamo. Non esiste l’umanità come la intendiamo oggi. Una bomba è stata sganciata in un agglomerato urbano. Sono morti un milione di persone. Un giornalista, De Bois, intervista il responsabile di questa carneficina, il misterioso Ecoh. La domanda è semplice e precisa: Perché? I due personaggi sembrano molto lontani eppure forse non lo sono. Da un lato abbiamo chi rappresenta il potere e dall’altro chi lo combatte. Da questo incontro nascerà uno scontro che arriverà a far sì che i due protagonisti non si riconosceranno più in un buono e in un cattivo ma tenderanno a fondersi.
In un'epoca, simile a quella in cui viviamo, straziata da terrorismo e guerre, cosa possono dirsi due uomini coinvolti in prima persona ai vertici di questa crisi? Echoes offre al pubblico la possibilità di essere spettatori di un dialogo che probabilmente non ascolteremo mai.

Note di regia
Quello che mi ha colpito del testo di Lorenzo De Liberato è l’appassionata crudeltà con cui i due protagonisti (anche se preferirei definirli ‘mondi’) si studiano, si attaccano, si divorano all’interno della griglia drammaturgica del “thriller”: un bunker, una crisi economica, un’intervista, uno sterminio. La ricchezza di temi come l’Amore, il Potere, l’Economia e la Religione presenti in Echoes permette un’interessante analisi sull’uomo e soprattutto delle sue paure. La paura porta Ecoh a imporre il passaggio di testimone a De Bois: i due opposti diventano così tragicamente complementari. Il bunker, luogo affascinante e oscuro dove è ambientata la vicenda, rappresenta per me un ring, una scacchiera, un set televisivo dove avviene il massacro, principalmente dialettico. L’opera diventa così un avvicinamento pauroso verso un burrone durante il quale Ecoh e De Bois si interrogano su quale debba essere la “soluzione” a questa crisi; ma parliamo davvero di crisi economica? Oppure quello di cui si sta veramente parlando è una “crisi” di relazioni, di ideali e di obiettivi? Diveniamo così spettatori di un urlo disperato dove l’unico interlocutore è una eco fredda e distaccata.
[Stefano Patti]

Il progetto ECHOES e il crowdfunding
Quando abbiamo finito il primo studio di Echoes al Teatro Studio Uno (grazie a una Residenza produttiva) erano tutti contenti ma ero convinto di avere qualcosa di veramente interessante tra le mani e di non averlo sfruttato al meglio: un testo simile al plot di una serie che potremmo vedere su Netflix, una drammaturgia atipica nel panorama teatrale italiano. E mi sono detto: “Peccato, un bello spettacolo, e finisce qui, oggi”. I feedback di chi ha visto la prima fase di lavoro sono stati molto confortanti, si è sviluppato un grande interesse attorno a questo progetto e questo mi ha spinto a pensare al futuro di quest’opera. Mi sono detto che se avessimo avuto ancora del tempo, se avessi avuto le risorse per fare fino in fondo quello che avevamo in mente, senza doverci limitare, allora forse questo lavoro sarebbe potuto passare ad una fase successiva più grande e ambiziosa: trasformare uno spettacolo indipendente off in una produzione che avesse un futuro e una continuità. Questo è lo scopo del nostro crowdfunding: dimostrare che autonomamente si possa realizzare uno spettacolo teatrale in grado di competere all’interno di un settore in cui le piccole produzioni fanno fatica ad emergere. Per questo ci siamo appoggiati alla piattaforma Indiegogo. Lo spazio di ricerca e nuova drammaturgia Carrozzerie n.o.t ha deciso di sostenere il progetto Echoes ospitandolo all’interno della propria programmazione.
[Stefano Patti]
Scopri come sostenere lo spettacolo a questo link:
https://www.indiegogo.com/projects/e-c-h-o-e-s-play-thriller#/

CARROZZERIE N.O.T - Via Panfilo Castaldi 28/a Roma

15 | 16 | 17 dicembre 2016 - ore 21.00 domenica ore 18.00
Biglietti 12.00 + 2.00 (tessera associativa del teatro)

Info e Prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 347-1891714
Sito web: www.carrozzerienot.com


TO BE OR NOT TO BE ROGER BERNAT
una conferenza spettacolo di Fanny & Alexander
ideazione Luigi de Angelis e Chiara Lagani
regia Luigi De Angelis
drammaturgia Chiara Lagani
con Marco Cavalcoli
Produzione E / Fanny & Alexander

Dal 13 al 18 dicembre al Teatro India debutta TO BE OR NOT TO BE ROGER BERNAT, il dubbio dell’eroe incapace di agire diventa una conferenza spettacolo della compagnia Fanny & Alexander che, partendo dalla figura dell’Amleto shakespeariano, porta in scena una raffinata indagine sull’identità, sul ruolo dell’attore e sull’impatto dell’arte nella nostra memoria collettiva.
In scena Marco Cavalcoli inizia doppiando “l’essere o non essere” recitato in spagnolo dalla viva voce fuori campo di Roger Bernat, regista catalano esponente di spicco del teatro partecipato contemporaneo. Col passare dei minuti questo “ladro di identità” sarà travolto dalla storia di Amleto, tanto da esserne modificato profondamente nei gesti e perfino nelle posture, per finire a sua volta appendice del pubblico che ne comanderà movimenti e vocalismi. «Il tema dell’usurpazione è tema amletico per eccellenza e, al contempo, l’usurpazione riguarda sempre anche il lavoro dell’attore che, in un modo o in un altro, prende sempre il posto di qualcuno – spiegano gli ideatori Chiara Lagani e Luigi De Angelis, anche regista dello spettacolo – L’attore dunque inizia doppiando “l’essere o non essere” recitato da Bernat e, a poco a poco soppianta quella voce, assumendone tono, essenza e ritmi. Il lavoro di usurpazione dell’identità dell’altro artista è condotto su tutti i piani: è un lavoro vocale, fisico e tematico». Così, da irredimibile camaleonte il relatore usurpa fin dal principio l’identità di un altro artista contemporaneo, mentre il pubblico diventa parte attiva nella ricostruzione dell’omicidio del padre di Amleto.

Lo spettacolo nasce dall’incontro tra la compagnia e l’artista catalano Roger Bernat durante una residenza/workshop del gruppo romagnolo in Polonia: parte del testo deriva infatti dal rimaneggiamento di una serie di interviste fatte proprio a Bernat. Due modi diversi di problematizzare un’urgenza condivisa si uniscono, dando vita a un’indagine che è perfetto intreccio di queste comuni ansie dell’intelletto: da una parte l’eterodirezione dell’attore attraverso il teatro di innovazione dei Fanny & Alexander, dall’altra il teatro partecipativo di Roger Bernat che richiede l’intervento dello spettatore. L’eroe malinconico Amleto, con la sua carica di umanissimi dubbi esistenziali, diventa dunque terreno fertile su cui costruire questa ricerca condivisa, il tramite artistico con cui sviscerare il tema dell’identità e la trasmigrazione dell’identità stessa nel lavoro di attore attraverso le incursioni disturbanti e sempre più pressanti del pubblico, ma anche di suoni e voci di artisti che nel tempo, in contesti anche molto diversi, si sono cimentati con l’eroe shakespeariano. Una performance che rievoca, tra suoni, lingue e contaminazioni cinematografiche, la presenza inconsapevole del teatro e dell’arte nelle vite di ognuno di noi. «Confrontarsi con Amleto – continuano ancora Luigi De Angelis e Chiara Lagani – non significa solo confrontarsi con Shakespeare. Significa anche attraversare molti Amleti che nella storia del teatro hanno impresso il loro volto, la loro voce e il loro accento nella nostra anima, finendo per creare un’immaginazione collettiva composita e mutevole, ma molto precisa, del personaggio più famoso di sempre. Amleto è perseguitato da un fantasma, ma forse è esso stesso a sua volta il fantasma che ci perseguita e che ci riempie di sé, rendendoci difficile riconoscerne il vero volto. Quello che qui resta è l’agone polimorfo di un attore all’inseguimento di un’identità, o di un’identificazione univoca, resa però forse e sempre impossibile dalla ricchezza della tradizione».

TEATRO INDIA - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) - Roma
dal 13 al 18 dicembre 2016
Biglietti: intero 12 euro; ridotto 8 euro

Info e prenotazioni: tel. 06 87752210, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06.684.000.311/314
Sito web: www.teatrodiroma.net


SOLO
concerto per pianoforte
di e con Francesco Leineri

In prima assoluta al Teatro Studio Uno dal 16 al 18 dicembre “Solo” il nuovo concerto per pianoforte del giovane compositore e performer Francesco Leineri che porta in scena con il suo mezzo di espressione prediletto una ricerca intima e delicata che esprime al meglio la sua versatilità ed istrionica pluralità di intenzioni.
Solo” è un concerto che fa parte di un percorso musicale più ampio che negli anni ha catapultato la musica di Francesco Leineri in Italia e all’estero, riscuotendo un bellissimo successo fra critica, pubblico e operatori dello spettacolo.
Linguaggio perennemente in divenire, quello del pianoforte di Leineri ritrae alcuni dei suoi pensieri musicali – i più puri, potenti ed immediati – in una modalità di scrittura a-convenzionale e semi-aleatoria: i suoni, anticipando la loro cristallizzazione, proveranno ad eludere le righe del pentagramma cercando di muoversi per la prima volta attraverso di esse.
Solo” non vuole essere né un blando ammiccamento ai grandi maestri dell’improvvisazione, né un inutile e cervellotico metodo di rivoluzione del sistema musicale esatto: il concerto prova ad essere invece una vera e propria grammatica della fantasia, una sfida musicale fatta di appunti, topoi, respiri, disegni, geometrie sonore, riflessioni a cielo aperto e rimandi ad un bagaglio personalissimo che sta dentro ogni musicista e ogni ascoltatore, ma non per questo sempre a portata di mano, anzi sfuggente e difficilmente dichiarabile.
Il concept di “Solo”, sviluppatosi all'interno di un mondo grottesco poco incline alla spontaneità, all'attesa e alla scoperta, è un concerto in tre serate che sarà volutamente e necessariamente ristretto ad un numero esiguo di ascoltatori: un momento nel quale tutto proverà a fermarsi; una solitudine come tante altre, di certo qui svelata come vestita di nuova luce, generata da un nuovo incanto.

