SaltaInTeatro - l’agenda teatrale romana, settimana dal 1 al 7 maggio

Scritto da  Domenica, 30 Aprile 2017 

Nell’ambito della rassegna Ritratto d’Artista il Teatro di Roma dedica una personale alla regista Lucia Calamaro. Al Teatro India presenterà un trittico del suo percorso creativo. Si comincia con LA VITA FERMA, una intensa e profonda riflessione sul dolore e sul ricordo “reinventato” di chi non c’è più.

L’impossibilità di conoscere il passato è il fulcro attorno a cui si misurano i personaggi di OLD TIMES Vecchi Tempi, intensa drammaturgia di Harold Pinter in scena al Teatro dei Conciatori con la regia di Michael Rodgers.

La travolgente comicità di Barbara Foria, diretta da Claudio Insegno, sarà in scena al Teatro Sala Umberto. VOLEVO UNA CENA ROMANTICA…E L’HO PAGATA IO è uno spettacolo esilarante che analizza con pungente umorismo ed autoironia i rapporti di coppia, nel percorso che va dall’inizio della storia d’amore fino al divorzio.

Attesissimo il ritorno di Massimo Ranieri al Teatro Sistina. Dopo il successo delle scorse stagioni torna SOGNO E SON DESTO…IN VIAGGIO, uno spettacolo di musica e teatro, con novità e sorprese, dedicato agli ultimi e ai sognatori.

Buona musica anche al Teatro Vascello nello spettacolo-concerto dedicato all’opera musicale di Francesco Guccini. GUCCIO! da un’idea di Giuseppe Gandini e Roberto Manuzzi, con le canzoni eseguite dal vivo da Marco Morandi, Luca Longhini e Roberto Manuzzi.

Ancora in scena al Teatro De’ Servi una commedia imperdibile. NON RUBATECI I SOGNI, scritto, diretto e interpretato da Bernardino de Bernardis è una commedia brillante ed emozionante, un inno al diritto di sognare. Uno spettacolo che con leggerezza e grande efficacia tratta il difficile tema del riscatto. In scena insieme a Bernardino de Bernardis e ad Angela Ruggiero un cast di attori giovani e talentuosi. Consigliatissimo!

Tutti i dettagli sugli spettacoli in scena a Roma, all’interno dell’articolo.

Buona visione!

 

Ritratto d’Artista / Lucia Calamaro
LA VITA FERMA
Sguardi sul dolore del ricordo
dramma di pensiero in tre atti
scritto e diretto da Lucia Calamaro
con Riccardo Goretti, Alice Redini, Simona Senzacqua
assistenza alla regia Camilla Brison - scene e costumi Lucia Calamaro
contributi pitturali Marina Haas - direttore tecnico Loic Hamelin
Produzione Sardegna Teatro, Teatro Stabile dell’Umbria, Teatro di Roma
coproduzione Festival d’Automne à Paris / Odéon-Théâtre de l’Europe in collaborazione con La Chartreuse - Centre national des écritures du spectacle e il sostegno di Angelo Mai e PAV

Scrittura in scena con Lucia Calamaro, autrice e regista romana dallo sguardo inesorabile, ma che resta sempre leggero ed efficace nello scandagliare la psiche umana. Considerata anello di congiunzione tra teatro e letteratura, il suo è un talento irrequieto e prolifico, sussultante e pervasivo, che non abbandona mai l’attenzione sulla singolarità della “vita”, dentro quelle vicende quotidiane in cui si snodano flussi di coscienza, intimi fantasmi, scavi lucidi e struggenti, ma divertiti e tragici allo stesso tempo.

Così, dal 3 al 21 maggio il Teatro di Roma le dedica una “personale” nell’ambito della rassegna Ritratto d’artista, presentando al Teatro India un trittico attraverso cui declinare il suo percorso creativo. Dall’ultimo spettacolo LA VITA FERMA (dal 3 al 14 maggio), che porta in scena lo strappo irriducibile tra i vivi e i morti, una riflessione sul dolore-ricordo di chi non c’è più, profondamente reinventato da chi invece vive; alla riproposta di due precedenti lavori, L’ORIGINE DEL MONDO (dal 16 al 18, vincitore di tre Premi Ubu nel 2012) e TUMORE (dal 19 al 21). Un attraversamento dentro la sua scrittura che parla una lingua autoriale, fluviale, esplosiva, dove il pensiero e l’inconscio sono contemporaneamente ascoltabili.

Si inizia con LA VITA FERMA: Sguardi sul dolore del ricordo (dramma di pensiero in tre atti), dal 3 al 14 maggio, dove il “ricordo” è il cuore pulsante dello spettacolo che accoglie e sviluppa il problema della difficile e dolorosa gestione interiore dei morti. Un’indagine sulla sensazione che le perdite lasciano in ognuno di noi, su quelle reminiscenze che la nostra mente rielabora. «Una riflessione aperta sul lutto che ne deriva – racconta la regista – la cui elaborazione non è detto sia l’unica soluzione, anzi, là dove una certa vulgata psicologizzante di malcerte origini freudiane comanda, esige, impone di assegnare il più velocemente possibile al proprio desiderio un oggetto nuovo per rimpiazzare l’oggetto perso, forse è lì che interviene un racconto, anche uno piccolo come questo, pratica del singolare per antonomasia, a sdoganare il diritto di affermare la tragica e radicale insostituibilità di ogni oggetto d’amore perso, di ogni persona cara scomparsa». Uno spazio mentale dove si inscena uno squarcio di vita di tre vivi qualunque – padre, madre, figlia – attraverso l’incidente e la perdita.

TEATRO INDIA - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi), Roma
Dal 3 al 14 maggio 2017
Orari spettacolo: ore 20, domenica ore 18
Durata: I atto 50 minuti - II atto 60 minuti - III atto 35 minuti
Biglietti: da 10 € a 20 €_ RITRATTO D’ARTISTA CARD: 32 € per 4 ingressi

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 684 00 03 11 / 14
Sito web: www.teatrodiroma.net


OLD TIMES
Vecchi Tempi
di Harold Pinter
traduzione di Alessandra Serra
regia Michael Rodgers
con Christine Reinhold, Lisa Vampa, Marco S. Bellocchio
creative consultant Robert Castle
scenografia Mauro Radaelli
costumi VerdeLilla e Maurizio Baldassari
assistente alla regia Gianpiero Pitinzano
light design Claudio De Pace
Scene Ferrante Aporti
Illustratore Roberto Ronchi
Grafica Veronica Woolf
Musica originale 'Lui e Lei' di Piero Umiliani
produzione Teatro Primo Studio - Film Beyond

Una coppia sposata da vent’anni riceve la visita di una vecchia amica della moglie. Nella conversazione si insinuano i ricordi, e gli interrogativi si fanno sempre più pressanti. Chi dice la verità? Chi mente e a chi? Forse è tutto un sogno? Oppure è un inganno della memoria?
Come spesso accade in Pinter, il protagonista della pièce è il passato: inconsistente, contraddittorio e di conseguenza inconoscibile. “Vecchi tempi” drammatizza il problema dell’impossibilità di conoscere il passato mettendo in scena un triangolo di personaggi/avversari che si danno battaglia su ciò che è realmente accaduto.
Nella loro fattoria adibita a residenza di campagna Deeley e Kate, quarantenni benestanti, parlano di Anna e attraverso la loro conversazione in un certo senso la evocano. Anna è la donna con cui Kate ha conosciuto l’effervescente Londra degli anni cinquanta. Anna è stata probabilmente l’unica amica di Kate e un tempo forse ne ha posseduto il cuore.
Per il marito Deeley, spinto prima dalla curiosità e poi da un dichiarato timore, questa donna rappresenta una minaccia al proprio lineare rapporto matrimoniale. Fra Deeley e Anna dunque la lotta è inevitabile. Inizialmente Deeley, canticchiando vecchi motivi, cerca la sua complicità, ma poi sempre più livido di fronte alle due donne sprofondate nella rievocazione del passato, Deeley sputa in faccia ad Anna un disgusto che non trova altra origine se non nella paura. Chi alla fine soccomba, Pinter non lo dice.
“In realtà, come spesso accade in Pinter, non sapremo nemmeno se Anna sia davvero ospite in casa di Deeley e Kate, o non sia piuttosto una proiezione delle fantasie della coppia, o se addirittura Anna e Kate non rappresentino in realtà due facce diverse di una stessa donna. Perché come dice Pinter il passato è ciò che tu ricordi, che immagini di ricordare, che ti convinci di ricordare, oppure fingi di ricordare.
É una storia semplice, dove in realtà non succede nulla. Ma si tratta di Harold Pinter, il maestro del non-detto, del silenzio, della pausa. Lʼambivalenza di ogni possibile interpretazione della definizione, la violenza in potenza, la minaccia degli intrusi, lʼarte della guerra portata avanti tramite le parole,
il bisogno mai sopito di esercitare il proprio potere su qualcuno, lʼinteresse per gli eventi passati: tutto questo è maestosamente incastonato allʼinterno di una strana e distorta civiltà che induce a porsi delle domande senza aver mai la possibilità di trovare delle risposte.
Le domande sono lʼaspetto che più mi interessa della pièce. Fin dal principio ci troviamo davanti a una situazione che esige la partecipazione dello spettatore. Pinter non ci lascia mai “al di fuori” dallʼopera: ci assilla e ci costringe a farci delle domande tramite i suoi personaggi, che riflettono le questioni non risolte nella nostra vita.
Ovviamente, da regista, a un certo punto bisogna fare delle scelte e ciò diventa particolarmente difficile sapendo che la moltitudine delle ambiguità di significato è quello che Pinter voleva ottenere. Tale è stato e rimarrà il mio obiettivo nel percorso registico”.
Dalle note di regia di Michael Rodgers
Durata spettacolo 75’

TEATRO DEI CONCIATORI - Via dei Conciatori 5, 00154 Roma
Dal 2 al 14 maggio 2017
Biglietti: € 18,00 + tessera obbligatoria di 2 €
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 18
Riduzioni per i lettori di Saltinaria!

Info e prenotazioni: telefono 06.45448982 - 06.45470031, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrodeiconciatori.it


Bags Entertainment presenta
Barbara Foria in
VOLEVO UNA CENA ROMANTICA…E L’HO PAGATA IO
di B. Foria, D. Ceva, M. Rossi, G. Ricciardi
regia Claudio Insegno

Barbara, la bella partenopea, reduce dal grande successo di Colorado con i suoi esilaranti monologhi e per la parodia di Scianel di Gomorra che ha spopolato sul web, voce femminile di RTL 102,5 e è sicuramente un’artista a 360°.
Dopo il grande successo al Teatro Manzoni e Leonardo di Milano, approda per la prima volta alla Sala Umberto di Roma nella stagione 2016/2017 con il suo nuovo spettacolo Volevo una cena romantica…e l’ho pagata io! con la regia di Claudio Insegno.
Barbara Foria, con il suo stile vulcanico, irriverente e schietto, si è sempre contraddistinta come paladina dell’universo femminile. In Volevo una cena romantica... e l'ho pagata io! l'artista partenopea porta in scena il meglio del suo repertorio. “Se l’uomo e la donna non si possono sopportare perché allora si cercano, si fidanzano e soprattutto si sposano?” Questi sono solo alcuni degli atroci interrogativi che Barbara Foria si pone nel suo ONE WOMAN SHOW dove rompe gli schemi classici della brava ragazza e mette in piazza i segreti che nessuna donna ha mai osato confessare. La woman in red, rivelazione femminile di Colorado, il programma comico di Italia 1, pronuncia una divertentissima arringa per analizzare il rapporto uomo‐donna, dal primo giorno di idillio amoroso, all'incontro con l’avvocato divorzista. Uno spettacolo esilarante e autoironico rivolto alle donne strizzando l’occhio agli uomini.

Note dell’artista
“Vissero per sempre felici e contenti". Una frase che ha fatto più danni del bastone allungabile per farsi i selfie. Cresciute nel mito di Cenerentola, abbiamo invano cercato il nostro principe azzurro. Perdendo le scarpe, la testa, il cuore. Ma soprattutto perdendo tempo. Perché oggi un principe azzurro non lo trovi neanche col tom tom!! Se riscrivessero quelle favole oggi, probabilmente i finali sarebbero diversi: il Principe sceglierebbe una MILF, la Bella Addormentata, stufa di attendere che qualcuno venga a risvegliarla, partirebbe per i Caraibi con le amiche di WhatsApp, e Aladdin scapperebbe col genio e i soldi, lasciando Jasmine in braghe di tela!!! I miti ci hanno fottute. Il romanticismo è morto, Cupido si è ritirato a vita privata e l'amore è in prognosi riservata. Eppure noi donne ci ostiniamo a cercarlo: forse per colpa di Danny Zuko, che nel finale di Grease si toglie la canottiera da coatto e, per amore di Sandy, indossa il maglioncino da bravo ragazzo. Forse è per colpa di Richard Gere in Pretty Woman che in pieno Ventunesimo secolo, ancora si aspetta alla finestra un Richard su una limousine bianca? Di certo ogni donna sogna di vivere una storia da 9 settimane e1/2...mentre per gli uomini una settimana con te basta e avanza! I tempi sono cambiati: una volta gli uomini ti offrivano la cena. Ora devi pagare tu e ti tocca pure andarli a prendere. Il femminismo ha fatto più danni della Lehman Brothers. Eppure avremmo dovuto capirlo subito. Il principe azzurro non poteva essere l'uomo ideale. Perché un tizio biondino, su un cavallo bianco, che va in giro con una calzamaglia azzurra attillata di certo non è un mito da volere sposare. Quella scarpetta di vernice... non le aveva scelte a caso!

