SaltaInTeatro - l’agenda teatrale romana, settimana dal 10 al 16 aprile

Scritto da  Domenica, 09 Aprile 2017 

Torna nella sua “casa romana” l’opera rock più amata di tutti i tempi. Dal 12 aprile al Teatro Sistina, dopo gli incredibili successi di pubblico e critica ottenuti nel tour invernale oltreconfine, di nuovo in scena JESUS CHRIST SUPERSTAR, di Massimo Romeo Piparo, con lo straordinario Ted Neeley nel ruolo di Gesù.

Attesissimo il debutto, al Teatro Vascello, dello spettacolo VECCHI PER NIENTE ispirato a La forza del carattere di James Hillman con la regia di Nicola Russo.

Il Teatro Piccolo Eliseo ospita LIBERI TUTTI di Elda Alvigini e Natascia Di Vito. Lo spettacolo era nella programmazione del Teatro dell’Orologio ed era stato rappresentato per soli tre giorni, poi l’improvvisa sospensione delle repliche a causa della chiusura del teatro. Recuperato tutto il materiale di scena, LIBERI TUTTI, uno spettacolo che affronta il tema della separazione (d’amore, dalla propria terra, da se stessi), riprende le repliche grazie alla gradita ospitalità di Luca Barbareschi.

Nell’ambito della rassegna “Ritratto d’artista”, in data unica lunedì 10 aprile, al Teatro India lacasadargilla porta in scena GUIDA GALATTICA PER GLI AUTOSTOPPISTI di Douglas Adams. Tredici storie, messe in scena al suono di rhythm&blues, per un gruppo di strani ed eccentrici personaggi venuti dallo spazio.

Serata di solidarietà al Teatro Brancaccio lunedì 10 aprile. Sarà in scena la seconda edizione di DEDICATO, uno spettacolo diretto da Franco Miseria e da Claudio Porcarelli e condotto da Lorella Cuccarini. Organizzato da “L’ApertaMente”, sarà un omaggio a tutte le donne che in ogni parte del mondo subiscono le più disparate violenze. I proventi dello spettacolo andranno a costituire un fondo di solidarietà per sostenere il contrasto e l’eliminazione della violenza contro le donne.

Ultimi giorni per non perdere il carisma, la dolcezza, il talento della straordinaria Giulia Lazzarini nei panni di EMILIA, diretta da Claudio Tolcachir. Al Teatro Argentina.

I dettagli di tutta la programmazione teatrale romana all’interno dell’articolo.

Buona visione con SaltinAria!

 


JESUS CHRIST SUPERSTAR
di Massimo Romeo Piparo

Quest’anno la Pasqua al Teatro Sistina di Roma ha tutta la passione di una storia universale e senza tempo: dopo gli incredibili successi di pubblico e critica ottenuti nel tour invernale a Amsterdam, Den Haag, Antwerpen, Groningen e poi di nuovo Amsterdam, seguiti dai grandissimi trionfi nei teatri italiani degli ultimi mesi, torna a risplendere nella sua ‘casa’ romana la stella luminosa e carismatica di Jesus Christ Superstar, il musical firmato da Massimo Romeo Piparo e prodotto dalla PeepArrow Entertainment, con l’interpretazione del grandissimo Ted Neeley nel ruolo di Gesù.
Un’ultima, imperdibile occasione di vedere in scena a Roma, a partire dal 12 aprile, l’opera rock più amata di tutti i tempi, pronta ancora una volta a far parlare di sé e a trascinare il pubblico romano in un vortice di emozioni. L’esaltante musica rock in stile anni ’70 suonata live dall’orchestra, oltre due ore di spettacolo in lingua originale e interpretate interamente dal vivo, l’indiscutibile eccellenza artistica del cast, primo fra tutti Ted Neeley -l’indimenticabile protagonista dello storico film di Norman Jewison del 1973 che ha dato una impronta mitica e indelebile al ruolo di Gesù - sono gli insostituibili ingredienti di un musical sempre premiato dall’affetto del pubblico.
Un imponente e spettacolare allestimento che non solo celebra il talento ma rende onore all'Italia sui palcoscenici internazionali, dimostrando che il nostro Paese ha raggiunto ormai livelli competitivi in termini di qualità artistica e professionalità nel musical. Ne sono prova i sold out e le standing ovation a scena aperta che da anni accompagnano lo spettacolo, così come il prestigioso MusicalWorld Award, uno dei riconoscimenti internazionali più autorevoli nell'ambito del musical, che ha premiato il Jesus Christ Superstar prodotto dalla PeepArrow Entertainment di Massimo Romeo Piparo come migliore produzione internazionale in Olanda nel 2016.
E proprio a Pasqua, si rinnova il significato profondo di un musical che offre al pubblico la passione di un uomo-simbolo capace di fare della spiritualità la sua bandiera rivoluzionaria, un personaggio che non ha precedenti nella storia del teatro musicale: il celebre lavoro di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice non subisce i segni del tempo, anzi a ogni rappresentazione rinnova il proprio mito contagiando con entusiasmo sempre maggiore le centinaia di migliaia di spettatori che in Europa e in Italia hanno scelto di andarlo a vedere.
E se dopo ormai quasi 23 anni di successi (più di 1.600 rappresentazioni, 160 artisti che si sono alternati nel cast, oltre 1milione e 700mila spettatori, quattro diverse edizioni e ancora, 12 anni consecutivi in cartellone nei Teatri italiani dal 1994 al 2006) questo spettacolo continua a dispensare emozioni passando di generazione in generazione, il merito va tutto innanzitutto al grande lavoro artistico e produttivo di Massimo Romeo Piparo e della sua squadra, che hanno saputo rendere al meglio sulla scena la forza trascinante di una storia universale, dai valori positivi e dai forti sentimenti, in cui la musica diviene protagonista.

Accanto al mitico Ted Neeley nei panni di Gesù, anche Feysal Bonciani (Giuda), Paride Acacia (Hannas), Simona Distefano (Maria Maddalena), Emiliano Geppetti (Pilato), Elia Lo Tauro (Simone), Francesco Mastroianni (Caifa), Salvador Axel Torrisi (Erode) e Mattia Braghero (Pietro).
Sul palco anche l’Orchestra diretta dal Maestro Emanuele Friello, l’ensemble di 24 tra acrobati, trampolieri, mangiafuoco e ballerini coreografati da Roberto Croce, con le scenografie di Giancarlo Muselli elaborate da Teresa Caruso e i costumi di Cecilia Betona.

TEATRO SISTINA - via Sistina 129, Roma
Dal 12 al 23 aprile 2017
Biglietti: Poltronissima €55,00 - Poltrona e I Galleria €49,50 - Seconda Galleria €44,00 - Terza Galleria €34,00
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00, domenica ore 17.00

Info e prenotazioni: telefono 06 4200711 - 392 8567896, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.ilsistina.it


VECCHI PER NIENTE
testo e regia Nicola Russo
ispirato a La forza del carattere di James Hillman
con (ordine alfabetico)
Benedetta Barzini, Sara Borsarelli, Teresa Piergentili, Marco Quaglia, Agostino Tazzini, Guido Tonetti
scene e costumi Giovanni De Francesco
luci Cristian Zucaro
foto e grafica Liligutt Studio
organizzazione Isabella Saliceti
produzione Teatro Franco Parenti in collaborazione con Monstera

Vecchi per niente nasce dalla lettura de La Forza del Carattere di James Hillman e dalla volontà di parlare della vecchiaia da un punto di vista insolito: come espressione massima del carattere di una persona e non come crepuscolo o decadimento del corpo e della mente. Spesso nei miei lavori ho messo in discussione il concetto di physique du rôle e questo progetto è un passo avanti nella stessa direzione: fare pulizia dai luoghi comuni legati alla rappresentazione, ai sentimenti e ai ruoli che associamo automaticamente alla nostra età e a quella degli altri. Due vecchi non hanno niente in comune per il fatto di condividere la stessa età, men che meno la saggezza. In questo senso i vecchi non esistono, esiste l’identità, esiste il carattere. Per parlare della forza del carattere ho messo insieme le storie di persone anziane sui propri genitori e in particolare sul momento della morte dei propri genitori, riportando così i vecchi alla condizione di figli. Se essere figli e morire sono esperienze che accomunano tutti, mettere in scena i vecchi come figli è stato un modo per tentare di colmare quella distanza che di solito poniamo tra noi e loro.
Tra litigi, risate, parolacce, balli e incontri inaspettati Teresa, Benedetta, Agostino e Guido si rivelano e sorprendono con la loro straordinaria e folle vitalità.
(Nicola Russo)

TEATRO VASCELLO - Via Giacinto Carini 78, Roma
Dall’ 11 al 14 aprile 2017 - ore 21.00
Biglietti: intero: €20,00; ridotto over 65, €15,00; ridotto under 26, € 2,00; promozione coppia: un biglietto €15, il secondo €5

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06-5898031
Sito web: www.teatrovascello.it


LIBERI TUTTI
di Elda Alvigini e Natascia Di Vito
con Elda Alvigini, Marius Bizau, Valerio Di Benedetto e Jun Ichikawa
Regia Elda Alvigini

Al Piccolo Eliseo torna in scena la commedia LIBERI TUTTI, scritta a quattro mani da Elda Alvigini - anche regista e interprete - e Natascia Di Vito e rappresentata al Teatro dell’Orologio soltanto per tre giorni nonostante avesse già registrato il tutto esaurito per l’intera programmazione.
Lo spettacolo che affronta il tema della separazione, non solo amorosa, ma anche dalla propria terra o da se stessi, vede protagonisti, oltre alla stessa Alvigini, gli attori Marius Bizau, Valerio Di Benedetto, Jun Ichikawa.
«LIBERI TUTTI ha debuttato con grande successo al Teatro dell’Orologio lo scorso 14 febbraio e, già il giorno dopo, è stato necessario aggiungere una replica straordinaria.
La notte di giovedì 16 febbraio, allo storico Teatro dell’Orologio vengono messi i sigilli e tutta la nostra scenografia sequestrata all’interno.
Ero preoccupatissima, trovare una sala libera a Roma era pressoché impossibile con le programmazioni in corso e, soprattutto, volevo trovare la soluzione giusta per non deludere tutto il pubblico che ancora una volta ci aveva dimostrato tanto affetto. Mentre cercavo una soluzione, ecco che ricevo una telefonata: ‘Pronto, sono Luca!’ E io: ‘Luca chi?’ Risposta: ‘Barbareschi! Ci vieni tre settimane al Piccolo Eliseo? Ho saputo dell’Orologio, c’è questa possibilità, ci posso contare?’ Il cervello mi fa tilt, non riesco a credere alle mie orecchie, ma ho la prontezza di rispondere subito: ‘Grazie! Davvero? Certo che ci vengo! È un sogno per me’.
LIBERI TUTTI, tolti i sigilli e recuperato tutto il materiale di scena, torna libero di esprimersi sul bellissimo e ambito palco del Piccolo Eliseo. Un sogno per tutto il cast artistico e tecnico…che poi mettere i sigilli mentre in scena c’è uno spettacolo che si chiama LIBERI TUTTI, sembra già una battuta da commedia!» (Elda Alvigini)

TEATRO PICCOLO ELISEO - Via Nazionale 183, Roma
Dal 12 al 30 aprile 2017

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 83510216
Sito web: www.teatroeliseo.com


Pino Quartullo, Rosita Celentano e Attilio Fontana in
QUALCHE VOLTA SCAPPANO
dalla commedia TouTou
di Daniele Besse e Agnès Besse
scene Francesco Ghisu
costumi Giovanni Ciacci
adattamento e regia Pino Quartullo

