SaltaInTeatro - l’agenda teatrale romana, settimana dal 7 al 13 novembre

Scritto da  Domenica, 06 Novembre 2016 

Anche questa settimana il panorama teatrale romano offre la possibilità di una scelta ricca e variegata che va dalla drammaturgia contemporanea ai classici rivisitati, dalla commedia brillante sino al musical e agli spettacoli di improvvisazione.

 

Al Teatro India debutta in prima nazionale 28 battiti, discesa agli inferi di un campione che ricorre al doping nello spettacolo scritto e diretto da Roberto Scarpetti, con protagonista Giuseppe Sartori, accompagnato dalle installazioni video di Luca Brinchi e Daniele Spanò, una produzione Teatro di Roma. In un mondo come quello attuale in cui il successo è il valore fondamentale al quale si aspira, prendendo spunto da Alex Schwazer, campione olimpico squalificato per doping, e costruendo dalla sua vicenda una storia di finzione, 28 battiti racconta il percorso inverso di un atleta che interviene sul proprio corpo e sul proprio talento con il doping. Al centro della storia non c’è il fatto di cronaca, ma solo il personaggio: un atleta, un campione che ha vinto le Olimpiadi e ha distrutto la sua vita, ricorrendo al doping.

Al Teatro Belli è invece in scena, dall’11 al 13 novembre, nell’ambito della XV edizione della rassegna TREND - nuove frontiere della scena britannica, Swallow di Stef Smith, con la regia di Roberto Di Maio e la traduzione di Natalia di Giammarco. Il giovane regista romano torna a confrontarsi con la drammaturgia d’oltremanica, dopo gli emozionanti lavori degli scorsi anni The One e Dedalus Lounge.

Debutta al Teatro Quirino Vittorio Gassman un classico della letteratura, I Malavoglia. È prodotto dalla società Progetto Teatrando con un progetto drammaturgico che mira all’approfondimento della letteratura siciliana e verghiana in particolare. Dopo il Mastro Don Gesualdo, la messinscena de I Malavoglia è affidata al regista Guglielmo Ferro, figlio di Turi Ferro, protagonista de I Malavoglia la prima volta nel 1982, che, da anni, si dedica alla drammaturgia contemporanea adottando una tecnica registica di respiro europeo. Il patriarca Padron ‘Ntoni, protagonista verghiano che fa della famiglia e del senso del dovere i suoi fondamenti di vita, è interpretato da Enrico Guarneri, attore che ha magistralmente conquistato il favore di un pubblico ormai vastissimo.

Sul palcoscenico del Teatro de’ Servi una commedia brillante, scritta da uno dei maggiori autori di commedie contemporanee francesi, Éric Assous. L’amicizia e l’amore hanno un prezzo? Quanto siamo disposti a pagare per i nostri desideri? Quanto incide la convenienza nei nostri rapporti d’amore e di amicizia? E quanto costa la coerenza? Sono questi gli interrogativi che pone lo spettacolo Coniugi. Una commedia brillante, diretta da Giancarlo Fares, che ci ricorda come la felicità non sia una condizione permanente, ma la continua ricerca di un equilibrio.

Grande attesa per la nuova edizione, in scena al Teatro Brancaccio, di Peter Pan - il Musical, che festeggia nel 2016 i dieci anni dal suo primo debutto. Lo spettacolo, che ha già affascinato migliaia di spettatori, è stato insignito di prestigiosi premi come il Premio Gassman e il Biglietto d’Oro Agis 2006/2007 e 2007/2008. Cuore pulsante dello spettacolo è la colonna sonora di Edoardo Bennato, uno straordinario viaggio in musica nel mondo fantastico di Peter Pan, con alcune tra le più famose canzoni tratte dal mitico album del 1978 Sono solo canzonette. Venti performer in scena, diretti dal regista Maurizio Colombi che, insieme, animano un mondo magico arricchito di sorprendenti effetti speciali.

Al Teatro Sala Umberto sarà in scena Ostaggi, scritto e diretto da Angelo Longoni. Una commedia movimentata, con una costruzione drammaturgica caratterizzata da una comica adesione con la realtà sociale che caratterizza i tempi che viviamo. Un piccolo specchio in grado di riflettere l’anima di una comunità che, a dispetto della disgregazione che sta vivendo, ritrova un’umanità solidale e profonda. Protagonisti in scena Michela Andreozzi, Gabriele Pignotta, Pietro Genuardi, Silvana Bosi, Jonis Bascir.