TEATRO SALA UMBERTO - Via della Mercede 50, Roma
Dal 2 al 14 maggio 2017
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17
Biglietti: prezzi da 32€ a 23€

Info e prenotazioni: telefono 06 6794753
Sito web: www.salaumberto.com


RA.mA 2000 International s.r.l presenta
Massimo Ranieri in
SOGNO E SON DESTO…IN VIAGGIO
Uno spettacolo ideato e scritto da Gualtero Peirce e Massimo Ranieri

Dopo il successo delle scorse stagioni, il nuovo spettacolo teatrale di Massimo Ranieri, nel duplice ruolo di attore e cantante, vedrà ancora in scena, accanto ai suoi successi, novità musicali e sorprese teatrali, con la formula che, nei precedenti spettacoli, ha già conquistato le platee di tutta Italia.
Lo spettacolo, dal titolo giocoso e provocatorio, non sarà dedicato ai vincitori e agli eroi, ma agli ultimi e ai sognatori: gli uomini e le donne cantati dalla musica di Raffaele Viviani e di Pino Daniele; o dal teatro di Eduardo De Filippo e Nino Taranto.

Tra canzoni e monologhi non mancheranno i colpi di teatro: nel recital Ranieri andrà oltre il repertorio della canzone napoletana, interpretando brani dei più celebri cantautori italiani e internazionali: da Fabrizio De Andrè a Francesco Guccini, da Charles Aznavour a Violeta Parra.

TEATRO SISTINA - Via Sistina129, 00187 Roma
Dal 3 al 7 maggio 2017
Biglietti: poltronissima € 60, poltrona e prima galleria € 55, seconda galleria € 49.50, terza galleria € 38.50

Info e prenotazioni: telefono 06.4200711 - 392.8567896, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.ilsistina.it


Balletto di Roma presenta
GIULIETTA E ROMEO
Balletto in due atti dalla tragedia di William Shakespeare
coreografie Fabrizio Monteverde
musiche Sergej Prokofiev
scene Fabrizio Monteverde
light designer Emanuele De Maria

Torna in un riallestimento pensato da Fabrizio Monteverde stesso, il celebre titolo di Balletto di Roma Giulietta e Romeo; una creazione che segue fedelmente il testo di Shakespeare e la celebre partitura di Prokovief, e che riesce comunque ad essere, secondo anche le critiche dell’epoca, straordinariamente e meravigliosamente "asciutta".
Proprio questo è l'aggettivo più adatto alla vocazione di Monteverde ad indagare fino all’essenza centrale e all’essenzialità anche le storie e le emozioni più ampie e senza confini.
La vicenda di Monteverde si sposta dalla fair Verona a un paese italiano mediterraneo - che incarna anche un qualsiasi sud - tra tradizioni, leggi furibonde, inesorabili, sentimenti di odio e di amore sublimi, divisi tra bellezza e ferocia. Ad esasperare ancora di più le emozioni dei personaggi anche il tempo in cui si muovono: non più un medioevo giocoso ed esotico come quello Shakespeariano, non più un medioevo romantico come quello ottocentesco, ma il secondo dopoguerra del Novecento, con tutte le sue tensioni tra tradizionalismo e spinta a ricostruire e rinnovare.
Il titolo "ribaltato" dà l’idea di chi sia al centro dell’azione: Giulietta è qui una giovane donna che, pur vivendo in un paese che prosegue nel suo pensiero conservatore, dimostra una vocazione alla ribellione, che scoprirà amaramente inutile. È Giulietta lo spirito indipendente e audace, che fa innamorare Romeo e lo travolge con il suo anticonformismo. Ma accanto a lei anche due personaggi poco trattati nella tradizione e nell’originale muovono i fili della tragedia: le madri di Giulietta e Romeo. Conservatrici, diverse eppure così simili, muoveranno nell’ombra come due Parche la trama fino all’inevitabile finale.
Un’audace manipolazione del patrimonio originale che non è velleitaria né di "comodo", ma un approfondimento essenziale dei sentimenti e delle idee universali che ancora fanno breccia nei lettori di Shakespeare e che risuonano ancora più forti nella loro traduzione in danza, attraverso la bravura di Fabrizio Monteverde e degli interpreti di Balletto di Roma.
Lo spettacolo ha una durata di 2 ore.

TEATRO QUIRINO VITTORIO GASSMAN - Via delle Vergini, Roma
Dal 2 al 9 maggio 2017
Orario spettacoli: da martedì a sabato ore 21, giovedì 4 e domenica 7 maggio ore 17, venerdì 5 maggio ore 10.30 e ore 21
Biglietti: platea intero € 30, ridotto € 27; I balconata intero € 24, ridotto € 22; II balconata intero € 19, ridotto € 17; galleria intero € 13, ridotto € 12; venerdì 5 maggio ore 10.30 posto unico € 10

Info e prenotazioni: telefono 06.6794585, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroquirino.it


LA PIÙ LUNGA ORA
Memoria di Dino Campana. Poeta, pazzo
Scritto e diretto da Vinicio Marchioni
Con Vinicio Marchioni, Milena Mancini, Ruben Rigillo
Musiche composte e eseguite dal vivo da Ruben Rigillo
E la canzone Sognando di Don Backy
Produzione Teatro Eliseo

Il mondo si sta distruggendo, la poesia lo salverà

Dino Campana. Un poeta, un pazzo, un viaggiatore, un manesco, un intellettuale, un uomo che ha fatto mille mestieri.
I Canti Orfici, la sua unica composizione poetica, hanno illuminato la letteratura europea del Novecento e Carmelo Bene definiva Campana il suo poeta preferito. Canti Orfici che Campana ha riscritto a memoria, sforzo che ha definitivamente piegato il suo già precario equilibrio mentale, dopo che due editori di Firenze avevano perduto il manoscritto originale.

Dino Campana conclude la sua esistenza nel manicomio di Castelpulci a Scandicci nel 1932, dopo quattordici anni di internamento.
Cosa fa un Poeta, un viaggiatore, un malato di schizofrenia o più semplicemente un uomo che ha vissuto e scritto come Dino Campana, in un manicomio per quattordici anni? Come fa un uomo a sopravvivere a se stesso e alla propria esistenza rinchiuso in un manicomio per quattordici anni?
“Essere è essere percepiti” scriveva Beckett. Si vive attraverso lo sguardo degli altri, e quando gli altri non ci guardano più si ha solo la possibilità di raccontare la propria storia, a se stessi, per assicurarsi, o illudersi, che quella storia sia esistita realmente.
Come a “memoria” ha riscritto il suo capolavoro perché “se lo riscrivevo potevo esistere”; dalla sua memoria emerge anche la figura di Sibilla Aleramo, poetessa, donna dalla vita altrettanto burrascosa e drammatica. Emergono i suoi ricordi personali di donna intrecciati a quelli de l’amato Dino; per Alda Merini “innamorati del proprio dolore”.
Dino Campana, uomo prima che poeta, nella sua camera da quattordici anni nella sua più lunga ora di vita, forse l’ultima (il primo titolo scelto da Campana per i Canti Orfici era “Il più lungo giorno”), assieme alla voce di Sibilla Aleramo, donna prima che poetessa, ad alleviare o acuire le sue pene.
Non certo uno spettacolo di ricordi intellettuali o aneddotici quindi, ma uno spettacolo-concerto per voci e musica attraverso il cuore di Campana mentre cerca di ridirsi la vita, di ri-viverla, di ri-metterla in scena per non perdere la memoria di se stesso.
Per scoprire che non c’è nulla che possa far morire l’istinto alla poesia in ognuno di noi.
Per provare a dire, come Campana, che solo la poesia salverà il mondo.
(Vinicio Marchioni)
Durata: 1 ora e 20 minuti
Lo spettacolo proseguirà le repliche al Teatro Tor Bella Monaca dal 26 al 28 maggio.

TEATRO PICCOLO ELISEO - Via Nazionale 183, 00184 Roma
Da mercoledì 3 a domenica 21 maggio 2017
Orario spettacoli: martedì, primo mercoledì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00 - mercoledì e domenica ore 17.00
Biglietti: prezzi da 21 € a 15 €
Riduzioni e agevolazioni a norma di legge

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 83510216, acquisto online www.vivaticket.it
Sito web: www.teatroeliseo.com


FEMME LETALE
scritto e diretto da Natascia Bonacci
cast:
Beatrice Picariello: in FOLIE A DEUX
Martina Di Fazio: in LA SUPER COPPIA
Susanna Stefanizzi: in TUTTA COLPA DI UN VINO FRANCESE.
Maria Antonia Fama: in ACCETTALO

La MCR Art' s Factory e la compagnia teatrale la Maieutica, presentano dal 4 al 7 Maggio al Teatro Trastevere di Roma:
"Femme letale", uno spettacolo coraggioso e potente, scritto e diretto da Natascia Bonacci che vi trasporterà in un gran turbinio emozionale, catapultandovi in un excursus temporale dal '600 ai giorni moderni. Ispirato a fatti di cronaca reali, le nostre protagoniste vi faranno rivivere le vicissitudini di: Denise, donna bellissima ma facilmente manipolabile, che arriverà a compiere il più innaturale e crudele dei gesti; Catherine, elegante dama del '600 con un tetro e cupo amore per le tenebre, l'occulto e il satanismo; Pauline e Juliet, due amiche, adolescenti, morbosamente legate, unione che le porterà a vivere una "follia a due"; Elvira, una dolce e preparata tata, che nasconde tormenti familiari da cui riuscirà energicamente a liberarsi. Lo spettatore vivrà dunque emozioni da cui vorrà prendere le distanze e si confronterà con il buio dell'animo umano. Malesseri sociali, solitudini umane, tragedie antiche e cronache moderne raccontate con coscienza e onestà attraverso l'arte “che per noi rimane l'alibi ideale per diventare persone migliori”.
“Lo spettacolo prende vita dalla necessità della regista di raccontare una storia di violenza familiare, con un finale decisamente non prevedibile, vissuta da lei in prima persona, visto che narra le vicende della sua tata”
Con "Accettalo" si dà inizio a una serie storie, ispirate a fatti realmente accaduti, riadattati in testi teatrali e diretti dalla regista Natascia Bonacci. Donne storicamente e culturalmente inclini alla sopportazione del dolore e alla visione a volte forzata dell'essere vittime: di fatto in "Femme Letale" questo non avviene, piuttosto si assiste ad una sorta di catartica e distorta rivalsa, che inquieta, affascina e farà indubbiamente riflettere.

TEATRO TRASTEVERE - Via Jacopa de Settesoli 3, 00153 Roma
Dal 4 al 7 maggio 2017
Orario spettacoli: martedì-sabato h 21.00, domenica h 17.30

Info e prenotazioni: telefono 06.5814004, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrotrastevere.it


UNPERCENTO - Punizione ad Affetto
Testo di Francesco Stella
Regia di Valerio Groppa
Con Enzo Casertano, Fabio Avaro e la partecipazione straordinaria di Giorgia Trasselli
Aiuto Regia Bertilla Polverini
Disegno Luci Maximiliano Lumachi
Scene Tiziana Liberotti
Musiche Luca Sgamas
Produzione Centro Teatrale Artigiano

La pièce prende il via da un incontro inaspettato al settimo piano della stanza quarantasei di una clinica romana, dove Hans, bidello napoletano, ha un appuntamento alle dodici, al quale è stato convocato tramite una lettera anonima. Anche Sesto, allenatore romano di calcio di bassa categoria, è stato invitato con una lettera anonima a presentarsi nella stessa stanza alle ore dodici. I due non si sono mai visti prima e nella stanza trovano solo una bara chiusa. Non un fiore, non un biglietto, nulla. Sono solo loro due e una bara. Sarà un’affascinante e misteriosa donna a guidarli verso la scoperta del motivo per il quale sono stati convocati. Da soli, infatti, avrebbero avuto solo l’un per cento di possibilità di capirlo.
“Unpercento - Punizione ad Affetto” è una divertente commedia degli equivoci che tra situazioni comiche e paradossali fin dall’inizio gioca sul confronto di due comicità storiche come quella napoletana e romana, comicità che non stride con la nota di mistero che attraversa tutto il racconto tenendo alta la tensione e la curiosità nello spettatore. Chi c’è nella bara? Chi è la donna misteriosa? A queste domande risponderà piano piano il racconto. La storia si sviluppa infatti in varie direzioni spinta da colpi di scena che daranno le risposte, arrivando a toccare note dolci e anche malinconiche, tirando fuori dai vari personaggi caratteri inizialmente nascosti.
“E’ una commedia molto divertente, ma anche coraggiosa, in cui si trattano dei temi importanti e delicati come la malattia, l'abbandono, il perdono – spiega il regista - Con gli interpreti e con l'autore Francesco Stella abbiamo deciso di esserlo, coraggiosi, in un periodo artistico in cui forse si strizza un po' troppo l'occhiolino al pubblico. Ho avuto piacere a mescolare come nella vita la voglia di ridere, ma mai fine a se stessa, sempre con un senso di verità che aggiunge anche un pizzico di cinismo. Non è forse così che viviamo la nostra esistenza?”
Una storia dunque dalle tinte accese che non dimentica però l'importanza di approfondire tematiche importanti, come ad esempio quella del riscatto che sembra essere fondamentale per tutti i personaggi del racconto. Il presente di ognuno è infatti segnato dal proprio percorso ma c’è sempre un momento, un'occasione, per far pace con il passato e ricominciare da capo mantenendo sì la memoria, ma non il rancore. Una commedia di sentimenti in cui si ride molto ma sempre con attenzione ai contenuti e ai temi importanti della vita.

TEATRO SETTE - Via Benevento 23, 00161 Roma
Dal 2 maggio al 14 maggio 2017
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21; domenica ore 18
Biglietti: 24 euro intero, 18 euro ridotto.