Sembra una sera come tante altre, in casa di Alessandro (Pino Quartullo) e Marzia (Rosita Celentano). Sposati da oltre vent’anni, professionalmente realizzati, e legatissimi al loro cane Toutoù, i due coniugi all’improvviso vedono crollare il loro mondo, le loro certezze. O almeno quelle che credevano tali. Alessandro ha portato fuori per il giretto serale Toutoù, ma ahimè rientra a casa senza di lui. Tragedia. Il cane è fuggito. Non si è perso come Marzia rimprovera ad Alessandro, non è stato abbandonato come tante, troppe volte, accade. No. La sua è una deliberata dichiarazione di ribellione. Perché un cane ha una sua identità, una sua dignità. E perché all’improvviso l’amato quadrupede di casa diviene il rivelatore di disagi e compromessi, l’elemento sublimante di carenze affettive, di vuoti opportunamente celati, ed il detonatore di segreti, complice l’arrivo dell’amico Paolo (Attilio Fontana)- figura chiave nella vicenda e nella movimentata serata. Commedia molto divertente, ironica, pungente ed intelligente, frutto della penna di due autori francesi contemporanei, il cui titolo originale è proprio Toutoù, “ Qualche volta scappano”, nell’adattamento italiano di Pino Quartullo che ne firma anche la regia, rivela anche il legame oggi fortissimo, a tratti paradossale, ma diffusissimo, che si instaura con i propri animali domestici. Che smettono di essere considerati tali, ovvero esseri viventi che appartengono ad una specie propria, per essere umanizzati in un eccesso di amore, o nel desiderio di trovare in loro affetti, legami, corrispondenze amorose. Molti si riconosceranno in Marzia ed Alessandro, e molti in Paolo, amico tutto raziocinio e persino un po’ cinico nel ridicolizzare il dramma divampato a casa dei suoi amici per la fuga del cane, ma a sua volta ricco di sfaccettature, debolezze ed errori che poi alla fine sono quelle che un po’ tutti raccolgono. Perdonerà alla fine Toutoù i suoi padroni? Si sistemerà tutto quanto la sua deliberata fuga ha scatenato?

“Dopo tanti episodi di persone che abbandonano i cani, noi portiamo in scena la storia di un cane che abbandona i suoi padroni. Qualche volta scappano. Può scappare un cane, il proprio partner, possono scappare dei cattivi pensieri, delle parole sbagliate, un amico, una situazione di mano, un tradimento. E un cane “scappato” può diventare il segnale di un amore in crisi, di qualcosa di cui non ci si è accorti. E questo succede ad Alessandro e Marzia che stanno insieme da tanti anni. Alessandro (Pino Quartullo), professore di filosofia, torna a casa una sera, sconvolto per essere stato abbandonato dal proprio cane Toutou. Anche Marzia (Rosita Celentano), ricercatrice nel settore ambientalista, è distrutta, annientata dalla perdita. Si interrogano. Forse il loro cane si è offeso per essere stato troppo sgridato o forse è stanco dei loro padroni o dei croccantini che obbligatoriamente gli somministrano per via dell’eczema, o forse semplicemente era attratto da una femmina in calore. Una commedia sulla dipendenza da animali, persone impazzite, che hanno cambiato la loro vita per il proprio animale domestico. Un amico, Paolo (Attilio Fontana) li mette in guardia: forse il loro cane ha fatto bene ad andarsene. Ci si interroga, si rimette tutto in discussione e si scoprono tante cose, in una notte piena di sorprese”.
(Pino Quartullo)
Questa commedia francese, originale e divertentissima, ci offre un’occasione di viaggio anche dentro noi stessi.

TEATRO QUIRINO VITTORIO GASSMAN - Via delle Vergini, Roma
Dall’11 al 13 aprile 2017
Orario dpettacoli: martedì 11 e mercoledì 12 aprile ore 21, giovedì 13 aprile ore 17 e ore 21

Info e prenotazioni: telefono 06.6794585, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroquirino.it


GANG OF MAGIC
Produzione Teatro Fantastico
Direzione artistica Paolo Maria Jacobazzi e Simone Angelini

Torna, la Gang of Magic, con uno spettacolo tutto nuovo ed ancora più stupefacente che farà vivere al pubblico l’emozione indimenticabile della magia dal vivo.
La Gang of Magic è un affiatato gruppo di giovani talenti dell’illusionismo che ha lo scopo di rinnovare l'arte magica, un’arte antica dal fascino senza tempo che deve adattarsi costantemente all’evoluzione e ai gusti del pubblico, per riuscire a stupire e meravigliare gli spettatori di oggi.
Manipolazione, mentalismo, magia comica, cartomagia, escapologia, grandi illusioni, sono alcuni dei generi di magia proposti in chiave brillante e originale da giovani talenti della magia contemporanea. Il pubblico viene immerso fin da subito in un’atmosfera magica unica e diventa il protagonista assoluto di uno spettacolo emozionante dove momenti magici e surreali si alternano a situazioni divertenti e travolgenti.
La Gang of Magic è, da sette anni, un laboratorio-spettacolo residente al Teatro Alba di Roma, che ha visto esibirsi e formarsi nel corso del tempo alcuni tra i migliori giovani prestigiatori di oggi. Da questa esperienza è nato lo spettacolo che ha debuttato con grande successo nel 2014 al Teatro Vittoria.
Tra illusioni, magie, prestigi, la Gang of Magic si divertirà a stupire tutti coloro che andranno a curiosare nel loro mondo, coinvolgendoli con incredibili effetti magici. Energia, dinamicità, stupore e comicità, sono le parole chiave della Gang of Magic. Uno spettacolo originale e sorprendente, un'occasione per entrare in una nuova dimensione della magia.

TEATRO VITTORIA / ATTORI & TECNICI - Piazza S. Maria Liberatrice 10, 00153 Roma (Testaccio)
Dall' 11 al 15 aprile 2017 ore 21 (sabato 15 aprile doppia replica, ore 17 ed ore 21)
Biglietti: intero platea 28, intero galleria 22 (compresi 3 euro di prevendita)
Ridotti in convenzione: platea 21 e galleria 18 (compresi i 3 euro di prevendita)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 5740170 - 06 5740598
Sito web: www.teatrovittoria.it


CASA GODOT
Da “Aspettando Godot” di Samuel Beckett
Scritto ed interpretato da: Lorenzo Caldarozzi, Alberto Fumagalli, Alice Hardouin Bertini, Francesco Massaro, Silvia Parasiliti Collazzo

Un uomo è affacciato in finestra. Non sa se andare o rimanere lì dov’è. Sa benissimo che lo stanno aspettando, ma c’è qualcosa che lo inchioda. Altre persone abitano in casa con lui. Tra queste c’è chi lo spinge a uscire e chi, invece, lo prega di non muoversi. L’uomo prepara una vecchia valigia marrone, poi la disfa, la prepara di nuovo, la disfa. Vaglia. Rimugina. Soppesa. Appena si convince ci ripensa. Se sta per cedere, reagisce. Temporeggia, appena il tempo di un caffè, dice, di una sigaretta magari. L’uomo è sulla porta ancora chiusa. Si chiama Godot e qualcuno, da qualche parte, lo sta aspettando.

TEATRO SALA UMBERTO - Via della Mercede 50, 00187 Roma
12 e 19 aprile 2017 ore 20.30
Biglietti: €8,00 (intero) € 6,00 (ridotto)

Info e prenotazioni: telefono 06 6794753, fax 06 97274058
Sito web: www.salaumberto.com


Narramondo presenta
CONFIRMATION
di Chris Thorpe
traduzione e regia Jacopo Gassmann
con Nicola Pannelli
luci Gianni Staropoli

Confirmation è un testo sulle barriere attraverso le quali non riusciamo a parlare, sul rigetto impulsivo del punto di vista contrario al nostro e sui meccanismi che ci portano a scegliere soltanto ciò che conferma le nostre ragioni. Attingendo da alcuni studi intorno al tema del “pregiudizio di conferma”, l'autore tenta di instaurare un “dignitoso” dialogo, reale e immaginario, con l'estremismo politico. Per cercare di capire come costruiamo le nostre convinzioni e come mai, partendo da un comune punto di partenza, finiamo per ritrovarci così distanti gli uni dagli altri. Chris Thorpe è oggi una delle voci più importanti del teatro britannico. La sua opera si interroga sul comportamento umano, ponendo alcune semplici ma ingannevoli domande ad esso sottese. Esaminando l'intersezione fra quelle domande e il nostro modo di rapportarci al vivere quotidiano e alla politica, i suoi testi sovvertono e reinventano le convenzioni della “lecture performance” (o conferenza performance).
Jacopo Gassmann

TEATRO ARGOT STUDIO - Via Natale del Grande 27, Roma
Dall’ 11 al 13 aprile 2017
(ven-sab ore 20.30 domenica ore 17.30)
Orari spettacoli: al martedì al sabato ore 20.30 - domenica ore 17.30
Biglietti: 12 euro (intero) - 8 euro (studenti e over 65)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06-5898111
Sito web: www.teatroargotstudio.com


LA DONNA CHE DISSE NO
testo e regia Pierpaolo Saraceno
con Pierpaolo Saraceno, Mariapaola Tedesco
musiche originali Concetto Fruciano
scene e costumi Pierpaolo Saraceno
disegno luci Gianni Grillo
foto e video Daniele Manzella
direzione tecnica Massimiliano Boco
produzione Onirika del Sud

Dopo il successo dello scorso anno al Teatro Palladium, Pierpaolo Saraceno porta sul palco dell'Ar.Ma Teatro “La donna che disse no”, un'opera teatrale liberamente tratta dalla vera storia di Franca Viola. Sul palco, insieme allo stesso autore e regista, Mariapaola Tedesco.
Quello di Franca Viola fu il primo vero rifiuto al matrimonio riparatore. Divenne simbolo della crescita civile dell'Italia nel secondo dopoguerra e dell'emancipazione delle donne italiane.
Nel 1965, a soli 17 anni, venne rapita da Filippo Melodia, nipote del mafioso Vincenzo Rimi, e da altri suoi amici. La ragazza fu violentata per otto giorni. Il padre fu contattato dai parenti di Melodia per la cosiddetta "paciata", ovvero per un incontro volto a mettere le famiglie davanti al fatto compiuto e far accettare ai genitori di Franca le nozze dei due giovani.
Secondo la morale del tempo, una ragazza uscita da una simile vicenda, avrebbe dovuto necessariamente sposare il suo rapitore, salvando l'onore suo e quello familiare. All'epoca, inoltre, la Repubblica Italiana proteggeva, con l'articolo 544 del codice penale, il reato di violenza carnale, il quale veniva estinto se l'aggressore sposava la sua vittima.
Franca Viola si rifiutò di sposare Melodia e, solo nel 1981, l'articolo 544 cp venne abrogato.
Si dovrà invece aspettare il 1996 perché in Italia lo stupro venga legalmente riconosciuto non più come un reato "contro la morale", bensì come un reato "contro la persona".
Una continua lotta tra un vero ed ingenuo amore e un matrimonio riparatore da parte della Mafia siciliana. Un mix tra prosa, musica e crudi movimenti corporei, evidenziano ancor di più quelli che furono i primi fiori d’acciaio ad urlare “No”, per difesa della propria dignità, della propria persona. Un’unica voce condurrà il prossimo a gridare una sola parola:Libertà.
Una sola luce, un solo riflesso, un grido per educare a una sessualità dolce e matura, per superare tabù e contribuire a sconfiggere definitivamente il maschilismo ancora imperante, nel ricordo di tante altre vittime di questa cultura di dominio e di sopraffazione e far conoscere ciò che ha caratterizzato nel 1965 la terra tradita, amata e da tanti ricordata.
Un forte e spietato messaggio in tempi in cui il femminicidio, lo stupro, la violenza sulle donne non smettono di caratterizzare negativamente le nostre società, in ogni parte.
Lo spettacolo, già applaudito la scorsa stagione al Teatro Palladium, in pochi mesi ha già conquistato pubblico e addetti ai lavori. Diversi sono i premi e i riconoscimenti ricevuti: Premio Speciale al Festival Nazionale del Teatro XS della Città di Salerno (SA); Terzo Classificato – Festival Nazionale del Teatro San Prospero, Reggio Emilia (RE); Primo Classificato – Calàbbria Teatro Festival, Castrovillari e Primo Premio Giuria Popolare – Calàbbria Teatro Festival, Castrovillari, nonché Finalista – Premio Salvo Randone, Calamonaci (AG).

