SaltaInTeatro - l’agenda teatrale romana, settimana dal 10 al 16 luglio

Scritto da  Domenica, 09 Luglio 2017 

Proseguono, ricche di interessanti proposte, le rassegne di danza presentate dal Teatro di Roma - Il Teatro che Danza, che questa settimana porta in scena al Teatro India Roberto Castello con ALFA - APPUNTI SULLA QUESTIONE MASCHILE - e dal Teatro Vascello - che, nell’ambito di Fuori Programma, propone in prima regionale Gruppo Nanou con XEBECHE [CSEBECE] e Zerogrammi con JENTU. Ma non è tutto per gli appassionati di danza: la Spellbound Contemporary Ballet porta infatti in scena, nella suggestiva cornice del Teatro Romano di Ostia Antica, il suo lavoro ROSSINI OUVERTURES, coreografia e regia di Mauro Astolfi.

La rassegna Sere d’Arte approda a Castel Sant’Angelo per una speciale serata teatrale nell’anniversario della morte dell’imperatore Adriano: Roberto Latini interpreta ANIMULA VAGULA BLANDULA, un omaggio ad Adriano nelle vesti di protettore delle Arti, della Letteratura e della Poesia in un percorso che accompagnerà gli spettatori all’interno della Mole a lui dedicata.

E ancora Gigi Proietti al Globe Theatre di Villa Borghese con EDMUND KEAN, il teatro immersivo di LA FLEUR - Il fiore proibito presso l’Associazione Culturale Controchiave, l’immancabile appuntamento estivo con LA PIRANDELLIANA di Marcello Amici all’Aventino e tanti spettacoli pronti a soddisfare ogni palato teatrale nel ricchissimo MARCONI TEATRO FESTIVAL.

Tutto questo e molto altro ancora nel nuovo appuntamento della rubrica SaltaInTeatro.

Buona visione con SaltinAria!

 

Il Teatro che Danza, coreografie sui palcoscenici di Argentina e India, presenta
ALFA - APPUNTI SULLA QUESTIONE MASCHILE
di Roberto Castello
in collaborazione con Alessandra Moretti, Mariano Nieddu, Ilenia Romano, Francesca Zaccaria
e con la riflessiva collaborazione di Andrea Cosentino, Carlotta Cossutta, Giacomo Verde, Stefano Questorio
interpreti Roberto Castello, Alessandra Moretti, Mariano Nieddu, Ilenia Romano, Francesca Zaccaria
testi, coreografie e musiche Roberto Castello
scene Daniele Spisa
consulenza musicale Marco Zanotti
Produzione ALDES con il sostegno dell’Associazione Dello Scompiglio
con il sostegno del MIiBACT-Direzione Generale per lo Spettacolo dal Vivo,
Regione Toscana-Sistema Regionale dello Spettacolo

Martedì 11 e mercoledì 12 luglio (ore 21) al Teatro India, ad arricchire l’offerta sulla coreografia contemporanea della rassegna IL TEATRO CHE DANZA, l’originalità di uno dei coreografi più irriverenti della danza, Roberto Castello, due volte premio UBU, già membro di Sosta Palmizi e dal 1993 a capo di ALDES, compagnia e collettivo artistico con cui conduce sperimentazioni tra danza, arti visive e nuove tecnologie. L’artista presenta il suo ultimo lavoro, Alfa - Appunti sulla questione maschile, uno spettacolo in cui, all’interno di un impianto scenografico tradizionale, parola, danza e musica live si integrano in una forma drammaturgica tanto semplice quanto inconsueta, che potrebbe essere definita teatrale. Tema del lavoro è l’identità maschile e la sua costruzione, o meglio una riflessione sul potere e sull’educazione di chi si suppone sarà destinato ad occupare un ruolo dominante, una dinamica in cui le figure femminili non hanno forse una funzione così marginale.

Guardandosi intorno viene spontaneo pensare che essere un ultra cinquantenne maschio eterosessuale bianco europeo, di religione cristiana, ragionevolmente sano, sportivo, istruito, con prole sana e adulta, professionalmente piuttosto realizzato e senza eccessivi problemi economici, non sia esattamente una condizione svantaggiata, soprattutto se si considera la quantità di rotture di coglioni, discriminazioni, vessazioni e violenze che rischiano, e spesso subiscono, ad opera della mia categoria sociale tutti quelli che non corrispondono anche solo ad uno dei requisiti di cui sopra – così da un estratto dl testo di scena di Roberto Castello – Ma corrispondere ad uno standard esclusivo comporta appunto il corrispondere ad uno standard – il che per definizione è una condizione innaturale. Insomma, almeno per quanto mi riguarda, l'essere riuscito ad essere un maschio eterosessuale bianco europeo, di religione cristiana, ragionevolmente sano, sportivo, istruito, con prole sana e adulta, professionalmente piuttosto realizzato e senza eccessivi problemi economici è il frutto di un processo spontaneo e naturale quanto quello della riduzione del piede delle concubine cinesi del IXX secolo. Nutro insomma il sospetto di avere imparato col tempo, ed un paziente autoapprendimento, a sembrare qualcosa di diverso da me stesso in modo talmente convincente, da non accorgermene praticamente più neppure io”.

La danza continua ad essere protagonista al Teatro di Roma con IL TEATRO CHE DANZA, dal 13 giugno al 15 luglio, con ripresa dal 19 al 27 settembre: nomi d’eccellenza e giovani autori/coreografi sui palcoscenici di Argentina e India. Una finestra da sempre aperta alla creatività, alle plurali forme della performance di oggi, alle nuove tendenze del teatrodanza, che quest’anno conta 11 creazioni per un totale di 20 rappresentazioni e 12 coreografi a firmare il cartellone, tra autori affermati come Giorgio Rossi, Cristina Kristal Rizzo, Roberto Castello, Ariella Vidach, Silvia Rampelli, Enzo Cosimi e figure emergenti come Salvo Lombardo, Joao Garcia Miguel con Lara Guidetti, Annamaria Ajmone e Marcela Santander Corvalán. Un vero e proprio viaggio coreografico che racconta e riporta sulla scena realtà e visioni differenti, segni di orizzonti culturali e geografici lontani, grazie alla presenza di coreografi e interpreti provenienti da diversi paesi europei e del mondo, molti dei quali under 35, segno della vitalità di un linguaggio pronto a raccogliere e restituire stimoli, paesaggi, ambienti diversi. Coreografie che non sono punti di arrivo, ma indagini in corso. Filo comune delle creazioni è l’indagine sul movimento nello spazio, in particolare quello sviluppato dall’incontro fra i diversi performer: la relazione fra gli individui, e dunque la varietà dei sentimenti che gli incontri innescano, è uno dei temi di ricerca degli autori in programma.

Roberto Castello è probabilmente da ritenersi il più ideologicamente impegnato tra i coreografi che hanno fondato la danza contemporanea in Italia. Nei primi anni ‘80 danza a Venezia nel “Teatro e danza La Fenice di Carolyn Carlson”, dove realizza le sue prime coreografie. Nel 1984, è tra i fondatori di Sosta Palmizi. Nel 1993 fonda ALDES. Riceve svariati premi, tra cui il Premio UBU nel 1986 e nel 2003 (“Il Cortile” / “Il migliore dei mondi possibili”). Dal 1996 è curatore di varie manifestazioni e rassegne e, dal 2005 al 2015, è docente di coreografia digitale presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. A partire dal 2008, con ALDES, cura il progetto “SPAM! rete per le arti contemporanee” nella provincia di Lucca, ospitando residenze, una programmazione multidisciplinare di spettacoli, workshop, attività didattiche, incontri. Durante la sua carriera, collabora, tra gli altri, con Peter Greenaway, Eugène Durif, Rai3 / Fabio Fazio e Roberto Saviano, Studio Azzurro.