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 442.36.382 - Ufficio promozioni Compagnia cellulare 347 6809323
Sito web: www.teatro7.it


Gianluca Guidi e Giampiero Ingrassia in
TAXI A DUE PIAZZE
di Ray Cooney
regia Gianluca Guidi
Con Gianluca Guidi, Giampiero Ingrassia
con Renato Cortesi
e con Silvia Delfino, Francesca Bellucci, Claudio Zanelli, Stefano Bontempi
regia Gianluca Guidi
versione italiana di Jaja Fiastri
scene di Nicola Cattaneo
luci di Stefano Lattavo
costumi di Lisa Gastoni
musiche Gianluca Guidi
progetto artistico Gianluca Ramazzotti
direzione artistica Gianluca Guidi
Produzione Ente Teatro Cronaca VesuvioTeatro

Un classico della commedia brillante in cui scambi di persona, suspense, ritmi mozzafiato, doppi sensi e situazioni al limite del paradosso garantiscono due ore di puro divertimento.
È Taxi a due piazze, spettacolo nato dall’ironica penna del commediografo inglese Ray Cooney, che Gianluca Guidi e Giampiero Ingrassia porteranno in scena dal 5 al 14 maggio al Teatro Marconi (dal venerdì alla domenica).
La pièce ha debuttato a Londra 31 anni fa ed è rimasta in scena senza interruzioni fino al 1992. In Italia divenne subito popolare con Johnny Dorelli nella versione di Garinei e Giovannini, in seguito con suo figlio, Gianluca Guidi, prima diretto da Gigi Proietti e poi regista lui stesso.
In questa nuova messa in scena, sulla versione italiana di Jaja Fiastri, Guidi, che cura anche le musiche, è ancora regista e guida un cast affiatato formato da Renato Cortesi, Silvia Delfino, Francesca Bellucci, Claudio Zanelli, Stefano Bontempi. La produzione di Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro si avvale delle scene di Nicola Cattaneo, le luci di Stefano Lattavo e i costumi di Lisa Gastoni.

La trama
Il protagonista di Taxi a due piazze è il tassista Mario Rossi (interpretato da Gianluca Guidi), uomo dall’aspetto ordinario, vita semplice, bella casa, moglie innamorata, abitudini consolidate. Una vita talmente serena che Mario l'ha moltiplicata per due! Bigamo soddisfatto, infatti, vive con la moglie Carla a piazza Risorgimento e con la moglie Barbara a piazza Irnerio. Grazie ai turni del suo lavoro e ad una pianificazione perfetta di orari e spostamenti, tutto scorre felicemente, con le due donne totalmente inconsapevoli l’una dell’altra. Quando però, a causa di un banale colpo alla testa, il tassista viene ricoverato in ospedale e fornisce due indirizzi di residenza diversi, iniziano i guai.
Tra giornalisti curiosi, vicini di casa invadenti e ispettori di polizia chiamati ad indagare, la situazione si complica e da qui in poi sarà tutto un susseguirsi di equivoci, coincidenze, bugie a catena, scambi di identità, brillanti trovate e scombinati errori nel tentativo forsennato e sempre più difficile di nascondere la verità.
Un crescendo inarrestabile di situazioni assurde e di ritmo incalzante che porteranno a un finale brillantemente spiazzante. Al fianco di Mario Rossi, Walter Fattore (interpretato da Giampiero Ingrassia), sfaccendato vicino di casa che, saputa la verità sulla bigamia dell’amico, si ritroverà suo malgrado complice e protagonista delle situazioni più comiche e imbarazzanti.

TEATRO MARCONI - Viale Guglielmo Marconi 698e, Roma
Dal 5 al 14 maggio 2017
Orario spettacoli: venerdì e sabato ore 21, domenica ore 17,30
Biglietti: intero € 24, ridotto € 20

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 59.43.554
Sito web: www.teatromarconi.it


Compagnia Habitas presenta
L’IMBROGLIETTO
Di Niccolò Matcovich
con Livia Antonelli, Valerio Puppo, un MacBook Pro

A grande richiesta torna al Teatro Studio Uno dal 4 al 7 maggio 2017 “L’Imbroglietto” della Compagnia Habitas, diretto da Niccolò Matcovich con in scena Livia Antonelli, Valerio Puppo e un MacBook Pro. Uno “spudorato” omaggio a Karl Valentin e Liesl Karlstadt, ma anche un irresistibile e coinvolgente “gioco di ruolo” teatrale.
Ispirato dal genio di Karl Valentin e la sua compagna Liesl Karlstadt, nonché dagli "Esercizi di stile" di Queneau e il celebre spettacolo "La lettera" di Paolo Nani, L’imbroglietto è un divertissement che, mettendo in scena l’archetipica coppia, rappresentata da due tipi non ben definiti e con sembianze di clown, riflette “alla leggera” sulla situazione critica che vive il teatro oggi in Italia, in un simpatico gioco al massacro condotto da una sadica bigliettaia sotto mentite spoglie di un MacBook Pro.
In un’infinità di giochi di parole, equivoci, gag esilaranti e spassose, L’Imbroglietto focalizza la sua attenzione sulle contraddizioni, i luoghi comuni, le ingenuità e le cattiverie umane ambientate in ambito teatrale.
Prendete un “grande fratello” in formato robot, due pedine con sembianze di clown e il sottotitolo “variazioni sul tema” (e ce ne saranno delle belle!) e il gioco è pronto: voi siete pronti a giocare?

TEATRO STUDIO UNO (Sala Teatro) - Via Carlo della Rocca 6, Roma
Dal 4 al 7 maggio 2017
Biglietti: ingresso 10 euro (tessera associativa gratuita)
Orario spettacoli: da giovedì a sabato ore 21.00, domenica ore 18.00

Info e prenotazioni: telefono 3494356219 - 3298027943, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrostudiouno.com


MotusArti presenta
IL DOLCE INGANNO DELL'AMORE
scritto e diretto da Maurizio Canforini
Con Maurizio Canforini, Alessia Tona, Antonello Coggiatti, Angela De Prisco e Valerio Rota

Riccardo e Valeria si incontrano, si scontrano, si piacciono ma lo negano a loro stessi e agli altri. Quando finalmente stanno per avvicinarsi, ci si mette di mezzo WhatsApp...
Il dolce inganno dell'Amore è una commedia romantica che, sin dal suo debutto del 2014, emoziona il pubblico per la sua natura ironica e sognante.
È impossibile non immedesimarsi nella vicenda sentimentale dei due protagonisti e non sorridere di fronte alla verve comica degli altri personaggi che ruotano intorno a loro. Lo spettacolo perfetto per chi ha voglia di innamorarsi.

TEATRO L'AURA - Vicolo di Pietrapapa 64, Roma
Dal 4 al 14 maggio 2017
Orario spettacoli: giovedì - sabato ore 21.00, domenica ore 18.00
Biglietti: Intero 13.00 + 2.00 (tessera associativa), Ridotto 10.00 + 2.00 (tessera associativa)

Info e prenotazioni: telefono 06-83777148, 3464703609, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrolaura.org


AIACE
di Ghiannis Ritsos
Traduzione Nicola Crocetti
regia Graziano Piazza
con Viola Graziosi
voce Graziano Piazza
scenografia musicale Arturo Annecchino
costumi Valentina Territo
registrazioni e mix David Benella
assistente alla regia Ester Tatangelo

Aiace di Ritsos è un eroe per forza, umiliato dall'impotenza della ‘normalità’, di ciò che gli altri gli impongono di essere, qui celebrato e interpretato al femminile.
Una donna, forse una proiezione, un miraggio, e un uomo, Aiace, evocato attraverso la voce di lei. Ripercorrono insieme la storia dell'eroe greco, il più valoroso dopo Achille. Pieno di dolore per non essersi aggiudicato le armi di Achille dopo la sua morte, accecato da Atena, Aiace fa strage di greggi, credendo di vendicarsi sugli Achei, ma, tornato in sé, non sa sopravvivere alla vergogna. Dai fasti delle vittorie fino al grottesco tragico epilogo. Pian piano la donna riveste i panni dell'eroe attraverso le sue parole e le sue folli azioni, fino ad assumerne quasi le sembianze. Non più moglie e madre e amante muta e impotente, ma eroina dei nostri giorni.
L'Aiace di Ritsos, scritto tra il 1967 e il 1969, è una rilettura della tragedia di Sofocle attraverso la quale il poeta, considerato tra i più grandi del 900, offre una visione lucida e cruda della sua contemporaneità umana e politica.

“Nel mettere in scena oggi questo testo - spiega il regista Graziano Piazza - ho voluto capovolgerne le parti per interrogare il lato femminile, sensibile dell'eroe, quella voce muta che finalmente arriva al centro della scena e prende parte alla battaglia del vivere. L'Aiace di Ritsos è un eroe per forza, umiliato dall'impotenza della ‘normalità’, di ciò che gli altri gli impongono di essere. Un Uomo che combatte le sue vicende quotidiane, teso verso un percorso mitico, ma a cui il destino fa compiere azioni ridicole e che, infine, scopre la liberazione di perdere ogni cosa. Dramma interiore - continua il regista - di quanto al di là del genere il mito ci abita, ci muove, ci sorprende nelle piccole pieghe quotidiane della nostra esistenza contemporanea, ci permea di grandezza e di impotenza nello stesso tempo”.

TEATRO LO SPAZIO - Via Locri 42/44, Roma
Dal 2 al 7 maggio 2017
Orario spettacoli: ore 20,30 - domenica 7 maggio ore 17
Biglietti: intero 12 euro, ridotto 9 euro, gruppi 5 euro (+ 3 euro di tessera)

Info e prenotazioni: telefono 06 77076486 - 06 77204149, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrolospazio.it


GUCCIO!
uno spettacolo-concerto sull'Opera musicale di Francesco Guccini
da un'idea di Giuseppe Gandini e Roberto Manuzzi
con Valentina Bruscoli e Giuseppe Gandini
canzoni dal vivo di Francesco Guccini eseguite da Marco Morandi, Luca Longhini e Roberto Manuzzi
drammaturgia e regia Giuseppe Gandini
produzione La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello Roma

Lui e Lei, due conoscenti dei tempi dell’Università di Bologna degli anni ‘90, raccontano nel tempo dell’oggi, attraverso due paralleli monologhi interiori, la loro unica comune esperienza: aver partecipato ‘venti anni fa o giù di lì’ ad un concerto di Guccini al palasport di Bologna. Lui come fan sfegatato e speranzoso di sedurre Lei; lei completamente priva di qualsiasi conoscenza gucciniana e assai mal disposta all’evento cui deve partecipare suo malgrado, per non ferire Lui. La narrazione procede parallela e serrata, le sensazioni reciproche descritte sono intervallate e sottolineate dalle varie canzoni classiche e non del Poeta di Pavana. Il tono è quello della commedia, ilare, ma al tempo stesso sincero e profondo.

TEATRO VASCELLO - via Giacinto Carini, 78 – 00152 Roma
2 - 3 maggio 2017
Orario spettacoli: martedì e mercoledì ore 21
Biglietti: Intero € 15,00, Ridotto over 65 e studenti € 12,00 - Servizio di prenotazione € 1,00 a biglietto

Info e prenotazioni: telefono 06.5881021/06.5898031, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrovascello.it


L’ULTIMA MADRE
drammaturgia e regia Giovanni Greco
con Ilaria Genatiempo, Vittoria Faro, Ilenia D’Avenia, Lorenzo Parrotto
musiche Daniela Troilo

Dal romanzo-inchiesta L’ultima madre di Giovanni Greco nato sul campo a Buenos Aires sul tema dei desaparecidos argentini, e nello specifico su quello dell’identità negata, nasce lo spettacolo, prodotto dal Teatro Vittorio Emanuele di Messina con la collaborazione dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica ‘Silvio D’Amico’ e della Compagnia DAF – Teatro dell’Esatta Fantasia, che dopo aver debuttato a Messina con la regia di Giovanni Greco e le musiche di Daniela Troilo, interpretato da Ilaria Genatiempo, Vittoria Faro, Ilenia D’Avenia e Lorenzo Parrotto, viene presentato al Teatro Vascello di Roma dal 5 al 7 maggio.
Scorrono in parallelo, due storie, asimmetriche nel tempo e nello spazio, ma intrecciate indissolubilmente: la vicenda esemplare di una madre-nonna de Plaza de Mayo, Maria Fernandez, casalinga semianalfabeta che diventa, per necessità, una militante rivoluzionaria, arrestata, torturata e esiliata, perché cerca prima i suoi figli, quindi i nipoti, fatti scomparire per motivi politici dalla dittatura della giunta militare argentina di fine anni ’70-primi anni ’80 del secolo scorso.
Accompagnato dalle musiche e le canzoni di Daniela Troilo, la storia di Maria, alla ricerca dei figli e poi dei nipoti, s’intreccia con quella di Mercedes, madre “usurpatrice” e della sua famiglia, il cui dominus è Ignacio Mendoza, vero e proprio burattinaio nascosto di entrambe le storie.
Come accadeva spesso in Sudamerica in quegli anni, i figli dati alla luce in cattività dai ‘sovversivi’ vengono affidati, piccolissimi, a famiglie di militari, in questo caso la famiglia Mendoza, nella quale, Mercedes, l’unica figlia, è sterile. Pablo, Miguel, figli di Maria, e Irene, fidanzata di Pablo, catturati dai militari, vengono eliminati, Irene non prima di aver dato alla luce due gemelli, che crescono come Ignacio Guillermo (detto Nacho) e Maria Magdalena (detta Mari), in una famiglia che non è la loro, all’oscuro di tutto per molti anni, fino ad arrivare alla tragica scoperta della propria vera identità.
Lo spettacolo unisce ai protagonisti del romanzo personaggi realmente esistiti, responsabili delle persecuzioni che vengono interrogati in scena, sulle note del tango di Anibal Troilo rielaborate da Daniela Troilo.
Come nel romanzo, anche nello spettacolo le due storie di Maria e Mercedes, asimmetriche nel tempo e nello spazio, sono intrecciate indissolubilmente tanto che l’una racconterà al pubblico la storia dell’altra.
Ad oggi 117 sono i nipoti ‘recuperati’ grazie al lavoro straordinario delle Nonne di Plaza de Mayo e che attende ancora centinaia di bambini e bambine, oggi uomini e donne, dispersi forse anche in Italia, privati del ‘diritto di assomigliare a sé stessi’, di avere un’identità vera e non ingannevole, una vita autentica e dissequestrata.