TEATRO STUDIO UNO Sala Specchi - Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara) Roma
dal 16 al 18 dicembre 2016
Ingr. 10 euro. Tessera associativa gratuita
Giov – Sab ore 21.00, Dom. ore 18.00

Info e Prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrostudiouno.com


MI BASTA UN WI-FI
Il nuovo spettacolo di Geppo
con la partecipazione di Silvia Emme
Sand Animation Artist
Scritto da Simone Metalli e Mauro Graiani
Regia di Mauro Graiani
Scene di Ferruccio Caridi

Simone Metalli, in arte Geppo viene dal web. Le sue barzellette davanti al mitico cancello fanno ogni giorno decine di migliaia di visualizzazioni.
Numeri che lo fanno approdare in teatro. Per farlo dovrà passare le forche caudine di un vero e proprio provino, dovrà mettersi in gioco rispetto allo scetticismo di chi lo ritiene, sminuendolo, un barzellettiere.
Ma a lui, appunto BASTA UN WI-FI, un cellulare per collegarsi al suo mondo, fatto non solo di barzellette, ma di amici sorprendenti e divertenti, accompagnato dalla chitarra di Gianfilippo Fancello e dalle creazioni di sabbia di Silvia Emme, una delle più note sand animation artist. Un atto unico alla scoperta di un talento comico e dell'universo genuino da cui proviene, per convincere e far ridere anche i più scettici.
Lo spettacolo di Geppo è un percorso che racconta il suo modo di essere barzellettiere 2.0. Tutto parte dal web, da un cellulare e un amico che pubblica la sua prima barzelletta sui social. E siccome tutta la vita è un esame, Geppo si presta alla sfida di uno show che racconta la sua gente, i suoi amici e la sua romanità attraverso il modello della comunicazione dei social, e le sue barzellette, i suoi cavalli di battaglia. Quelle che hanno fatto più di quattrocentomila visualizzazioni e che lo hanno consacrato fenomeno del web.

TEATRO MARCONI - Viale Guglielmo Marconi 698e - Roma
dal 13 al 18 dicembre 2016

Info e prenotazioni: Tel. 06 59.43.544 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatromarconi.it


L’ANATRA ALL’ARANCIA
dal testo The Secretary Bird di William Douglas Home
Regia Luca Barbareschi
con Luca Barbareschi Chiara Noschese
e con Gianluca Gobbi, Margherita Laterza
con la partecipazione di Ernesto Mahieux
versione francese di Marc Gilbert Sauvajon
traduzione di Luca Barbareschi
Scene Tommaso Ferraresi
Costumi Silvia Bisconti
Luci Iuraj Saleri
Dramaturg Nicoletta Robello Bracciforti
Produzione Teatro Eliseo
Fondazione Teatro della Toscana

La comicità è una medicina meravigliosa.
L’anatra all’arancia è una bellissima storia universale di un uomo e di una donna e di come il protagonista si inventi un modo per riconquistare la moglie che lo ha tradito e che amava, architettando un piano per dimostrarle che lui è il suo unico amore anche dopo 25 anni – racconta Luca Barbareschi.
Spettacolo cult del teatro comico, titolo emblematico di quella drammaturgia che suscita comicità con classe e attraverso un uso sapiente e sottile della macchina teatrale, la pièce viene proposta in questa stagione in una moderna edizione, impreziosita da un cast di primi nomi: Luca Barbareschi – che firma anche la regia – Chiara Noschese, Ernesto Mahieux, Gianluca Gobbi e Margherita Laterza animeranno l’ingranaggio della commedia sostenendo il ritmo e la vorticosa energia dello spettacolo con la precisione di una partitura musicale.
Questa commedia ha una profondità ed un’intelligenza straordinarie - spiega il regista - ha la stessa potenza di ‘Chi ha paura di Virginia Woolf?’ ma, a differenza del testo di Albee, ha una struttura narrativa molto divertente, che aiuta a veicolare concetti profondi con la risata. Ho riadattato la scrittura usando due grandi scienze, la psicologia e l’antropologia, studiando atteggiamenti, movimenti e nevrosi che caratterizzano le nostre abitudini.
Gilberto e Lisa sono una coppia sposata da venticinque anni; più che dal logorio della routine, il loro ménage è messo in crisi dalla personalità di lui, egoista, egocentrico, incline al tradimento, vittima del proprio essere un clown che finisce per stancare chi gli sta intorno. Esasperata, Lisa si innamora di Volodia, tutto l’opposto del marito, un russo di animo nobile, un romantico sognatore che ha scelto di trascorrere la sua vita in Lucania. Punto sul vivo, Gilberto studia una strategia di contrattacco e organizza un week-end a quattro, in cui Lisa e il suo amante staranno insieme a lui e alla sua attraente segretaria, Chanel Pizziconi, un misto tra scemenza e genialità. Il tutto sotto gli occhi di un sempre più interdetto cameriere, un cechoviano personaggio che, come una sorta di fantasma, si aggira per la casa e si rivelerà il deus ex machina della storia.
L’imprevedibile piano di Gilberto, che al principio sembra sgangherato, è ricco di imprevisti e colpi di scena che si susseguono fino all’ultimo istante. Una vicenda leggera e piacevole che conquista lo spettatore con la simpatia dei personaggi, le soluzioni effervescenti e mai banali, i dialoghi gustosi e irresistibili ma mai privi di eleganza, e, naturalmente, l’interpretazione degli attori che in simili gioielli della concezione comica trovano un banco di prova per nulla scontato.
Ciò che muove il meccanismo di questa storia è l’incomprensione, l’egoismo, non la gelosia. Parliamo di una macchina perfetta, di dialoghi d’autore, in cui si scandaglia l’animo umano e le complesse dinamiche di coppia – prosegue Barbareschi. E aggiunge, l’happy ending arriva benefico dopo due ore di spettacolo durante le quali la psicologia maschile e quella femminile permettono al pubblico di identificarsi con i protagonisti. Una volta riconosciuti i propri errori e quelli del partner, Gilberto e Lisa affermano ‘noi due non sarà mai perfetto lo sai, ma sarà noi due’.
La commedia, scritta nei primi anni Settanta, è opera dello scozzese Williams Douglas Home, poi adattata dal celebre autore teatrale francese Marc Gilbert Sauvajon. Del 1973 è un’edizione rimasta storica, diretta e interpretata da Alberto Lionello al cui fianco recitava Valeria Valeri. Celebre è anche la versione cinematografica che vantava l’interpretazione di Ugo Tognazzi e Monica Vitti, nei panni della coppia protagonista con la regia di Luciano Salce.
Non ho voluto rifarmi ai vecchi modelli ma sicuramente mi ritrovo negli straordinari artisti che prima di me hanno affrontato questi ruoli, per tempi comici e per il sottile cinismo. Sono felice di mantenere la tradizione riprendendo un modello che è diventato un cult. Del resto la comicità è una medicina meravigliosa per elaborare il “dolore”.

TEATRO ELISEO Via Nazionale 183 – 00184 Roma

Da martedì 13 dicembre a domenica 8 gennaio 2017
Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00 - mercoledì e domenica ore 17.00
Biglietteria tel. 06.83510216 |Giorni e orari: da martedì a domenica 10.00 – 19.00
Biglietteria on-line www.teatroeliseo.com e www.vivaticket.it
Call center Vivaticket: 892234
Prezzi da 25 € a 40 € ( Riduzioni e agevolazioni a norma di legge)

Repliche feste natalizie: Sabato 24 e domenica 25 dicembre: riposo
Lunedì 26 dicembre ore 17.00
Sabato 31 dicembre: speciale Capodanno
Spettacolo ore 20.00 biglietti € da 35 a 65
Cenone € 80 - intrattenimento musicale con Jesper Bodilsen
Domenica 1 gennaio ore 17.00
Venerdì 6 gennaio ore 20.00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06.83510216
Sito Web: www.teatroeliseo.com


IL TEATRO COME NON LO AVETE MAI VISTO - ED È VERO:
interattivo, social, virale
regia di Giorgia Mazzucato
con Marco Allegretti, Maria Beatrice Alonzi, Paolo Berini, Simone Congedo, Valerio Flamini, Sara Fraietta, Maria Teresa Robusto, Mauro Vottari.

Il Teatro come non lo avete mai visto: questo è il nome della prima rassegna italiana di teatro interattivo che il 15 dicembre, il 12 gennaio, il 23 febbraio, il 13 aprile, il 25 maggio vedrà al Teatro dell’Orologio di Roma, pubblico, allievi d’eccellenza e ospiti internazionali incontrarsi per dare vita a dei veri e propri eventi unici.
Prodotta da La SITI - Scuola Internazionale di Teatro all’Improvviso, la rassegna ospita spettacoli completamente interattivi che coinvolgono il pubblico, fin da quando appare la pubblicità dello spettacolo: creando campagne pubblicitarie teaser, inserendo indizi nelle locandine, lasciando al pubblico che vuole giocare, moltissime possibilità di divertirsi dal lancio del progetto, alla sua messa in scena nella quale sono chiamati a partecipare in prima persona. Un gioco unico, irripetibile e imperdibile.
Usando con perizia l’improvvisazione teatrale come strumento narrativo, per interagire con il pubblico nella creazione di show che omaggiano anche grandi artisti e maestri dello spettacolo da Tarantino a Walt Disney a Hitchcock, i singoli spettacoli vengono creati, provati, realizzati di mese in mese, promossi con campagne innovative e portate in scena un’unica volta, interagendo con gli spettatori stessi: una delle più antiche tecniche di messa in scena (l’improvvisazione teatrale), servita dal più innovativo dei sistemi produttivi.
Il tutto, arricchito dalla presenza di attori nazionali e internazionali di grande successo e guidato da due giovanissime artiste, attrici e creative (classe 1990) che negli ultimi anni si sono fatte conoscere sulla scena italiana teatrale e web. Esattamente in quest’ordine, perchè il paradosso è proprio qui: Giorgia Mazzuccato e MariaBeatrice Alonzi, a differenza di ciò che ci ha insegnato la recente storia, non sono fenomeni del web prestati al teatro, bensì il contrario. Sono attrici e autrici “fatte” che hanno fatto dei social un modo per comunicare e rafforzare il teatro stesso.