CALENDARIO _ IL TEATRO CHE DANZA

11 • 12 luglio _ Teatro India
ALFA - appunti sulla questione maschile _ Roberto Castello

12 luglio _ Teatro Argentina
CHE NE RESTA DI NOI? _ Michelina Capato Sartore - Claudia Casolaro

13 • 14 luglio 2017_ Teatro India
TEMPORANEO TEMPOBEAT _ Claudio Prati e Ariella Vidach

19 settembre _ Teatro India
EUFORIA _ Silvia Rampelli

26 • 27 settembre 2017 _ Teatro India
THANKS FOR HURTING ME _ Enzo Cosimi

 

TEATRO INDIA - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi), Roma
Martedì 11 e mercoledì 12 luglio 2017 ore 21
Biglietti: intero 15 euro, ridotto 12 euro, Card Danza: 6 ingressi 48 € validi per uno o più spettatori anche per un solo spettacolo

Info e prenotazioni: telefono 06.684.000.311/314, ufficio promozione 06.684.000.346
Sito web: www.teatrodiroma.net

 

ANIMULA VAGULA BLANDULA
di e con Roberto Latini
musiche Gianluca Misiti
esecuzione dal vivo Claudia Della Gatta e Luisiana Lorusso
luci Max Mugnai

Il 10 luglio, alle ore 21, la rassegna “Sere d’Arte” annovera l’apertura straordinaria di Castel Sant’Angelo per una serata teatrale in occasione dell’anniversario della morte dell’imperatore Adriano: l’attore Roberto Latini, con le musiche di Gianluca Masiti eseguite dal vivo da Claudia Della Gatta e Luisiana Lorusso, interpreta “Animula vagula blandula” un omaggio all’Imperatore Adriano in veste di protettore delle Arti, della Letteratura e della Poesia in un percorso che accompagnerà gli spettatori all’interno della Mole a lui dedicata.
La rassegna “Sere D’Arte, Arte, Musica e Teatro a Castel Sant’Angelo” è promossa e organizzata dal Polo Museale del Lazio, diretto da Edith Gabrielli, nel più ampio ambito di "ARTCITY Estate 2017 arte musica spettacoli a Roma e nel Lazio". La rassegna, curata da Anna Selvi, direttore dell’ufficio per il teatro e per la danza del Polo Museale del Lazio, con la collaborazione di Davide Latella, punta a ristabilire il legame tra il Monumento e la città, migliorare il percorso di visita e la comunicazione ed estendere l’offerta culturale, stabilendo così un rapporto di fiducia con il pubblico.
Gli spazi misteriosi e carichi di storia del Castello verranno abitati da attori, performer, narratori unici che devieranno dal percorso puramente rappresentativo, scegliendo la strada più raffinata della phoné, del viaggio evocativo che rifiuta la pura mimesi, e di musicisti che non hanno mai smesso di cercare, facendo dialogare i loro strumenti con gli echi sottili della vita contemporanea. In apertura e in chiusura di rassegna, il pubblico più giovane potrà vivere atmosfere suggestive e insolite nel Bastione San Matteo, uno spazio che non era mai stato usato per occasioni spettacolari fino a questo momento. Parallelamente, il Castello si aprirà anche a “viste animate” sulla sua storia, conversazioni-incontri a cura del critico e giornalista Antonio Audino, e visite guidate al Passetto.
«Castel Sant’Angelo come luogo simbolo per le Arti.
Potrebbe essere questa un’altra modalità legittima di percepire la Mole Adriana.
La storia del mausoleo e le sue tante trasformazioni hanno messo in secondo piano una delle più spiccate qualità dell’Imperatore romano, cioè
Adriano come protettore delle Arti, della Letteratura, della Poesia.
Egli stesso, letterato, scrittore, poeta e appassionato di architettura e arti figurative. Crediamo sarebbe giusto rendere merito a questo aspetto della storia. Abbiamo pensato di proporre al pubblico di Castel Sant’Angelo un percorso ideale e drammaturgico costruito a partire dalla storia degli spazi. Una serata che prende a titolo il primo verso della poesia composta da Adriano prima della morte, che riecheggia potente nel monumento a lui dedicato e diventa il ponte possibile tra le rive del passato e del presente.»
Accompagnata dalle musiche di Gianluca Misiti, eseguite dal vivo da un violino e un violoncello, la voce di Roberto Latini condurrà lo spettatore nella struttura di Castel Sant’Angelo.

Roberto Latini
Attore, autore e regista, Roberto Latini si è formato a Roma presso lo Studio di Recitazione e di Ricerca teatrale diretto da Perla Peragallo, dove si è diplomato nel 1992. Vincitore dei premi intitolati "Wanda Capodaglio", "Prova d’Attore", "Bruno Brugnola" e "Sergio Torresani", ha ricevuto il PREMIO SIPARIO nell'edizione 2011, il PREMIO UBU 2014 come Miglior Attore e il PREMIO DELLA CRITICA dall'Associazione Nazionale dei Critici di teatro nel 2015.
Direttore del Teatro San Martino di Bologna, dal 2007 alla primavera del 2012, è fondatore della compagnia Fortebraccio Teatro, riconosciuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali dal 1999.

 

CASTEL SANT’ANGELO - Lungotevere Castello 50, Roma
Lunedì 10 luglio 2017 ore 21
Biglietti: intero 14€, ridotto 7€
Il biglietto del museo comprende l’ingresso agli spettacoli, alle conferenze e alle visite fino a esaurimento posti.
Biglietto unico, consente la visita anche di Palazzo Venezia con validità 3 giorni: Intero 14€, ridotto 7€
Acquisto presso tutti i punti vendita Ticketone ed online su www.gebart.it

Info e prenotazioni: telefono 06/32810410
Sul web: www.seredarte.it

 

Spellbound Contemporary Ballet in
ROSSINI OUVERTURES
coreografia e regia Mauro Astolfi
danzatori Fabio Cavallo Alice Colombo Maria Cossu Giovanni La Rocca Mario Laterza Giuliana Mele Caterina Politi Giacomo Todeschi Serena Zaccagnini
musiche Gioachino Rossini
disegno luci Marco Policastro
set concept Mauro Astolfi Marco Policastro
realizzazione scene Filippo Mancini/CHIEDISCENA Scenografia
costumi Verdiana Angelucci
assistente coreografa Alessandra Chirulli
comunicazione e ufficio stampa Antonino Pirillo
una produzione Spellbound realizzata con il Contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo in collaborazione con il Comune di Pesaro & AMAT

Dopo le numerose presenze nei maggiori teatri e festival internazionali e reduce da una prestigiosa tournée asiatica (a Taiwan per l’inaugurazione del National Taichung Theater e in Giappone nell’ambito della Triennale di Tokyo con il progetto LA MODE diretto da Tomoko Mukaiyama), Spellbound Contemporary Ballet, arriva al Teatro romano di Ostia antica con lo spettacolo ROSSINI OUVERTURES che ha debuttato in prima mondiale al Teatro Rossini di Pesaro.

Rossini Ouvertures celebra la figura artistica e umana di Gioachino Rossini di cui, nel 2018, ricorreranno i 150 anni dalla morte. Al suo illustre concittadino, Pesaro, città della Musica, con il suo conservatorio e teatro storico, ha dedicato un ricchissimo calendario di attività artistiche, musicali e letterarie tese a onorare la vita e l’attività artistica del geniale compositore; tra queste si è inserito lo spettacolo creato da Mauro Astolfi a cui la città di Pesaro, insieme al Teatro Rossini, partecipa come co-produttore.

È infatti l'attesissima nuova creazione di Mauro Astolfi realizzata con il contributo del MiBACT - Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo in collaborazione con il Comune di Pesaro & AMAT, inaugurando una nuova stagione di grandi tournée e successi non solo italiani per Spellbound Contemporary Ballet che si è affermata come una delle principali espressioni della danza made in Italy conquistando i primi posti dell’attenzione internazionale.

Rossini Ouvertures vanta nel cast creativo, oltre alla regia e alla coreografia di Mauro Astolfi, il contributo al disegno luci di Marco Policastro (collaboratore storico della compagnia e affermato free lance, che firma con Astolfi anche il set concept) e la realizzazione delle scene da parte di Filippo Mancini (insieme a CHIEDISCENA di Filippo Tiezzi) già collaboratore di Romeo Castellucci.

"La lettura di Augusto Benemeglio sulla vita di Rossini, su quella "Follia organizzata" è stata per me profondamente e assolutamente illuminante. Sono sinceramente stato sedotto in 24 ore di ascolto continuo e ripetuto dal mondo Rossiniano, da questa genialità così prorompente e inebriante ma che al tempo stesso viveva camminando a braccetto con tante macchie nere, dilaniato da un profondo mal di vivere che, attraverso una fortissima ed energetica personalità, al limite del bipolarismo, ha creato opere musicali di una grazia assoluta ed eterna. Cercare di toccare tutti i punti di una vita come quella di Gioacchino Rossini sarebbe stato assolutamente impossibile, anche perché per quanto la danza possa e per quanto il movimento sia un altro aspetto del suono, la materializzazione della musica, quello che Rossini ha saputo creare in pochi anni della sua vita... non credo potrà mai essere rappresentato diversamente in modo sinceramente sensato. Ma l'estrema contemporaneità di questo grandissimo artista è talmente presente e vibrante nella vita che vivo, nella vita che osservo attorno a me, che ho cercato di avvicinarmi alla profonda relazione tra questo presagio, questa consapevolezza, questa paura della morte e la capacità al tempo stesso di generare un'emozione così scintillante, così piena di grazia, di potenza e di divertimento che ogni fine d’opera era un ‘altra opera che si creava.

In questo spettacolo ho immaginato una grande parete, la parete dei ricordi di Rossini, dove nascondeva, dove archiviava il suo cibo, i suoi vini, la casa dove ospitare I suoi grandi amici e compositori, ma anche la gente comune con la quale amava scherzare, giocare e condividere tutti gli aspetti della sua vita... questa "parete" è stata immaginata come una proiezione della sua mente, piena di sportelli, di ripiani, di nascondigli, una parete che separava un mondo dall'altro.