“Lo spettacolo è un lungo travaglio che cattura nell’attesa fino all’ultima scena. – spiega Giovanni Greco – Accoglie il pubblico una Maria ormai vecchissima che appare magicamente e simbolicamente incinta. Una gravidanza che contiene tutti gli orrori subiti e le speranze dei protagonisti. Ho voluto alternare le due storie con personaggi realmente esistiti non presenti nel romanzo come un medico e un prete che hanno realmente avuto responsabilità nelle persecuzioni. Lo spettacolo come il libro è dedicato a chi resiste senza speranza, perché con le parole di Ghiannis Ritsos forse è proprio là che comincia la storia umana e, come la chiamano, la bellezza dell’uomo”.

TEATRO VASCELLO - Via Giacinto Carini 78, Roma
Dal 5 al 7 maggio 2017
Orario spettacoli: venerdì e sabato ore 21, domenica ore 18

Info e prenotazioni: telefono 06.5881021/06.5898031, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrovascello.it


Lillo & Greg in
LILLO&GREG BEST OF
Con Vania Della Bidia, Chiara Sani e il maestro Attilio Di Giovanni
Scritto e diretto da Lillo & Greg

Lillo & Greg Best of mette in scena un frizzante “varietà” che ripropone tutti cavalli di battaglia della famosa coppia comica tratti dal loro repertorio teatrale, televisivo e radiofonico.
Ma non solo: nuovi esilaranti sketch dedicati al pubblico affezionato.
Una miscela esclusiva ed esilarante rappresentata da tutto il meglio di Lillo & Greg!
Musica, sketch, poesie, trailer… intrattenimento puro… questo lo sfavillante, arguto e irresistibile repertorio firmato Lillo & Greg!
Atto unico.

TEATRO OLIMPICO - Piazza Gentile da Fabriano 17, Roma
Dal 5 al 14 maggio 2017
Orario spettacoli: venerdì 5 e sabato 6 ore 21, domenica 7 ore 17.30, giovedì 11, venerdì 12 e sabato 13 ore 21, domenica 14 ore 17.30
Biglietti: prezzi da 43 a 23 euro

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 326 5991
Sito web: www.teatroolimpico.it


SAXOPHONISSIMO!
COMEDY SHOW
con
Samuel Maingaud _ Sassofono Alto e Soprano
Michel Oberli _ Sassofono Tenore
Guy Rebreyend _ Sassofono soprano ed Alto
Frederic Saumagne _ Sassofono Baritono
Philippe Martz _ direttore artistico

SAXOPHONISSIMO! non è uno spettacolo tradizionale, ma una frizzante miscela di ottimo cabaret, ritmi coinvolgenti e sensazionali performaces, ospite sul palcoscenico del Teatro Vittoria dal 2 al 7 maggio.
I quattro sassofonisti del gruppo francese Les Désaxés, geniali ed eclettici artisti, propongono gag comiche ed irriverenti, fino a suonare due sax contemporaneamente. Tutto questo, senza però trascurare mai la qualità del suono e dello spettacolo, che risulta un capolavoro di impeccabile bizzarria musicale e stilistica. Nel loro spettacolo i Desaxes creano situazioni non solo comiche, ma anche poetiche e caricaturali, nelle quali la musica prende il posto delle parole ed accompagna la mimica, le sensazioni e i sentimenti dei musicisti. Il sax non è più solo uno strumento musicale ma la continuazione del corpo e delle sue passioni. I gesti, la mimica, il ballo e i suoni formano un tutt'uno armonioso che diverte senza inutili forzature. La componente principale dello spettacolo resta la musica nelle sue diverse forme, da quella classica di Bach e Vivaldi, a quelle delle colonne sonore di film famosi, come Indiana Jones, Love story, Mezzogiorno di fuoco, a quella moderna, dei Blues Brothers e di Bob Marley. Di volta in volta vengono ri-arrangiate dal quartetto e così un brano per Orchestra viene abilmente interpretato dai quattro sassofoni. La musica classica nella sua serietà, viene in un certo senso sdrammatizzata, scardinata dai suoi rigori e passa tranquillamente al Jazz. Uno spettacolo diverso dal solito, che non cade mai nella banalità.

TEATRO VITTORIA / ATTORI & TECNICI - Piazza S. Maria Liberatrice 10, 00153 Roma (Testaccio)
Dal 2 al 7 maggio 2017
Orario spettacoli: ore 21 (mercoledì 3 ore 17; domenica ore 17.30)
Biglietti: intero platea 28, intero galleria 22 (compresi 3 euro di prevendita)
Ridotti in convenzione: platea 21 e galleria 18 (compresi i 3 euro di prevendita)
Promozione gruppi: 1 biglietto cortesia ogni 10 spettatori paganti

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 5740170 - 06 5740598
Sito web: www.teatrovittoria.it


THE CARNAGE - I CANNIBALI
di Max Caprara

Con un cast d’eccezione composto da Max Caprara, Stefano Ambrogi, Antonella Alessandro e Alessandra Muccioli, “The Carnage” è una commedia che segna una svolta nel panorama teatrale italiano, una tragicommedia sull'assurdità dei nostri valori sociali, sul vuoto che riempie di mille cose inutili la nostra vita e sulle esilaranti menzogne con cui ci giustifichiamo. Un gioiello di comicità firmato Max Caprara che apre una finestra sulle drammaturgie europee inalando nuova linfa nel nostro teatro.
In scena Max Caprara, di recente nella fiction dell’anno “Rocco Schiavone", Stefano Ambrogi, tra i protagonisti di “Lo chiamavano Jeeg Robot”, insieme al talento straordinario di Antonella Alessandro (voce italiana tra l'altro di Selma e Patty dei Simpson) e Alessandra Muccioli. Quattro attori che daranno vita a dei personaggi che il pubblico difficilmente riuscirà a dimenticare.
“La situazione - afferma Max Caprara - ruota attorno ad una cena alla quale una coppia invita i nuovi vicini, gli unici in un palazzo ormai disabitato, col singolare pretesto di voler regalare loro un criceto per il figlio. Ma nulla è ciò che sembra... le loro buone maniere e le loro formalità iniziano a sgretolarsi davanti all'evidenza del nulla che li circonda, il vuoto del quartiere ormai abbandonato, l'assenza della cena a domicilio che tarda ad arrivare, il figlio eternamente e misteriosamente chiuso a chiave in camera sua, il vuoto stesso della gabbia dove in realtà non c'è nessun criceto; nessuno inoltre vuole confessare di aver perduto il lavoro e quindi un ruolo nella società, continuando a mentire e millantare impieghi tanto complessi quanto misteriosi.
Ed è proprio il desiderio di verità che facendosi largo nel corso della commedia scatenerà una reazione autodifensiva progressivamente violenta incontrollata perché la verità delle cose minaccia la loro consolante vuota autorappresentazione e i loro valori costruiti sul nulla e farà degenerare la serata verso un finale tanto imprevedibile quanto paradossale al punto da far risultare evidente come, in mancanza della fantomatica cena "occitana francese", i commensali finiscano per "divorarsi" a vicenda in un rituale dionisiaco di auto disintegrazione. Mossa da un ritmo sferzante sempre imprevedibile e da una straordinaria aderenza alle nevrosi e alle velleità espresse dalle nostre società borghesi, The Carnage - I Cannibali è una felice combinazione di rappresentazione cinica ma realistica della nostra società del nostro concetto di famiglia ed educazione, con una scrittura intensamente comica e una sapienza teatrale che si rifà ai canoni classici della migliore commedia di costume rappresentando quattro personaggi che difficilmente il pubblico potrà dimenticare una volta spente le luci del palcoscenico”.

TEATRO DELL’ANGELO - via Simone de Saint Bon 19 - Roma
Dal 4 al 21 maggio 2017
Orario spettacoli: dal giovedì al sabato alle 21.15, domenica alle ore 17,30

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06/37513571- 06/37514258
Sito web: www.teatrodellangelo.it


AUTORI IN COMPAGNIA - progetto di residenza teatrale per autori iscritti al Fondo PSMSAD presenta
Stefania Barca in
ANNA FREUD: un desiderio insaziabile di vacanze
di Roberta Calandra
con la gentile partecipazione di Gianni Oliveri
Scene e costumi Annalisa Di Piero
Regista collaboratore Paolo Orlandelli
Regia Edoardo Siravo

“…Che io sia così, senza desideri, è una vecchia lamentela… Credo che ciò derivi dal fatto che, in me, tutti i miei desideri si sono sempre incontrati con il loro esaudimento e che ho veramente tante più ricchezze degli altri… la causa di ciò è la mia immodestia, che in un primo momento rende i desideri così elevati che la realtà non può mai arrivare a soddisfarli” (Anna Freud)

Il monologo “Anna Freud: un desiderio insaziabile di vacanze” si inserisce con la sua fortunata vittoria presso il prestigioso ‘Premio Tragos’ di Milano, in un anno in cui la revisione della biografia, più che dell’opera freudiana sembra rivestire una fortuna e una molteplicità insolita. Dalla distruzione sistematica di Onfray, al geniale esordio macedone ‘La sorella di Freud’ di Goce Smilevski ad infiniti altri testi minori, la revisione su questo indiscusso colosso del Novecento sembra infatti più vivace e interessante che mai…Per non parlare dell’attuale dibattito odierno sui diritti civili, che la vita di Anna sembra nella sostanza precorrere. Il mio testo narra di Anna, del suo rapporto con il padre, con la famiglia in genere, con la psicoanalisi sua grande passione, con l’amica del cuore Dorothy Burlingham. Il tema che maggiormente mi ha sedotta, all’idea di affrontare un intreccio di tale statura e complessità è quello dei paradossi che si intrecciano dentro una famiglia, il cui capostipite è considerato quasi il padre fondatore di ogni presupposta “normalità”.

In realtà, attraverso uno studio approfondito mi sono resa conto di quanto originale e assolutamente unica sia la miscela della biografia e dell’opera di Anna, considerata quasi una vestale da suo padre stesso… dalla compresenza di tre madri reali e simboliche, alla castità praticamente certa, alla sua quasi letterale incarnazione del complesso di Edipo, alla relazione con un’altra donna definita solo amichevole anzi ‘gemellare’, ma in grado di accompagnare entrambe in una esistenza comunemente dedita ai bambini, fino alla sepoltura delle stesse in urne gemelle, i tanti rischiosi tradimenti, il suicidio di una figlia di Dorothy gelosa della stessa Anna, i tentativi che oggi ci apparirebbero davvero cinematografici di Freud stesso affinché il suo collega Ferenczi trattenesse a Budapest in analisi Robert, il marito disturbato di Dorothy per lasciare sua figlia –che lui stesso definiva ‘ben sistemata’- tranquillamente accanto alla sua amica del cuore, le intricate relazioni tra i sei figli di Sigmund, l’invasione nazista, le analisi se non interminabili di certo assai prolungate e vicendevoli di Freud su sua figlia, poi su Dorothy, di Anna sui bambini di Dorothy, la guerra, le trentasei operazioni alla mascella di Freud sempre assistito amorevolmente e faticosamente da Anna… e tanto altro ancora, che hanno fatto a mio parere della famiglia e delle sue insospettabili connessioni materia di un monologo moderno, avvincente, e di possibile interesse internazionale.

Note di Regia
Non appena mette piede sulla scena, Anna Freud rimuove i teli che coprono i mobili della vecchia casa di famiglia e spalanca l’armadio della memoria, dal quale estrae una miscellanea di ricordi che vanno a comporre il quadro del suo complesso rapporto con il padre Sigmund, con la madre e le sorelle, con la sua compagna Dorothy e con la sua “gemella rivale”, la psicoanalisi, che abbracciò e la rese finalmente madre di moltissimi bambini, nonché degna erede dell’inarrivabile padre. Per accompagnare la sua delicatissima e spietata autoanalisi, abbiamo scelto di assecondare il tempi e i modi della libera associazione, del cammino a ritroso, del flusso di coscienza, puntando la luce lì dove il faro della ragione di Anna decide volta per volta di posarsi.

La scarna e ineffabile presenza del fondatore della psicoanalisi, completa lo scenario della réchèrche di Anna, offrendo agli spettatori delle suggestioni sospese che pesano come macigni.

TEATRO BELLI - Piazza Santa Apollonia 11, Roma
Dal 2 al 7 maggio 2017
Orario spettacoli: dal martedì al sabato alle ore 21, domenica ore 17.30
Biglietti: Intero € 18, Ridotto € 13,00

Info e prenotazioni: telefono 06 5894875, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrobelli.it


REALITY
IL PRIMO TEATRALITY SHOW
Con Diana Abdel Naser, Niccolò Albanese, Cristiano Califano, Simona Cianfarini, Natalia De Maria, Marine Galstyan, Sargis Galstyan, Vittoria Rossi, Yasemin Sannino, Alessandro Sena
e Arnaldo Vacca
Aiuto regia: Simonetta Di Coste

Dietro le quinte di uno studio televisivo, concorrenti arrivati da tutto il mondo si sfidano per vincere il reality più importante della televisione italiana. C’è la cantante internazionale, l’originale coppia di ballerini di tango, la spregiudicata ragazza pronta a tutto per vincere, il musicista di percussioni accompagnato dalla ballerina che si muove sinuosamente sulla sua musica, il giovane e determinato danzatore alla sua prima esperienza importante. Accanto a loro, assistenti e coreografi guidati da un presentatore che ha un unico obiettivo: realizzare lo show più originale e seguito della televisione italiana. A qualsiasi costo.
Reality è uno spettacolo nello spettacolo. Il primo teatrality show. E’ il teatro che parla di televisione. Scritto e diretto da Alessandro Sena, è un racconto sul rapporto che c’è fra il successo e la popolarità, fra il talento e l’ambizione. In scena artisti straordinari che prestano il loro volto a personaggi pronti a tutto per trovare il successo o per ritrovare se stessi. Il canto e la musica di Yasemin Sannino, già nota per le colonne sonore dei film di Ferzan Ozpetek, qui anche attrice, accompagnata dal musicista Cristiano Califano, le vibranti percussioni di Arnaldo Vacca, uno dei più famosi percussionisti italiani, il tango travolgente dei ballerini e attori Marine e Sargis Galstyan, danno vita ad uno spettacolo composto da musica, canto e recitazione, senza però essere un musical. Accanto a loro sul palco le interpretazioni degli attori Diana Abdel Naser, Niccolò Albanese, Simona Cianfarini, Natalia De Maria, Vittoria Rossi e Alessandro Sena che firma anche la regia di uno spettacolo divertente ma al contempo cinico, come tutti i migliori reality.