Il Teatro come non lo avete mai visto al Teatro dell’Orologio: dopo i successi e i sold-out di Login, in cui il pubblico ha inventato e eliminato personaggi-profili da vedere sul palco (ospite speciale una star internazionale del calibro di Patti Stiles) e Claustrophobia, omaggio al Maestro Pirandello con una pièce intensa e drammatica in cui gli spettatori hanno deciso segreti e dolori dei tre personaggi viventi la scena, il prossimo appuntamento il 15 dicembre sarà con “8”(otto): uno spettacolo temerario in cui ciascuno degli otto attori in scena, chiederà al pubblico divertenti e improbabili informazioni per creare un’unica, inaspettata, irripetibile storia.
Non avete anche voi sempre desiderato 8 minuti di celebrità?
Noi vi daremo ben di più: uno spettacolo intero creato sulle vostre parole.
Godrete di una storia personalizzata, fatta solo per voi, irripetibile, unica.

TEATRO DELL’OROLOGIO - Via dei Filippini 17/a – Roma
15 dicembre, 12 gennaio, 23 febbraio, 13 aprile, 25 maggio

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 6875550
Sito web: www.teatrolorologio.com


SESSOLOSÈ - mia madre non lo deve sapere
di Maria Antonia Fama e Lorenzo Misuraca
regia Velia Viti
con Maria Antonia Fama, Sebastiano Colla, Alessandro Di Somma, Ermenegildo Marciante

Dopo i successi dell'ultima stagione con "Non ti fissare. Tu chiamale se vuoi ossessioni" e "InFolle", la Compagnia Come Risolvere in 2 riporta in scena "Sessolosè - Mia madre non lo deve sapere", terzo capitolo della trilogia delle relazioni, dopo "Appese a un filo" e "Cuori Monolocali".

Non si fa altro che parlare di sesso, e lo si vede esibito comunque e dovunque. Sessolosè indaga l'argomento, spogliandolo di tabù e ipocrisie a colpi di comicità: il sesso con se stessi, il difficile equilibrio tra sesso e routine nella coppia, le frontiere della trasgressione. Dalla masturbazione maschile e femminile al sesso di coppia, tra incontri al buio e voglia di maternità, fino al sesso di gruppo: tutto con l'aiuto di un singolare sessuologo, che guiderà il pubblico alla ricerca della libido cosmica. O forse più semplicemente dell’amore per se stessi. Sessolosè, primo debutto nel 2014, chiude il progetto teatrale Come risolvere in due problemi che da soli non avreste che porta in scena, in maniera esilarante e profonda al tempo stesso, il rapporto di coppia al giorno d’oggi.

TEATRO TRASTEVERE - Via Jacopa de' Settesoli 3 - 00153 Roma
dal 13 al 18 dicembre 2016
h 21.00, domenica h 17:30

Info e prenotazioni: Tel. 06-5814004 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrotrastevere.it


NAPOLI MILIONARIA!
di Eduardo De Filippo
regia Daniela Marazita

con Cosimo Rega, Biancamaria D’Amato, Arcangelo Iannace
e con Massimo Lello, Vincenzo Bonaiuto, Alfonso Carfora, Marco Landola, Clara Morlino, Susy Pariante, Maria Teresa Pascale, Giulia Sucapane
Valerio Conti, Gelsomina Fattoruso, Lidia Lombardi, Luca Mancini, Rubens Pupetti, Giorgio Rufini, Marco Taddei

Attori professionisti, attori soci e lavoratori delle cooperative, studenti Dams e personale Università degli Studi Roma Tre, detenuti ed ex detenuti.
Musiche: Nicola Piovani
Scene e costumi: Andrea Taddei


Roma 2016. Uno sparuto gruppo di persone casualmente trova rifugio al chiuso di un teatro. Sconosciuti gli uni agli altri, diversi, mossi da una emergenza che viene dal "mondo di fuori", sentono di essere in grave pericolo di vita ma ignorano una possibile soluzione. Mobili e oggetti di scena sono accatastati al centro del palcoscenico come per un gesto lasciato a metà. Chissà da quando. "Che cosa è successo...?"
La potenza di ciò che hanno di fronte li attraversa quasi inconsapevolmente e cominciano a ri-vivere i personaggi scritti per quella commedia: "Napoli milionaria!", il tempo lacerato all'indomani della seconda guerra mondiale, l'emergenza che indica nella solidarietà e nell'onestà le uniche soluzioni per ricominciare.
"La guerra non è finita. Non è finito niente" dice convinto Gennaro Jovine, oggi, con insistenza, a noi, al nostro quotidiano arrancare tra le macerie di una realtà sociale corrotta e crollata.
L'inevitabile crisi impone un disperato ritorno alla verità: la guerra è dentro di noi e non basta un apparente benessere a farla dimenticare.

La Cooperativa Formula Sociale ONLUS, fortemente impegnata nell’attuare progetti di riscatto sociale di categorie svantaggiate, ricorre al lavoro, alla condivisione partecipata e alla diffusione della cultura della legalità per valorizzare, attraverso l’inserimento lavorativo, le risorse individuali dei soci/lavoratori, rendendoli protagonisti dell’agire sociale esprimendo i propri valori.

A partire dai soci e lavoratori della cooperativa, il progetto si propone di rilanciare e sviluppare un nuovo significato di cooperazione sociale ricorrendo a strumenti artistico-culturali, decisivi per una reale integrazione sociale ed etica.

TEATRO GHIONE, via delle Fornaci 37 - 00165 Roma
14 dicembre 2016, ore 20.30
15 dicembre 2016, ore 16.30 e 20.30

Info e Prenotazioni: tel. 06 6372294 - 06-39670340 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroghione.it


OUT
UnterWasser

Drammaturgia, regia, costruzione pupazzi, scene, costumi, suoni di Valeria Bianchi, Aurora Buzzetti, Giulia De Canio
con Aurora Buzzetti, Giulia De Canio, Stefan Andrei Balan
produzione UnterWasser / BluTeatro

Il 17 e il 18 dicembre la poesia del teatro visuale arriva al Teatro dell’Orologio con lo spettacolo OUT della compagnia UnterWasser, realizzato in coproduzione con la compagnia BluTeatro.
Per adulti, da 6 anni in poi. Un viaggio poetico, senza parole, ma con l’uso di diverse tecniche del teatro d’immagine. L’iniziazione e formazione di un bambino: egli viene e-ducato, cioè condotto fuori dalla sua casa, e messo in relazione col mondo e con i suoi contrasti.
UnterWasser (sotto l’acqua) è un bacino di ricerca teatrale che indaga le potenzialità poetiche, evocative e comunicative del teatro di figura attraverso uno studio di tecniche e materiali. Sotto l’acqua è il simbolo, il mito, l’utopia. Per attingervi occorre infrangere lo specchio della superficie e immergersi.
La compagnia è stata fondata nel 2012 da Valeria Bianchi, Aurora Buzzetti e Giulia De Canio, tre artiste poliedriche con formazioni differenti e con un comune interesse per il teatro visuale, la costruzione e la manipolazione di oggetti. La prima produzione della compagnia è lo spettacolo OUT (Eolo Award 2016, Miglior spettacolo di Teatro di Figura, Premio Benedetto Ravasio 2016, Visionari Kilowatt Festival 2015, Menzione d'onore Festebà 2015, Finalista Premio SCENARIOinfanzia2014).

TEATRO DELL’OROLOGIO - SALA ORFEO - Via dei Filippini 17/A 00186 - Roma
17 e 18 dicembre 2016

Info & Prenotazioni: 06 6875550, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito Web: www.teatroorologio.com


PARADISO 2.0
UN ATTO DI DIO
di David Javerbaum
regia Nicoletta Robello Bracciforti
traduzione Antonia Brancati|Marco Casazza|Enrico Luttmann
adattamento Nicoletta Robello Bracciforti | Roberto Ciufoli
Con Roberto Ciufoli
e con Beppe Chierici, Michele Sinisi
Ideazione scenica Bruno Di Venanzio
Costumi Sandra Cardini
Luci Pietro Sperduti
Musiche Arturo Annecchino
la voce di Dio è di Stefano De Sando
voce femminile Beatrice Fedi
gli angeli di PARADISO 2.0 Federico Lima Roque, Andrea Vico, Pavel Zelinskiy
Produzione TEATRO ELISEO

Il sesto giorno Dio creò l’uomo. Poi creò la donna.
Poi creò di nuovo l’uomo, che l’altro era scappato