Ancora il scena al Teatro Della Cometa, Finché vita non ci separi, deliziosa commedia diretta da Vanessa Gasbarri con protagonisti Giorgia Trasselli ed Enzo Casertano. Al Teatro Argentina proseguono con successo le repliche di Ragazzi di Vita di Pier Paolo Pasolini, con la regia di Massimo Popolizio e con protagonista Lino Guanciale.

Al Teatro Ghione ancora in scena un classico della drammaturgia di William Shakespeare, Re Lear con protagonista Giuseppe Pambieri e la regia di Giancarlo Marinelli, “la storia d’amore più grande che si possa raccontare, quella tra un padre e una figlia”.

Il Giuoco della Parti nel flashback visionario di Umberto Orsini, nell’adattamento curato con Roberto Valerio e Maurizio Balò, è ancora in scena - e il consiglio è di non perderlo - al Teatro Eliseo fino al 20 novembre.

Buona visione con SaltinAria!

 

I Debutti di questa settimana

28 BATTITI
scritto e diretto da Roberto Scarpetti
con Giuseppe Sartori
video Luca Brinchi e Daniele Spanò
movimenti Marco Angelilli - live video Maria Elena Fusacchia
assistente alla regia Elisabetta Carosio

Produzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale

Dal 9 al 20 novembre al Teatro India debutta in prima nazionale 28 battiti, discesa agli inferi di un campione che ricorre al doping nello spettacolo scritto e diretto da Roberto Scarpetti, con protagonista Giuseppe Sartori, accompagnato dalle installazioni video di Luca Brinchi e Daniele Spanò, una produzione Teatro di Roma.

In un mondo come quello attuale in cui il successo è il valore fondamentale al quale si aspira, prendendo spunto dalla figura di Alex Schwazer, campione olimpico squalificato per doping, e costruendo dalla sua vicenda una storia di finzione, 28 battiti racconta il percorso inverso di un atleta che interviene sul proprio corpo e sul proprio talento con il doping. Così, ispirandosi all’atleta italiano vincitore della medaglia d’oro nella marcia alle Olimpiadi di Pechino nel 2008, Roberto Scarpetti porta in scena il rifiuto della fama come unico mezzo per ottenere il vero appagamento, la conoscenza di se stessi, l’autentica realizzazione della propria indole. Al centro della storia non c’è il fatto di cronaca, ma solo il personaggio: un atleta, un campione che ha vinto le Olimpiadi e ha distrutto la sua vita ricorrendo al doping. «Per vincere ancora? Per rimanere il più forte? Per continuare ad avere il successo a cui è abituato? Per non deludere i fan? Ma la sua verità è forse molto più complessa di quanto possa apparire – annota l’autore e regista Roberto Scarpetti – È una verità che scava nei suoi sogni, nei suoi bisogni, nell’odio e nell’amore che sente da sempre nei riguardi dello sport che pratica. Una verità autodistruttiva e insieme creatrice. Perché per lui il doping era l’unica possibilità, non per vincere, ma per nascere ancora. Per essere se stesso, rifiutando di colpo tutto ciò che non ha mai voluto. Che non ha mai chiesto. Per trovare una nuova strada per amare il suo sport. Per soffrire. Per poi tornare ad allenarsi, sperando di vincere ancora, in modo pulito. Una verità che pulsa nei battiti del suo lento cuore, che scorre nel suo sangue. Un personaggio complesso alle prese con le sue paure, le sue fobie, con i suoi sogni, con la fatica quotidiana, con le rinunce e la disciplina. Un atleta che vede il doping come l’unica via d’uscita per cambiare, per tornare finalmente a essere se stesso e per rinascere».