TEATRO COMETA OFF - Via Luca della Robbia 47 (Testaccio), Roma
Dal 2 al 7 maggio 2017
Orario spettacoli: tutte le sere ore 21, domenica ore 18:30
Biglietti: ridotto 12.50 €, intero 16 € (tessera 2,50 €)

Info e prenotazioni: telefono 06-57284637
Sito web: www.cometaoff.it


B/RIDE
scritto e diretto da Giacomo Sette
ideato e interpretato da Martina Giusti
con Azzurra Lochi e Simone Caporossi
una collaborazione Anonima Sette & Martina Giusti
aiuto regia Azzurra Lochi
contributi al testo Martina Giusti

In scena al Teatro Studio Uno dal 4 al 7 maggio "B/Ride" scritto e diretto da Giacomo Sette, con protagonista Martina Giusti, voce narrante e “burattinaia” di un racconto teatrale ispirato al cortometraggio "Finché morte non ci separi" di Damian Szifron, accompagnata dai “D.Um.Mi.Es.”, Doppi Umani Mitologici Esperimenti, Azzurra Lochi e Simone Caporossi, nei ruoli dei due sposi B. e Pier.
Se una ragazza si sente realizzata nell'idea perfetta di una coppia da cerimonia, cosa le rimane quando questa crolla? E cosa resta del suo compagno? Una vera e propria parabola in cui una sposa, davanti all’evidenza di un tradimento, deciderà di distruggere tutto ciò che aveva progettato mettendo in discussione convenzioni, famiglia, “bon ton". Farà a pezzi l’immagine della “sposa modello” per scoprire una nuova sé e trascinerà in questo vortice anche il suo uomo. Il tutto nel tempo di un ricevimento di nozze.
Aperta la crepa del dubbio, del sospetto, dell'infedeltà e spogliati di macchine d'epoca e fotografie patinate, restano la donna e l'uomo – in tutta la loro imperfezione. La nostra sposa si scoprirà prima adultera, poi violenta, rissosa, vendicativa, e una volta svuotata, pronta per amare. Amare quello sposo adultero, violento, rissoso, vendicativo, svuotato che sarà, di riflesso, pronto per amarla.
Un processo di catarsi, di liberazione da tutto ciò che è preteso come "coppia" per ritrovarsi uno davanti l'altra, non più sposi ma amanti, finalmente sinceri. Liberati da ogni inibizione, mandando all’aria “ciò che si conviene”, i due finalmente si scopriranno. Con gli abiti stropicciati, il trucco colato, il respiro affannato, si guarderanno e si conosceranno. Per la prima volta. Quello sguardo sarà l’inizio di una nuova storia.
“B/RIDE” racconta la distruzione, il brivido di demolire e la meraviglia di rinascere dalle macerie.

TEATRO STUDIO UNO (Sala Specchi) - Via Carlo della Rocca 6, Roma
Dal 4 al 7 maggio 2017
Biglietti: ingresso 10 euro (tessera associativa gratuita)
Orario spettacoli: da giovedì a sabato ore 21, domenica ore 18

Info e prenotazioni: telefono 3494356219 - 3298027943, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrostudiouno.com


SCHIFOSI
L'orchestra vuota
liberamente ispirato all'opera omnia di David Foster Wallace
con Luca Iervolino
regia Rosario Sparno
incursioni sonore Massimo Cordovani
disegno luci Riccardo Cominotto

Torna, dal 5 al 7 maggio, all’Ar.Ma Teatro, lo spazio diretto da Daria Veronese, lo spettacolo che ha aperto la stagione. Schifosi - L'orchestra vuota liberamente ispirato all'opera omnia di David Foster Wallace, vede protagonista Luca Iervolino diretto da Rosario Sparno.
Questi Schifosi sono personaggi torbidi, divertenti quanto autenticamente amorali che si confessano attraverso un originale, candido e violento linguaggio quotidiano e che raccontano la loro realtà. Una visione del mondo che, con sgomento, potremmo scoprire anche nostra.
Protagonisti incapaci di “dare” gratuitamente, di donare, terrorizzati dalla verità, che mantengono i rapporti sociali solo perché sai non si sa mai, in fondo….
Approfondendo la vasta opera di David Foster Wallace, la compagnia crea uno spettacolo che indaga la possibilità di dire quel che non si può dire perché è amorale. I due temi presi in prestito da Wallace sono: la genitorialità e la violenza sulle donne.
Una madre ambiziosa, decisa, disperatamente, a mostrarsi amorevole; un padre frustrato e moribondo che implora una indecente cortesia; un figlio che smette di recitare il ruolo del figlio, perché sa che gli altri sanno che lui sa che gli altri sanno.
Accompagnati dalle “note disturbanti” di Massimo Cordovani e con il disegno luci firmato da Riccardo Cominotto, si ascoltano parole che sono delle vere e proprie rivelazioni.
I componenti di questa famiglia “normale” raccontano, dissacrandolo, il loro rapporto con gli altri e soprattutto con se stessi.

AR.MA TEATRO - via Ruggero di Lauria 22, Roma
Dal 5 al 7 maggio 2017
Orario spettacoli: ore 21, domenica ore 18
Biglietti: 10 euro

Info e prenotazioni: telefono 06 39744093 - cellulare 333 9329662, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


IL CONTRABBASSISTA
tratto da Il Contrabbasso di Suskind
Cast: Tiziano Storti
Regia: Eleonora Cecconi

Uno dei monologhi più arguti, struggenti ed esilaranti degli ultimi 30 anni nati dalla mente geniale di Patrick Suskind, Il Contrabbasso – ormai un classico della drammaturgia mitteleuropea - da cui è tratto Il Contrabbassista della Compagnia Appiccicaticci, sarà in scena dal 5 al 7 maggio al Teatro Manhattan di Roma.
Il protagonista di questo monologo è un contrabbassista, terzo leggìo dell’Orchestra di Stato, diviso fra l’amore e l’odio per questo strumento, fra l’orgoglio di essere lo strumento più importante dell’orchestra e la frustrazione di essere sempre quello dell’ultima fila.
Con un’energia trascinante il contrabbassista oscilla fra la voglia di rivalsa nell’orchestra così come nella vita all’amore per una mezzasoprano, Sarah, per la quale architetterà un folle piano di conquista. L’incessante passare del tempo lo obbliga poi a fare i conti con quelle scelte passate che hanno determinato il suo status di artista, a fare i conti con quello strumento così ingombrante e così decisivo nella sua esistenza, il contrabbasso per l’appunto.
Il Contrabbassista diventa così un flusso di coscienza, un flusso di emozioni e di passioni che travolge lo spettatore proiettandolo con una dolceamara ironia nella parabola tragicomica della vita del protagonista.

TEATRO MANHATTAN - Via del Boschetto 36, Roma (Rione Monti)
Dal 5 al 7 maggio 2017
Orario spettacoli: venerdì 5 e sabato 6 maggio ore 21, domenica 7 maggio ore 18
Biglietti: 10 euro (+ 2 tessera teatro)

Info e prenotazioni: telefono 349.2900839 - Prenotazione obbligatoria: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.appiccicaticci.com


Compagnia 8P Management presenta
IL CONTO E' SERVITO
di Sara Vannelli
regia Paola Tiziana Cruciani
Con Corrado Tedeschi, Nino Formicola, Alessandra Schiavoni, Roberta Garzia, Barbara Abbondanza, Martina Carletti, Simone Villani, Andrea Zanacchi
Scenografia: Alessandro Chiti
Costumi: Adele Bargilli

Metti una sera a cena: un politico ambizioso, un Nobel per la pace, una psicologa confusa, una bigotta rifatta, una colf obesa, una social dipendente con un fratello sessuomane … il menù non può che essere esilarante!
Una commedia brillante dal ritmo crescente che svela segreti e desideri di una classe benestante costretta a fare i conti con la realtà.
Nell’atmosfera noir della notte di Halloween, a colpi di dolcetti e scherzetti, l’incomunicabilità regnerà sovrana, ma le sorprese non si fanno aspettare.

TEATRO NINO MANFREDI - Via Dei Pallottini 10, Ostia Lido (Roma)
Dal 2 al 14 maggio 2017
Orario spettacoli: 2, 3, 4, 5, 6, 9, 11, 12 maggio ore 21; 7, 10, 14 maggio ore 17.30; 13 maggio ore 17.30 e 21.00
Biglietti: Platea intero 24 €, ridotto 21 €; Galleria intero 21 €, ridotto 18 €

Info e prenotazioni: telefono 06 56 32 48 49, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroninomanfredi.it


I DUE NEMICI INTIMI
di John Tremblay
con Flavio De Paola, Maria Cristina Gionta, Emiliano Ottaviani, Antonio Coppola.
Regia Flavio De Paola

Un affascinante imprenditore casualmente assiste ad un tentato omicidio, durante una manifestazione. Un incontro con una donna misteriosa e le relazioni intime che ne seguiranno, scaturiranno una serie di eventi esilaranti che faranno sempre di più appassionare lo spettatore alla storia.

TEATRO DEGLI AUDACI - Via Giuseppe De Santis 29, Roma
Dal 4 al 21 maggio 2017
Orario spettacoli: dal giovedì al sabato ore 21, domenica ore 18
Biglietti: € 28,00/ 16,00 biglietto intero - € 12,00 biglietto ridotto (più € 2,00 di prenotazione e prevendita)

Info e prenotazioni: telefono 06 94376057 - 339.6095598
Sito web: www.teatrodegliaudaci.it


FOEMINA SAPIENS
donne di scienza e di pensiero, di scoperte e di potere
Di Duska Bisconti
Con Duska Bisconti, (Maria l’ebrea, Ada Byron Lovelace), Maria Cristina Mastrangeli (Laura Bassi Veratti) e Maria Libera Ranaudo (Anna Morandi Manzolini)

Il ritratto di una persona può parlare? Nella penombra di uno scantinato dove sono riposti centinaia di ritratti di donne, risuonano parole come “libertà e pensiero”. Hanno saputo che saranno battute all’asta ma non sono affatto d’accordo: loro non sono in vendita. Sono donne speciali che hanno rivoluzionato le scienze, guidato le scoperte, cambiato la società. I loro nomi sono sepolti sotto le coltri della leggenda, del mito talvolta: Maria l’ebrea, Anna Morandi Manzolini, Laura Bassi Veratti, Trotula de’ Ruggiero, Ada Byron Lovelace, Ipazia, Caterina di Russia, Caterina da Siena, Caterina de’ Medici, Valentina Tereskova, Maria Curie, Madame de Stael e tante, tante ancora.
Ogni sera nello scantinato si possono imparare le loro vite dominate dal piacere della libertà.

TEATRO TORDINONA (Sala Starsberg) - Via degli Acquasparta, 16
3-4-5 Maggio (ore 21:00)

Info e prenotazioni: telefono 067004932, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.tordinonateatro.it


Compagnia Carvelli/Cusato
PINOCCHIEIDE
di Andrea Carvelli
regia Matteo Cusato
con Anton de Guglielmo

“Pinocchieide” è un adattamento in endecasillabi a rima baciata del celebre libro di Collodi. Scritto da Andrea Carvelli e diretto da Matteo Cusato, affronta la storia così come volle concluderla l'autore in prima scrittura, dove il percorso di Pinocchio - interpretato da Anton de Guglielmo -, personaggio insieme umano, animale, vegetale e ultraterreno, mosso da un «occulto, multiforme, futuro», altro non è se non l’attraversamento dell’Erebo, del Regno dei Morti, che ha il suo centro nel cuore nero del libro.
Un libro «altamente indiziario, [...] un libro di tracce, orme, indovinelli, burle, fughe, che ad ogni parola colloca un capolinea». Un termine, dunque. Una fine. La trasformazione del burattino in bambino, con il conseguente sdoppiamento del personaggio in due personaggi, è vista allora sotto l’ottica di un vero e proprio incubo - la storia -, dal quale Pinocchio non potrà più svegliarsi. Il suo processo di formazione è una via nella notte, la strada dentro il sonno eterno degli esseri.
Una variante al mito di fondazione della morte, dove il corpo - bambino - ha l’inevitabile destino della fine e l’anima - burattino - tutto il tempo dell’immortalità.

TEATRO TORDINONA (Sala Starsberg) - Via degli Acquasparta, 16
6-7 Maggio (ore 21:00 - domenica ore 18:00)

Info e prenotazioni: telefono 067004932, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.tordinonateatro.it


Marioletta Bideri per Bis Tremila srl presenta
Athina Cenci in
LA DONNA GIGANTE
a cura di Marco Mattolini
uno spettacolo di Lidia Ravera

“La nostra vita è divisa in tre tempi. La vostra in due soltanto. Voi siete bambini, poi uomini. Restate uomini fino alla morte. Noi siamo bambine, poi donne, poi donne vecchie. Il terzo tempo nessuna ha voglia di viverlo”. Così dice di sé la protagonista di questo racconto che Athina Cenci aveva interpretato molti anni fa nelle sue prime due parti. Oggi, non a caso, l’attrice sceglie questa divertente e densa trilogia per tornare sulla scena a Roma. Il 3 aprile nel 1985, nel 1995, nel 2005. Il racconto di un giorno nella vita di una donna a distanza di 10 anni. Il bisogno di tempo che si intreccia coi legami familiari, la carriera, l’impegno politico, i dubbi. Donna sull’orlo di una crisi di identità, appassionata, intelligente, contraddittoria, esigente e paziente, ironica, ambiziosa a disagio, materna, leggera. Consapevole della propria fragilità e per questo più forte: donna gigante.