Note di regia
Essere Franca significa andare controcorrente, contro le regole stabilite dal popolo di quel tempo, siamo nel 1965; allontanarsi dal moralismo e dall'ipocrisia di certi ambienti tranquilli e puliti dove l’orrore c’è, ma è ben custodito lontano dalla vista. Essere Franca significa provare l’ebbrezza della libertà, reggere il sacrificio della coraggiosa scelta, mettere in discussione l’esistenza di Dio. Un oscuro circo a ciel sereno, all'interno del quale ci si ama e ci si odia.
L’opera si apre con un sogno premonitore. La vera protagonista è solo una bambola, che assorbe tutta la storia di Franca. Filippo, uomo dalle mille maschere, è solo un'intermediazione tra ciò che sta sul palcoscenico e gli spettatori. Un uomo appeso ad una quarta parete, in un continuo oscillare tra bene e male, tra amore e odio, tra libertà e incatenamento. Sul proscenio, esposti gli oggetti di un'ingenua fanciulla come simbolo di un passaggio temporale, che alla fine si rivelano come uniche cose pulite ed immutate. Un vestito da sposa come simbolo della sua verginità e del suo desiderio di matrimonio si contrappone ad un luttuoso abito nero, simbolo di un'atroce morte morale.
Franca va spavalda incontro alla morte e se ne frega di finire tra le braccia della “Cosa Nostra” di quel tempo. La musica “Meridionale”, evidenzia lo sfruttamento delle donne, scava l'anima dello spettatore portandolo ad elaborare il vero concetto del tragico. Una sacra musica orchestrale, paragonabile a quella del Cristo Morto durante le processioni pasquali del Sud Italia. Penso che tale opera sia un’interpretazione della realtà dove il paesaggio povero e scarno è macchiato da qualche pennellata surreale. Una storia da conoscere e far conoscere. Liberamente tratta dalla vera storia di Franca Viola.

AR.MA TEATRO - Via Ruggero di Lauria 22, Roma
Dal 13 al 16 aprile 2017
Orario spettacoli: ore 21.00, domenica ore 18.00
Biglietti 10 euro

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 39744093 - cellulare 333 9329662


ImPerfect Dancers Company presenta
IN-FAUST
Ideazione Walter Matteini-Ina Broeckx
Coreografia Walter Matteini
Scene e costumi Ina broeckx
Luci Bruno Ciulli
Partecipazione straordinaria dell’artista Paolo Cervi Kervischer

Lunedi 10 e martedi 11 aprile, al Teatro Parioli Peppino de Filippo, ImPerfect Dancers Company presenta In-Faust, ideazione Walter Matteini-Ina Broeckx, coreografia,Walter Matteini, scene e costumi,Ina Broeckx,luci, Bruno Ciulli.Con la partecipazione straordinaria dell’artista Paolo Cervi Kervischer. " IN-FAUST -L'ultimo capolavoro del genio coreografico di Walter Matteini e Ina Broeckx approda sulla scena del Teatro Parioli di Roma con 2 date il 10 e 11 aprile 2017L'audace e prestigiosa imPerfect Dancers Company acclamata sulla scena internazionale da critica e pubblico vede impegnato x queste 2 serate evento la partecipazione di una stella internazionale :IDO TADMOR (Direttore Artistico e Coreografo Israel Ballett ).

Dopo la tappa Italiana la imPerfect Dancers Company sempre con INFAUST ,sarà ospite con 3 date a partire dal 1 di giugno alla OPERA HOUSE di TELAVIV.Il famoso dramma Shakespeairiano tradotto con la potenza della Danza .
E se anche il più buono, il più fedele e onesto dei cittadini si trovasse nella posizione di poter scegliere tra il bene e il male? Quale sarebbe la scelta? La più facile? La più scontata? Oppure l'inaspettata e coraggiosa? Ma chi decide qual è l'una e qual è l'altra?Quello che l' imPerfect Dancers Company vuole offrire al pubblico con questa nuova creazione è un viaggio di sola andata verso i più oscuri vicoli dell'animo umano.Un’appassionante studio sulla drammaturgia di Goethe e Mann per l’azione scenica danzata, che gira attorno ai personaggi di Faust, Mefistofele e Margherita, progettato e inscenato da grandi interpreti e scenografi quali Paolo Cervi Kervisher oltre ai direttori artistici della compagnia.
E se fossimo tutti Faust? A ognuno il suo viaggio…

TEATRO PARIOLI PEPPINO DE FILIPPO - Via Giosuè Borsi 20, 00197 Roma
Lunedi 10 e martedi 11 aprile 2017 ore 21,00
Biglietti: platea 10 euro ; galleria 10 euro

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 8073040
Sito web: www.parioliteatro.it

 

Miguel Angel Berna
CARDIA

In prima rappresentazione italiana, il nuovo spettacolo di Miguel Ángel Berna e Manuela Adamo è un cuore che pulsa al ritmo di una danza impetuosa e di una musica travolgente. Tra canti e poesia, mito e tradizioni popolari, un viaggio attraverso l’anima profonda di due terre distanti eppure affini: l’Aragona e il Salento.

Cardía, il nuovo spettacolo di Miguel Angel Berna e Manuela Adamo,è un viaggionell’anima di due regioni del sud d’Europa: l’Aragona e il Salento. Terre distanti, si dirà,oggi diverse, addirittura estranee, benchéabbiano condiviso un tratto di storiaquando agli albori dell’età moderna gli aragonesi governarono l’Italia meridionale. Eppure, scavando nelle tradizioni, nella memoria popolare, nei recessi del patrimonio immateriale di queste terre si scorgonoaffinità inaspettate, curiose coincidenze,tracce,forse,di una patria culturale comune:musiche e balli per curare il mal-essere miticamente generato dal morso di un ragno o di uno scorpione; canti e lamenti di prefiche che accompagnano la strazianteseparazione dei morti dai vivi; coltelli e bastoni che maneggiati con maestria riproducono in un disegno coreutico perfetto la tensione di scontri e duelli. Coincidenze o convergenze? La ricerca, ai primi passi su questi temi, è ancora da approfondire. Si tratta comunque di segni che attestano una sensibilità comune, modi analoghi che le tradizioni popolari,superando i confini posti dalla storia, preservano e tramandano per scandire i tempi e i fatti della vita.

I gesti, le danze, le musiche e le parole che compongono Cardía sono, dunque, quelli che nei secoli, per coincidenza o per convergenza, hanno dato voce in queste due regioni agli accadimenti che segnano il volgere dell’umana avventura, quelli che irrompono nel quotidiano e sembrano alterare per sempre l’ordine del mondo, quelli che agitano le passioni, alterano gli equilibri, scompaginano l’esistenza. Amore, disperazione, follia; sofferenza, malattia, remissione del male; i conflitti che scuotono il quotidiano,per rabbia, onore ovendetta; la morte, soprattutto, l’estremo dramma della perdita di una persona cara; e poi la vita, di nuovo, che festosamente ricomincia. Sono questi gli aspetti di un ciclo vitale costellato di emozioni, gioie e dolori che, in Aragona come in Salento, sono narrate, commentate, addomesticate da rituali, canti e poesia.Essi esprimono la volontà di una comunità intera di attraversare letemperie individuali edi ristabilire l’ordine del mondo, facendo appello insieme, coralmente, al savoir-fairee al savoir-vivreperpetuato in antiche tradizioni.
Andrea Carlino

Il 12 aprile dopo lo spettacolo si terrà un incontro con Miguel Angel Berna e Manuela Adamo con gli artisti invitati dello spettacolo e il direttore musicale.

TEATRO OLIMPICO - piazza Gentile da Fabriano 17, Roma
Martedì 12 e mercoledì 13 aprile 2017

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 326 5991
Sito web: www.teatroolimpico.it

 

ANAMONI
spettacolo di teatrodanza
Produzione Matroos
Ideazione Regia Coreografia LISA ROSAMILIA
Progetto e realizzazione scenografica Lisa Rosamilia
Musica originale composta e diretta da MICHELE SGANGA
Pianoforte: Michele Sganga
Violino: Lia Tiso
Riprese audio e sonorizzazioni: Matteo de Rossi
Postproduzione musica: Studio Sonicview Roma
Luci: Marco Bilanzone
Visual: Daniele Casolino

Presentato in anteprima al Doit Festival 2017, debutta al Teatro Studio Uno dal 20 al 30 aprile il nuovo lavoro della compagna Matroos che porta in scena grazie alla danzatrice, coreografa e regista Lisa Rosamilia, “Anamoni” suggestivo, visionario ed emozionante spettacolo di teatro danza ispirato al mito di Penelope rielaborato nella contemporaneità.
Lo sguardo di Anamoni si dilata nell’acqua. Vive connessa a una muraglia galleggiante di porte e finestre, che è casa e scialuppa. E da quel veliero fatiscente osserva il mare e attende. Fluttua l’assenza, la perdita, si disperdono e inabissano visioni, Anamoni tesse la tela dell’attesa. Compone il suo quadro di corde e reti che legano telai di vecchie finestre, la sua fragile imbarcazione, un suggestivo mosaico dove risiede, lavora. Unico rifugio nel mare della sospensione a cui la costringe l’attesa. Attesa di un ritorno e qualcosa che nasca da quelle acque, o attesa di una partenza, di un vento che la spinga lontano da quel luogo sospeso. Tessere e disfare si trasformano in una danza ritmica, temporale, alternata a momenti di stasi fra trame e spazi di tessuto. La musica risuona attraverso i passaggi di fili sulla tela, come se fosse essa stessa a produrli. Anamoni osserva, sta, ripete, tesse tele reali e metaforiche, fila nell’attesa trame e orditi, in un’architettura che imbrogli il tempo, un non luogo dove niente è ancora accaduto e tutto deve ancora succedere, un apparente tempo immobile, che in realtà si consuma in attesa di un divenire.

Note di Regia
Spettacolo di TeatroDanza dove oggetto scenografico, composizione coreografica e musica si intrecciano comunicando tra loro. Lo spettacolo prende spunto dalla figura di Penelope omerica rielaborando il personaggio classico nella rappresentazione di un’attesa instabile e mobile, spesso fine a se stessa. Anamoni è una Penelope contemporanea, non c’è realmente nessun uomo da aspettare, né Proci da ingannare, ma solo uno spazio da riempire sempre in bilico con il vuoto e una tessitura che non è inganno del tempo, ma inseguimento e fuga, costruzione e creazione.
La Scenografia e la Danza. La dimensione di Anamoni è una memoria sonora, visionaria e materica. La memoria contenuta nell’oggetto di una vecchia finestra che ha visto, riflesso, atteso, è idea, collegamento e ispirazione alla natura del personaggio e del racconto di Anamoni. L’elaborazione dello spettacolo ha inizio nella ricerca e recupero di vecchi infissi, reti da pesca e materiali in disuso che vengono ricontestualizzati attraverso il lavoro di costruzione della scenografia. La composizione della coreografia nasce ed è strettamente collegata al momento dell’assemblaggio scenografico. Una tela-telaio costruita in sezioni, tessere, stanze, scultura vivente e mezzo necessario al suggerimento danzato. Quadro in cui è simbolicamente racchiusa l’essenza del personaggio stesso, che coniuga passato e presente, accordando la memoria ad una progettualità temporale. La tela, intesa come uno specchio del sé, attraverso giochi di tessuti, video proiezioni, luci e ombre, rimanda all’immaginazione, al disvelamento dell’invisibile, ad una sorta di rovesciamento della realtà. La narrazione si compone attraverso vuoti e pieni, stasi e movimenti di fili che vengono intrecciati, dove il continuo fare e disfare è movimento circolare in cui ogni cosa è eternamente attesa, sperata e rimandata.
La Musica. Originale e composta appositamente per lo spettacolo, alterna momenti di composizione per pianoforte e violino, a sonorizzazioni realizzate dalla stimolazione sonora della scenografia. Dall’osservazione delle tensioni delle corde e dei tessuti sulla tela, e dagli effetti di reazione al movimento del corpo in essi, nasce la musica, che risuona dalla tela come se si trasformasse in un’arpa, un organo, un tamburo, un violino. La descrizione musicale del racconto è realizzata anche attraverso l’utilizzo di sonorizzazioni di elementi naturali legati alla dimensione del personaggio, come onde del mare, cigolii del legno del telaio o di barche, strofinii di fili, il fruscio della sabbia, manipolazioni sensibili delle sonorità delle forme e dell’ambiente.