Protagonista di questo giovanissimo testo di David Javerbaum (ha debuttato a Broadway nel maggio 2015 con l’interpretazione della star televisiva Jim Parsons per venir affidato in Italia al bellissimo talento comico di Roberto Ciufoli.) è proprio Lui, il Signore di Tutte le Cose, il Pezzo Grosso, Dio in persona.
Un Dio che, anche se tecnologicamente all’avanguardia, viene dritto dritto dall’Antico Testamento, con la sua carica di violenza e di indifferenza ma che anziché manifestarsi sotto forma di roveto ardente sceglie i panni di un attore comico di fama televisiva. Accompagnato da due angeli alati: Gabriele, un tutt’uno con una bibbia di Gutenberg che annuncia il nuovo dettato divino, e Michele che con un microfono intercetta le domande degli spettatori in platea, torna sulla terra per annunciare al Genere Umano i suoi nuovi 10 comandamenti così da porre “per sempre fine ad ogni incertezza su ciò che io desidero davvero dall’umanità e che ha causato tanta amarezza e odio fra voi nel corso dei millenni- tutte cose che ho trovato molto lusinghiere. Di nuovo grazie. Per me ha significato molto”.
È questo l’incipit del geniale impianto drammaturgico di Javerbaum nel quale è lo stesso Dio a mettere in guardia dai tragici rischi che prendere sul serio le parole di un “Celebre bestseller che ha sbancato il mercato dell’editoria” ancora oggi comporta. Il Padreterno si preoccuperà allora di spiegare il vero senso delle sue stesse parole, anche se lo sforzo espressivo del Creatore ha vita breve. L’Onnipotente è soprattutto seccato e iracondo che le cose non abbiano funzionato nell’Universo che ha creato e ben presto rivelerà le sue vere intenzioni presentando il progetto di un Universo nuovo, dove il male è finalmente estirpato e il bene premiato, un altro Paradiso Terrestre dove ricominciare da capo. “È molto meglio, credetemi. Francamente, è la dimostrazione di quello che succede se lavori su un progetto per più di sei giorni.”
Il tema di fondo della pièce (tratta da un libro di successo che fa seguito ad un celebre account di Twitter @TheTweetOfGod), pur nell’acutezza del suo impianto comico, è molto incisivo. Immaginare Domineddio come interprete di un One Man Show teologico è una bellissima sfida ad ogni verosimiglianza nella quale non è assente, nel fuoco di fila di battute folgoranti, un’aria di apocalisse che traduce il sentimento di disperata allegria che accompagna i nostri giorni. È un’eco pasoliniana a fare da basso continuo all’impianto di commedia brillante, con il terzetto alato sempre in bilico fra balordaggine e tenerezza, sempre nell’incertezza se ci si trovi di fronte ad una scalcinata compagnia di guitti o a una miracolosa apparizione divina. Ma non è forse sempre così con l’idea di Dio, nel dubbio che ciò che sembra disvelarlo altro non sia che un trucco da quattro soldi?

Note di regia
Dio scende sulla terra per parlare con gli uomini consapevole che il suo rapporto con loro non sia perfetto, e proprio per accattivarsi la loro simpatia, sceglie di prendere i panni di un comico della televisione…
In ‘Paradiso 2.0’ l’Onnipotente viene a spiegare quelle che sono le sue ragioni agli esseri umani, portando loro 10 nuovi comandamenti, che aggiornando i precedenti 10 intendono spiegare ciò che egli desidera davvero dall’umanità.
Il pubblico si trova ad essere al centro di questa iniziativa celeste, chiamato direttamente in causa in un teatro nel quale Dio, nei panni di Roberto Ciufoli approda, accompagnato da due Arcangeli alati, Gabriele e Michele.
L’acida comicità del testo e un impianto scenografico underground avvicinano il Dio di Roberto Ciufoli al pubblico a cui si rivolge; delle principali faccende della Bibbia egli racconta i retroscena, che se non sono riportati nei testi sacri è per via di certe “libertà” che ci si è presi nello scriverli, introducendo così il principio che nulla è certo, nemmeno il Testo Sacro per eccellenza.
Ironico, feroce e spregiudicato questo Dio da antico testamento rifiuta così di prendersi le sue evidenti responsabilità per il modo in cui va il mondo. E mentre le domande fondamentali che disegnano il rapporto fra Dio e gli uomini risuonano in teatro, domande cariche di dubbi e di dolore per le quali tutti aspettano risposta, Dio si defila con un sofismo: l’onniscienza è una condizione variabile.
Dio decide cosa vale la pena di sapere e cosa no e, così facendo, si sottrae all’incarico di intervenire per sistemare le cose, punire i torti, premiare i giusti. Il mondo è un posto difficilissimo da governare, tale è il caos e la confusione morale e materiale che anche Dio ne prende le distanze, dichiarandosi inidoneo a continuare a svolgere il suo lavoro di divinità e risolvendo la situazione con un inaspettato colpo di scena.
Ma detto in confidenza, quale Dio si prenderebbe in carico questo mondo? Qualcuno riesce a dargli torto se se ne chiama fuori?
Sì certo, si potrebbe obiettare che è lui ad averlo creato ma, come si dice, è complicato fare ipotesi quando si tratta di decidere se sia nato prima l’uovo o la gallina.
[Nicoletta Robello Braccifort]

TEATRO PICCOLO ELISEO - Via Nazionale, 183e - Roma
dal 14 dicembre all’ 8 gennaio 2017

Orario spettacoli: martedì, primo mercoledì di replica, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00
mercoledì e domenica ore 17.00
Prezzi da 21 € a 30 €
Repliche feste natalizie:
Sabato 24 e domenica 25 dicembre: riposo
Lunedì 26 dicembre ore 17.00
Sabato 31 dicembre: speciale Capodanno
Spettacolo ore 21.00 biglietti € 45
Cenone € 80 - intrattenimento musicale con Jesper Bodilsen
Domenica 1 gennaio ore 17.00
Venerdì 6 gennaio ore 20.00

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Tel. 06 83510216
Sito web: www.teatroeliseo.com


30 SPETTACOLI IN 60 MINUTI
con Gioele Barone, Valentina Guaetta, Paola Moscelli, Lodovico Zago

In scena al Teatro Studio Uno dal 14 al 17 dicembre la compagnia Vox Animi con lo spettacolo “30 spettacoli in 60 minuti” tratto dal format americano, inedito in Italia, “Too Much Light Makes The Baby Go Blind (30 Plays in 60 Minutes)” ideato dallo scrittore e regista Greg Allen che propone un lavoro teatrale basato sulla brevità del testo, sull’immediatezza della rappresentazione e sull’onestà dell’interpretazione.
Quattro attori in scena, 60 minuti di tempo a disposizione e 30 storie da raccontare.
30 Spettacoli in 60 Minuti” è una spericolata corsa contro il tempo, un format diretto, sarcastico, amaro, irriverente che racconta in una successione casuale e con il continuo ticchettio del tempo in sottofondo i meccanismi più profondi dell’esistenza umana. Lo spettacolo è un nuovo approccio al teatro che promuove l’inclusione della realtà all’interno del teatro per raggiungere un obiettivo: portare le persone verso una maggiore comprensione di se stessi e degli altri.
Invece di sostenere le convenzioni teatrali di personaggio, ambientazione, trama e la separazione fra pubblico e attore, il format mira a rappresentare la vita reale sul palco senza nessuna finzione o illusione, seguendo quattro fondamentali principi: 1) Tu sei chi sei. Noi non fingiamo di essere qualcuno che non siamo. Noi siamo noi e tu sei tu. 2) Tu sei dove sei. Siamo in un teatro, voi in una platea e noi su un palco. Non cercheremo di illudervi di essere nel ventre di una balena o in un castello delle Alpi, per intenderci 3) Tu stai facendo quello che stai facendo. Tutte le sfide sono sfide reali. Se stai tirando, tiri davvero. Se stai mangiando, mangi davvero. 4) Il tempo è adesso. Affrontiamo gli eventi reali della nostra vita attuale e del nostro mondo attuale. Non parliamo di storia, noi parliamo di oggi. Il Teatro è il mezzo che riflette cosa sta succedendo adesso, perché il teatro sta succedendo adesso.
La Compagnia Vox Animi è formata da quattro giovani attori professionisti: Gioele Barone, Valentina Guaetta, Paola Moscelli e Lodovico Zago, che dopo aver frequentato lo stesso percorso di studi e aver partecipato a numerosi festival internazionali (in paesi come Marocco, Serbia,Kosovo, Lituania, Spagna, Francia, Polonia e Kuwait), decidono di fondare una Compagnia con la vocazione di portare in scena opere inedite e innovative del panorama teatrale estero, fra cui l’incredibile testo di Greg Allen.

TEATRO STUDIO UNO|SALA TEATRO Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara) Roma
dal 14 al 17 dicembre 2016
Ingr. 10 euro. Tessera associativa gratuita
Giov – Sab ore 21.00, Dom. ore 18.00

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Tel. 3494356219- 3298027943
Sito Web: www.teatrostudiouno.com


SPOGLIARELLO
di Dino Buzzati
regia di Rosaria D’Antonio

Io che sono una foglia d’argento/ nata da un albero abbattuto qua/ e che vorrebbe inseguire il vento/ ma che non ce la fa.
Spogliarello” è la storia di una discesa agli inferi esistenziale. E’ la parabola di una donna, Velia, raccontata nella sua rovina costante. Una rovina accennata per frammenti, un velo dopo l’altro che scivola via, che lascia alla fine soltanto carne macera.
Il testo di Buzzati racconta quello che accade sotto forma di monologhi, una via crucis fatta di
speranze mal riposte, di illusioni svanite, di bassezze subite.
Il velo che ad ogni monologo cade è una voce interiore sempre nuova che prende il sopravvento.
Sette attrici che moltiplicano le personalità di Velia, un viaggio nella sua psiche che assume
sembianze sempre diverse.
Il denaro, l’avidità, la ricerca di una redenzione impossibile. Il testo ci fa immergere nelle pieghe
della storia di Velia, e ci fa appassionare a questa figura tipicamente novecentesca, un’antieroina che lotta e cade e perde con estrema dignità. E lo fa attraverso un linguaggio che, seppur pienamente incentrato in un registro drammatico, sa far emergere le potenzialità comiche della vicenda. E questo grazie anche alle musiche che ad ogni cambio scena intervengono per dare una sfumatura alla crisi di Velia, a volte smorzandone i toni a volte amplificandone le sciagure. Ulteriori voci interiori che alla fine non si ha più voglia di ascoltare.
“sovraGaudio” mette in scena uno spettacolo compiuto, maturo nella sua composizione, originale nella chiave di lettura. Uno spettacolo dove l’idea registica rende omaggio al drammaturgo e che mette in risalto le doti tecniche e interpretative delle sette attrici che catturano il pubblico in un profondo coinvolgimento emotivo.