TEATRO BRANCACCINO - Via Mecenate 2, Roma
Dal 4 al 7 maggio 2017
Orario spettacoli: da giovedì a sabato ore 20.00, domenica ore 18.00
Biglietto: 15,50 € - Card open 5 ingressi 55 euro

Info e prenotazioni: telefono 06 80687231, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrobrancaccio.it

 

Data unica

LO SHOW

Regia di Giorgia Mazzucato
Con Marco Allegretti, Maria Beatrice Alonzi, Paolo Berini, Simone Congedo, Sara Fraietta, Silvana Lagrotta, Pasquale Guerrera, Cristiano Marazzi, Francesca Mareggiato, Giorgia Mazzucato, Nancy Mazzella, Vincenzo Pesce, Andrea Vannini, Viviana Valastro, Mauro Vottari
Musicista dal vivo e DJ Dario Giuffrida

Già al fianco di Marco Presta e Max Paiella, e per sei puntate su Rai Due per “Stiamo tutti bene”, Marianna Valentino sarà la protagonista del terzo appuntamento al Teatro Lo Spazio di Roma il 7 maggio con Lo Show: lo sgangherato e irresistibile format teatrale ideato da Giorgia Mazzucato e Maria Beatrice Alonzi per La Siti.
Dopo due date sold out con l’ospite internazionale Yann Van Den Branden (direttore artistico della Quicksilver Productions ad Anversa, e vincitore del torneo mondiale di Theatresports nel 2006) sarà questa volta un’attrice e improvvisatrice italiana, molto attiva all’estero, a tenere la pista di un progetto teatrale che al Teatro Lo Spazio di Roma finora ha coinvolto centinaia di spettatori, chiamati ad affrontare la scena in un gioco tutto da vivere in prima persona.
Finti domatori, improbabili attrazioni, stupidi acrobati, funamboli zoppi e tutte le più assurde figure del circo, pronti a sfidarsi a colpi di numeri di Improvvisazione teatrale: questo è, infatti, Lo Show.
Comicità e salti mortali, per lo spettacolo “più brillante che ci sia”, accompagnato dalle musiche del dj e producer Dario Giuffrida (Donatella Rettore, Bob Sinclair, Raffaella Carrà, etc.).
Sul palco, con l’istrionica Marianna Valentino, la squadra di attori de La SITI, capitanata da Giorgia Mazzuccato (allieva, fra gli altri, di Dario Fo, Franca Rame, Marco Baliani, vincitrice del Roma Fringe Festival e Miglior Spettacolo al Teatro L’Avogaria di Paolo Poli) e Maria Beatrice Alonzi, definita dall’Agenzia Stampa Internazionale AFP “the italian digital artist” e che negli ultimi mesi ha avuto oltre 4.000.000 di views attraverso i suoi progetti e mockumentari social.

TEATRO LO SPAZIO - Via Locri 42/44, Roma (Metro San Giovanni)
7 maggio 2017 - ore 21.00
Biglietto 10 euro.

Info e prenotazioni: telefono 06 77076486 - 06 77204149, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrolospazio.it


SINFONITE’
scritto da Eleonora Benedetti
regia Martin Loberto
coreografie Erica Picchi
vocal coach Lavinia Fiorani

Una nuova commedia musicale divertente e avvincente, adatta a tutte le età, è pronta ad andare in scena al Piccolo Teatro San Pio (il 1 maggio) e al Teatro Le Maschere (il 1 giugno). Si tratta di “SinfoniTè”, scritta da Eleonora Benedetti e diretta da Martin Loberto, talentuoso attore pugliese al suo debutto alla regia.
Siamo in una sala da the senza tempo, entra una cameriera agitata che spiega che di lì a poco arriveranno degli scrittori famosi. Gli autori sono chiaramente morti, ma non sono ancora passati nell’al di là perché l’esame per passare a “miglior vita” o per meglio dire a “miglior morte” è inventarsi una storia avvincente, ma loro finora non ci sono riusciti. La cameriera li aiuterà a ritrovare la memoria, ripensando alla loro vita, e a riscrivere i loro romanzi più famosi. È una commedia musicale, dove valori come l’amicizia, la tolleranza e la solidarietà, si intrecciano con la letteratura inglese e americana, dando allo spettacolo INEDITO e NUOVO, un valore UNICO.

Note di regia:
"È uno spettacolo nato dalla voglia di ribellarsi ad una situazione precedente poco gradevole. Una sfida che mi sono voluto dare io come regista in primis e perché credo nelle potenzialità dei minori. Ho visto a Londra molti musical e i migliori per me sono quelli interpretati dai bambini/ragazzi. Credo Molto in SinfoniTe' perché è completo di cultura, Di belle canzoni, di danze energiche. Questo spettacolo potrà solo crescere e migliorarsi e io ci metterò sempre tutto me stesso. Mi auguro che tutti possano vederlo"

1 maggio ore 11 e 18,30 al Piccolo Teatro San Pio - Roma

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Pagine Facebook:
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https://www.facebook.com/La-compagnia-Il-cappellaio-matto-298977256891230/?fref=ts
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Ancora in scena

IL VIAGGIO DI ENEA
di Olivier Kemeid
dall’Eneide di Virgilio
adattamento e regia Emanuela Giordano

con Fausto RUSSO ALESI (Enea), Alessio VASSALLO (Acate), Carlo RAGONE (Anchise, Acmenide, Re pastore), Roberta CARONIA (Creusa, Sibilla), Valentina MINZONI (Didone), Giulio CORSO (Ascanio), Antoinette KAPINGA MINGU (Lucia, Aletto, Direttrice del Resort, Agente dell’Immigrazione), Emmanuel DABONE (Roberto, Boss della fabbrica, Figlio di Aletto), Simone BORRELLI, Lorenzo FREDIANI e Giulia TRIPPETTA (il Coro)
scene Francesco GHISU - costumi Cristina DA ROLD - disegno luci Giuseppe FILIPPONIO
Produzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale e Centro d’Arte Contemporanea Teatro Carcano

Il mito sempre eterno di Enea rivive sulla scena nella riscrittura del drammaturgo canadese Olivier Kemeid, nato in Quebec da una famiglia di origini egiziane, che porta a teatro IL VIAGGIO DI ENEA per la regia di Emanuela Giordano, dal 26 aprile al 7 maggio al Teatro Argentina. Una moderna traversata mitologica in cui i nodi dell’epica si intrecciano con le vicende di un’epoca contemporanea ferita dalle migrazioni, dalle guerre, dalla fame e dalla ricerca del benessere intravisto da lontano. Una produzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale e Centro d’Arte Contemporanea Teatro Carcano.
IL VIAGGIO DI ENEA è dunque un racconto poetico delle migrazioni, ma soprattutto è una storia familiare, quella di Olivier Kemeid. Riscrittura moderna e fedele al classico di Virgilio, in cui l’autore proietta le vicende di suo padre e della sua famiglia, emigrata dall’Egitto al Canada con grandi difficoltà e peregrinazioni, alla ricerca di un mondo migliore attraverso personaggi e luoghi del mito di Enea. Così, Olivier Kemeid ha riconosciuto nel racconto di Virgilio la storia di suo padre, che è la storia dell’uomo, in fuga dai disastri dell’esistenza. Dal latino, al francese, all’Italiano odierno il mito compie il suo viaggio di ritorno offrendo nuove riflessioni. L’Enea di Virgilio supera le insidie del viaggio grazie alla divina materna benevolenza.
L’Enea di Kemeid, che pure si rifà al racconto virgiliano, non ha santi in paradiso ed è per questo più spaventato, più stanco e meno pio. Per una volta, l’esodo biblico che cambierà il volto dell’Europa viene raccontato da chi è costretto a partire, con un ironico capovolgimento dei ruoli in cui i neri sono al posto dei bianchi e viceversa. Non c’è enfasi, non c’è retorica né vittimismo. C’è solo la necessità di sopravvivere. Enea è un giovane uomo che vive un continuo conflitto di coscienza: pensare a sé o pensare anche agli altri? Sopravvivere in clandestinità o rischiare per ritrovare dignità e rispetto di se stesso? Il figlio di Enea, Ascanio, divenuto grande, riordina frammenti di ricordi così come gli sono stati raccontati dal padre. Ne ricostruisce il viaggio, i rapporti, gli amori, i dubbi, l’approdo che al momento è solo una speranza.

Quello di Emanuela Giordano è un teatro che si costruisce in scena, con i corpi e le intelligenze vive degli attori. Questo testo è quindi ancora una trama aperta, la traccia di un viaggio che si può compiere solo con attori capaci di mettersi in gioco. La regista inserisce nel testo di Kemeid segni dell’Eneide di Virgilio, ricercando e traducendo quei versi che si fondono in questa riscrittura. Ogni scena è cadenzata da evocazioni dell’opera originale, rendendo più evidente il nesso tra il mito e la contemporaneità. Non analizzare la “correlazione oggettiva” con il presente sarebbe un’omissione. Il confronto con il mito diventa strumento per cogliere temi essenziali del vivere contemporaneo, che la Giordano decide di affrontare prima di tutto con gli attori che dovranno fare i conti con loro stessi, senza filtri. «In palcoscenico, due grandi zattere: macchine sceniche che si muovono dal fondo al proscenio, quasi a invadere la platea – spiega la regista Emanuela Giordano – Intorno, solo mura di fango. I naufragi cui vanno incontro i personaggi vengono soprattutto raccontati. Ma l’aspetto particolare è che i migranti sono interpretati da attori bianchi, mentre coloro che stanno dall’altra parte, cioè chi dovrebbe accoglierli – ma li accoglie male, li rifiuta, li rilega nei campi profughi oppure cerca di sfruttare a proprio vantaggio il loro dolore – ho voluto fossero attori di colore. Un ribaltamento dei ruoli: l’esodo biblico, che cambierà il volto dell’Europa, viene visto allo specchio».

TEATRO ARGENTINA - Largo di Torre Argentina, Roma
Dal 26 aprile al 7 maggio 2017
Orario spettacoli: prima ore 21, martedì e venerdì ore 21, mercoledì e sabato ore 19, giovedì e domenica ore 17
Durata spettacolo: 90’

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 684 00 03 11 / 14
Sito web: www.teatrodiroma.net


La Bilancia Produzioni presenta
NON RUBATECI I SOGNI
scritto e diretto da Bernardino de Bernardis
con Luca Buongiorno (Enrico), Bernardino de Bernardis (Don Angelo), Mauro De Maio (Salvatore), Francesca Di Meglio (Mariagrazia), Ciro Formisano (Boss), Martin Loberto (Alessandro), Coky Ricciolino (aiuto boss), Angela Ruggiero/ElenaVerde (Donna Assunta)

Cosa succederebbe se un prete napoletano particolarmente timoroso, dopo vent’anni lontano dalla sua città di origine, venisse trasferito proprio in quel quartiere difficile dove ha vissuto la sua adolescenza? Don Angelo è un prete che ha condotto l’intera vita pastorale nella tranquilla valle Aurina in Trentino, immerso tra gente ordinata e pacifica, ma quando viene trasferito nel quartiere della provincia napoletana in cui è nato, l’iniziale entusiasmo dovrà fare i conti con la precaria e problematica realtà fatta di miseria e sotterfugi.
Inizierà cosi per lui una seconda vita che lo metterà di fronte a quel passato inconsapevolmente rimosso e ai continui soprusi che la sua comunità è costretta a subire, come quello dell’abbattimento del teatro che le istituzioni vogliono compiere per far posto a un centro commerciale dietro la cui iniziativa, in realtà, si nasconde la mano crudele della delinquenza locale.
Per convincere la comunità ad appoggiare la lotta contro l'abbattimento del teatro, Don Angelo porterà alcuni ragazzi della sua parrocchia a mettere in scena uno spettacolo teatrale che racconti le loro vite, le loro difficoltà, insomma che sia un grido contro la cultura della violenza e della sopraffazione. Ma come tutti i "capitano, oh mio capitano" della letteratura, Don Angelo non troverà la strada spianata e dovrà fare i conti con il proprio timore e la propria natura titubante. Contemporaneamente, anche la comunità farà i conti con il proprio atteggiamento servile, con quel capo chino con cui ha lasciato che la delinquenza tenesse in mano le redini della propria vita.
Sotterfugi, improbabili stratagemmi, paure e ipocondrie fanno da cornice alla perenne lotta tra il bene e il male, in cui si alternano personaggi che, dietro l’apparente leggerezza, nascondono ferite mai completamente rimarginate.
Sarà dunque un semplice spettacolo di teatro a restituire dignità a questi protagonisti che non avevano la vocazione dell'eroe e a riscattare esistenze marginali che non hanno mai pensato di avere qualcosa da dire. Ma d'altronde, non è forse questo il ruolo del teatro?

TEATRO DE’ SERVI - Via del Mortaro 22 (ang. Via del Tritone), Roma
Dal 25 aprile al 14 maggio 2017
Biglietti: platea 22€ - galleria 18€
Orario spettacoli: da martedì a venerdì ore 21, sabato ore 17.30 e 21, domenica ore 17.30, lunedì riposo

Info e prenotazioni: telefono 06.6795130
Sito web: www.teatroservi.it


SENZA GLUTINE
di Giuseppe Tantillo
regia Daniele Muratore e Giuseppe Tantillo
Con Valentina Carli, Vincenzo De Michele, Orsetta De Rossi, Giuseppe Tantillo
Scenografia Francesco Ghisu
Costumi Alessandro Lai
disegno luci Daria Grispino

Da mercoledì 26 aprile per la stagione large debutta al Teatro Argot Studio, Senza glutine, nuovo testo dell’attore e autore palermitano Giuseppe Tantillo che già nel 2013 riceve con il suo primo testo teatrale, Best friend, la Segnalazione Speciale al prestigioso Premio Riccione per il Teatro. Senza glutine è una cinica e spietata riflessione sull’amore e sul glutine.