TEATRO STUDIO UNO (Sala Specchi) - Via Carlo della Rocca 6 (Torpignattara), Roma
Dal 20 al 30 aprile 2017
Biglietti: ingresso 10 euro (tessera associativa gratuita)
Orario spettacoli: venerdì e sabato ore 21.00, domenica ore 18.00

Info e prenotazioni: telefono 3494356219 - 3298027943, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrostudiouno.com

 

TVATT
Teorie Violente Aprioristiche Temporali e Territoriali
Uno spettacolo ideato da Luigi Morra, liberamente ispirato a “East” e “West” di Steven Berkoff
Con: Luigi Morra, Pasquale Passaretti, Eduardo Ricciardelli
Musiche: Camera
Luci e video: Domenico Catano
Elementi scenici: Stefano Zecchini
Drammaturgia e regia: Luigi Morra

Torna in scena a Roma, al Teatro di Documenti il 12 e il 13 aprile, TVATT, spettacolo ideato da Luigi Morra, liberamente ispirato a “East” e “West” di Steven Berkoff. TVATT, acronimo di Teorie Violente Aprioristiche Temporali e Territoriali, è in realtà in Campania un modo per dire “ti picchio”. Partendo da un approccio prevalentemente comico e grottesco, la pièce indaga su una precisa tipologia di violenza: schiaffi, pugni, risse, sopraffazioni. Quella violenza primordiale, scovata nel quotidiano, che spesso agisce come esperienza piena di significati, caratterizzata da dinamiche che nel bene o nel male risultano inevitabilmente spettacolari. Dialetto, espressioni rituali, posture improbabili, racconti legati a episodi di vita, atteggiamenti di sfida, lo spettacolo diventa una sorta di parabola che spezza ogni giudizio preconfezionato.
Osservando un contesto geografico preciso e circoscritto, TVATT riflette su una questione globale, che riguarda in ogni luogo, scavando nella natura della rabbia e nell’impotenza di chi assiste o subisce. Prodotto da Etérnit e Teatraltro, con la collaborazione di Lunarte e il supporto di Teatro Forte, TVATT è un progetto partito con uno studio presentato nel 2014 nell’ambito del Festival Lunarte, per poi debuttare in forma di spettacolo nel 2015 al Teatro Tordinona di Roma. Di recente è stato pubblicato, sotto etichetta MArteLabel, il disco dei Camera con la colonna sonora dello spettacolo. Il prossimo anno TVATT farà tappa anche all’estero: all’Istituto di Cultura Italiana di Bruxelles e al Theater Het Klokhuis di Anversa ospite della Società Dante Alighieri.

TEATRO DI DOCUMENTI - via Nicola Zabaglia 42, Roma
12 e 13 aprile 2017 ore 20.45
biglietto intero: € 15.00 - biglietto ridotto € 10.00

Info e prenotazioni: telefono 06.5744034 - 328.8475891
Sito web: www.teatrodidocumenti.it

 


Data unica

GUIDA GALATTICA PER GLI AUTOSTOPPISTI
di Douglas Adams
un progetto di lacasadargilla e Gianluca Ruggeri
con Simone Barraco, Antonietta Bello, Simone Castano, Lorenzo Frediani, Tania Garribba, Arianna Gaudio, Silvio Impegnoso, Fortunato Leccese, Anna Mallamaci, Alice Palazzi, Diego Sepe, Roberta Zanardo, Francesca Zerilli
musiche e batteria Gianluca Ruggeri
tastiere Ivano Guagnelli

Lo spettacolo si inserisce in CONFINI un progetto de lacasadargilla nell’ambito della rassegna “Ritratto d’artista” dedicata dal Teatro di Roma al lavoro della compagnia.
Lunedì 10 aprile (ore 21) al Teatro India lacasadargilla porta in scena GUIDA GALATTICA PER GLI AUTOSTOPPISTI di Douglas Adams, un’occasione per rivivere l’odissea spaziale di un gruppo d’irriverenti e stravaganti viaggiatori in giro per la galassia alle prese con istruzioni, vicende e incontri surreali.
Saranno 13 storie messe in scena come in un cabaret radiofonico stile “Motown”, animato da una moltitudine di eccentrici personaggi retrò venuti dallo spazio. In una strampalata ambientazione da balera galattica, individui equivoci in occhiali scuri, cowgirls di passaggio, hostess eccessivamente sexy, si alternano ai microfoni al suono rhythm&blues di batteria e tastiere per presentare il loro incredibile numero.
Testo cult per un’intera generazione, esilarante, linguisticamente esplosivo e politicamente scorretto, la Guida ci farà ripercorrere lo stravagante itinerario spaziale di un gruppo di viaggiatori alla scoperta delle meraviglie dell’universo.
Lo spettacolo è una delle attività del progetto Confini de lacasadargilla che, tracciando un filo rosso tra Teatro India e Teatro Argentina, dal 28 marzo al 10 aprile ripensa con spettacoli, mise en espace, istallazioni visive e sonore, stazioni radiofoniche on-air e balere galattiche, i Confini della città. Dal LEAR DI EDWARD BOND, per raccontare la violenza e l’orrore di ogni guerra e di tutti quei recinti in cui è imprigionata la nostra Storia, ad altre storie: quelle disabitate dall’uomo di IF/INVASIONI (dal) FUTURO*003; la stazione radio orbitale ASTRONAVE51; il misterioso viaggio ‘genealogico’ attraverso eredità e abbandoni di WHEN THE RAIN STOPS FALLING. Per ritrovare negli spazi esterni del Teatro India con WALLONWALL fotografie di frontiere fuori formato di Kai Wiedenhöfer.

TEATRO INDIA - Lungotevere Vittorio Gassman (già lungotevere dei Papareschi), Roma
Lunedì 10 aprile 2017 - ore 21
Orario spettacolo: ore 21.00
Durata spettacolo: 1 ora e 10 minuti
Biglietti: 12€ intero, 8€ ridotto (Ritratto d’artista card 32 euro per 4 ingressi al Teatro India)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 684 00 03 11 / 14
Sito web: www.teatrodiroma.net


ADONIS, ecco il mio nome
per la voce di Cosimo Cinieri
Roberto Bellatalla contrabbasso
Fabio Caricchia chitarra e canto
Luciano Orologi sax soprano e fiati
Giovanni Lo Cascio batteria e percussioni
Musiche originali e arrangiamenti: Roberto Bellatalla-Fabio Caricchia
Drammaturgia e regia: Irma Immacolata Palazzo

A Roma, l’11 aprile al Teatro India Sala A è in programma il Concerto ADONIS, ECCO IL MIO NOME per la voce di COSIMO CINIERI, drammaturgia e regia di IRMA IMMACOLATA PALAZZO, con ROBERTO BELLATALLA contrabbasso, FABIO CARICCHIA chitarra e canto, LUCIANO OROLOGI sax soprano e fiati, GIOVANNI LO CASCIO batteria e percussioni; musiche originali e arrangiamenti: Roberto Bellatalla e Fabio Caricchia. Un viaggio suddiviso in 6 stazioni: Damasco, Andalusia, New York, Beirut, Parigi e Napoli dove si snodano i temi cari al poeta: la rinascita della poesia araba, l’esilio, il dialogo ininterrotto con l’Altro, il disprezzo per la tecnocrazia e la logica del mercato, l’amata Beirut martoriata dalle guerre civili, la poesia e l’utopia di condividere con l’Occidente valori comuni nel rispetto della propria diversità.
'Ali Ahmad Sa'id Esber, il più grande poeta arabo vivente, è nato in un villaggio della Siria nel 1930. A 14 anni, per aver recitato i suoi versi al cospetto del Presidente della Repubblica, ottiene una borsa di studio. A 17 adotta lo pseudonimo di Adonis. Si laurea a Damasco in filosofia. Dopo un anno di carcere per questioni politiche, emigra a Beirut dove ottiene il dottorato e in seguito la cittadinanza. E’ stato più volte candidato al Premio Nobel. Adonis è nomade, da sempre in viaggio: l’erranza è la dimensione del suo spirito teso verso una ricerca inesauribile.

TEATRO INDIA (Sala A) - Lungotevere Vittorio Gassman (già lungotevere dei Papareschi), Roma
Martedì 11 aprile 2017 ore 21

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 684 00 03 11 / 14
Sito web: www.teatrodiroma.net


DEDICATO
Seconda Edizione
diretto da Franco Miseria e da Claudio Porcarelli
condotto da Lorella Cuccarini

Lunedì 10 aprile ’17 alle ore 21,00 al teatro Brancaccio di Roma si svolgerà la Seconda Edizione dello spettacolo “DEDICATO” condotto da Lorella Cuccarini, diretto dal grande coreografo Franco Miseria e da Claudio Porcarelli, fotografo di fama internazionale, fortemente voluto da Tiziana Di Vito, Presidente di “l’ApertaMente”, vuole essere un omaggio a tutte le donne che in ogni parte del mondo subiscono le più disparate violenze
Sul palco si alterneranno, portando la loro testimonianza e il loro contributo , non solo contro il triste fenomeno del femminicidio, che ci vede di gran lunga primi in Europa, ma contro ogni forma di violenza nei confronti delle donne, popolari personaggi del mondo dello spettacolo che si esibiranno come Lino e Rosanna Banfi, Simona Izzo, Giulio Scarpati, Paolo Conticini, Simona Marchini, Mariangela D’Abbraccio, Rossella Brescia, Giusy Versace, Gianni Togni, Cinzia Tedesco, Vittorio De Scalzi, Riccardo Rossi, Sagi Rei e tanti altri grandi artisti che stanno aderendo.
L’ApertaMente è nata con l’intento di promuovere la solidarietà umana al fine di migliorare le condizioni della persona, in un'ottica che valorizzi le pari opportunità per ogni individuo.
I proventi dello spettacolo, infatti, andranno a costituire un fondo* di solidarietà per sostenere il contrasto e l’eliminazione della violenza contro le donne come fenomeno globale attraverso campagne antiviolenza, sostegno e progetti di formazione nelle scuole e nei centri anti violenza e reinserimento di chi ha subito il danno nel mondo del lavoro, nella convinta consapevolezza che senza educazione e informazione non sarà possibile avere un mondo libero dalla violenza di genere.
*La governance del fondo sarà costituita da un Board formato da personalità attive nel mondo del sociale e da una Commissione di Ong impegnate sul tema che supporterà le scelte del Board su indirizzo, strategia, aree di intervento e destinazione dei fondi.
La manifestazione è sostenuta da ONG che combattono per la tutela dei diritti umani a livello internazionale, come Non c’è Pace Senza Giustizia - Amref Health Africa - L.I.D.U. (Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo) - O.N.P.S. (Osservatorio Nazionale Permanente sulla Sicurezza)- Amnesty International - Unicef – Actionaid - Oxfam nonché Differenza Donna – Nosotras.
I biglietti potranno essere acquistati presso il teatro Brancaccio e su tutto il circuito TicketOne.
Se si volesse sostenere il progetto con una donazione, invece, la stessa potrà essere rimessa a mezzo bonifico bancario (con la causale: erogazione liberale) su IBAN IT90Q0510474600CC0450001099 - trasmettendo i dati anagrafici del sostenitore al seguente indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. per l'emissione della ricevuta.
Il Presidente della Repubblica, ha voluto destinare una Medaglia quale suo Premio di Rappresentanza alla seconda edizione dello spettacolo “Dedicato”, che per il suo alto valore sociale ha ricevuto anche il Patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, della Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Patrocinio della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea.