In questo spazio si aggirava un inquilino, una figura antropomorfa, nera, una macchia che aveva assunto sembianze umane, che ormai comunicava con lui, che si insinuava nei suoi sogni, strisciava dentro il suo letto e poi spariva ma che era sempre lì, come a scandire il poco tempo, ma anche il lungo tempo passato a combattere contro disagi fisici e psichici di ogni tipo. Questa figura nera era la paura della morte, la sua malattia, ma forse anche il suo consigliere, paradossalmente in alcuni momenti l'unica certezza.

Nelle sue lunghissime notti, sempre più insonni, Rossini viveva ormai in due mondi, che a momenti si avvicinavano, quasi si toccavano, e solo la sua infinita capacità di creare, la sua passione per il godimento fisico, sensoriale, per la cucina, per il sesso, riuscivano momentaneamente ad anestetizzare quello che stava accadendo nel suo corpo e nella sua mente.

La sua era musica estrema. Il segno di una forza e di una energia superiore, e ho volutamente cercato di creare una danza estrema, carica di energia, di vitalità, di incontri, di seduzioni, di suggestioni; ho passato molto tempo pensando come si sarebbe potuto tradurre in movimento la sua genialità compositiva. Non ho sentito di lavorare su un'astrazione, ho cercato e ho ‘sentito’ come raccontare la vibrazione della sua musica: mi sono letteralmente lasciato trasportare, ed è stata un'esperienza unica.

Come scrive Alessandro Baricco: la musica di Rossini è una vera e propria ‘follia organizzata’. Intensità, caos puro, smarrimento, fuga schizoide ma scappando ha creato qualcosa che non avrebbe mai più potuto essere ripetuto dopo di lui."

Mauro Astolfi

Spellbound Contemporary Ballet. Nasce nel 1994, dietro volontà del coreografo Mauro Astolfi che fonda la Compagnia al rientro da un lungo periodo di permanenza artistica negli Stati Uniti. A partire dal 1996 Astolfi condivide il progetto produttivo con Valentina Marini con cui la Compagnia avvia un processo di intensa internazionalizzazione e di collaborazioni trasversali. La ricca progettualità artistica unita a una visione dinamica e in costante evoluzione del marchio hanno facilitato una ampia diffusione delle creazioni in contesti diversi, dai Gala ai programmi culturali televisivi, alle piattaforme e Festival di più continenti. Applauditissima per l’eccellenza degli interpreti e la versatilità del linguaggio coreografico Spellbound conta presenze nei maggiori teatri e Festival internazionali (Serbia, Germania, Francia, Croazia, Cipro, Thailandia, Svizzera, Spagna, Austria, Bielorussia, Stati Uniti, Messico, Giappone, Singapore, Taiwan, Israele, Inghilterra, Spagna, Svezia, Panama, Canada Russia e Corea del Sud). Modernità dei programmi, ricco repertorio sempre attivo, progetti di scambio e network in collegamento con la più fertile scena artistica europea, la rendono una tra le più apprezzate Compagnie italiane sul piano dell’offerta culturale internazionale. L’ensemble si avvicina al venticinquennale di attività, un arco di tempo in cui alla produzione di spettacoli di danza ha unito da sempre e con sempre maggiore interesse progetti di formazione ed educazione sia del pubblico che di almeno due generazioni di danzatori.

PARCO ARCHEOLOGICO OSTIA ANTICA - Viale dei Romagnoli 717, 00119 Ostia Antica (Roma)
Venerdì 7 e sabato 8 luglio 2017

Info e prenotazioni: telefono 06/68134748 (dal lunedì al venerdì ore 10/17 orario continuato), mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sul web: http://www.ostianticateatro.com - www.spellboundance.com

 

Gigi Proietti in
EDMUND KEAN
di Raymund FitzSimons
adattamento e regia Gigi Proietti
regista assistente Loredana Scaramella
musiche Fiorenzo Carpi
disegno luci Umile Vainieri
scene e costumi Cappellini & Licheri
progetto fonico Franco Patimo
aiuto regia Francesca Cioci
Prodotto da Politeama srl


Un uomo solo nel suo camerino. Beve, si trucca ma soprattutto interpreta e si interroga sulle parole di Shakespeare, passando in rassegna una vita di battaglie e successi. È Edmund Kean, grande attore inglese dell’inizio dell’Ottocento, idolatrato dal pubblico e dalla critica che ne decretarono l’ascesa dal ruolo di Arlecchino ai grandi protagonisti shakespeariani, e poi la rovinosa decadenza. Ad interpretarlo è Gigi Proietti, nel testo scritto da Raymond FitzSimons per Ben Kingsley, già portato in scena a Taormina ventisette anni fa, ripreso nella scorsa stagione come omaggio affettuoso a Shakespeare in occasione dei quattrocento anni dalla sua morte e riproposto quest’anno per soddisfare la grande richiesta da parte del nostro pubblico. Il copione è più che un testo chiuso: è un’occasione per entrare nel segreto del camerino in cui monologhi, battute, idee prendono e perdono forma, in un processo creativo YouTube da laboratorio che smonta e scruta le creazioni di Shakespeare. Mai come in questo caso, celebrare un genio del teatro attraverso la figura di un attore è un gesto dovuto, perché proprio agli attori si deve la sopravvivenza dei testi e la vitalità dei versi che ancora ci emozionano, a loro il merito di averli traghettati fino a noi dall’epoca d’oro Elisabettiana attraverso secoli di buio e disinteresse.
Oggi che le opere del Bardo sono celebrate e diffuse in tutto il mondo, è difficile credere che non sempre sia stato la stella polare che è ora. Ma la sua vera fortuna è iniziata solo nel secondo Settecento, con Goethe e Lessing. Furono loro a farlo uscire da una sorta di letargo, all’epoca dell’invenzione dei teatri pubblici in Germania. Fu una rivoluzione anche se, dopo la condanna dell’Illuminismo, per cominciare ad avere una diffusione massiccia delle opere e dell’identità artistica del poeta di Stratford bisogna aspettare l’inizio dell’Ottocento, quando nel maggio del 1828 da Londra arriva a Parigi Edmund Kean ad interpretare il ruolo di Riccardo III. È famoso. È molto amato dai poeti romantici e Byron lo considera un genio. Il suo merito è quello di aver scardinato la forma classica della recitazione, in contrapposizione alle interpretazioni di un altro grande attore inglese, John Kemble, inventando una recitazione emozionale e moderna. Kean arriva ubriaco a Parigi e le rappresentazioni sono inficiate dal suo stato alterato. Ma è affascinante e maledetto come una rock star degli Anni Settanta e tutta l’intellighenzia europea lo accoglie come una rivelazione. Attraverso lui Victor Hugo vede esaltati i materiali shakespeariani e, nella prefazione al suo Cromwell, dice che Shakespeare sa come comporre un dramma vero che rispecchi gli aspetti contraddittori e opposti della vita, e propone, seguendo il modello del Bardo, di mescolare nell’arte sublime e grottesco, cioè tragico e comico, bello e brutto, bene e male, luce e ombra, realtà e fantasia. L’impatto di Kean con il mondo parigino è così potente che Alexandre Dumas scrive sull’attore inglese un testo: Kean, ou Désordre et Génie. Genio e sregolatezza. un sottotitolo destinato a divenire proverbiale, che nello spettacolo fa da contrappunto a successi e frustrazioni, amori, odi, sconfitte ai quali prestano voce i grandi personaggi shakespeariani che finiscono col confondersi con l’interprete e ne compongono la biografia.
Accade così che un filo intrecciato con le parole di Shylock, Riccardo III, Amleto, Macbeth, Otello, unisca Proietti a Kean, e Kean a Shakespeare, in una celebrazione dell’evocazione e del racconto.
Un passaggio di testimone da un secolo all’altro, che trova la sua collocazione ideale nel vuoto spazio del Globe, nel rapporto ravvicinato con il pubblico, nella forma antica del monologo.