Breve sinossi: Fran e Lisa hanno trent’anni e stanno insieme da cinque. Paolo e Felicia di anni ne hanno quasi cinquanta e la loro relazione va avanti da quindici. Ne verrà fuori un inevitabile incrocio che metterà a dura prova la solidità delle due coppie.

Dal testo: La cosa più difficile in assoluto è lasciarsi. Anche se non ci si ama più. E in un certo senso non è neanche un male. Se non fosse così non si farebbero un sacco di cose. E non si conoscerebbero veramente le persone. In fondo cominciamo davvero a conoscere la persona che ci sta accanto quando smettiamo di provare qualcosa per lei. Solo allora riusciamo a vederla per quello che è. E a quel punto viene fuori tutto quell’insieme di senso di colpa, malinconia, tenerezza e gratitudine che prende il nome di rapporto stabile. Dove il sesso è una chimera e la dermatite atopica una triste realtà.

Dalle note di regia: La prima volta che mi sono innamorato avevo nove anni. Era il 10 maggio ed erano le sette di sera. E lo ricordo bene perché un’ora dopo saltai la cena per la prima volta nella mia vita, a causa di un’improvvisa colica addominale. Da allora fino al compimento dei trent’anni mi sono innamorato altre otto volte. E a ogni innamoramento è seguito un disturbo di natura gastrointestinale. Ho sempre letto che il mondo è diviso tra chi ama col cuore e chi con la testa. Io amo con lo stomaco e l’intestino. E vi assicuro che le conseguenze sono meno romantiche. La verità è che mi riesce difficile scindere il concetto di amore da quello di digestione. Li considero affini. In entrambi i casi, infatti, si tratta di assorbire e trasformare (alimenti o sentimenti) avendo cura di eliminare le scorie. Sono partito da qui per raccontare questa storia. La storia di due coppie che non hanno la forza di lasciarsi. E che grazie a questa incapacità riescono a realizzare i propri desideri. La mancanza di coraggio infatti, checché ne dica la psicanalisi, non è necessariamente un male. Rimanere bloccati in un rapporto apre a un caleidoscopio di possibilità e permette di cogliere dettagli, che altrimenti sarebbe impossibile notare.
(Giuseppe Tantillo)

TEATRO ARGOT STUDIO - Via Natale del Grande 27, Roma
Dal 26 aprile al 7 maggio 2017
Orari spettacoli: dal martedì al sabato ore 20.30, domenica ore 17.30
Biglietti: 12 euro (intero) - 8 euro (studenti e over 65)

Info e prenotazioni: telefono 06-5898111, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroargotstudio.com


NON AVER PAURA …È Solo Uno Spettacolo
Scritto da Eduardo Aldan
Progetto artistico di Gianluca Ramazzotti
Diretto da Ricard Reguant
Versione italiana di Franco Ferrini
Con: Claudia Genolini, Luca Basile, Yaser Mohamed
E con la partecipazione di Gianni Garko

Un nuovo entusiasmante e rinfrescante spettacolo sulle nostre paure infantili, un viaggio nel terrore, scritto e diretto dal geniale Eduardo Aldan, il cui obiettivo è che lo spettatore provi una sensazione di inquietudine e paura in un luogo dove abitualmente si sente al sicuro; in una comoda poltrona di teatro. Un esperimento squisitamente teatrale attualmente di grande successo in Spagna, Messico e Portogallo con pubblico e critica entusiastiche. Una trama e un’ambientazione sorprendenti, terrore psicologico ed effetti speciali, sono gli ingredienti di questa nuova e appassionante avventura, che divertirà e appassionerà anche il pubblico italiano. Ma se qualcuno pensa che sia solo uno spettacolo e per questo motivo sia difficile spaventarsi, si sbaglia. Mai puoi sentirti al sicuro in un teatro, perché in realtà non conosci chi ti sta seduto dietro.

“Non aver paura” scritto da Eduardo Aldàn, e diretto da Ricard Reguant e' un successo spagnolo della scorsa stagione a Madrid oltre che campione d'incassi in America Latina. La versione Italiana tradotta e adattata da Franco Ferrini (sceneggiatore tra gli altri, di c'era una volta in America e numerosi film di Dario Argento) su progetto di Gianluca Ramazzotti cerca di riportare in Italia un genere che si è' solito vedere in cinema e quasi mai in teatro: “l’horror”. Lo spettacolo, che vanta la presenza come Maestro di Cerimonia l’ attore Gianni Garko, noto volto del cinema italiano degli anni ’60 e ’70 di film di culto come, tra gli altri: ”Sartana”, “ 10.000 dollari per un massacro”, “La notte dei diavoli”, “Sette note in nero”, “Uomo a metà”, attraverso un sapiente uso del linguaggio scenico, spiazza, sorprende e destabilizza il pubblico suggerendo terrore psicologico, fino a immergerlo in un grande e spaventoso momento teatrale.
Però se qualcuno dovesse pensare che si tratti “solo di uno spettacolo teatrale” (come dichiara il sottotitolo dello stesso) e che non ci sia niente da temere, si sbaglia di grosso. “Non potrai mai sentirti sicuro in un teatro, perché non sai ma chi siede dietro di te”. Lo spettacolo sarà in scena dal 20 Aprile al Teatro Ghione una scelta dovuta anche all’affascinante storia che non tutti conoscono, distrutto dal Grande Incendio del 1915 in via delle Fornaci dove persero la vita 23 persone, ricostruito successivamente, è da anni luogo di eventi paranormali e sorprendenti.

TEATRO GHIONE - Via delle Fornaci 37, 00165 Roma
Dal 20 aprile al 14 maggio 2017
Il botteghino è aperto tutti i giorni dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 19.30
Biglietti: intero platea 27 €, intero galleria 20 €, riduzione 16 €
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 6372294 - 06 39670340
Sito web: www.teatroghione.it


SPACCANAPOLI TIMES
Scritto e diretto da Ruggero Cappuccio
con
Ruggero Cappuccio - Giuseppe Acquaviva
Giovanni Esposito - Romualdo Acquaviva
e con
Giulio Cancelli Norberto Boito
Gea Martire Gabriella Acquaviva
Marina Sorrenti Gennara Acquaviva
Ciro Damiano Dottor Lorenzi

Scene Nicola Rubertelli
Costumi Carlo Poggioli
Aiuto regia e disegno luci Nadia Baldi
Letture sonore di Marco Betta da “La forza del destino” di Giuseppe Verdi
Foto di scena Marco Ghidelli
Produzione TEATRO STABILE DI NAPOLI

Quattro fratelli in lotta con il modernismo globalizzante, che innesca nel mondo dinamiche sociali dalle quali i componenti della famiglia si sentono esclusi, sullo scenario di una Napoli contemporanea vista come detonatore della crisi etica. Questo è lo scenario in cui sono coinvolti i protagonisti di Spaccanapoli Times, testo scritto e diretto da Ruggero Cappuccio, vincitore del Premio le Maschere 2016 come Migliore autore di novità italiana.
Lo spettacolo che nel 2015 ha inaugurato la riapertura dello storico Teatro San Ferdinando di Napoli, è che ha anche visto il debutto come attore di Ruggero Cappuccio, arriva finalmente a Roma al Teatro Eliseo dal 18 aprile al 7 maggio.
Cappuccio veste i panni di Giuseppe Acquaviva, il personaggio al centro della storia – uno scrittore che pubblica le sue opere in assoluto anonimato e vive tra i binari della stazione centrale di Napoli – accompagnato in scena da Giovanni Esposito (Romualdo Acquaviva), Gea Martire (Gabriella Acquaviva), Marina Sorrenti (Gennara Acquaviva), Giulio Cancelli (Norberto Boito) e Ciro Damiano (Dott. Lorenzi).

Spaccanapoli Times è una dirompente macchina comica che attraversa il paesaggio umano dell’Italia di oggi con spregiudicata velocità.
La scrittura di Ruggero Cappuccio si materializza in un italiano che slitta sul terreno delle lingue del Sud, irrorandosi di anglicismi erosivi per una partitura sonora in cui fiammeggiano allegri dirompenti e adagi malinconici. Su tutto regna il ridere e sorridere, dove la comicità volontaria, sferzante e innocente, diventa una lente d’ingrandimento per leggere la realtà del male di vivere con impeto tagliente e irriguardoso.
La scena si apre nella vecchia casa della famiglia Acquaviva: un appartamento all’ultimo piano di un palazzo situato nella via Spaccanapoli. Gli ambienti sono abbandonati da tempo. Gli unici oggetti che si impongono alla vista sono le migliaia di bottiglie d’acqua, ormai vuote, che ricoprono i muri dei saloni a tutt’altezza.
Giuseppe ha convocato i suoi tre fratelli per una ragione d’emergenza. Gabriella, Gennara e Romualdo, lo raggiungono nella dimora in cui hanno vissuto infanzia e adolescenza, ma il motivo della convocazione appare ambiguo e misterioso.
La presenza del quartetto Acquaviva nel luogo degli antenati, innesca un esilarante corto circuito tra passato e presente, tra i teneri rituali dell’infanzia e l’avanzata cancerogena del capitalismo.
I quattro fratelli sono disorientati dall’attualità, vivono in dimensioni mentali e fisiche estreme, concretizzando sulla vita punti di vista e interpretazioni follemente comici.
La singolare pazzia sentimentale che ispira gli innamoramenti di Gabriella, la surreale visionarietà di Gennara per il mondo dello spirito e il talento fobico che Romualdo applica nella pittura, attivano un confronto serrato sulla possibilità di amare e di esistere.
Così, mentre Giuseppe rivela ai fratelli che una guerra invisibile e mortale incombe sul pianeta, si consuma l’attesa febbrile di una visita che dovrà sciogliere la ragione della convocazione degli Acquaviva nella casa della memoria.

Ruggero Cappuccio, attualmente direttore del Napoli Teatro Festival, propone un testo ambientato nei giorni nostri, come a voler blindare un momento storico dal quale proprio non si può far ritorno; una riflessione sull'uomo, chiamato a vivere questi giorni difficili, che per alcuni sono arrivati troppo presto, cogliendoli impreparati. L’incontro con questa modernità manda in frammenti i già fragili animi dei protagonisti; sono costoro che più ne risentono venendo considerati come malati della società quando, in realtà, sono coloro che presentono il male del nostro tempo
Durata: 2 ore in 2 atti

TEATRO ELISEO - Via Nazionale 183, 00184 Roma
Da martedì 18 aprile a domenica 7 maggio 2017
Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00, mercoledì e domenica ore 17.00
Prezzi da 25 € a 40 €

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 83510216
Sito web: www.teatroeliseo.com


CHI È DI SCENA
Scritto e diretto da Alessandro Benvenuti
con Alessandro Benvenuti, Paolo Cioni e Maria Vittoria Argenti

Alessandro Benvenuti presenta il nuovo spettacolo CHI È DI SCENA, dal 19 aprile al 7 maggio al Teatro della Cometa a Roma. Scritto, diretto e interpretato dall’attore toscano che ha al suo fianco anche Paolo Cioni e Maria Vittoria Argenti. Impegnati in un intreccio giocoso e imprevedibile avvolto in una comicità istintiva e feroce. La produzione è di Arca Azzurra Teatro.
Una novità drammaturgica nel panorama nazionale di cui è ancora fresco l’inchiostro del copione che si propone come una vera e propria novità anche nel repertorio firmato dall’attore toscano.
La trama racconta di uno stravagante e chiacchierato uomo di teatro scomparso dalle scene improvvisamente e apparentemente senza un plausibile motivo da cinque anni. Viene rintracciato per un caso fortuito da un giovane fan. A lui, l'uomo decide di rilasciare un'intervista per spiegare le ragioni della sua scelta e svelare così il mistero che si è creato intorno a questa. Lo invita perciò a casa sua. Testimone silente di questo loro incontro è però una giovane donna che, giacendo seminuda su una chaiselongue di spalle ai due, sembra dormire un sonno profondo.
E come spesso accade nei lavori di Alessandro Benvenuti, quel che appare si scopre tutt'altro che vero, e quel che è vero si svela in un intreccio giocoso e imprevedibile, con una specie di doppio salto mortale drammaturgico che accompagna lo spettatore a un finale assolutamente inaspettato che gioca con leggerezza con le vicende pubbliche e private dei tre protagonisti, sull'intreccio tutt'altro che evidente dei loro rapporti, affrontando insieme tematiche di grande attualità sociale. Il tutto ovviamente con il linguaggio forte, pastoso, ricco dei testi di Benvenuti, assolutamente esplicito, lineare, venato di ironia con punte di corrosività sarcastica e sempre di una comicità istintiva e feroce.