TEATRO BRANCACCIO - Via Mecenate 2, Roma
Lunedì 10 aprile 2017 ore 21.00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06-80687231
Sito web: www.teatrobrancaccio.it


Teatro Eliseo & Saint Louis presentano
SPECIAL GUEST Festival di produzioni originali
KURT ELLING
Rosario Giuliani e la Saint Louis Big Band
diretta da Antonio Solimene

Il “crooner” Kurt Elling special guest della Saint Louis Big Band diretta da Antonio Solimene e arricchita per l’occasione dal sax di Rosario Giuliani in un raffinato repertorio di standard della tradizione jazzistica: da I can't give you anything but love ad April in Paris, da Come Fly with me a Nature boy.

Kurt Elling
Ricca voce baritonale che si estende a quattro ottave, Elling è dotato di stupefacente maestria tecnica e intensa profondità emotiva. Il suo repertorio comprende composizioni originali e moderne interpretazioni di standard, trampolini per l’improvvisazione ispirata, lo scat, la poesia. Erede naturale di pionieri del jazz come Eddie Jefferson, King Pleasure, e Jon Hendricks, Elling ha improvvisato sugli assoli di Wayne Shorter, Keith Jarrett e Pat Metheny. Negli ultimi dieci anni è stato vincitore dei Grammy Awards, del DownBeat Critics Poll ed è stato più volte nominato “Cantante maschile dell’anno” dall'Associazione giornalisti Jazz.

Rosario Giuliani
Talento, una profonda passione per la musica tutta ed una grande tecnica hanno condotto Rosario Giuliani alla ribalta della scena europea ed internazionale. Con disinvoltura riesce a trarre dai suoi sassofoni un fraseggio fluido, allacciandosi con naturalezza ai grandi sassofonisti della storia del jazz. Il musicista colpisce proprio per la sua originalità quasi istintiva, che è facilmente identificabile non solo nell’approccio con gli strumenti, ma anche nella composizione delle partiture. Di rilievo anche il palmarès, che annovera autorevoli riconoscimenti (nel 2010 come miglior sassofonista dell’anno per Musica Jazz; nel 2010 e nel 2013 Jazz It Awards come miglior sax alto). Tante e prestigiose anche le sue collaborazioni nell’ambito del jazz, dove ha avuto modo di affiancare musicisti di valore assoluto quali Charlie Haden, Enrico Pieranunzi, Enrico Rava, Jeff "Tain" Watts, Bob Mintzer, Joe Locke, John Patitucci, Sylvain Luc, Guy Barker e Richard Galliano.

Saint Louis Big Band
La Saint Louis Big Band è una formazione orchestrale che rispetta in pieno la struttura classica della big band ovvero 4 trombe, 5 sax, tromboni, sezione ritmica, 6 coristi. Il repertorio dell’ensemble, di tipo jazzistico, sfiora gran parte delle espressioni e dei cambiamenti che hanno caratterizzato la musica afro-americana fin dall’inizio del secolo scorso, proponendo alcune tra le pagine più belle della letteratura jazzistica orchestrale (Benny Goodman, Duke Ellington, Dizzy Gillespie). Vengono privilegiate le elaborazioni di arrangiatori contemporanei dell’area americana (Sammy Nestico, Don Sebesky, Bob Mintzer). Javier Girotto ha scelto la Saint Louis Big Band per eseguire ed incidere i brani del suo progetto “Escenas en Big Band”.


TEATRO ELISEO - Via Nazionale 183, Roma
Lunedì 10 aprile 2017 ore 21.00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 83510216
Sito web: www.teatroeliseo.com


FLOYDIANA NIGHT
LIVE CONCERT
Una magica notte alla ricerca del pianeta PINK FLOYD
Quando la creatività del rock degli anni ’70 sposa la solennità della musica contemporanea

Prosegue la quinta edizione del Vitala Festival, rassegna filantropica a sostegno della musica e delle arti visive a cura di Fabiana De Rose organizzata in collaborazione con il Teatro San Genesio, nell’ambito della quale mercoledì 12 aprile si svolgerà il nuovo concerto dei Floydiana, Racconti dall’Universo Pink Floyd, a cura di Guido Bellachioma.
In seguito all’esordio di successo ed esibizioni sold out alla Casa del Jazz, in poco tempo i Floydiana hanno ottenuto straordinari consensi che li hanno consacrati tra le novità più interessanti di questi ultimi anni.
Nel 2014, dopo il sold out all’Auditorium dell’Ara Pacis, in occasione della notte dei musei, il gruppo è stato il perno fondamentale degli spettacoli ATOM IN ROME e ATOM FOR ISLAND, mettendo la loro tecnica al servizio della suite orchestrale ATOM HEART MOTHER dei Pink Floyd con altri 60 artisti diretti dal Maestro Piero Gallo (Coro Mavra, Floyd Brass Ensemble e vari violoncellisti), concerti tenutisi al Gran Teatro di Roma, al Musica per i Borghi Festival di Marciano (Perugia) e al Festival dei Conservatori Italiani di Frosinone.
Questa nuova realtà artistica, costituita da musicisti di grande abilità tecnica, si confronta con il mondo dei Pink Floyd in una chiave stilistica da "le radici e le ali", rispettando l'approccio creativo originale ma svincolandosi dalla riproposizione del tributo fotocopia. Un gruppo rock solido e trascinante fuori dai "giochi di ruolo" tipici del mondo "tribute".
“Floydiana vuole sperimentare una nuova dimensione rock per rappresentare al meglio uno straordinario viaggio artistico, che inizia temporalmente nel 1968.
Gli album floydiani, simboleggianti le tappe di questo viaggio, sono quelli che sintetizzano al meglio le complicate sfaccettature del rock degli anni ‘70, ancora vivissimo anche in questo nuovo secolo.
Floydiana è infatti sempre più dedicato alla contaminazione tra l’identità rock della band britannica e la musica di oggi. D’altronde sono universi, non solo sonori, paralleli, persino sovrapposti in alcuni momenti, che vivono della magia di musiche curiose e che si contaminano, pur mantenendo la propria identità.
FLOYDIANA NIGHT è uno spettacolo composito, che si basa sulle emozioni vitali della musica Pinkfloydiana ma rivive il tutto con gli orizzonti aperti del rock progressivo degli anni 70, musica senza ghettizzazioni, che vedeva molti gruppi sperimentare sui confini artistici tra rock, jazz, musica classica, folk, elettronica.
Noi abbiamo rispettato il codice genetico di questa meravigliosa musica con l’inserimento, in alcuni brani, di strumenti non utilizzati dai Floyd (come il flauto o il sax soprano) emozioni vissute in prima persona e abbinate a questi suoni senza tempo, attuali ieri come oggi, non appannati dalla polvere del tempo, anzi, è proprio vero,tutte le generazioni sotto il segno dei Pink Floyd”.

TEATRO SAN GENESIO - Via Podgora 1, Roma
Mercoledì 12 aprile 2017 ore 21.00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06-3223432
Sito web: www.teatrosangenesio.it


L’ASCENSORE
Una produzione Stabile della SITI
A cura di Giorgia Mazzuccato e Maria Beatrice Alonzi
Regia di Giorgia Mazzucato
Scenografia interattiva realizzata dal docente Michele Modafferi insieme agli allievi del Centro di Formazione Cinematografico Nazionale di Roma (Scuola di Cinema sul Set) con Marco Allegretti, Maria Beatrice Alonzi, Paolo Berini, Simone Congedo, Simona Faustino Ventapane, Sara Fraietta, Pasquale Guerrera, Silvana Lagrotta, Maria Teresa Robusto, Viviana Valastro, Mauro Vottari

Come in una Commedia dell'Assurdo del XXI secolo, in cui protagonisti interattivi e decisivi sono gli stessi spettatori, il 13 aprile alla Fonderia delle Arti va in scena in una serata unica L'Ascensore, il nuovo progetto de La Siti - Scuola Internazionale di Teatro all'Improvviso nato dalla fantasia di Giorgia Mazzuccato e Maria Beatrice Alonzi: due tra le più brillanti e talentuose menti creative della scena contemporanea. La prima riconosciuta come tale da maestri come Dario Fo, Paolo Rossi, Paolo Poli e Franca Rame, la seconda definita dall'agenzia stampa internazionale AFP "la digital artist italiana".
Nella sua incredibile quotidianità, l'ascensore è sempre stato protagonista dell'immaginario collettivo come luogo d’incontro e scontro, imbarazzo e catarsi.
“Qualche viaggio insieme su e giù nell'ascensore e la personalità viene fuori meglio che sul lettino di Freud”, scriveva il giornalista Dino Basili, "sognate che Bossi resti incastrato per un'ora e mezza in ascensore con Mike Tyson. E che a Mike Tyson Bossi ricordi uno che l'ha picchiato da bambino", ironizzava Paolo Rossi.
Dopo tante parole, ecco che finalmente, nel 2017, all'Ascensore viene dato lo spazio e il riconoscimento che si merita, diventando unico e reale protagonista della scena con "L'Ascensore" il 13 aprile alla Fonderia delle Arti.
Le conversazioni in ascensore sono fenomeni naturali; si dimentica l’autore, si dicono per non dire niente, si chiudono con l’aprirsi di una porta, ma dove vanno a finire?
C’è un ascensore in scena. Dove porta lo decidi tu.
Al primo piano c’è un medico? Una famiglia con tre figli, di cui uno biondo? O un tatuatore? E al terzo piano? Un prete? Una bisca clandestina? Dove siamo? In un albergo? Siamo in un noto stabile del centro?
Sarà il pubblico seduto comodamente in platea a decidere dove siamo, e dove porta l’ascensore, con quali personalità mettere in relazione gli attori tra loro, vedendoli vivere nella sala d’attesa o nella hall o nell’atrio.
L’ascensore si aprirà su piani, appartamenti e stanze, fino a comprendere tutti i luoghi della dimora umana e la realtà abiterà la scena in uno spettacolo di teatro interattivo, che finirà per somigliare moltissimo a un fenomeno naturale.

FONDERIA DELLE ARTI - Via Assisi 31, Roma
Giovedì 13 Aprile 2017 ore 21
Biglietto ridotto prenotando alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Ingresso riservato unicamente ai soci (tessera associativa 2 euro)


Andrea Pucci
IN... TOLLERANZA ZERO
di Andrea Baccan
collaborazione ai testi Daniele Ceva e Raffaele Skizzo

Quando Pucci deve aprire una porta e non trova le chiavi, non perde tempo a cercarle, sfonda la porta con un calcio! Il rumore che genera non è il tipico “crash” del legno che si rompe ma è quello di una fragorosa risata.