TEATRO COMETA OFF - Via Luca della Robbia, 47, 00153 Roma
dal 15 al 18 dicembre 2016

Info e prenotazioni: Tel. 06-57284637
Sito web: www.cometaoff.it


Ancora in scena

LEHMAN TRILOGY
di Stefano Massini
regia Luca Ronconi

con (in ordine di apparizione) Massimo De Francovich (Henry Lehman), Fabrizio Gifuni (Emanuel Lehman), Massimo Popolizio (Mayer Lehman), Martin Ilunga Chishimba (Testatonda Deggoo), Paolo Pierobon (Philip Lehman), Fabrizio Falco (Solomon Paprinskij), Raffaele Esposito (Davidson, Pete Peterson), Denis Fasolo (Archibald, Lewis Glucksman), Roberto Zibetti (Herbert Lehman), Fausto Cabra (Robert Lehman), Francesca Ciocchetti (Carrie Lauer, Ruth Lamar, Ruth Owen, Lee Anz Lynn), Laila Maria Fernandez (Signora Goldman)
scene Marco Rossi
costumi Gianluca Sbicca
luci A.J.Weissbard
suono Hubert Westkemper
trucco e acconciature Aldo Signoretti
Produzione Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa

Il capitalismo, i giochi di potere, le banche, il denaro, i mutamenti sociali ed economici sono al centro del testo di Stefano Massini, pubblicato da Einaudi nel 2014 e tradotto in otto lingue e rappresentato in varie edizioni in Europa e in Canada. Oltre cento sessanta anni di storia raccontati attraverso le vicende dei potenti banchieri Lehman, una delle famiglie più influenti d’America: dalla Guerra di Secessione alla crisi del ’29, tra continue ascese e improvvise cadute, fino al definitivo fallimento del 15 settembre 2008. Luca Ronconi torna ad affrontare il tema della finanza, dopo essersene occupato nello Specchio del diavolo di Giorgio Ruffolo (2006) e in Inventato di sana pianta di Hermann Broch (2007). «Sono cose che appartengono a un mondo che non conosco – affermava il Maestro – e del resto io non ho mai amato mettere in scena ciò di cui sono totalmente sicuro. Di quelli che possono essere i rischi di un fenomeno, mi interessa esattamente il fenomeno, non “dire la mia”».
D’intesa con l’autore, Luca Ronconi ha suddiviso i tre capitoli della Trilogia (Tre fratelli, Padri e figli, L’immortale) in due parti intitolate Tre fratelli e Padri e figli.
La prima parte inizia l’11 settembre 1844 con l’arrivo in America dalla Baviera di Heyum Lehmann. Viene registrato da un ufficiale del porto come Henry Lehman: da allora in poi quello sarà il suo nome. Si stabilisce a Montgomery, dove apre un emporio di tessuti. Tre anni dopo lo raggiunge il fratello minore Mendel, che in America prenderà il nome di Emanuel, infine “il piccolo” Mayer. Se Henry è la testa e suo fratello Emanuel il braccio, Mayer è ciò che vi è nel mezzo, una sorta di intermediario. Nel corso degli anni il loro interesse si sposta dal cotone al caffè, alle grandi infrastrutture fino ad approdare in Borsa, dove tutto si vende ma nessuna merce è. Tre fratelli termina all’inizio del Novecento con la morte di Mayer e l’avvento della nuova generazione guidata da suo nipote Philip.
La seconda parte si apre nella New York degli anni Dieci del Novecento. Ai tre fratelli sono succeduti i figli: Philip (figlio di Emanuel) vuole speculare in Borsa, mentre Herbert (figlio di Mayer) si dedica alla politica e diventa governatore di New York. A settant’anni Philip Lehman “lascia”, ma non definitivamente: non si fida del figlio Robert (Bobbie). La Lehman Brothers supera la Prima Guerra mondiale, la crisi del 1929, la Seconda Guerra mondiale, avventurandosi in nuovi e sempre più spericolati investimenti, espandendo i propri interessi in tutto il mondo. Alla morte di Bobbie Lehman nel 1969, la società è affidata a Pete Peterson, che condurrà la banca a una prima crisi, negli anni Ottanta. Dopo la ripresa, il nuovo CEO, Dick Fuld jr, vivrà il destino di essere legato alla catastrofe dei mutui subprime e al fallimento della più che centenaria Lehman Brothers, il 15 settembre 2008.
Il testo di Massini chiede un teatro profondamente contemporaneo: Lehman Trilogy è infatti una drammaturgia che ci prevede accorti, autosufficienti, privi di guida e di segna-passo, ci coinvolge affinché noi elaboriamo una rotta dentro il testo, sapendo che non avremo in premio assoluzioni, condanne, né tantomeno manuali di condotta. Storia di uomini e donne, di padri e figli, di temperamenti e passioni, di cotone, carbone, ferrovie, denaro e speculazioni finanziarie, la saga dei Lehman è al tempo stesso uno squarcio di sogno americano: il Paese che tutto dà a chiunque dia prova di talento, inventiva e abnegazione, e in una manciata di secondi rovescia fortune e destini.
Con Lehman Trilogy, Stefano Massini, dopo il successo al Théâtre du Rond-Point di Parigi nell’allestimento francese della commedia, diretto da Arnaud Meunier, si è aggiudicato il Grand Prix du Syndacat de la Critique 2014. Lehman Trilogy con la regia di Luca Ronconi nel 2015 ha vinto 5 Premi Ubu: migliore spettacolo, migliore testo, migliore attore protagonista (Massimo Popolizio), migliore scenografia, migliore attore under 35 (Fabrizio Falco); oltre al premio come miglior spettacolo dell’anno alla V edizione del Premio le Maschere del Teatro Italiano.

TEATRO ARGENTINA - Largo di Torre Argentina, 52 00186 - ROMA
dal 25 novembre al 18 dicembre 2016
Lo spettacolo è ideato in due parti distinte e indipendenti fra loro che andranno in scena in maniera autonoma:
Prima parte - Tre fratelli - 25, 26, 27, 29 novembre e 2, 3, 4, 7, 8, 10, 11, 13, 15, 17 dicembre
Seconda parte - Padri e figli - 26, 27, 30 novembre e 1, 3, 4, 6, 9, 10, 11, 14, 16, 18 dicembre
Prima e Seconda parte - 26, 27 novembre e 3, 4, 10, 11 dicembre (intervallo tra le due parti 30’)
Orari spettacolo: martedì e venerdì ore 21 _ mercoledì e sabato ore 19, giovedì e domenica ore 17_ lunedì riposo
Biglietti: intero da € 12 a € 32 _ under35 e over65 da € 12 a € 30
convenzioni da € 12 a € 26 _ scuole e studenti da € 11 a € 15
Ingresso con Libertina Card € 20 _ con Libertina Card feriale € 16 _ con Libertina Card under35 € 13/12,50
Lehman Card € 40 – per chi acquista insieme il biglietto per la prima e seconda parte
Durata spettacolo: Tre fratelli (I parte, 2h 35’) e Padri e figli (II parte, 1h 55’)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 684 00 03 11 / 14
Sito web: www.teatrodiroma.net


L’UOMO DAL FIORE IN BOCCA
…e non solo
di Luigi Pirandello
regia di Gabriele Lavia
adattamento Gabriele Lavia
con Michele Demaria Barbara Alesse
scene Alessandro Camera
costumi Elena Bianchini
musiche Giordano Corapi
luci Michelangelo Vitullo
regista assistente Simone Faloppa