SILVANO TOTI GLOBE THEATRE - Largo Aqua Felix (Piazza di Siena), Villa Borghese (Roma)
Dal 7 al 16 Luglio 2017 ore 21.15 (lunedì 10 e giovedì 13 riposo)
Biglietti: Parterre (posti in piedi) intero € 10, ridotto € 8; Palco GOLD: intero € 30, ridotto € 27 (settore non disponibile in prevendita); Palco Centrale Livello 1 e 2: intero € 26, ridotto € 23; Palco Centrale Livello 3: intero € 20, ridotto € 18; Palco Laterale 1 Livello 1 e 2: intero € 22, ridotto € 20; Palco Laterale 2 Livello 2: intero € 16, ridotto € 13; Palco Laterale 3 Livello 1 e 2: intero € 14, ridotto € 12 (visibilità ridotta); Palco Laterale 1 Livello 3: intero € 18, ridotto € 15

Info e prenotazioni: telefono 060608 (tutti i giorni ore 9.00-19.00); botteghino Viale Pietro Canonica: tutti i giorni dalle 15.30 alle 19, nei giorni di spettacolo fino alle 21.15
Sito web: www.globetheatreroma.com


LA FLEUR
Il fiore proibito
prodotto da Project XX1
scritto da Riccardo Brunetti e Francesco Formaggi
regia Riccardo Brunetti
performer Adriana Gallo, Adrino Salieri, Alberto Mosca, Alesandro D’Ambrosi,
Alessandro di Somma, Alfredo Pagliuca, Annbella Tedone, Anna Maria Avella, Azzurra Lochi, Chiara capitani, Costanza Amoruso, Daniele Califano, Diego Migeni, Elisa Poggelli, Elisabetta Mandalari, Gabriella Indolfi, Giulia Scenna, Matteo Cirillo, Matteo Minno, Riccardo Brunetti, Sandra Albanese, Silvia Ferrante, Valeria Marinetti

performer addizionali Alessandro Londei, Benedetto Farina, Guido Rossi, Rogger Rios Lopez, Matteo Poggelli, Emiliano Trimarco, Giuseppe Caprioli

in collaborazione con Associazione Culturale Controchiave, Cinecittà World,
Teatro Studio Uno, Accademia di belle arti di Frosinone, Circolo degli Illuminati

“Un nuovo fiore è sbocciato nel cuore di Roma. Un club esclusivo, dove lasciarsi andare e dimenticare i limiti della vita quotidiana. Vieni a gustare il sapore del desiderio, della passione, del coraggio e della vendetta.
Dove inizia la morale e dove lascia spazio all’interesse?
Dov’è il confine tra il bene comune e il piacere personale?
Tra spavalderia e stupidità?
Tra rispetto e rischio?
Ciò che ti aspetta, dipende solamente da te. I petali sono dischiusi: fin dove vorrai spingerti?”
Dopo “Augenblick: l'istante del possibile”, primo esperimento di “Immersive Theatre” in Italia a cura di Amaranta/orma Fluens, il regista Riccardo Brunetti torna in scena con “La Fleur: Il fiore proibito”, a Roma dal 5 al 16 luglio 2017 negli spazi di Controchiave di via Libetta.
Una nuova ed affascinante, unica e coinvolgente esperienza immersiva, prodotta da Project XX1, scritta da Francesco Formaggi e Riccardo Brunetti che ne firma anche la regia, “La Fleur: Il fiore Proibito” è ispirato alla filmografia classica (Siodmak, Huston, Ray, Rosi) e ad autori come Scorsese, Coppola, Tarantino. In scena, un mondo noir ambientato nella Roma dei nostri giorni che ripercorre le ultime vicende della famiglia Andolini, nota per la sua rilevante posizione nella nuova impreditoria romana nel settore dell'intrattenimento.
La famiglia Andolini è attraversata da una scossa. Un nuovo colpo andato a segno fa festeggiare alcuni, mentre altri ne temono le ripercussioni. Ma le novità creano conflitti e divergenze pericolose. E la polizia non aspetta altro per scattare. Gli Andolini non scherzano: la partita si giocherà fino all’ultima provocazione, all’ultima intimidazione, all’ultimo tradimento e all’ultimo sangue.
Ad animare questa nuova ed elettrizzante esperienza immersiva sarà un doppio cast formato da più di venti attori/performer che avvolgeranno gli spettatori nelle atmosfere nere e perturbanti di una Roma proibita, coinvolgendoli in prima persona, stimolandoli attraverso tutti i sensi. Seguendo i principi dell“Immersive Theatre”, un teatro che non va osservato comodamente seduti in poltrona – ma va vissuto a pieno, lo spettacolo restituisce un ruolo squisitamente attivo allo spettatore, invitandolo ad esplorare, incuriosirsi, rincorrere e immergersi totalmente negli eventi dello spettacolo.
Lo spazio scenico, curato nei minimi dettagli sarà una grande installazione site-specific, aperta all’esplorazione dello spettatore che in maniera totalmente libera potrà esplorare ogni cosa, dagli oggetti di scena, alle scenografie, agli odori, ai sapori, ai suoni, e soprattutto alle performance che abitano gli spazi, dando vita ad una tessitura drammaturgica di spessore senza precedenti.
Ad ogni replica di ““La Fleur: il fiore proibito”, lo spettatore avrà la possibilità di scegliere come accedere alla perfomance, se come spettatore “standard” oppure come “premium”. A differenza dello spettatore standard, il premium avrà la possibilità di essere coinvolto nella performance in modo soprendentemente attivo e differenziato, un’esperienza intensa, stimolante, che renderà lo spettatore parte attiva e vibrante nello sviluppo della storia.

ASSOCIAZIONE CULTURALE CONTROCHIAVE - Via Giuseppe Libetta 1/a, Roma
Dal 5 al 16 luglio 2017
Orario spettacoli: dal mercoledì alla domenica ore 21
Biglietti: biglietto standard 18€, biglietto premium 30€

Info e prenotazioni: telefono 342.9744971
Sul web: projectxx1.wixsite.com - acquisto biglietti https://tinyurl.com/lafleurentry


MARCONI TEATRO FESTIVAL
Teatro - Musica - Danza - Letteratura
“È nato il Marconi Teatro Festival, dal 4 luglio al 6 agosto una Grande Estare a Roma.
Gli spettacoli della prima settimana di programmazione spaziano dalla musica, alla prosa, dalla commedia, al varietà”

Marconi Teatro Festival. Tutti i colori dell'arte. Recita così lo slogan del grande evento estivo che dal 4 luglio al 6 agosto regala a tutti una Grande Estate a Roma.
Due palchi, uno interno e uno esterno, 34 serate, 60 spettacoli che vedranno in scena 180 artisti. Per un totale di 500 posti a sedere e 170 ore di interattenimento in uno dei pochi spazi romani che può vantare un grande parcheggio interno. È questo quello che ha realizzato Felice Della Corte, direttore del Teatro Marconi che, per questa nuova e importante avventura ha voluto accanto a sè Riccardo Barbèra e che, con l'aiuto di Ilaria Ceci e Davide Sacco, ha dato vita ad un cartellone di eventi che spaziano dal teatro, alla letteratura, dalla musica alla danza.
Claudio Boccaccini, Paolo Triestino, Pino Insegno, Nicola Pistoia, Marco Simeoli, Francesca Nunzi, Giuseppe Manfrini, Marco Morandi, Antonio Grosso, Cinzia Tani, Marco Cavallaro, Riccardo Barbèra, sono solo alcuni dei nomi che calcheranno le tavole dei due palcoscenici allestiti per ben cinque settimane.

Il 10 luglio, alle ore 19.30 di nuovo spazio ai libri con la presentazione di Anatomia del colpo di scena di Giuseppe Manfridi. Alle 21.45 GANGBANK – I nostri soldi sono diventati loro di e con Gianluigi Paragone diretto da Rinaldo Gaspari. L' attore racconta con ritmo e suspence il grande inganno della finanza. Uno spettacolo dove le parole si intrecciano e si combinano con slide e filmati.

Il 12 luglio è in scena Romeo era grasso e pelato scritto e diretto da Davide Sacco con Piero Grant e Cristian Pagliucchi con la presenza/assenza di Riccardo Bàrbera incursioni di suoni e luci di Francesco Bàrbera. Un'ora di treno per mille racconti tra Roma e Napoli di e con Francesca Nunzi e Marco Simeoli è lo spettacolo in scena il 12 e 13 luglio. Alle ore 21.45 del 13 luglio sul palco interno è in scena Il Catamarano di Gabriele Mazzucco diretto da Gigi Palla. La sera successiva, il 14 luglio, doppio appuntamento: alle 21.00 sul palco esterno Le Marocchinate di Simone Cristicchi e Ariele Vincenti con Ariele Vincenti e le Musiche dal vivo di Marcello Corvino e la regia Nicola Pistoia. Mentre alle 21.45 Ah, commedianti! spettacolo e testo frutto del corso professionale del Cantiere Teatrale con Elisabetta De Vito e Margherita Campanaro e con Erica Lauro, Riccardo Parravicini, Ivano Conte, Francesco Chiliberti, Manuela Barocci, Chiara Katia Cicala Regia Elisabetta De Vito e Ciro Scalera. Quando un gruppo di attori può trasformarsi in una minaccia per le istituzioni.

Il 15 luglio, ore 21.00 Tante scuse amore mio! da un racconto di Rossella Filippetti con Elettra Zeppi, regia e drammaturgia di Gaetano Mosca. In scena c'è solo Rossella ma le vere protagoniste sono altre donne, le sue amiche, confidenti di realtà sentimentali che rasentano la farsa, che si alimentano di momenti rubati alle vite dei Lui consenzienti ma già sposati con altre donne. Mentre alle 21.45 e poi di nuovo il 1° agosto Ladyvette - Le Dive Dello Swing con Teresa Federico, Valentina Ruggeri, Francesca Nerozzi, direzione artistica di Lillo Petrolo con la regia di Massimiliano Vado e la direzione musicale di Roberto Gori. Tutto inizia in un freddo appartamento della Torino di metà anni' 30. Tre giovani sorelle sono impegnate ad imparare il napoletano per entrare nelle grazie della musica melodica italiana e raggiungere finalmente la celebrità. Cosa bisogna fare per diventare il trio più famoso d'Italia?