TEATRO DELLA COMETA - Via del Teatro Marcello 4, 00186 Roma
Dal 19 aprile al 7 maggio 2017
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21, sabato doppia replica ore 17 e ore 21, domenica ore 17
Biglietti: platea 25 euro, prima galleria 20 euro, seconda galleria 18 euro

Info e prenotazioni: telefono 06-6784380
Sito web: www.teatrodellacometa.it


Antonello Costa in
NON CI POSSO CREDERE
con Annalisa Costa e Pierre Bresolin
Regia Antonello Costa

Quante volte abbiamo usato la frase non ci posso credere... per un incontro inaspettato... per un bel voto o una promozione sul posto di lavoro..... e cosa ha spinto Antonello Costa a chiamare cosi il suo nuovo spettacolo? “I miei 30 anni di carriera coincidono con 30 anni di attività del teatro Manzoni??!! Bisogna festeggiare: Non ci posso credere!!!”
Sta dando vita quindi ad un varietà in grande stile con soubrette, un numeroso corpo di ballo (Licia Cricchi, Marica Galli, Agata Moschini e Elisa Milani) sarà accompagnato sulla scena da Annalisa Costa e Pierre Bresolin.
Canzoni, personaggi, macchiette, balli come nella migliore tradizione, il tutto condito dal talento di Antonello che ballerà il tip tap sulle note di Vecchio Frack di Domenico Modugno. Non mancherà di coinvolgere il pubblico ricordando Renato Carosone. o attraverso l'incontro di Totò e Charlie Chaplin, di Renato Rascel e Petrolini, di Chaplin e Michael Jackson.
Molti i personaggi che incontreremo del suo repertorio, come il siculo Don Antonino, Tony Fasano, ballerino di salsa, Sergio il cugino esaurito, Hamed, e tanti altri ancora...
Antonello sa coniugare tanto mestiere con un'approfondita conoscenza del varietà storico che è stata la base sulla quale ha costruito il suo spessore con amore e scuola. E come dichiara spesso: “il talento non è solo una dote, io ho fatto tutto con serietà, passione, studio e lavoro, senza intraprendere scorciatoie, di questo ne vado fiero”.
Antonello Costa è un vero artista che crea e tiene vivo il varietà.
Assisteremo ad uno spettacolo coinvolgente, divertente, assolutamente da non perdere.

TEATRO MANZONI - Via Monte Zebio 14/c, Roma
Dal 20 aprile al 14 maggio 2017
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17.30, lunedì riposo, martedì 9 maggio ore 19, giovedì 11 maggio ore 17 e ore 21
Biglietti: intero euro 25, ridotto euro 22

Info e prenotazioni: telefono 06-3223634
Sito web: www.teatromanzoni.info


Gianni Ferreri, Daniela Morozzi, Giancarlo Ratti in
TERAPIA TERAPIA
da un soggetto di Roberto Nobile
una commedia di Augusto e Toni Fornari, Andrea Maia, Roberto Nobile, Vincenzo Sinopoli
regia Augusto Fornari

Ninì Serpiello, (Gianni Ferreri) e Lucia Montello, (Daniela Morozzi) sono interapia di coppia per cercare di salvare il loro litigiosissimo matrimonio.
Si sono rivolti dopo aver tentato, senza successo, di risolvere con altri terapisti, al Dottor Mauro Angeli, (Giancarlo Ratti) stimato psicologo del settore, considerato un salva-coppie per l’alta percentuale di successi delle sue terapie.
Ma i Serpiello non sanno che proprio in questo periodo anche lo Psicologo vive una gravissima crisi matrimoniale.
Cosa può accadere se i problemi della coppia si intrecciano con quelli dell’analista?
Fra equivoci, litigi, svelamenti, tenerezze, “Terapia Terapia” affronta, in chiave comica ma non superficiale, le commedie e i drammi del matrimonio attraverso un viaggio analitico, da Freud alla sfogliatella napoletana.

TEATRO GOLDEN - Via Taranto 36, Roma
Dal 18 aprile al 14 maggio 2017
Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì, sabato ore 21, domenica ore 17
Biglietti: intero € 26,00 + € 4 di prevendita; ridotto € 22,00 + € 3 di prevendita

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06.70.49.38.26
Sito web: www.teatrogolden.it


WASHINGTON SQUARE
(Storie Americane)
uno spettacolo di Giancarlo Sepe
ispirato al romanzo di Henry James

Lo spettacolo, presentato dalla Compagnia Orsini in collaborazione con la Compagnia del Teatro La Comunità diretta da Giancarlo Sepe, è interpretato da Sonia Bertin, Marco Imparato, Silvia Maino, Pietro Pace, Emanuela Panatta, Federica Stefanelli, Guido Targetti, Adele Tirante e con Pino Tufillaro. Le scene e i costumi sono di Carlo De Marino, le musiche sono a cura di Davide Mastrogiovanni e Harmonia Team, il disegno luci è di Guido Pizzuti.
Washington Square con il sottotitolo Storie Americane è, nello spettacolo di Sepe, un pamphlet dedicato alla lotta delle donne americane per ottenere la parità dei diritti. Un viaggio al femminile nella storia americana tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento.
Al centro della storia Catherine Sloper, minuta, insignificante e scialba di cui il padre, famoso medico della città, ne soffre le pochezze intellettuali e caratteriali, e che malvolentieri si trascina dietro per feste e balli.
In un ballo appunto la ragazza incontra Morris un bel ragazzo che si dice innamorato e pronto a sposarla. Il dottor Sloper si oppone energicamente, sicuro che il giovane sia più attratto dal suo patrimonio che dalla bellezza della figlia, inesistente.
Si scontra però con l’ostinazione di Catherine che cerca di sposare consapevolmente l’uomo "sbagliato", per esercitare il proprio diritto all’autodeterminazione, contro il parere dell'integerrimo padre e contro la società perbenista e puritana dei salotti “bene” di una New York tra la guerra di secessione e i primi anni Venti.
In Storie Americane, le vicende della più che benestante famiglia Sloper, si incastonano con quella delle famiglie che, emigrate dall’Europa, hanno creato il Nuovo Mondo, sopportando ogni tipo di disagio e di lotta per arrivare ad ottenere una terra e creare il loro futuro.
La scena è quella di una sala del museo cittadino dove le storie si dipanano tra cerimonie, matrimoni, funerali, nascite, esecuzioni, e feste nazionali, manifestazioni di suffragette, canzoni e ballate, in un susseguirsi di visioni del pensiero e della realtà cittadina, che al pari della storia della famiglia Sloper, si racconta tra solennità religiose e balli, agnizioni (l’apparizione dei familiari defunti) e romanze musicali, tutti alle prese con la nuova società americana: ingenua, puritana e violenta.
“James è uno scrittore essenziale e cattivo, che condanna senza ascoltare ragioni o alibi, egli fa dei sentimenti dei veri e propri mostri che popolano la mente dei suoi personaggi e gli ambienti dove essi vivono. James non concede tregua ai nostri sentimenti che hanno voglia di raccontarsi, invece che essere liquidati con piccole esternazioni cupe e cattive (come fa il dottor Sloper), egli non concede spazi alla festa dell’amore, la chiude invece in una esperienza di morte da cui non riesce più a liberarsi, una morte fatta di silenzi e di remissione dei peccati, quelli di sopravvivere a chi non c’è più. Si dice sempre che quelli che vanno via sono i migliori, allora quelli che restano non contano nulla, sono innocue figure fatte di dabbenaggini e di animi popolari che non amano le raffinatezze. Resta un’America che si celebra pensando però più ai morti che ai vivi” (Giancarlo Sepe)

TEATRO LA COMUNITA’ - Via G. Zanazzo 1, Roma
Dal 30 marzo al 7 maggio 2017
Orario spettacoli: giovedì, venerdì e sabato ore 21, domenica ore 18
Biglietti: Intero € 15,00 - Ridotto €10,00
Tessera associativa € 3,00

Info e prenotazioni: telefono 06 581 7413 - 329 167 7203, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrolacomunita.com


Compagnia CASTALIA presenta
IL SOLDATO SPACCONE (Miles Gloriosus)
di T. M. Plauto
Adattamento e Regia Vincenzo Zingaro
con Vincenzo Zingaro
Fabrizio Passerini, Annalena Lombardi, Ugo Cardinali, Rocco Militano,
Laura De Angelis, Piero Sarpa, Miriana Minichino
Musiche Nando Citarella - Maschere Carboni Studio - Costumi Paola Pani Scene Luisa Taravella - Disegno Luci Giovanna Venzi

Dal 27 Aprile al 7 Maggio, al Teatro ARCOBALENO (Centro Stabile del Classico) di Roma, per il 25° anniversario dalla nascita della Compagnia CASTALIA, Vincenzo Zingaro riporta in scena la sua storica edizione de IL SOLDATO SPACCONE di Plauto, rappresentato in importanti Festival con straordinario successo di pubblico e di critica (TAORMINA ARTE, OSTIA ANTICA, TEATRI DI PIETRA). Si tratta di un’edizione che ha lasciato un segno del tutto nuovo ed originale nell’interpretazione del Miles Gloriosus.

IL SOLDATO SPACCONE (Miles Gloriosus) è uno dei maggiori capolavori della commedia classica. Il protagonista, si impone come uno dei personaggi più felici della storia del teatro, per le innumerevoli rivisitazioni di cui è stato oggetto nei secoli, tanto da costituire un archetipo nell’immaginario teatrale e letterario. L'adattamento di Vincenzo Zingaro, affronta il testo plautino evidenziando il rapporto che ebbe con la Commedia dell'Arte. Tenendo presente che proprio dal personaggio del “soldato spaccone”, nato dalla fantasia del Sarsinate, presero vita quegli intramontabili Capitani che conosciamo con i nomi di Capitan Spaventa, Fracassa, Matamoros, ecc., lo spettacolo narra le gesta del protagonista evocando i molteplici percorsi della sua evoluzione nei secoli: da Pirgopolinice a Scaramouche, a Don Chisciotte, a Cyrano de Bergerac, fino a Brancaleone. Un viaggio, seguendo il filo conduttore che lega la Commedia antica alla Commedia dell’Arte e, fino ai nostri giorni, alla cosiddetta Commedia all’italiana. Un’occasione per immergersi nella nostra tradizione teatrale più autentica, evidenziando l’importanza che l’eredità del teatro latino ebbe nello sviluppo del teatro moderno. Una rappresentazione estremamente divertente e suggestiva, dal sapore mediterraneo, colorata dalle vivaci atmosfere della musica popolare partenopea di Nando Citarella, in cui il pubblico è travolto dal ritmo vorticoso di una comicità scoppiettante, fino al commovente colpo di scena finale, che lascia un segno del tutto nuovo ed originale nell’interpretazione del Miles Gloriosus.

Note di regia

Nel mio adattamento affronto il capolavoro plautino soffermandomi sul rapporto che ebbe con la Commedia dell’Arte, tenendo presente che proprio dal soldato spaccone presero vita quegli intramontabili Capitani che conosciamo coi nomi di Capitan Fracassa, Spavento, Matamoros, Spezzamonti, ecc. Recuperando, così, gli antichi scenari dei comici dell’Arte, in particol modo “Le Bravure di Capitan Spavento” di Francesco Andreini, capocomico della celebre compagnia dei Gelosi, sono giunto ad una rielaborazione del Miles Gloriosus arricchita di nuove sfumature, che lasciano l’immaginazione libera di evocare le gesta del protagonista attraverso i molteplici percorsi della sua evoluzione nei secoli: da Pirgopolinice a Scaramouche, a Don Chisciotte, a Cyrano de Bergerac, fino a Brancaleone. Un viaggio, insomma, seguendo quel filo conduttore che lega la Commedia classica alla Commedia dell’Arte e, fino ai nostri giorni, alla cosiddetta Commedia all’italiana. Ad animare questa scelta non c’è stata da parte mia l’intenzione di ricercare una vera e propria ricostruzione di un genere (la Commedia dell’Arte, appunto), quanto quella di rintracciare i principi che stanno alla base di una tradizione attoriale, che si fonda sul cosiddetto “codice energico”, cioè quello stile recitativo che fa un uso “sapiente” della deformazione corporea e vocale, riscontrabili anche in alcuni nostri grandi attori del Novecento (pensiamo, ad esempio, a Petrolini, a Totò, a Dario Fo, o per diversi aspetti a Vittorio Gassman). Intendo per deformazione corporea l’utilizzo del corpo in direzione assolutamente non naturalistica, ma “extraquotidiana”, basata su condizioni di particolare alterazione dell’equilibrio, che giocando sullo sviluppo di forze contrastanti rompono in maniera fortemente dinamica lo spazio scenico, risultando, perciò, accattivanti (ad esempio la figura del capitano presenta il busto retratto mentre le gambe divaricate sembrerebbero sospingerlo in avanti). Allo stesso modo, intendo per deformazione vocale un’alterazione della parola, a livello sia fonico che linguistico. In questa direzione faccio uso ancora una volta dei dialetti (nostro autentico patrimonio) non a fini realistici, ma come fraseggio ritmico-musicale, in modo da rendere l’attore strumento e allo stesso tempo compositore di una vera e propria partitura, rispondente ad una “partitura scenica” globale. Il testo plautino diventa così l’occasione per salire su un carrozzone e mettermi in viaggio verso territori sospesi fra storia e immaginazione, per incontrare personaggi, colori e suoni su cui si è formata la nostra tradizione teatrale più autentica. Il ‘500 italiano ha rappresentato per la storia del Teatro europeo una pagina preziosa e rivoluzionaria, piena di avvincenti e travagliate battaglie: la nascita del professionismo, le Compagnie girovaghe, la rivendicazione di un ruolo centrale dell’attore nell’evento teatrale, ma soprattutto (e questa si rivelò la più ardua delle battaglie), la rivendicazione di una collocazione sociale e di una dignità, a lungo negate. Inserendo la vicenda plautina nel repertorio di una Compagnia di comici dell’Arte, ho cercato romanticamente, pur nell’assoluta fedeltà all’originale latino, di recuperare la ricchezza e la miseria di un mito vagheggiato in tutto il mondo. Niente più del Miles Gloriosus poteva offrirmi un’occasione così invitante. Egli, con il volteggiare della sua spada, sembra rappresentare il gesto stesso del fare teatro, spavaldo e sofferto, come di chi titanicamente oppone alla morte il fragile, eterno gioco del teatro.
Vincenzo Zingaro

TEATRO ARCOBALENO (Centro Stabile del Classico) - Via F. Redi 1/a, 00161 Roma
Dal 27 Aprile al 7 Maggio 2017
Orario spettacoli: giovedì, venerdì e sabato alle ore 21, domenica alle ore 17.30

Info e prenotazioni: telefono 06.44248154, cellulare 320.2773855, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroarcobaleno.it


Articolo di: Isabella Polimanti

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