Dopo Sei personaggi in cerca d’autore, passando per Vita di Galileo di Brecht, Lavia torna al drammaturgo agrigentino che più di ogni altro ha segnato la cultura, e di conseguenza il teatro, del nostro tempo, arricchendo il monologo originale con altre novelle che affrontano il tema della donna e della morte.
Il denominatore comune sono le paure e il bisogno di esorcizzarle dietro una qualche forma di maschera, imposta dagli altri e infine accettata, per quieto sopravvivere. Tra l’essere e l’apparire.
Per questa produzione sono stati riaperti gli storici laboratori del Teatro della Pergola di Firenze che hanno realizzato interamente l’imponente scenografia.
L’uomo dal fiore in bocca di Pirandello è la scena maestra dell’incomunicabilità, della solitudine che si aggrappa alla banalità dei particolari più piccoli e insignificanti del quotidiano per cercare di rintracciare una superiorità della vita sulla morte. Gabriele Lavia, con Michele Demaria e Barbara Alesse, prova a trattenerla un altro po’, prima della fine.
L’atto unico, rappresentato per la prima volta il 24 febbraio 1922 al Teatro Manzoni di Milano, è un colloquio fra un uomo che si sa condannato a morire fra breve, e per questo medita sulla vita con urgenza appassionata (l’Uomo dal fiore in bocca, interpretato da Gabriele Lavia), e uno come tanti, che vive un’esistenza convenzionale, senza porsi il problema della morte (il Pacifico Avventore, interpretato da Michele Demaria). L’autore, come in altri casi, trasse il testo teatrale da una novella scritta anni prima e intitolata La morte addosso.
“La morte addosso potrebbe essere il sottotitolo di tutta l’Opera Letteraria di Pirandello – scrive Gabriele Lavia nelle note di regia – si sa che fin dalla sua fanciullezza il piccolo Luigi fu come “risucchiato” dall’orrore e dal mistero della Morte. L’episodio, famosissimo, del cadavere e dei due amanti, accaduto al giovanissimo Luigi, in quello strano “fondaco” buio, segnò per sempre lo Scrittore e la sua Opera”.
L’originale pirandelliano, che non subisce alcuna modifica nella trasposizione teatrale che ne fece l’autore, è stato arricchito da Gabriele Lavia con altre novelle che affrontano il tema della donna e della morte (“per Pirandello sono “figure” inscindibili, vorrei dire “sovrapposte” ” scrive Lavia).
La scena si apre in una simbolica Sala d’Attesa di una qualche stazione ferroviaria del Sud Italia. “Piove a dirotto, ma è estate (tempo assurdo!) per soddisfare il “sentimento del contrario” – annota Gabriele Lavia – così amato dalla poetica del nostro Autore. C’è un uomo nella stazione e arriva anche un ometto pacifico, pieno di pacchi colorati, che perde sempre il treno e che lo perderà sempre”.
L’Uomo dal fiore in bocca comincia a parlare con un’insistenza crescente, ironica e disperata, dimostrando una straordinaria capacità di cogliere i più minuti e all’apparenza insignificanti aspetti della vita. Le sue considerazioni amare rivelano terribili verità: l’uomo infatti è in attesa di morire. Mentre è in preda a queste dolorose confessioni vede dietro l’angolo l’ombra della moglie, interpretata da Barbara Alesse. È una donna preoccupata, lo vorrebbe curare col proprio affetto, ma all’Uomo dal fiore in bocca non è di consolazione, anzi, è un ostacolo alla sua stringente necessità di vita da vivere che lo porta a osservare i commessi che impacchettano la merce venduta.
“C’è una donna, che guarda dentro la Sala d’Attesa, da fuori della grande vetrata - conclude Lavia – e poi ci sono tante “donne...donne...donne” che non si vedono ma che sono l’assillo o l’incubo del nostro piccolo “uomo pacifico”. Chi è quella donna che passa? La moglie? La morte?”
La morte non è qualcosa che ci salta addosso e, quindi, possiamo scacciare. No, la morte, quando entra in noi, è invisibile.

TEATRO QUIRINO VITTORIO GASSMAN – Via delle Vergini - Roma
dal 6 al 18 dicembre 2016
Orari Spettacoli: da martedì a sabato ore 21, domenica ore 17
giovedì 8 e mercoledì 14dicembre ore 17
sabato 17 dicembre ore 17 e ore 21

Info e prenotazioni: Tel. 06.6794585 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroquirino.it


MARATONA DI NEW YORK
di Edoardo Erba
regia Maurizio Pepe
con Edoardo Purgatori e Marcello Paesano

Mario e Steve, immersi nell’atmosfera rarefatta ma molto fisica della corsa dipanano le loro esistenze scanditi da un tempo che pare non obbedire più alle regole consuete. Il mondo notturno e deserto, lo spazio senza più riferimenti nel quale i due uomini si muovono, tutto asseconda il tentativo di Mario e Steve di affidarsi ai ricordi e alla memoria come ultima risorsa per rivendicare la propria esistenza e trionfare in società.
Dalle note di regia:
La grandezza di “Maratona di New York” risiede nella sua semplicità; il racconto altro non è che le chiacchiere di due giovani, Stefano e Mario, che si allenano per la maratona di New York. Dietro questa apparente normalità, durante questo ennesimo allenamento notturno, ecco che emerge qualcosa di inaspettato. Sembra una notte normale come tante altre, l’allenamento prosegue nel tentativo di raggiungere il passaggio a livello alla fine della strada; la corsa inizia a essere faticosa e i muscoli non ce la fanno più. Unico sostegno per non mollare è la profonda amicizia che lega i due amici; ecco che il passaggio a livello diviene un traguardo irreale, ecco che emergono le inquietudini dei personaggi nel tentativo di dare un senso a se stessi, alla vita, al proprio agire; Stefano e Mario si ritrovano in un non-luogo dove la corsa diviene metafora della vita e i due personaggi danno voce a dubbi e inquietudini che fanno parte della vita di ognuno, per i quali forse non c’è una vera risposta.
[Maurizio Pepe]

TEATRO ARGOT STUDIO - Via Natale del Grande, 27 - Roma
dal 6 al 18 dicembre 2016
Orari spettacoli: al martedì al sabato ore 20.30 - domenica ore 17.30
Biglietti: 12 euro (intero) - 8 euro (studenti e over 65)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06.5898111
Sito web: www.teatroargotstudio.com


SUD AND SOUTH
di Marisa Laurito e Michela Andreozzi
regia di Marisa Laurito
direzione musicale di Marco Persichetti
scene di Mario Esposito
costumi di Graziella Pera
con Marisa Laurito e Charlie Cannon

Sud and South è un concerto/spettacolo dedicato alla cultura, all’arte, alla bellezza dei Sud del mondo.
Un concerto esuberante, vitale, divertente, creativo, colto come il Sud. Ha come protagonisti due artisti molto diversi tra loro, che hanno avuto nella loro carriera grandi successi e differenti percorsi, ma che sono uniti in questo concerto spettacolo dalla stessa travolgente energia ed ironia: Marisa Laurito e Charlie Cannon.
Sud and South racconta l’umore e la passione della gente del Sud attraverso un viaggio nella musica… una straordinaria musica che accomuna ed ha reso famose ed eterne, canzoni, capolavori napoletani, spagnoli e sud americani. Sud and South si avvale della firma di acclarati professionisti.
Uno spettacolo che viaggia sull’eterno ed affascinante tema dell’amore e non solo. Un concerto che si diverte e fa divertire il pubblico, che viene spesso coinvolto nelle improvvisazioni di Marisa Laurito accompagnata da uno straordinario cantante solista, Charlie Cannon, artista molto apprezzato nel mondo della musica.
Charlie Cannon ha accompagnato molte importanti voci italiane ed internazionali: Mina, Renato Zero, Zucchero, Ornella Vanoni, i Platters. Un protagonista straordinario che con la sua voce potente e melodica riesce a regalare emozioni ed energia senza fine.
Marisa Laurito, in questo spettacolo concerto, riprende tra le mani le redini della sua tradizione, la canzone napoletana, trent’anni dopo il grande successo, nel ruolo di protagonista, di uno spettacolo che è rimasto nel cuore del pubblico e che segnò un'epoca con i suoi successi internazionali: “Novecento Napoletano“ per la regia di Bruno Garofalo.
Marisa ritorna sulla scena della musica napoletana in veste di chansonnier e tra una canzone e una butade, dialoga, improvvisa ed appassiona il pubblico cantando insieme a Charlie e interpretando successi internazionali oltre alle canzoni napoletane, che sono nel cuore di tutti. Charlie e Marisa insieme, sprigionano la loro felicità di cantare e interpretare brani che hanno appassionato il pubblico di tutto il mondo, le canzoni della tradizione che fanno cantare tutti e che rappresentano il meglio della musica napoletana, sud americana e messicana in Italia e all’estero.
La loro energia e gioia di stare in scena è contagiosa, così come la loro passione per il Sud, alla quale dedicano questo spettacolo, che parte dalle piazze italiane, per arrivare ai teatri stranieri, portandosi dietro tutto il gusto e la gioia e i profumi della vita del Sud, di molti paesi, ma soprattutto dell’Italia.
Sud and South è uno spettacolo gioioso e senza tempo che nasce dalla voglia di cantare un mondo che non morirà mai, quello dei sentimenti veri, delle emozioni e che continuerà a far sognare nuove generazioni grazie alle fantastiche melodie senza tempo. Uno spettacolo che nasce alla voglia dei protagonisti di divertire e divertirsi. Ed il risultato di questa armonia e vitalità lo fa diventare uno spettacolo di travolgente intrattenimento.

TEATRO SALA UMBERTO - Via della Mercede, 50 Roma
dal 6 al 18 dicembre 2016
Prezzi e orari: da 32 a 23 euro dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17

Info e prenotazioni: Tel. 06 6794753 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.salaumberto.com


MATTO A CHI?
di Stefano Longobardi
regia Alessandro Sena
con Pietro Romano, Stefano Antonucci, Giuseppe Cantore, Anna Cianca e Francesca Piersante

Una spettacolo all’insegna del divertimento che partendo dallo sdoppiamento di personalità si apre a un intreccio narrativo interessante, dove l’introspezione e la costruzione psicologica dei personaggi è fondamentale, supportata da una recitazione incalzante e mai noiosa.
Pietro Romano interpreta Galeazzo Frontoni, un ex attore sull’orlo di una crisi di nervi, che dopo una vita artistica dedicata a interpretazioni, personaggi e copioni imparati a memoria, deve fare i conti con Gilberto (Giuseppe Cantore), l’amico immaginario creato dal suo subconscio ormai saturo dai vari personaggi interpretati durante la sua lunga carriera. A tutto questo si aggiunge una psicologa veterinaria sotto stress con uno strano amore per i cani, un astuto e innamorato dirimpettaio in attesa della sua occasione e un ex soubrette televisiva colpita da senilità. Si fa presto a capire perché casa Frontoni sembra un vero e proprio manicomio!
Del resto, si nasce tutti un po’ pazzi, l’importante è esserne consapevoli!