Il 16 e il 17 luglio, spazio allo sport con ROMA – LIVERPOOL 1-1 il successo di Giuseppe Manfridi e Mister Meno 9 di Giorgio Serafini Prosperi e Giovanni Pepe con Alessio Di Clemente e la regia di Giorgio Serafini Prosperi.

Programma seconda settimana

10 luglio, ore 19.30
Palco esterno
Presentazione del libro ANATOMIA DEL COLPO DI SCENA di Giuseppe Manfridi
Sarà presente l'Autore

Il colpo di scena perfetto è più emozionante nella finzione o nella realtà? Viviamo immersi nell'imprevedibile sin dalla nascita, sicché il timore di continui colpi di scena corrisponde a uno stato d'animo sempre presente in noi. L'arte del narratore è quella di formalizzare questa aspettativa spesso latente, inconscia. Il libro è concepito come un viaggio mozzafiato tra decine e decine di storie riprese da ogni forma di scrittura (narrativa, teatrale, cinematografica, ecc.), ognuna delle quali viene raccontata ex novo, al fine di valutare come e perché in quella data storia intervenga un colpo di scena.

10 luglio, ore 21.45
Palco interno
GANGBANK – I nostri soldi sono diventati loro
di e con Gianluigi Paragone
Regia Rinaldo Gaspari

Gianluigi Paragone con leggerezza e chiarezza racconta con ritmo e suspence il grande inganno della finanza.
Uno spettacolo vero e proprio, dove le parole si intrecciano combinandosi con slide e filmati. Paragone non si limita a parlare della crisi ma di come ci siamo infilati dentro seguendo il pifferaio magico dell’indebitamento.
“Non è una lezione di economia, perché io non sono un professore”, ripete l’autore. “E’ lo sberleffo che ti resta nella testa; è una lunga provocazione con una sola morale: teniamo gli occhi aperti”.

12 luglio, ore 21.45
Palco interno
ROMEO ERA GRASSO E PELATO
scritto e diretto da Davide Sacco
con Piero Grant e Cristian Pagliucchi
con la presenza/assenza di Riccardo Bàrbera
incursioni di suoni e luci di Francesco Bàrbera

Due uomini en travestì raffiguranti Giulietta e Lady Macbeth delle opere shakespeariane si ritrovano senza sapere perché su un palcoscenico di Roma a parlare delle loro esperienze di vita e di coppia. Da un'iniziale gioco e divertissement il focus della pièce si sposta su tematiche sempre più serie, fino a parlare della violenza di genere attraverso gli occhi degli uomini.

12 e 13 luglio, ore 21.00
Palco esterno
UN'ORA DI TRENO PER MILLE RACCONTI tra Roma e Napoli
di e con Francesca Nunzi e Marco Simeoli

Un percorso attraverso quelle parole e quegli stati d'animo che dall'800 a oggi hanno raccontato in versi, prosa e canzoni le mille facce di due delle città umane e più “italiane” al mondo. Il tutto intervallato da famose citazioni di coppie celebri del cinema italiano e da canzoni della migliore tradizione romana e napoletana.

13 luglio, ore 21.45
Palco interno
IL CATAMARANO
di Gabriele Mazzucco
regia di Gigi Palla
con Andrea Alesio e l'amichevole partecipazione di Piero Casoli

Andrea è un ragazzo come tanti che coltiva il sogno di diventare attore. Suo unico interlocutore, assente dalla scena, è il nonno Angelo, con una vita difficile alle spalle e il coraggio di andare sempre avanti, uomo d'altri tempi attuale come non mai. Un'unione, quella tra i due, profonda e indissolubile, che travalica lo scorrere del tempo.

14 luglio, ore 21.00
Palco esterno
LE MAROCCHINATE
di Simone Cristicchi e Ariele Vincenti
con Ariele Vincenti
Musiche dal vivo Marcello Corvino
Regia Nicola Pistoia

“Aspettavamo ji salvatori… so’ arrivati ji diavoli” .
Un’altra di quelle storie che se non sei di quelle parti non la conosci. Successa in una terra che se non hai parenti o amici, non ci vai. Siamo in un paese della Ciociaria e Angelino, pastore locale, ci racconta la semplice ma faticosa vita contadina della sua zona prima della guerra, sconvolta con l’arrivo delle truppe Marocchine, aggregate agli Alleati, ai quali viene affidato il compito di entrare nella rocciosa difesa tedesca. Ottemperano il loro compito,” le truppe di colore” come ricompensa ottengono il “diritto di preda” contro la popolazione civile. 50 Ore di carta bianca, 50 ore in cui fanno razzia di tutto quello che trovano: oro, case, vino, bestie, ma soprattutto donne.
Lo spettacolo ha lo scopo di rispolverare i gravi fatti della Ciociaria del ’44, per non dimenticare le migliaia di donne vittime di quelle violenze. Con l’obiettivo che le loro parole diventino le nostre parole, diventino la nostra storia.

14 luglio, ore 21.45
AH, COMMEDIANTI!
Spettacolo e testo frutto del corso professionale del Cantiere Teatrale
Con Elisabetta De Vito e Margherita Campanaro,
e con Erica Lauro, Riccardo Parravicini, Ivano Conte, Francesco Chiliberti, Manuela Barocci, Chiara Katia Cicala
Regia Elisabetta De Vito e Ciro Scalera

Quando un gruppo di attori può trasformarsi in una minaccia per le istituzioni.

15 luglio, ore 21.00
Palco esterno
TANTE SCUSE AMORE MIO
da un racconto di Rossella Filippetti
con Elettra Zeppi
Regia e Drammaturgia Gaetano Mosca

In scena c'è solo Rossella ma le vere protagoniste sono altre donne, le sue amiche, confidenti di realtà sentimentali che rasentano la farsa, che si alimentano di momenti rubati alle vite dei Lui consenzienti ma già sposati con altre donne. Il bagaglio di Rossella è pieno di confessioni altrui, di rivelazioni tragicomiche e aneddoti drammaticamente divertenti. Sotto mille strati c'è lei, la sua storia, la sua sorpresa, ciò che vorrebbe preservare da qualsiasi contaminazione. La filosofia di Rossella è acuta ma leggera, cervellotica e semplicissima. È femmina. Il suo linguaggio è delicato ma non lascia spiraglio al fraintendimento, le riflessioni e i racconti di Tante Scuse Amore Mio sono "le vite delle altre", quelle vissute dalle donne, considerando che donna, lo è anche Rossella. Un turbinio di emozioni in equilibrio costante tra realtà e illusioni.

15 luglio, ore 21.45
e 1 agosto, ore 21.45
Palco interno
LADYVETTE – LE DIVE DELLO SWING
Teresa Federico, Valentina Ruggeri, Francesca Nerozzi
Direzione artistica di Lillo Petrolo
Regia di Massimiliano Vado
Direzione musicale di Roberto Gori

Tutto inizia in un freddo appartamento della Torino di metà anni' 30. Tre giovani sorelle sono impegnate ad imparare il napoletano per entrare nelle grazie della musica melodica italiana e raggiungere finalmente la celebrità. Cosa bisogna fare per diventare il trio più famoso d'Italia?
In un'atmosfera a tratti esaltante e a tratti malinconica lo spettacolo attraverserà continui colpi di scena fino a scardinare completamente tutti i presupposti iniziali, passando dalla drammaticità, all'ironia, alla comicità.

16 luglio, ore 21.00
Palco esterno e
17 luglio, ore 21.45
Palco interno
ROMA – LIVERPOOL 1-1
di e con Giuseppe Manfridi

L'irresistibile evocazione della finale della Coppa Campioni disputata il 30 maggio dell'84 per tornare a guardare negli occhi quel momento altissimo della storia di una squadra e della sua tifoseria, coinvolte in un sogno destinato a svanire ma non senza aver fatto percepire il profumo intenso dell'impresa irripetibile.

16 luglio, ore 21.45
Palco interno e
17 luglio, ore 21.00
Palco interno
MISTER MENO 9
di Giorgio Serafini Prosperi e Giovanni Pepe
con Alessio Di Clemente
Regia Giorgio Serafini Prosperi

Un uomo solo al comando, un uomo scomodo, un uomo contro. Questo è Eugenio Fascetti nel nostro Mister meno 9, pièce teatrale che si ispira all’impresa della Lazio nella stagione 86-87, quando, con un’insperata rimonta, seppe evitare lo smacco di un’ingiusta retrocessione in serie C, ma che ne amplia i significati. Si parte da Fascetti, lo scontroso, l’antipatico, l’ispido, per raccontare a tutto tondo la figura del “mister”. Spesso parafulmine, talvolta ispiratore, padre, padrone, sergente di ferro, psicologo e altro ancora, questo è un allenatore di calcio.