IN…TOLLERANZA ZERO, il nuovo spettacolo in cui Andrea Baccan, (in arte PUCCI), rende esilarante la fatica di vivere di chi, a 50 anni, si trova ad interagire con nuove e incomprensibili mode, nuove tecnologie, con la scuola della figlia e le devastanti e dispendiose attività extrascolastiche senza tralasciare gli acciacchi del mezzo secolo che si porta sulle spalle, costretto ad esami clinici ed esercizi fisici, per rimanere vitale in un mondo dove sono diventate indispensabili cose fino a poco tempo fa inutili e ridicole.

L’attore comico italiano con i ritmi più incalzanti e l’energia a “ciclo continuo”, evita la satira politica, preferendo quella di costume, la quotidianità è l’argomento centrale:

“Non tollero quando vai in pizzeria a prendere le pizze da portare a casa agli amici: sei lì da solo e ordini 3 Margherite, 2 quattro stagioni, 1 coi funghi e 3 Napoli e il pizzaiolo ti fa: "Da portare via?" - "No, me le mangio tutte io! guardi da bere solo un bicchiere d'acqua!"
“Non tollero quando vai in aeroporto, al banco del check-in consegni due biglietti e l'impiegata ti fa: "Siete in due?" - "No siamo in 38, adesso arriva il pullman!"

IN….TOLLERANZA ZERO Andrea Pucci sfonda le assurde porte che bisogna superare ogni giorno per tornare a casa sani e salvi a colpi di un “intolleranza” dalla comicità energica e devastante.

TEATRO BRANCACCIO - Via Mecenate 2, Roma
Mercoledì 12 aprile 2017 ore 21.00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06-80687231
Sito web: www.teatrobrancaccio.it


Ancora in scena

EMILIA
scritto e diretto da Claudio Tolcachir
con Giulia Lazzarini (Emilia), Sergio Romano (Walter), Pia Lanciotti (Carolina), Josafat Vagni (Leo), Paolo Mazzarelli (Gabriel)
scene Paola Castrignanò
costumi Gianluca Sbicca
luci Luigi Biondi
regista collaboratrice Cecilia Ligorio
Produzione Teatro Di Roma - Teatro Nazionale

Grande ritorno al teatro di Giulia Lazzarini, protagonista, nei panni di Emilia, del testo scritto e diretto dall’estro della scena argentina Claudio Tolcachir, che ci accompagna nel cuore più torbido e commovente di una famiglia.
La disconnessione tra le persone e la presenza di amore incondizionato, che resiste al tempo e allo spazio, sono alla base della drammaturgia di Emilia, un ritratto di famiglia con tragico segreto e identità ferite, in prima nazionale dal 25 marzo al 23 aprile sul palcoscenico dell’Argentina. Una produzione Teatro di Roma che vede protagonista Giulia Lazzarini, una delle attrici italiane più amate e apprezzate di sempre, nel ruolo di una balia che dopo anni rincontra il bambino che aveva allevato, determinando la fuoriuscita di quei frammenti del passato che spargeranno scariche elettriche sul terreno già crepato delle apparenze e dei sorrisi, rimettendo in discussione ogni cosa.

«Emilia nasce il giorno del quarantesimo compleanno di mio fratello: ero andato a prendere in macchina la donna che per tutta la nostra infanzia era stata la mia tata – racconta il regista Claudio Tolcachir – Non la vedevo da anni. In quel viaggio ha tirato fuori molte storie, aneddoti, memorie e ricordi che mi parlavano di un amore intatto. Immenso, incondizionato. Sembrava che ai suoi occhi tutte quelle cose fossero successe pochi giorni prima. Iniziai a pensare a quanto certe relazioni siano sbilanciate; a cosa succede a tutte quelle persone che dedicano la loro vita a prendersi cura di una famiglia nel momento in cui non c’è più bisogno di loro; a cosa resta nelle loro vite; a quale sia la responsabilità nei loro confronti. Emilia parla di loro, dello “staccamento” tra persone che a volte cerchiamo di placare con uno smalto di solidarietà superficiale. Ecco, il personaggio di Emilia ha bisogno di prendersi cura degli altri. È ciò che la mantiene in vita».

Emilia è stata la bambinaia di Walter. Dopo vent’anni di lontananza, i due si incontrano e il ragazzo, ormai uomo in carriera, la introduce nel suo contesto familiare, date le difficoltà economiche che quest’ultima sta attraversando. Walter (Sergio Romano) la invita a casa per presentarla alla sua famiglia. Emilia conosce Carol (Pia Lanciotti), la donna che ha sposato, e Leo (Josafat Vagni), il figlio che lei ha avuto dal precedente matrimonio con Gabriel (Paolo Mazzarelli). Sembrano tutti felici, ma è solo apparenza. Poco a poco scopriamo, attraverso i ricordi di Emilia, quanto Walter fosse difficile da bambino. E parallelamente iniziano ad apparire crepe profonde nella sua famiglia ed è sempre più evidente come le strutture emotive dell’infanzia di Walter interferiscono sulla sua vita, scoprendolo un uomo violento e aggressivo, geloso all’inverosimile.

Claudio Tolcachir scrive e dirige una storia di legami contrastati e di apparenze familiari che celano inquietanti segreti. Alternando dramma e commedia, Emilia è un’analisi sul rapporto tra realtà vissuta e il filtro della “memoria” con cui i ricordi meno piacevoli vengono cancellati o edulcorati. Ma è anche la decostruzione della famiglia, sulle cui quotidianità rassicuranti preme come un’ombra funesta il rumore della verità. Lo spazio scenico è un ring di coperte e casse di un trasloco. Siamo nella mente di Emilia, catapultati in una casa che diventa un carcere, uno spazio simbolico e funzionale all’amore, che contiene insieme tutti i personaggi e allo stesso tempo li divide, li protegge, li imprigiona.

Nella storia presente, passato e futuro si compenetrano vicendevolmente, le cose accadono e si narrano allo stesso tempo. Emilia subentra nella nuova complicata famiglia di Walter parlando al pubblico e raccontando la sua storia, mentre gli altri personaggi agiscono dietro, e quando sembra che non la vedano, la includono nei loro dialoghi. Gli avvenimenti vengono svelati poco alla volta, con mistero, generando la sensazione che in qualsiasi momento la precaria fragilità familiare possa sgretolarsi all’improvviso. «Il mondo è doloroso e per questo motivo alle volte ci disconnette da quanto ci fa male. Se non lo facessimo sarebbe impossibile vivere – continua Tolcachir – Ho l’impressione che oggi la disconnessione dall’altro, da quanto gli altri vivono e sentono, sia fortissima. Viviamo nella necessità di trovare pace e per questa ragione sentiamo di doverci allontanare dal dolore altrui. A volte anche dell’amore che gli altri possono provare per noi». Una pièce che parla di amore e delle sue differenti forme e deformazioni. Un sentimento che sa di rinuncia, di possesso, di colpa, di gratitudine, e di quella paura che provoca l’idea di perderlo. Tutti i personaggi parlano in qualche modo dell’amore, pur non riuscendo mai a riferirsi alla stessa cosa.

Emilia è una storia che non trascorre tra le parole, ma dal corpo degli interpreti e dalle emozioni che palpitano sotto le loro voci e dietro i loro occhi. Un vortice di sentimenti per uno spettacolo commovente e magnetico, con cui Claudio Tolcachir dà ancora una volta l’esempio che il teatro, come diceva Stanislavsky, può catturare l’anima, rendere più sensibili, più vulnerabili, pervasi da emozioni. «Mi interessa che il teatro sia vivo – conclude il regista – mi piace pensare al teatro come fosse una partita di football e per far ciò fondamentali sono gli attori, e l’ascolto con gli attori. L’importante è che ogni cosa che succeda in scena sia attraversata dalla verità e che il regista riesca a sparire dalla scena e a far sembrare tutto una casualità».

TEATRO ARGENTINA - Largo di Torre Argentina 52, 00186 Roma
Dal 25 marzo al 23 aprile 2017
Orari spettacolo: prima ore 21, martedì e venerdì ore 21, mercoledì e sabato ore 19, giovedì e domenica ore 17, 1 aprile ore 17, lunedì riposo, dal 14 al 18 aprile riposo

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 684 00 03 11 / 14
Sito web: www.teatrodiroma.net


DESTREZZA
di Remo Pannain
con Bob Noceti
regia Sergio Bustric
lo spettacolo di prestigio con orchestra dal vivo
e con la partecipazione di Eliana De Siena e Cristina Cardillo
testi Remo Pannain
musiche originali Mario Dovinola

Torna esclusivamente a Roma la grande magia dal vivo di Supermagic con il nuovo spettacolo Destrezza, un viaggio indietro nel tempo alla scoperta delle illusioni che hanno fatto la storia della magia, un’occasione unica per vivere le coinvolgenti atmosfere dei grandi varietà con l’orchestra dal vivo, un imperdibile spettacolo di illusionismo con il maestro prestigiatore Bob Noceti: il primo campione italiano di magia.
Destrezza è uno spettacolo di illusioni, di indimenticabili sorprese e di momenti straordinari, un sapiente mix di divertimento, di stupore e di attimi di tensione, è la testimonianza della storia di un incanto. Il protagonista, lo straordinario Bob Noceti, dopo aver dedicato tutta la vita a perfezionare le difficili tecniche della prestigiazione, approda alla sensazionale scoperta di poter realizzare le sue illusioni senza nessuna manipolazione: è diventato un Mago, con la certezza che niente è impossibile.
Manipolazione, prestigiazione, mentalismo e grandi illusioni, si mescolano sulla scena per dar vita ad uno degli spettacoli più magici di sempre. Destrezza, diretto da Sergio Bustric e con i testi di Remo Pannain, creatore e produttore di Supermagic, con musiche originali di Mario Dovinola suonate dal vivo da una band di quattro elementi, porta in scena la perfetta atmosfera dell'incanto, ma anche della tensione e del divertimento. Destrezza è uno spettacolo per tutti, pensato per risvegliare il senso di meraviglia e far sognare gli adulti, ma anche per coinvolgere e affascinare i bambini.

TEATRO SALA UMBERTO - Via della Mercede 50, Roma
Dal 4 al 16 aprile 2017
Orario spettacoli: martedì, giovedì e venerdì ore 21, mercoledì ore 17, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17
Biglietti: da 32€ a 23€

Info e prenotazioni: telefono 06 6794753
Sito web: www.salaumberto.com


SE FOSSI FICO
di Clelio D’Ostuni, Daniele Locci, Daniele Trombetti
con Sara Baccarini (Beatrice), Ilario Crudetti (Maurizio), Clelio D’Ostuni (Mimmo), Daniele Locci (Walter), Roberta Marcucci (Amelia Bonomo), Daniele Trombetti (Fabio)
Scene Ferruccio Caridi - Aiuto regia Davide Macaione
Regia Daniele Trombetti

"Se fossi fico" è una favola d'amore contemporanea in cui, al posto della solita rivisitazione di Cenerentola, troviamo come protagonista un controverso Cenerentolo: Fabio, perdigiorno fannullone che vive a carico dei suoi due amici e coinquilini che lo mantengono per affetto.
Un giorno, in uno studio legale in cui si trova per caso, Fabio incontra Beatrice: un fiore luminoso e solare che fa la segretaria per Amelia Bonomo, perfida avvocatessa perfida che vuole bene solo a suo figlio Maurizio, un disadattato goffo e segretamente innamorato della bella Beatrice.
Appena Fabio vede Beatrice scocca il colpo di fulmine, ma lui sa benissimo di non essere il principe azzurro ideale: povero e neanche bello, si accontenta di guardarla da lontano. I suoi inseparabili amici - un gatto e una volpe che agiscono al contrario, e cioè per proteggere l'indifeso Fabio - lo convincono a farsi avanti mettendo in atto un semplice piano: dargli una ripulita, inventare per lui una nuova identità, insomma fornirlo di un'immagine attraente che gli consenta di farlo partecipare al gran ballo dell'amore.
Il piano sembra funzionare, se non fosse per qualche falla qua e là dovuta anche al background degli inventori di questo imbroglio: Mimmo è una guardia giurata dai modi gretti che lavora principalmente di notte ed è sempre alla ricerca dell’attimo giusto per recuperare le forze; mentre Walter è un commesso di un negozio di abbigliamento che ancora deve confessare agli amici la sua omosessualità.
La cattiva Amelia Bonomo sarà la prima a mangiare la foglia e ricatterà i tre ragazzi minacciando di denunciarli per truffa, spinta forse anche dal desiderio di proteggere quel buono a nulla di suo figlio che sfoga tutte le sue frustrazioni in fumetti e cartoni animati sognando di sposare un giorno la dolce Beatrice. Ce la farà Fabio a confessare la verità? E Beatrice riuscirà a perdonarlo? Il figlio goffo da che parte si schiererà? E l'amore davvero trionfa su tutto?
Una commedia brillante, che a tratti toglie il respiro dalle risate, ma che lascia anche spazio alla riflessione del combattere la pigrizia, per un vero cambiamento alla ricerca del proprio valore.