TEATRO DEGLI AUDACI – via Giuseppe de Santis,29
Da giovedì 8 dicembre a domenica 18 dicembre 2016
Orario Spettacoli: dal giovedì al sabato ore 21.00, domenica ore 18.00
Biglietto intero 20€, ridotto 15€

Info e prenotazioni Tel. 06 94376057
Sito web: www.teatrodegliaudaci.it


VERITA'… E NO
di Samuel Krapp
regia di Alessia Tona

Chi non ha un piccolo segreto da confessare? Alessia e Simone decidono di sposarsi. Sono fidanzati da anni ma la loro decisione è dettata unicamente dall'abitudine; loro non si amano più da tempo, o forse l'amore tra loro non c'è mai stato. Per fortuna ci sono i loro migliori amici, Giacomo e Chiara, a cui confessare dubbi e incertezze riguardo alla decisione da prendere. Le cose però potrebbero non essere quello che sembrano. Con una ricca dose di umorismo, Verità…e No di Samuel Krapp, è una vera e propria analisi sulla vita di coppia, sulla paura di restare da soli e sul timore di ferire i sentimenti altrui tanto da scegliere di adattarsi piuttosto che dire la verità. Uno spettacolo ironico e divertente che regala grandi spunti riflessivi sulla vita a due, in un finale da fare proprio. Dialoghi scoppiettanti, ritmi serrati e spunti sulla vita odierna il giusto mix per una serata divertente. Risate, divertimento e …. tanto altro... vedere per credere

TEATRO L'AURA - Vicolo di Pietra Papa, 64 - Roma
dall' 8 al 18 dicembre 2016
dal giovedì al sabato alle ore 21.00 domenica alle ore 18.00

Info e prenotazioni: Tel. 06-83777148 – mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrolaura.org


CHE DISASTRO DI COMMEDIA
di Henry Lewis, Jonathan Sayer e Henry Shields
regia Mark Bell
traduzione Enrico Luttman
con Gianluca Ramazzotti, Gabriele Pignotta, Luca Basile, Marco, Zordan, Yaser Mohamed, Viviana Colais, Stefania Autuori, Alessandro Marverti

*2016 Molière de la Comédie
*2015 Olivier Award Winner for Best New Comedy
*2015 BroadwayWorld UK Winner for Best New Play
*2014 WhatsOnStage Award Winner for Best New Comedy

Prendete una compagnia di giovani attori allo sbaraglio, una scenografia che non sta in piedi, un regista senza talento né esperienze, una prima attrice vittima di svenimenti, un modello che vuol far l’attore a tutti i costi, una direttrice di scena che si improvvisa attrice e fategli recitare un giallo di serie B, con una trama sconnessa, battute indicibili e un finale senza senso. Aggiungete porte che non si aprono, scene che crollano, oggetti di scena che scompaiono e ricompaiono come e dove non dovrebbero e gli attori che, come se nulla fosse, continuano a dire eroicamente le loro battute. I disastri si accumulano in un crescendo senza controllo, e così il divertimento del pubblico.
Disaster Comedy (The play that goes wrong), racconta la storia di una compagnia teatrale, la Cornley Polytechnic Drama Society che, dopo aver ereditato improvvisamente un’ingente somma di denaro, tenta di produrre un ambizioso spettacolo che ruota intorno a un misterioso omicidio nel West End. La commedia è un susseguirsi di errori, strafalcioni, momenti imbarazzanti e disastri provocati dagli attori. La produzione della Cornley Polytechnic Drama Society si rivela un disastro e gli attori cominciano ad accusare la pressione andando nel panico. Riusciranno a riscattarsi e a salvare lo spettacolo prima che cali il sipario?
The Play that goes wrong”, è un musical che evidenzia tutte le paure e gli errori che un attore sul palco non vorrebbe e dovrebbe mai commettere.
Tutto questo è “Disaster Comedy” grande successo londinese delle scorse stagioni, in scena quest’anno contemporaneamente in 5 capitali europee, Londra, Parigi, Budapest, Atene, Roma compresa.

TEATRO GRECO - Via Ruggero Leoncavallo 10 – 00199 Roma
dal 6 dicembre 2016 al 15 gennaio 2017

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
tel. 06 8607513
Sito web: www.teatrogreco.it


AMORE NON ESSERE GELOSO
di Andrea Zanacchi
regia di Marco Simeoli
con Manuela Bisanti, Cinzia Rovello, Daniele Derogatis, Lucio Cruccio, Giampaolo Filauro, Giuseppe Assillo, Elena Mazza. Anna Sospetto
Voce Dottor Cristecu Lorenzo Profita
Luci e fonica Federico Millimaci – Scene Veronica Corrente

Una giovane e divertente commedia per sorridere e sdrammatizzare un sentimento che morde tutti allo stesso modo: lo spettatore non potrà far altro che immedesimarsi!
Debutta il 29 novembre “Amore non essere geloso” di Andrea Zanacchi, testo vincitore del Festival Testaccio Comic Off 2015 nella categoria commedia, ora al Teatro de’ Servi in una nuova versione diretta da Marco Simeoli.
E’ una commedia brillante che attraverso le vicende di due coppie di amici esplora il sentimento della gelosia in modo fortemente realistico, costruendo una dimensione di paranoia e sospetto che avvelena la vita dei protagonisti.
Quattro bravi e giovani attori (Manuela Bisanti, Giampaolo Filauro, Daniele Derogatis e Elena Mazza - diplomati presso la scuola di arti sceniche “Il Cantiere Teatrale” e fondatori della Compagnia Velluto Rosso) portano avanti l’intreccio in un doppio ambiente scenico (i due appartamenti) con un gioco registico innovativo.
Il ritmo della commedia è frenetico e scandito da furiosi litigi, tanghi figurati, assurdi scambi di persone e situazioni che rivelano la precarietà degli equilibri relazionali.
Basta un fusibile che salta, un attimo di buio per innescare un dubbio rovinoso: quel bacio traditore c’è stato davvero o si trattava soltanto di un’allucinazione?
Un vortice di insicurezza che avvolge a poco a poco, un tarlo che corrode innescando la sfiducia e la compulsività del controllo: dinamiche comuni e processi mentali che rasentano l'assurdo ma che dipingono il reale aspetto dell'amore.
Una commedia molto divertente che fa ridere e che fa riflettere su un sentimento di cui tutti, prima o poi, siamo stati vittime, anche se spesso lo neghiamo.
Il tango è il leitmotiv musicale di tutto lo spettacolo: tanghi cadenzati, tanghi sussurrati oppure convulsi, sempre ballati nella migliore tradizione argentina.

TEATRO DE’ SERVI - Via del Mortaro, 22 – Roma
dal 29 novembre al 18 dicembre 2016
Biglietti: platea 22€ - galleria 18€
Orario spettacoli: da martedì a venerdì ore 21 – sabato ore 17.30 e 21 – domenica ore 17.30 – lunedi riposo

Info e Prenotazioni: tel. 06-6795130
Sito web: www.teatroservi.it


MAGNAMOSE TUTTO!
Scritto e diretto da Pier Francesco Pingitore
Martufello Mario Zamma, Carlo Frisi, Demo Mura
con Morgana Giovannetti

...e nel secondo tempo

“DONNE CHE AVETE INTELLETTO D’AMORE…”
con Valeria Marini e Pamela Prati

La nuova creatura teatrale del maestro Pingitore muove i passi dalla previsione di un grande veggente, il Mago Katsàr, secondo la quale nel giro di pochi giorni un enorme asteroide cadrà sull’Italia e distruggerà gran parte del Belpaese. Dopo il primo momento di disperazione, una furia godereccia si impadronisce di tutti gli italiani e un grido unanime si leva da tutta la Penisola: “Magnàmose tutto! Finche c’è ancora qualcosa che non si sia mangiato il Governo…”.
Vengono istituiti comitati di Godimento Pubblico. Renzi cerca di rassicurare gli elettori, ma oramai all’asteroide distruggitore è stato dato un nome che lo coinvolge: “Matteostar”.
A Roma la sindaca Raggi si aggira sperduta, interviene Grillo inferocito con Di Maio e Di Battista… Ma anche il Papa, Mattarella, la Merkel, e Trump e Hillary Clinton… Tutti vorrebbero additare una via di salvezza, ma la sorte ormai sembra segnata… E quindi a maggior ragione il popolo non ha che un pensiero: “Magnàmose tutto!”
Interpreti di questo nuovo esilarante ed acuto lavoro sono, come da tradizione, Martufello, Mario Zamma, Carlo Frisi, Demo Mura, Morgana Giovannetti e Enzo Piscopo.

Il secondo tempo ha un titolo a sé: “Donne che avete intelletto d’amore”. Ne sono protagoniste, Valeria Marini e Pamela Prati fortemente volute assieme da Pingitore per celebrare i 51 anni dalla nascita della Compagnia capitanata dal Maestro. Coadiuvate dal cast del primo tempo, Valeria e Pamela faranno rivivere, tra battute, canti, balletti, alcune Grandi Donne del passato più o meno prossimo.
In scena anche il corpo di ballo composto da Gaetano Messana, Sargis Galstyan, Federica Della Pelle, Shaila De Giovanni, Federica Bastici.
Le musiche sono state curate da Piero e Francesco Pintucci, i costumi da Maurizio Tognalini, l’arredamento da Graziella Pera e le coreografie da Evelyn Hanack.
Lo spettacolo sarà in scena fino al 5 febbraio 2017.