TEATRO MARCONI - viale Guglielmo Marconi 698 e, Roma
Biglietti: intero 16 €, ridotto 13 €

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06.49.53.554
Sul web: www.teatromarconi.it

 

Compagnia teatrale La Bottega delle Maschere presenta
PIRANDELLIANA 2017 - XXI Edizione
COSÍ È (SE VI PARE)
PENSACI, GIACOMINO!
di Luigi Pirandello
con Marcello Amici, Marco Vincenzetti, Anna Varlese, Tiziana Narciso, Lorenzo D’Agata, Umberto Quadraroli, Antonino Anzaldi, Giorgia Battistoni, Chiara Caroletti, Eleonora Liuti, Davide De Angelis, Francesca Di Meglio, Lucilla Di Pasquale, Fabio De Horatiis
regia di Marcello Amici

Quello che Pirandello stima, rispetta e ama di più nel teatro, è il pubblico. Sul palcoscenico potrebbe fare tutto da solo: l’autore, e lo fa. Il regista: basta seguire le sue annotazioni. Lo scenografo? Si fa bastare un palcoscenico nudo e un po’ di luce… ma il pubblico non si può creare e, allora, che ti fa? Inventa il teatro nel teatro: il pubblico ed io siamo il teatro!
Nell’anno che ricorda i 150 anni della nascita dell’Autore, con due commedie scritte 100 anni fa, la Bottega affronta il grottesco della solitudine esistenziale e la capacità di costruire nuovi modi di convivenza con la diversità.
Pirandelliana 2017 (XXI Edizione) è una rassegna di teatro intensa e seducente. Organizzata dalla Compagnia Teatrale La bottega delle maschere, diretta da Marcello Amici, Pirandelliana è stata sempre uno degli eventi di teatro più importanti dell'Estate Romana. Iniziata nel 1997 nel Teatro Romano di Ostia Antica, dal 1999 la manifestazione ha proseguito la sua storia nel Giardino della Basilica di Sant'Alessio all’Aventino, un posto antico e austero, silenzioso, intenso, suggestivo ed elegante.

La Rassegna teatrale presenta due commedie di Luigi Pirandello:
- Cosí è (se vi pare) - in scena il martedì, il giovedì, il sabato
- Pensaci, Giacomino! - in scena il mercoledì, il venerdì e la domenica

Il programma della settimana:
Martedì 11 luglio - Cosí è (se vi pare)
Mercoledì 12 luglio - Pensaci, Giacomino!
Giovedì 13 luglio - Cosí è (se vi pare)
Venerdì 14 luglio - Pensaci, Giacomino!
Sabato 15 luglio - Cosí è (se vi pare)
Domenica 16 luglio - Pensaci, Giacomino!

GIARDINO DELLA BASILICA DEI SANTI BONIFACIO E ALESSIO ALL’AVENTINO - Piazza Sant’Alessio 23, Roma
Dal 6 luglio al 6 agosto 2017
Orario spettacoli: ore 21.15, apertura botteghino ore 20, lunedì riposo
Biglietti: intero € 15, ridotto € 13

Info e prenotazioni: telefono 06.6620982 (orario: 10 – 13; 16 – 20), mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sul web: www.labottegadellemaschere.it

 

I CONCERTI NEL PARCO, ESTATE 2017
XXVII EDIZIONE DEL FESTIVAL I CONCERTI NEL PARCO 2017
“Lancia il tuo cuore davanti a te, e corri a raggiungerlo”

Ispirandosi a quest’antico proverbio arabo, la nuova edizione del festival scava nelle radici della nostra cultura, dandone una visione eclettica e originale, in cui la commistione fra teatro,musica e danza contribuisce a creare un cartellone ricco di stimoli e sempre sorprendente. Con uno sguardo alla scena musicale internazionale.

Il Festival, I Concerti nel Parco, Estate 2017, giunto alla sua ventisettesima edizione si svolgerà a Roma, nel parco della Casa del Jazz, dal 7 luglio al 2 agosto.
Dieci eventi nella splendida cornice del Parco della Casa del Jazz, quasi tutte produzioni originali, in prima assoluta o prima romana ed una data unica in Italia; ogni spettacolo è un piccolo scrigno di bellezze e di stili artistici che mixano generi diversi, programmazione frutto di una ricerca artistica costante che punta alla qualità nel segno della tradizione ma anche all’innovazione, com’è consuetudine per il Festival.

Martedì 11 luglio, TI RACCONTO UNA FIABA… ANZI DUE!
I Concerti nel Parco in coproduzione con Arte2o Eventi presenta in prima assoluta, un reading musicale con la voce recitante di EDOARDO LEO, accompagnato dall’Orchestra Giovanile Di Roma diretta dal M° Di Benedetto, che propone la rilettura di due grandi classici come il “Pierino e il Lupo” di Serghej Prokofiev ed il “Pinocchio” di Carlo Collodi con le celebri musiche di Fiorenzo Carpi sull’ altrettanto noto sceneggiato di Luigi Comencini.
Chi ha a che fare con l’educazione e formazione di un bambino/ragazzo d’oggi, sa quanto sia difficile proporre loro quelli che vengono comunemente definiti “i grandi classici”, ovvero opere letterarie e composizioni musicali che apprezzate universalmente per la loro bellezza, hanno vinto la sfida del tempo e delle generazioni, per arrivare sino a noi.
Le generazioni “social”, hanno una difficoltà pazzesca,da loro stessi riconosciuta, a leggere un libro, che non sia quello di scuola ( che si deve…) ed a sentire musica,che non sia quella sparata dalle cuffiette dell’iphone. La sfida, allora. è stata quella di affidare alla personalità dinamica, effervescente e coinvolgente di Edoardo Leo,un attore giovane e di indubbio appeal in ambito giovanile, la riproposizione in chiave attuale, di questi due capolavori della produzione musicale e letteraria per l’infanzia, con l’obiettivo di renderli attraenti anche a queste nuove generazioni di bambini e ragazzi che sono già oltre millennials.

Mercoledì 12 luglio, POCHI AVVENIMENTI, FELICITÀ ASSOLUTA, SCENE DA UN MATRIMONIO in Prima a Roma, un concerto-spettacolo con SONIA BERGAMASCO accompagnata dall’ESTRIO con Laura Gorna al violino, Cecilia Radic al violoncello, Laura Manzini al pianoforte e la drammaturgia originale di Maria Grazia Calandrone che regalerà al pubblico un’immersione nella vita amorosa, travolgente e tribolata di due grandi della musica di tutti i tempi, come Clara e Robert Schumann. Il concerto–spettacolo intreccia una scrittura originale di poesia per il teatro con una drammaturgia musicale pensata e articolata in funzione di quest’ultima. Nelle parole di Clara, al capezzale del marito poco prima della sua morte, fiorisce l’avventura umana e spirituale di un incontro predestinato, in cui solo la voce della musica mantiene viva e lancinante la presenza - assenza di Robert, ormai ridotto al silenzio. Le dinamiche compositive tra testo e musica, il dialogo serrato e costante tra di essi, e l’articolazione scenica del lavoro sono stati “orchestrati” dalle quattro soliste oggi in scena, creando uno spettacolo di profonda musicalità e intime emozioni, un omaggio a una grande storia d’amore e di musica.

Venerdì 14 luglio MADRE TARANTA, in Prima assoluta, una grande festa con musiche, balli, giochi e rituali della tradizione del centro-sud d'Italia con il gruppo musicale TRANSUMANZE POPOLARI e le coreografie della COMPAGNIA SCIARABBALLO. Un concerto/spettacolo di tarante e tarantelle ideato da Giovanni Tribuzio, polistrumentista dedito alla riproposizione di sonorità appartenenti alla tradizione musicale popolare italiana, che vede coinvolti circa cinquanta artisti tra danzatori e musicisti. L’apertura dello spettacolo sarà dedicata al tema “Taranta”, con le coreografie di danza della Compagnia SciaraBballo - coordinata da Antonella Potenziani -, attraversando le sue diverse anime: a tratti malinconica, rituale, tribale, lasciva e liberatoria. I Suoni e i Canti di Transumanze Popolari ci condurranno virtualmente in territori del Centro-Sud Italia con le loro Tarantelle nella forma più spontanea, sanguigna e giocosa. Protagonisti del concerto gli strumenti della tradizione popolare quali: Tamburelli, Fisarmonica, Zampogna, Ciaramella, Organetto, Violino, Lira calabrese, Armonica a bocca. Durante la serata riscopriremo un repertorio fatto di Pizzica, Tarantelle, Stornelli, Saltarelli, Serenate, Canti e Tammurriate.
Lo spettacolo sarà replicato il giorno successivo 15 luglio a Vignanello (VT),in collaborazione con il Comune di Vignanello.