TEATRO DE’ SERVI - Via del Mortaro 22, Roma
Dal 4 al 23 aprile 2017
Biglietti: platea 22€ - galleria 18€
Orario spettacoli: da martedì a venerdì ore 21 – sabato ore 17.30 e 21 – domenica ore 17.30 – lunedì riposo

Info e prenotazioni: telefono 06-6795130
Sito web: www.teatroservi.it


Federica Cifola in
MAMMA…ZZO E RITORNO
di Federica Cifola e Marco Terenzi
grafica e aiuto regia: Massimiliano Papaleo
trucco speciale video: Adriano Carboni
foto locandina: Gianni Martini
arredo scenico: Galleria Bosi
regia Marco Terenzi

Federica Cifola dopo averci spiegato in “Mamma…zzo” quanto meraviglioso sia diventare madre a 40 anni, in “Mamma…zzo e ritorno” ci parla di quanto meraviglioso sia crescere i propri figli.
Perché ormai una volta fatti, i figli te li tieni… purtroppo, pare brutto abbandonarli davanti ai conventi come tanto tempo fa.
E si passa dalla nausea per la gravidanza, alla nausea per le loro domande.
Mamma che significa principe azzurro?
Mamma che significa acido ialuronico?
Mamma che significa vegano?
Significa che mamma è vecchia e quindi: non mangia carne per paura del colesterolo, ha le rughe e si mette la crema sennò il principe azzurro, che sarebbe papà, scappa con una compagna di classe tua!
A quest’ora mamma, non doveva essere mamma… doveva essere nonna!
E inizi a pensare come tua nonna: in che mondo lascio i miei figli?
Inizi ad aver paura del futuro e diventi improvvisamente ecologista vegana e Renziana.
Vuoi fare per il pianeta, in due settimane, quello che al WWF non è riuscito per 100 anni!
Leggi le etichette dei prodotti!
Guardi Report tutte le domeniche!
Il futuro, che per te era al massimo, “che smalto metto stasera?” diventa importantissimo.
Insomma dal peso della pancia al peso delle responsabilità.
A tutto questo deve pensare una madre quando va a dormire… sempre che riesca a dormire!!!

TEATRO 7 - Via Benevento 23, Roma
Dal 4 al 13 aprile 2017
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00; domenica ore 18.00
Biglietti: € 24,00 - € 18,00 (prevendita compresa)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 442.36.382
Sito web: www.teatro7.it


COMING OUT
La vera storia di Andy e Norma
Interpreti: Alessandro Catalucci, Tania Benvenuti e Paolo Tommasi
Regia: Alex Tanpaul
Aiuto Regia: Marco Ambrosia
Scenografia: Brando Falorsi
Disegno Musicale: Christian Marras

La compagnia professionista de ‘I Soliti Quattro’ è orgogliosa di presentare, all’interno della stagione del Teatro Hamlet, una commedia originale ed attualissima, Coming Out, che si ispira alla celebre piece di Neil Simon, Andy e Norman, che in questo caso diventano Andy e Norma.
Coming Out, è una commedia degli equivoci, dal ritmo incalzante e appassionante, che fra risate e gag fa riflettere anche sulla difficoltà di riconoscersi per quello che si è, di fare outing e di guardare in faccia i propri sentimenti. Un triangolo amoroso fuori dagli schemi classici raccontato però come una classica sit-com statunitense. A Londra un dandy squattrinato e la sua amica scrittrice, ma senza ispirazione, condividono l’appartamento e le vicissitudini della vita. Sembra tutto scritto, ma cosa succede se la scrittrice si innamora di un principe azzurro assai diverso da quello che aveva in mente? E se il principe azzurro si accorgesse di essere meno azzurro e molto più glitterato? E se l’amico della principessa fosse anche lui una principessa rinchiuso a sua volta in un castello? Insomma, l’amore salverà qualcuno dalla torre, ma niente sarà come previsto!

TEATRO HAMLET - Via Alberto da Giussano 13, Roma
Dal 6 al 16 aprile 2017, dal giovedì alla domenica
Giovedì, venerdì e sabato ore 21.00, domenica ore 18.00
Biglietti: Intero 12 euro (+ 2 euro tessera annuale teatro) Ridotto 10 euro (+ 2 euro tessera annuale Teatro

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06-94 84 24 63
Sito web: www.teatrohamlet.it


IL SOGNO DI NIETZSCHE
di Maricla Boggio
con Ennio Coltorti, Jesus Emiliano Coltorti e Adriana Ortolani

“Il fatto che la vita sia dolore non giustifica che si viva prigionieri della compassione. Il coraggio consente di trasformare il passato in un nuovo inizio”
In mezzo a un turbine di affermazioni filosofiche e di teorie, ciò che caratterizza la persona Nietzsche è il forte impulso alla vita e talvolta il prevalere dei sentimenti rispetto alla ragione quando si tratta della propria esistenza e non della filosofia.
È da questa dimensione del personaggio che si sviluppa il testo teatrale, attraverso le vicende che lo vedono agire, amare, soffrire e reagire alla sofferenza, fisica e sentimentale mediante lo sforzo smisurato e vincente della sua genialità intellettuale.
Nell’evolversi del personaggio hanno parte determinante due referenti, Lou Salomè e Paul Rée. Tenuto conto dei mutamenti di costume - il loro rapporto fu allora considerato singolare: un triangolo di amici che vogliono condividere alla pari, al di là del sesso, la passione per lo studio;
Lou Salomé è un’interprete sensibile delle riflessioni più profonde di Nietzsche. L’intesa fra i due in un’epoca in cui le donne sono confinate all’ambito familiare, è perfetta. Ma Lou intende realizzarsi attraverso lo studio in una sorta di paritaria collaborazione non sbilanciata da rapporti sessuali. Il progetto è assecondato da Paul Rée, scrittore di vivace personalità, il cui amore rimane segreto per non contrastare la volontà dell’amica. I pregiudizi dell’epoca però, la stessa moralità borghese che Nietzsche combatte, e la reiterata volontà del filosofo di convincere Lou ad essere sua moglie, vanificano il progetto
Personaggio grandioso nella sofferenza e nella creazione intellettuale, Nietzsche si ritrae dal sogno di una vita in cui trovino spazio i sentimenti e prosegue nel cammino che giunge fino a noi, fra alterne fasi di lucidità e disperazione, dal felice momento di equilibrio della stesura dell’”Ecce homo” ai vaneggiamenti confortati dalle piccole soddisfazioni quotidiane del soggiorno torinese, e pare sprofondare in una follia che forse è un’intuizione delle potenzialità che può avere l’essere umano, di essere tutto e niente.
(Maricla Boggio)

TEATRO STANZE SEGRETE - Via della Penitenza 3, Roma (Trastevere)
Dal 4 al 30 aprile 2017

Info e prenotazioni: telefono 066872690 - 3889246033
Sito web: www.stanzesegrete.it


IL SEGRETO DELLA VITA
Rosalind Franklin
di Anna Ziegler
con Asia Argento e Filippo Dini
e con (in ordine alfabetico) Giulio Della Monica, Dario Iubatti, Alessandro Tedeschi, Paolo Zuccari
Scene Laura Benzi
Costumi Andrea Viotti
Luci Pasquale Mari
Musica Arturo Annecchino
Ideazione e Realizzazione video Claudio Cianfoni
Dramaturg Nicoletta Robello Bracciforti
Regia Filippo Dini
Produzione TEATRO ELISEO

Il dono di una grande donna alla scienza e all’umanità

La grande Storia, la scoperta della struttura del DNA e il piccolo straordinario racconto degli ultimi anni di vita della scienziata Rosalind Franklin.
Ci troviamo di fronte ad uno degli avvenimenti più sconvolgenti e controversi nella storia del pensiero e delle conoscenze scientifiche.
Tutta l’umanità si inchina e si compiace in un unico trionfale applauso nei confronti dei grandi scienziati che sono riusciti a decifrare quello che comunemente era definito “il segreto della vita”.
La vicenda tuttavia fu tutt’altro che epica e nobile.

Note di regia
La grande Storia, la scoperta della struttura del DNA e il piccolo straordinario racconto degli ultimi anni di vita della scienziata Rosalind Franklin. Ci troviamo di fronte ad uno degli avvenimenti più sconvolgenti e controversi nella storia del pensiero e delle conoscenze scientifiche. Tutta l’umanità si inchina e si compiace in un unico trionfale applauso nei confronti dei grandi scienziati che sono riusciti a decifrare quello che comunemente era definito “il segreto della vita”. La vicenda tuttavia fu tutt’altro che epica e nobile. I personaggi coinvolti in questa scoperta furono molti, tutti scienziati autorevoli che collaborarono in diverse fasi alla stessa ricerca, ma che furono vittime e carnefici, a seconda delle alterne fortune, delle reciproche invidie e desideri di riscatto personali.
Tutti lottarono per avere un personale posto di rilievo nella Storia, ognuno con le proprie capacità e spinto da personali motivazioni, talvolta anche nobili, ma sempre e comunque a discapito del sesto personaggio di questa storia, dell’unica donna di questa favola, una donna meravigliosa e detestabile, una persona limpida e contradditoria, ambiziosa e vigliacca, insomma una donna fuori dalle umane catalogazioni e impossibile da raccontare: Rosalind Franklin. Il testo si avvolge proprio come una doppia spirale intorno a lei, intorno alle sue brutture e alla sua grazia. Il suo merito fu quello di fotografare un campione di DNA con una tecnica delicatissima e complessa che sfruttava la diffrazione a raggi X. In particolare, la fotografia numero 51, riuscì a immortalare in modo più nitido la X della doppia elica del DNA. Un grande dono che Rosalind fece alla scienza, all’umanità e a sé stessa. L’ambiziosissimo James Watson, con la complicità del suo collega Francis Crick, sfruttò la fotografia per costruire un modellino del DNA, passare alla storia come il vero responsabile della “grande scoperta” e vincere anche il Nobel, nove anni dopo, quando ormai la povera Rosalind era già prematuramente scomparsa all’età di 37 anni.
Nel corso della pièce, i personaggi saltano continuamente da un presente, che non è definito, ad un passato, che è quello del ricordo, quello delle “scene”, in cui la Storia della scoperta del DNA si interseca con la storia di Rosalind. Le scene, quindi, si alternano con i commenti e le dissertazioni dei personaggi al presente, in un continuo susseguirsi di immagini che risultano distorte, non verosimili o non coerenti a giudizio della nostra logica educata, ma che inevitabilmente contribuiscono ad arricchire e a comporre quel film o quel sogno che lentamente si srotola sereno e perfettamente compiuto nella nostra mente.
(Filippo Dini)