SALONE MARGHERITA - Via dei Due Macelli, 75 - 00187 Roma
Da venerdì 25 novembre 2016 a domenica 5 febbraio 2017

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 6791439
Sito web: www.salonemargherita.com


A PORTE CHIUSE (HUIS CLOS)
di J.P.Sartre
regia Ennio Coltorti
con Ennio Coltorti, Anna Clemente Silvera, Adriana Ortolani e Gianfranco Salemi

La “Porta chiusa” di Sartre in realtà non è chiusa; sono Garcin, Estella e Ines, i tre protagonisti, a non volerla aprire. Loro stessi “si dannano” facendosi artefici del loro inferno. Quest’opera di Sartre ebbe da subito un travolgente impatto ispirando fino ai giorni nostri film e commedie di successo basate su “cene” e “incontri” che alla fine si trasformano in furiosi scontri (vedi i recenti “Carnage”, “Perfetti sconosciuti” etc.). Anche il colpo di scena che rivela l’effettiva condizione non terrena del protagonista è stato usato da innumerevoli drammaturghi e sceneggiatori a partire da” La Signora di Shangai” di Orson Wells (del 48; il testo di Sartre è del 44) fino al recente “Sesto senso”, etc. Per Sartre l’inferno sono gli altri. Nella stanza di Huis Clos non ci sono specchi, non ci si può rifugiare nella propria apparenza, si deve affrontare lo specchio della nostra anima, la nostra punizione: gli altri. Ma Sartre è un umanista: per lui lo scopo di ogni punizione non può che essere la liberazione dall’errore. Con Huis clos sembra indicarci la necessità dello stare insieme, cioè crescere insieme, condividere, sostenersi, aiutarsi, uscire insomma dall’inferno della solitudine.

TEATRO STANZE SEGRETE - Via della Penitenza, 3 ( Trastevere ) - Roma
dal 28 novembre al 22 dicembre 2016
Da mart. a sab. ore 21, dom. ore 19

Info e prenotazioni: Tel. 066872690 - 3889246033
Sito web: www.stanzesegrete.it


GRAN CAFE’ CHANTANT
Vaudeville in due atti di da Eduardo Scarpetta
Regia di Tato Russo
con Tato Russo
E Clelia Rondinella, Renato De Rienzo, Mario Brancaccio, Salvatore Esposito, Dodo Gagliarde, Letizia Netti, Carmen Pommella, Francesco Ruotolo, Caterina Scalaprice, Massimo Sorrentino, Diletta Bonè, Antonio Botta
E con l’Orchestra Gran Cafè Chantant

Tato Russo riscrive e trasforma la commedia di Scarpetta in un vaudeville e, intorno al classico divertentissimo intreccio scarpettiano, ci propone l’analisi critica di un periodo storico che, pur durando lo spazio di una meteora, fu denso di significati culturali e civili, che chiudeva un secolo, l’Ottocento, e ne apriva un altro: quello dell’opera moderna.
Siamo ai primi del 900, nel cuore della belle epoque. Molti teatri di prosa chiudono perché la moda dell’epoca li rende ormai deserti. Qualcuno per seguirla viene trasformato in ritrovo di numeri ben più allegrotti. Due coppie di artisti ormai alla fame sono costretti, loro detentori dell’antica arte della tragedia, a riciclarsi come vedette di café chantant. Una serie infinita di traversie e di avventure tutte da ridere li accompagna in quello che vuole soprattutto essere l’affresco d’un epoca edonistica e culturalmente in grande decadenza. Tato Russo riscrive e trasforma la commedia di Scarpetta in un vaudeville, che è un tourbillon di trovate e di caratteri, e intorno al classico divertentissimo intreccio scarpettiano ci propone l’analisi critica di un periodo storico che, pur durando lo spazio di una meteora, fu denso di significati culturali e civili, che chiudeva un secolo, l’Ottocento, e ne proponeva un altro: quello dell’opera moderna. Un mitico quindicennio che,pur proponendosi come un’epoca di splendori, portava in se un periodo di miseria e
decadenza. Nel 1900 i teatri di prosa chiudevano per lasciare spazio al Café Chantant. Questa nuova forma di spettacolo metteva in crisi quello tradizionale come accadrà qualche decennio più tardi con l’avvento del cinema e oggi con l’avvento dei one man show da cabaret. I luoghi teatrali si trasformavano. Chiudevano molti " teatri storici", altri per sopravvivere erano costretti a modificare il repertorio. La vicenda dura un giorno, ma Tato Russo dilata lo spazio temporale di questa giornata, riferendola all’intero periodo di quel quindicennio, dalla nascita, allo splendore, alla miseria del café chantant: un lungo giorno in cui cambia la moda, il gusto, la maniera di pensare della gente. E se l’azione parte dalla crisi del teatro di prosa determinata dall’aggressione del café chantant, termina nella fine quest’ultimo a sua volta stroncato dall’avvento del cinema. Intorno ai quattro protagonisti della storia si muove una miriade di personaggi, che vagano tra tipi macchiette. Tato Russo ha impostato la commedia su questa folleggiante contrapposizione di stili recitativi e di drammaturgia. Da una parte il linguaggio di commedia che sarà di Eduardo, dall’altra quello da farsa che è tipico di Scarpetta. Da una parte un Felice, personaggio nel vero senso della parola; dall’altra il mondo delle caricature, dei trucchi, delle esagerazioni. Tato Russo ripropone cosi uno Scarpetta diverso, più vicino ai classici nelle linee di una direzione personale di fare teatro, laddove ogni intuizione critica non si propone mai come fine a se stessa ma sottostà invece ad un piano organico di messa in scena, in cui ogni elemento concorre in giusta proporzione con tutti gli altri. Uno spettacolo ricco di trovate, di colori, di contenuti. Un vero fuoco di fila affidato alla grande bravura di tutti gli interpreti con alla testa Tato Russo.

TEATRO PARIOLI PEPPINO DE FILIPPO - Via Giosuè Borsi 20, 00197 – Roma
Dal 1° al 31 dicembre 2016
Recita straordinaria del 31 dicembre con brindisi
Ingresso: Platea € 27,00 - Galleria € 22,00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 8073040
Sito web: www.teatropariolipeppinodefilippo.it


LA MODA DEI SUICIDI
di Marco Avarello
regia di Linda Di Pietro
con Marius Bizău, Vittorio Ciardo, Antonella Civale, Letizia Letza, Marta Nuti, Giuseppe Grisafi, Tiziana Scrocca, Fabio Morici, Marco Zingaro

Artinmovimento presenta “LA MODA DEI SUICIDI” scritto da Marco Avarello, con la regia di Linda Di Pietro e in collaborazione con Solco srl e Vox Communication srl.
Tra il 2008 e il 2010, 58 dipendenti della società di telefonia France Telecom si sono tolti la vita. Nel mirino l’attività dei manager durante il piano di riorganizzazione.
Ispirato alla storia vera di France Télécom, la Moda dei suicidi è una piece teatrale itinerante ambientata in una location non convenzionale. Il pubblico è introdotto e guidato nei luoghi dove possiamo immaginare che i fatti avvennero. Nel percorso, attraverso le storie di alcuni dipendenti, si ricostruisce la vicenda della privatizzazione del colosso di telefonia francese attuata con un uso spietato e sistematico del mobbing. Realtà e finzione si confondono. I personaggi si rivelano, nell’intimità di una stanza, ripercorrono il passaggio dalla normalità al momento in cui si frantuma. E a tratti le parole dei personaggi si mescolano con quelle realmente scritte, lasciate sotto una finestra dai dipendenti che si tolsero la vita.
Morire di lavoro è inaccettabile, eppure la follia a quanto pare resta una tentazione forte laddove le leggi del mercato hanno reso il rapporto tra una grande organizzazione e le persone che lavorano al suo interno mostruoso e a tratti addirittura ridicolo. La follia diventa liberazione da un ordine che è profondamente disumano, perchè esige la perdita dell'uomo. La salvezza sembra impossibile da trovare eppure è vicinissima.
Lo scontro non voluto tra due personaggi agli estremi produrrà una situazione grottesca e perfino comica, in un continuo ribaltamento di ruoli destinato a condurci verso un finale imprevedibile.
“Il cammino della vita può essere libero e magnifico, ma noi lo abbiamo smarrito...” (Charlie Chaplin)

L’indirizzo della location su Roma verrà comunicata al momento della conferma della prenotazione.

16 – 17 - 18 dicembre 2016


L’ALBERO DI NATALE
di Augusto Fornari, Toni Fornari, Andrea Maia, Vincenzo Sinopoli
regia di Toni Fornari
con Simone Montedoro, Daniela Marra, Emanuela Fresi, Andrea Lolli

Marco, quarantacinquenne di bella presenza, di professione scrittore, vedovo da quattro anni. vive nel ricordo della moglie e non ha avuto interesse per altre relazioni. Da quando è rimasto vedovo la sua vita si è fermata, non riesce a terminare il suo ultimo romanzo, non ha nessun interesse, nessuna vita di relazione e affettiva e non ha mai più fatto l’ albero di Natale poiché era solito farlo sempre con sua moglie. Il suo amico Franco, tipo stravagante, cerca di coinvolgerlo in feste e serate, ma non hanno mai successo.
In casa capita spesso una simpatica portiera, che si prende cura della casa, con la quale Marco si scontra spesso anche se in maniera simpatica.
La sera del 23 dicembre, di ritorno dalla solita festa, Marco soccorre Vanessa, una giovane donna che è stata scippata e gettata a terra da due malviventi e la invita a casa sua per medicarla. I due passano la notte a parlare e a raccontarsi.
L’incontro tra i due si rivelerà importante e cambierà drasticamente le loro vite.

TEATRO GOLDEN - Via Taranto, 36 00182 ROMA
dal 22 novembre al 18 dicembre 2016
Spettacoli dal martedì al sabato ore 21.00 domenica ore 17.00. Lunedì e mercoledì riposo.
Biglietti: intero € 26,00 + € 4 di prevendita; ridotto € 22,00 + € 3 di prevendita

Info e prenotazioni: Tel. 06.70.49.38.26 – mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrogolden.it


Articolo di: Isabella Polimanti

Commenti   

 
#1 "Salto in teatro"Guest 2016-12-11 23:34
Complimenti a Iabella Polimanti per l'attento ed esauriente articolo, veramente molto utile per gli amanti del teatro, specialmente se in viaggio a Roma, che hanno ampia libertà di scelta su cosa andare a vedere.
 

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