Domenica 16 luglio LONG WAY FROM HOME, data unica in Italia per PETER CINCOTTI, stella della scena internazionale, giovane pianista e compositore a statunitense che è già un mito per le nuove generazioni. Quando Cincotti si siede al pianoforte è come se il mondo fosse tra le dita delle sua mani. E questa volta, il suo nuovo album, che presenta a Roma “Long Way From Home”,è stato creato proprio viaggiando. Peter, nato e cresciuto a New York ma di origini italiane ha imparato a suonare lo strumento alla stessa età in cui ha imparato a camminare e a parlare. Il leggendario produttore musicale Phil Ramone ha deciso di produrre l’album di debutto di Peter che ha raggiunto il primo posto nelle classifiche jazz di Billboard, rendendolo, a soli 18 anni, l'artista più giovane a raggiungere tale obiettivo. Da allora si è esibito in alcuni dei luoghi più prestigiosi del mondo, da Carnegie Hall a L'Olympia di Parigi, collabora con artisti che vanno da Andrea Bocelli a David Guetta, ha collaborato per film di successo come Spiderman 2, ha rappresentato la moda a livello mondiale per marchi come Ermenegildo Zegna e Tod, e proprio di recente è apparso, nel ruolo di se stesso, nella serie di successo House Of Cards, in un duetto con il presidente, interpretato da Kevin Spacey.

CASA DEL JAZZ - Viale di Porta Ardeatina 55, 00153 Roma
Orario spettacoli: ore 21:15
Biglietti: intero € 15, ridotto € 10 (+ 1,60 diritti di prevendita)

Info e prenotazioni: telefono 06.5816987 - 339.8041777, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sul web: www.iconcertinelparco.it


FUORI PROGRAMMA
FESTIVAL INTERNAZIONALE DI DANZA CONTEMPORANEA
In collaborazione con European Dance Alliance - Valentina Marini Management

A Roma, al teatro Vascello prende forma un Festival Internazionale di Danza contemporanea: Fuori Programma, un festival necessario per la capitale, per il nostro teatro e per gli operatori impegnati a promuovere la danza contemporanea italiana e internazionale. Un'attività inserita in un periodo lontano dalle programmazioni canoniche dei teatri, un’ulteriore offerta culturale per rafforzare l'immagine di Roma, non meno importante delle principali capitali europee.
Il programma di luglio 2017 è un timido ma forte segnale che ci auguriamo possa crescere negli anni, soprattutto se troverà consenso e interesse da parte del pubblico romano e nei tanti turisti di tutto il mondo che affollano nel periodo estivo questa meravigliosa città.
Il Teatro Vascello per la sua vocazione, da sempre orientata alla contemporaneità, con una spiccata attenzione alla scena coreutica avvia un nuovo progetto, in collaborazione con European Dance Alliance di Valentina Marini, per riportare la danza al centro delle programmazioni estive nella città di Roma.
FUORI PROGRAMMA nasce con l'intenzione di aprire uno sguardo sulla scena internazionale, raccogliendo una gamma di creazioni ed espressione di linguaggi differenti, legate a una geografia altrettanto variegata per portare in scena in cinque appuntamenti, durante i diciotto giorni di Festival, una sintesi delle più interessanti e recenti produzioni coreografiche su scala europea.
Siamo sempre stati convinti che la danza, per il linguaggio che esprime e per la sua universalità, possa rappresentare la chiave di volta per aggregare il pubblico, nonostante la sua apparente complessità di fruizione possa invece raggiungere tutti.
L'approccio alla danza contemporanea deve diventare un atto di fiducia per rinnovare i propri interessi, per la poetica e il senso estetico che appartiene alla nostra civiltà, lo strumento per riscoprire, attraverso l'uso del corpo e la musica, la sensibilità che si cela in ognuno di noi.

Spettacoli della settimana:

11 luglio - martedì ore 21, prima regionale
Gruppo Nanou (Italia - Ravenna) presenta
XEBECHE [csebece]
coreografia Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci
con Carolina Amoretti, Sissj Bassani, Marta Bellu, Rhuena Bracci, Enrica Linlaud, Marco Maretti, Rachele Montis, Davide Tagliavini
suono Roberto Rettura
light design Fabio Sajiz
produzione E / gruppo nanou, Ravenna Festival
con il sostegno di L’Arboreto - Teatro Dimora di Mondaino, Cantieri, Centrale Fies, Olinda - Ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini, Santarcangelo dei Teatri
con il contributo di FONDO PER LA DANZA D’AUTORE della Regione Emilia Romagna 2015/2016, MIBACT, Regione Emilia-Romagna Assessorato alla Cultura
Video promo https://vimeo.com/174812285

Il mio nome è Xebeche “colui che parla ad alta voce senza dire nulla”.
Preferisco essere chiamato Nessuno. Jim Jarmush, Dead Man (1995)
Attraverso la negazione dell’identità, la sua scomparsa, il suo limarne i confini, il problema fondamentale è quello di produrre inconscio e, con esso, nuovi enunciati, altri desideri. Gilles Deleuze / Felix Guattari, Millepiani
Per la prima volta, Nanou si confronta con la struttura coreografica dell’ottetto attraverso il procedimento rigoroso di una strategia creativa, giocata sulla formalizzazione della figura e del recinto che la perimetra Il corpo è forma antropomorfica inevitabilmente in conflitto con il recinto geometrico.
La geometria del recinto assume l’esperimento retorico della perfezione, in quanto funzionale allo scatenamento prodotto sulla figura interna spaesata in un centro impossibile. La struttura coreografica è una continua mutazione che segue diversamente il passaggio del corpo e la trasformazione che questo dà al luogo.
Un infinito piano sequenza che si intreccia e si riversa su sé stesso fino a diventare nodo e quindi a scoppiare. Première dal 08 al 10 giugno 2016


14 luglio - venerdì ore 21, prima regionale
Zerogrammi (Italia - Torino) presenta
JENTU
progetto, regia e coreografia Stefano Mazzotta
creato con Chiara Guglielmi
interpreti Chiara Guglielmi, Stefano Mazzotta
drammaturgia e collaborazione all’allestimento Fabio Chiriatti
luci Alberta Finocchiaro
produzione ZerogrammieStoriedivento
coproduzione Pim O" (It), LUFT casacreativa (It)
un ringraziamento a Chiara Michelini, Villa Cultura (It), Tersicorea
T.O" (It)
con il sostegno di Regione Piemonte, MIBACT - Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo.
link video: https://vimeo.com/173589870

Tutto solito. Nient'altro mai. Mai tentato. Mai fallito.
Fa niente.
Tentare di nuovo. Fallire di nuovo. Fallire meglio.
(S. Beckett)

JENTU è una creazione ispirata al "Don Quijote" di Miguel Cervantes. Nella lettura attenta dell’opera l’interesse per le gesta del protagonista e dei suoi compagni di viaggio (da Sancho Panza a Dulcinea) si è spostato sul senso che tali imprese possono ancora avere per noi oggi. Azioni senza lieto fine, inutili, consumate nella penombra di una stanza. Azioni capaci di prefigurare una nuova etica e un nuovo modello di eroe senza poteri speciali, senza gloria né squilli di tromba ad annunciarne la fragile umanità. I colori più accesi si diluiscono acquarellando la scena attraverso coreografie, soli e duetti, azioni e silenzi pervasi di un umore delicato. Si disegna con tratto leggero e sfuggente la figura di un eroe emblema di un’etica del fallimento che rilancia la sfida a provare di nuovo, daccapo, con coraggio. Che ci parla della capacità di cadere, di esistere persistendo nell’inseguire un ideale, il proprio, dell’incapacità di volersi arrendere a ciò che è dato e deve essere accettato così com’è perché il senso di ogni azione non sia tanto il risultato quanto la tensione necessaria per tentare di raggiun- gerlo riscoprendo la meraviglia di farsi viaggio. Così i personaggi di JENTU. Esiliati da un tempo cui non corrispondono o da un luogo che gli è stato sottratto, sospesi, stranieri, abitano un paesaggio leopardiano che ha per soglia la resa, unico possibile luogo di appartenenza e senso. (Chiara Michelini)
(...) Semplicemente il viaggio verso le proprie aspirazioni, le proprie passioni, la propria bellezza. Così tentano, falliscono, ricominciano, senza mai perdersi d'animo i due protagonisti di Jentu. Novelli Don Chisciotte, anti-eroi contemporanei, che perseguono i propri ideali, viaggiando insieme, paralleli, spronandosi a vicenda. È racchiusa in questa metafora poetica del viaggio e della non resa al mondo la riuscita di Jentu (...) (Maria Luisa Buzzi, DANZA&DANZA)
(...) un racconto a tappe, composto da una potente gesticolazione e da larghi passi danzanti, quasi tesi e protesi ad elastico da una finestra, luogo d’incontri e partenze. L’hidalgo è un anti-eroe, combatte contro illusioni, glorie e potere mondani. Jentu nella sua forma rotonda e compiuta riesce a raccontare tutto ciò con poesia. (...) (Marinella Guatterini, IL SOLE 24 ORE)
(...) Le coreografie ideate da Stefano Mazzotta evocano diversi stati d'animo, donandosi all'occhio e al cuore di chi guarda. (Miriam Arensi | LA VOCE)
(...) La partitura fluida di contatti e prese, di complicità e fratellanza (che rarità vedere un duo che non evochi l’amore tra l’uomo e la donna!) si alterna a malinconici momenti di sospensione alla finestra: quasi la realtà, impossibile da ignorare, finisse sempre per richiamare a sé stessa i due eroi. E anche se Chiara/Sancho non cessa si spronare il suo cavaliere (“alzati! corri! combatti!”), Stefano/Chisciotte, appeso il cappotto al chiodo, si allontana. Ma fuori dal palco, si sa, è ben più difficile dar corpo ai sogni. (Maddalena Giovannelli | STRATAGEMMI)