TEATRO ELISEO - Via Nazionale 183, 00184 Roma
Da martedì 28 marzo a domenica 16 aprile 2017
Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00, mercoledì e domenica ore 17.00
Biglietti: prezzi da 25 € a 40 €

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06.83510216
Biglietteria on-line www.teatroeliseo.com e www.vivaticket.it
Sito web: www.teatroeliseo.com


WASHINGTON SQUARE
(Storie Americane)
uno spettacolo di Giancarlo Sepe
ispirato al romanzo di Henry James

Lo spettacolo, presentato dalla Compagnia Orsini in collaborazione con la Compagnia del Teatro La Comunità diretta da Giancarlo Sepe, è interpretato da Sonia Bertin, Marco Imparato, Silvia Maino, Pietro Pace, Emanuela Panatta, Federica Stefanelli, Guido Targetti, Adele Tirante e con Pino Tufillaro. Le scene e i costumi sono di Carlo De Marino, le musiche sono a cura di Davide Mastrogiovanni e Harmonia Team, il disegno luci è di Guido Pizzuti.
Washington Square con il sottotitolo Storie Americane è, nello spettacolo di Sepe, un pamphlet dedicato alla lotta delle donne americane per ottenere la parità dei diritti. Un viaggio al femminile nella storia americana tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento.
Al centro della storia Catherine Sloper, minuta, insignificante e scialba di cui il padre, famoso medico della città, ne soffre le pochezze intellettuali e caratteriali, e che malvolentieri si trascina dietro per feste e balli.
In un ballo appunto la ragazza incontra Morris un bel ragazzo che si dice innamorato e pronto a sposarla. Il dottor Sloper si oppone energicamente, sicuro che il giovane sia più attratto dal suo patrimonio che dalla bellezza della figlia, inesistente.
Si scontra però con l’ostinazione di Catherine che cerca di sposare consapevolmente l’uomo "sbagliato", per esercitare il proprio diritto all’autodeterminazione, contro il parere dell'integerrimo padre e contro la società perbenista e puritana dei salotti “bene” di una New York tra la guerra di secessione e i primi anni Venti.
In Storie Americane, le vicende della più che benestante famiglia Sloper, si incastonano con quella delle famiglie che, emigrate dall’Europa, hanno creato il Nuovo Mondo, sopportando ogni tipo di disagio e di lotta per arrivare ad ottenere una terra e creare il loro futuro.
La scena è quella di una sala del museo cittadino dove le storie si dipanano tra cerimonie, matrimoni, funerali, nascite, esecuzioni, e feste nazionali, manifestazioni di suffragette, canzoni e ballate, in un susseguirsi di visioni del pensiero e della realtà cittadina, che al pari della storia della famiglia Sloper, si racconta tra solennità religiose e balli, agnizioni (l’apparizione dei familiari defunti) e romanze musicali, tutti alle prese con la nuova società americana: ingenua, puritana e violenta.
“James è uno scrittore essenziale e cattivo, che condanna senza ascoltare ragioni o alibi, egli fa dei sentimenti dei veri e propri mostri che popolano la mente dei suoi personaggi e gli ambienti dove essi vivono. James non concede tregua ai nostri sentimenti che hanno voglia di raccontarsi, invece che essere liquidati con piccole esternazioni cupe e cattive (come fa il dottor Sloper), egli non concede spazi alla festa dell’amore, la chiude invece in una esperienza di morte da cui non riesce più a liberarsi, una morte fatta di silenzi e di remissione dei peccati, quelli di sopravvivere a chi non c’è più. Si dice sempre che quelli che vanno via sono i migliori, allora quelli che restano non contano nulla, sono innocue figure fatte di dabbenaggini e di animi popolari che non amano le raffinatezze. Resta un’America che si celebra pensando però più ai morti che ai vivi” (Giancarlo Sepe)

TEATRO LA COMUNITA’ - Via G. Zanazzo 1, Roma
Dal 30 marzo al 7 maggio 2017
Orario spettacoli: giovedì, venerdì e sabato ore 21, domenica ore 18
Biglietti: Intero € 15,00 - Ridotto €10,00 (Tessera associativa € 3,00)

Info e prenotazioni: telefono 06 581 7413 - 329 167 7203, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrolacomunita.com


AFTER THE END
di Dennis Kelly
Regia di Enzo Masci
con Tommaso Arnaldi e Claudia Genolini

Erano tutti in un pub quando c’è stata l’esplosione. Louise si è appena risvegliata per trovarsi chiusa in un rifugio antiatomico con Mark, l’uomo che le ha salvato la vita. I suoi amici dicevano che fosse un paranoico ma, in fondo, Mark sapeva cosa fare quando alla fine è successo. Adesso tutto quello che possono fare è aspettare, chiusi nel rifugio con cibo in scatola, una radio che non cattura alcun segnale e un coltello. Ma l’assenza di qualsiasi contatto con l’esterno e la costrizione in uno spazio fuori dal tempo, senza più regole né schemi sociali, disintegrano la relazione fra le personalità opposte di Mark e Louise in una brutale e agghiacciante lotta per il potere.
Sono sopravvissuti all’attacco.
Riusciranno a sopravvivere a loro stessi?
Con un finale a sorpresa, l’opera più penetrante di uno dei più acclamati drammaturghi inglesi dell’ultimo decennio esplora le paure della nostra società e le mette a confronto nei loro estremi distorti attraverso uno scenario da incubo ma terribilmente plausibile.

TEATROINSCATOLA - Lungotevere degli Artigiani 12, Roma
Dal 30 marzo al 15 aprile 2017

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 347.6808868 - 340.5573255
Sito web: www.teatroinscatola.it


Pietro Longhi e Gabriella Silvestri in
LA NOTTE DELLA TOSCA
di Roberta Skerl
con Annachiara Mantovani Alida Sacoor
e con Pierre Bresolin
scene LolloZolloArt
costumi Lucia Mariani
musiche a cura di Eugenio Tassitano
regia Silvio Giordani

La notte della Tosca è la storia di tre infermiere ausiliarie di una casa di cura per lungodegenti che, da un giorno all’altro, ricevono una lettera di licenziamento. Anna ha il marito in cassa integrazione, Linda è al terzo mese di gravidanza e Ivana vive con i due figli da mantenere. Annientate dalla notizia, precipitano nella disperazione e nella rabbia. A suggerire come far sentire la loro voce è Oscar, un paziente della casa di cura, amante di Puccini ed ex-sindacalista delle Ferrovie dello Stato, che spiega alle tre che devono compiere un gesto eclatante: se vogliono riavere un lavoro, devono andare in televisione a raccontare la loro storia. Anzi, è la televisione che le deve raggiungere!!! E così, Oscar nonostante sia costretto a vivere sulla sedia a rotelle, sente riaccendersi il fuoco della lotta, che lo ha accompagnato per tanti anni nel passato, e trascina le tre verso l’avventurosa protesta sulla terrazza di Castel Sant’Angelo……
Una pièce divertente, e commovente, dove l'autrice Roberta Skerl affronta con delicatezza, sensibilità e ironia, il tema scottante della perdita del lavoro, condizione sempre più frequente che coinvolge sempre più da vicino, ma che ci fa continuare a desiderare e sognare un futuro migliore.

TEATRO MANZONI - via Monte Zebio 14/c, Roma
Dal 23 marzo al 16 aprile 2017
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21 sabato ore 17-21 domenica ore 17.30, lunedì riposo. Martedì 11 aprile ore 19, giovedì 13 aprile ore 17 e ore 21. Biglietti: intero euro 25, ridotto euro 22.

Info e prenotazioni: telefono 06-3223634
Sito web: www.teatromanzoni.info


Sebastiano Somma e Augusto Zucchi in
TANGENTOPOLI
di Vincenzo Sinopoli e Andrea Maia
con Morgana Forcella, Roberto Negri, Danilo Giannini
regia Andrea Maia

La storia si ispira ai fatti di Tangentopoli e ai processi che ne seguirono per soffermarsi sulla figura di Bettino Craxi e Antonio Di Pietro.
Si immagina che Craxi, ritorni a Milano da Hammamet, per presentarsi davanti al tribunale di Milano dove trova a sostenere l’accusa il Dott. Di Pietro.
Lo spettacolo inizia con l’arrivo in tribunale di Bettino Craxi per soffermarsi sul serrato interrogatorio da parte di Antonio Di Pietro.
Cosa gli avrebbe chiesto Di Pietro? E Craxi? Cosa avrebbe risposto se davvero fosse tornato?
Nell’aula del tribunale si assiste così all’incontro scontro tra i due. Incontro che diventa anche confronto umano, privato, tra due personalità forti. Craxi non più leader carismatico, per anni padrone incontrastato della scena politica, ma uomo provato dalla malattia e dalla terribile esperienza giudiziaria, che non rinuncia però a difendersi. Di Pietro che seppur determinato ad ottenere la sua condanna, che nell’immaginario collettivo è diventata la condanna della prima Repubblica, si trova anche lui indagato a Brescia dove nei suoi confronti sono aperte più di trenta inchieste tanto da determinarsi a lasciare la magistratura.
Lo spettacolo è una realistica ricostruzione di un’immaginaria “ultima udienza” del processo a Craxi. Lo spettatore, sarà coinvolto emotivamente in un gioco poetico dove nessuno è mai né completamente colpevole né completamente innocente.
Sullo sfondo la storia di una difficile transizione dalla prima alla seconda Repubblica e l’amara constatazione che quel fenomeno, lungi dall’essere stato estirpato, continua a rappresentare il problema centrale di una morente seconda Repubblica.
Sebastiano Somma veste i panni del PM Antonio Di Pietro e Augusto Zucchi quelli dell’ex segretario del partito socialista e ex Presidente del Consiglio dei Ministri Bettino Craxi.
Sul palco con loro Morgana Forcella interpreta l’avvocato della difesa di Craxi, Roberto Negri il giudice, Danilo Giannini è il narratore.
“Tangentopoli” è il lavoro teatrale che ricorda gli avvenimenti che hanno segnato la storia italiana e contribuito in maniera sostanziale a dividere la storia recente del nostro paese tra prima e seconda Repubblica.
Sono passati esattamente 25 anni da quel febbraio del 1992 quando con l’arresto di Mario Chiesa, ebbe inizio l’inchiesta Mani pulite, che poi sfociò in Tangentopoli, condotta da un pool di magistrati della procura milanese che portò alla luce la corruzione del sistema politico italiano, dei partiti di maggioranza Dc e Psi e ai processi che ne seguirono e che vide tra gli imputati tanti uomini di spicco dell’economia e della politica italiana.
Una vicenda che ha influenzato e che ancora influenza la cronaca politica e giudiziaria dei nostri giorni e che vede ancora in auge molti dei protagonisti tra politici, imputati e magistrati.
Due sono sicuramente gli uomini simbolo di quell’inchiesta e di quel periodo storico. Bettino Craxi, segretario del PSI dal 1976 al 1993 e Presidente del Consiglio italiano dal 1983 al 1987. Antonio Di Pietro che ha fatto parte del pool di Mani pulite come sostituto procuratore della repubblica presso il tribunale di Milano
Nella pièce Antonio Di Pietro è interpretato da Sebastiano Somma, mentre Augusto Zucchi veste i panni di Bettino Craxi, Morgana Forcella è l’avvocato difensore di Craxi, Roberto Negri il presidente di giuria.

TEATRO GOLDEN - Via Taranto 36, 00182 Roma
Dal 21 marzo al 16 aprile 2017
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00, domenica ore 17.00, lunedì e mercoledì riposo
Biglietti: intero € 26,00 + € 4 di prevendita; ridotto € 22,00 + € 3 di prevendita

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06.70.49.38.26
Sito web: www.teatrogolden.it


Articolo di: Isabella Polimanti

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