TEATRO VASCELLO - Via Giacinto Carini 78, 00152 Roma
Dal 9 al 26 luglio 2017
Biglietti: intero € 18, ridotto over 65 e studenti € 13, servizio di prenotazione € 1 a biglietto; abbonamento speciale Festival Internazionale 5 spettacoli € 50

Info e prenotazioni : telefono 06.5881021/06.5898031, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sul web: www.teatrovascello.it

 

L’ARA COM’ERA

Dopo l’apertura giornaliera durante la stagione primaverile, con l’estate torna la programmazione ordinaria de L’Ara Com’era, la visita immersiva e multisensoriale dell’Ara Pacis che combina realtà virtuale e aumentata, riprese cinematografiche dal vivo, ricostruzioni in 3D e computer grafica. Dal 1 luglio cittadini e turisti avranno l’occasione di assistere all’innovativo archeoshow sull’Ara Pacis e sulle origini di Roma ogni venerdì e sabato, dalle 20.45 alle 24.00 (con ultimo ingresso alle ore 23.00). Si conferma la possibilità, riservata a gruppi, di prenotare la visita in tutti i giorni della settimana.
Il progetto, promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzato da Zètema Progetto Cultura, è stato affidato a ETT SpA. Il coordinamento, la direzione scientifica, i testi e la sceneggiatura sono a cura della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. L’interpretazione dei personaggi è affidata alle voci di Luca Ward e Manuela Mandracchia.
In un racconto che unisce storia e tecnologia, L’Ara com’era è il primo intervento sistematico di valorizzazione in realtà aumentata e virtuale del patrimonio culturale di Roma Capitale, nello specifico di uno dei più importanti capolavori dell’arte romana, costruito tra il 13 e il 9 a.C. per celebrare la Pace instaurata da Augusto sui territori dell’impero. Lanciato il 14 ottobre 2016, l’innovativo racconto sull’Ara Pacis e sulle origini di Roma è stato ulteriormente potenziato dal 20 gennaio 2017: due nuovi punti d’interesse in Realtà Virtuale, che combinano riprese cinematografiche dal vivo, ricostruzioni in 3D e computer grafica, consentono una completa immersione nell’antico Campo Marzio settentrionale dove è possibile assistere alla prima ricostruzione in realtà virtuale di un sacrificio romano. Un’implementazione che arricchisce la narrazione e crea un impatto emozionale più profondo con il pubblico. I visitatori sono catapultati indietro nel passato per riviverlo da una posizione privilegiata. Immersi in un ambiente a 360° possono ammirare l’Ara Pacis mentre ritrova i suoi colori originali: una “magia” resa possibile da uno studio sperimentale realizzato dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali nel corso di oltre un decennio che ha portato a una ricostruzione ipotetica ma con la massima approssimazione consentita.
Il colore non è la sola sorpresa ad accogliere i visitatori che possono ‘galleggiare’ in volo sull’altare, planare sul Campo Marzio e assistere al sacrificio, compiuto da veri attori, rimanendo sempre al centro della scena.
Oltre alla vendita online o attraverso lo 060608, è possibile acquistare i biglietti la sera stessa presso il museo.

INFO TECNICHE
L’Ara com’era combina diversa tecnologie, con la creazione di mondi virtuali in cui sono inseriti sia personaggi reali sia ricostruiti in CG (computer grafica). Le riprese tradizionali in green screen con il coinvolgimento di attori veri, sono state inserite in un ambiente a 360° attraverso software innovativi. L’Ara com’era propone una innovativa esperienza di Augmented Reality (Realtà Aumentata) e di Virtual Reality (Realtà Virtuale) unica nel suo genere. Utilizzando particolari visori AR (Samsung GearVR) e la fotocamera dei device in essi inseriti, elementi virtuali ed elementi reali si fondono direttamente nel campo visivo dei visitatori. La particolare applicazione AR riconosce la tridimensionalità dei bassorilievi e delle sculture, effettuando un tracking in tempo reale. I contenuti virtuali appaiono al visitatore come “ancorati” agli oggetti reali, contribuendo all’efficacia, all’immersività e al senso di magia dell’intera esperienza.

IL PERCORSO DI VISITA
Il percorso è articolato in 9 punti di interesse (POI), di cui il POI 1 e il POI 2, realizzati con la combinazione di riprese cinematografiche, realtà virtuale e tecnologie immersive, costituisce la novità principale. Lo spettatore, indossando i visori Samsung Gear VR, è accolto dalle riprese a 360° dell’Ara Pacis di oggi per poi ritrovarsi avvolto in uno spazio bianco in cui individua il monumento nella sua colorazione originale e Augusto, guida speciale in questo viaggio alla scoperta del Campo Marzio. Dopo aver ascoltato la spiegazione dei vari monumenti può ammirare, attraverso una ricostruzione in 3D, lo stesso Campo Marzio dall’alto per poi ritrovarsi immerso nell’area comprendente il Pantheon, i Saepta Julia, il Mausoleo di Augusto e l’Acquedotto, visibili in tutta la loro magnificenza. Dopo questo volo emozionale il visitatore è accompagnato da Augusto davanti all’Ara Pacis colorata per assistere al rituale del sacrificio realizzato in 3D, computer grafica e con il coinvolgimento di attori veri. Ultimato il sacrificio lo spettatore, è riportato alla realtà per proseguire il percorso attraverso i dettagli dell’Ara Pacis (POI 3-9).
Pochi monumenti sono riusciti a trasmettere, come fa l’Ara Pacis, storia, credenze, ideali e ambizioni di un’intera epoca. A partire dai rilievi con la raffigurazione del sacrificio di Enea e a quelli con la nascita di Romolo e Remo, personaggi, gesti, divinità e animali illustrano le origini di Roma e della famiglia di Augusto.
Osservando i diversi restauri sulle lastre con raffigurazioni di sacerdoti rivolte verso il Lungotevere, è invece possibile ripercorrere le complesse vicende subite dal monumento in tempi moderni. Dal loro ritrovamento nel ’500 al trasporto a Firenze fino alla ricomposizione di tutti i frammenti poco prima della seconda guerra mondiale.
Si passa poi ad ammirare la dea Tellus, portatrice di prosperità, e la dea Roma, seduta sulle armi dei vinti, due immagini rappresentative del mondo trasformato dalla pace augustea. Qui il colore rende chiari funzioni e significati di personaggi e oggetti rappresentati.
Ricco di simboli è anche lo splendido fregio vegetale composto da una moltitudine di piante che nascono da cespi d’acanto, simbolo d’immortalità. Attraverso la colorazione del pannello sotto il quadro della dea Roma, una natura ordinata e rigogliosa, abitata da animali e insetti, può essere interpretata così come facevano gli antichi romani, che in questo giardino lussureggiante erano invitati a dimenticare gli orrori della guerra.
Al termine del percorso, lungo la processione rivolta ora verso il Mausoleo, tra gli augures, i littori, i sacerdoti, appare Augusto seguito dalla sua famiglia. Il corteo solenne accompagna l’imperatore, lo circonda e lo protegge mentre compie il gesto sacro. Qui si ritrova non la semplice rappresentazione di un rito di Stato, ma l’immagine del presente e del futuro di Roma che vive attraverso le sue istituzioni, Augusto e la sua famiglia, inclusi i bambini, rappresentati tutti insieme per la prima volta nella storia su un monumento pubblico.

MUSEO DELL’ARA PACIS - Lungotevere in Augusta (angolo via Tomacelli), Roma
Orario spettacoli: dal 1 luglio venerdì e sabato dalle 20.45 alle 24 (ultimo ingresso ore 23), tutti i giorni per gruppi su prenotazione
Biglietti: intero € 12, ridotto € 10
L’ingresso è organizzato in piccoli gruppi contingentati.
I visori non sono utilizzabili al di sotto dei 13 anni.
Durata: circa 45 minuti
Disponibile in 5 lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo e tedesco

Info e prenotazioni: telefono 06.0608 (tutti i giorni ore 9.00 - 19.00)
Sul web: www.arapacis.it

 

Articolo di: Andrea Cova

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