È questo il percorso dell’atleta di 28 battiti: ricorrere al doping, non per ingannare o per ottenere risultati che non meriterebbe, ma per raggiungere il risultato opposto attraverso la distruzione di ciò che ha costruito. L’atleta decide di doparsi perché quella è la sua ultima possibilità, «per rinunciare a tutto, alle vittorie, alle medaglie, alle pressioni, alla fama». Il doping come unica strada per arrivare al contatto autentico con la propria indole, respingendo il più futile e volubile dei valori, quello del successo. Il rifiuto della fama, come un anti-valore, fa dell’atleta il nuovo eroe, l’anti-eroe che si trasforma in modello, che diventa un uomo capace di riaffermare se stesso, il suo corpo, il suo fisico, la sua anima, la sua vocazione, il suo vero talento: quello di entrare in contatto con la sua vera natura attraverso lo sport, uno sport che lo rende libero e non più schiavo dei risultati, delle aspettative, delle vittorie, delle medaglie.


TEATRO INDIA - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi), Roma
Biglietteria Teatro di Roma: tel. 06.684.000.311/314 _ www.teatrodiroma.net

dal 9 al 20 novembre 2016

Orari spettacolo: dal 9 al 12 novembre ore 21 I dal 15 al 19 novembre ore 20 I domenica ore 18

Sito web: http://teatrodiroma.net/


SWALLOW
di Stef Smith
traduzione Natalia di Giammarco
con Lorena Cacciatore, Caterina Bertone e Teresa Campus
regia Roberto Di Maio
produzione De-Mix

“Chi ha detto che non si dovrebbero distruggere le cose? In realtà è piuttosto liberatorio. La gente dovrebbe distruggere più cose. Il sudore mi scorre giù per la schiena mentre sto in piedi in mezzo al soggiorno stringendo un martello. L’avrei dovuto fare prima, dopotutto – sono sole cose.”
Siamo la generazione costretta a “generare senso” perché generata in un mondo che ha rinunciato da un pezzo ad offrirne uno precostituito. Creare senso è una sfida enorme, quasi sovrumana….Distruggere: questa sì che è un’impresa alla nostra portata. Nella distruzione si può rintracciare finalmente un ordine, come fa Anna; si può finalmente “sentire” la propria esistenza, come fa Rebecca; nella distruzione si sperimenta l’arbitrio, la libertà, come impara, a suo vantaggio e a sue spese, Sam-Samantha. I tre personaggi sono in bilico tra l’auto-generazione e l’autodistruzione. I due percorsi s’intrecciano, uno precipita nell’altro, attraverso atti fisici e mentali che hanno importanza identica nella vita di questi individui soli, i cui drammi non trovano argine umano al divenire follia.A meno che non ci siano delle intermittenze, degli incidenti, degli incontri, l’amore. Amore, ultimo baluardo di senso condiviso. Tanto impalpabile quanto innegabile; anche quando si manifesta attraverso le pareti di un muro, come tra Rebecca e Anna o quando accade tra un essere in transizione e una donna, come tra Sam e Rebecca. E’ senza senso e crea senso, finalmente condiviso e non più ricercato nell’autodistruzione solipsistica.
“Swallow” significa “ingoiare”, come ingoiare merda, sopportare per sopravvivere, fagocitare dolorosamente in un atto masochista che ti fa sentire vivo; ma significa anche “rondine”, perché forse nessuno come questi individui spersi e spezzati è in grado di sognare e sperare.

TEATRO BELLI - Piazza di Sant'Apollonia 11, Roma

dall’11 al 13 novembre 2016
ogni giorno doppia recita alle ore 18 e ore 21 – ingresso posto unico 10€

Info e prenotazioni: telefono 06/5894875, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrobelli.it


I MALAVOGLIA
di Giovanni Verga
regia di Guglielmo Ferro
con Enrico Guarneri
e con Ileana Rigano, Rosario Minardi, Vitalba Andrea, Francesca Ferro, Nadia De Luca, Vincenzo Volo, Rosario Marco Amato, Pietro Barbaro, Mario Opinato, Ciccio Abela, Giovanni Arezzo, Giovanni Fontanarosa, Verdiana Barbagallo, Gianmaria Aprile, Gianni Sinatra
musiche Massimiliano Pace
scene Salvo Manciagli
costumi Dora Argento

La regia centra il racconto sugli eventi più significativi che segnarono la vita della Famiglia Toscano di Acitrezza, lì dove, più di ogni altro passaggio narrativo, Verga punta a violentare ogni speranza di emancipazione dei suoi personaggi.
Il cinismo di quello che passa alla storia come l’ideale dell’ostrica verghiano assume ne I Malavoglia i toni di un’oscura fatalità, di un imponderabile ancestrale e indomito destino. In questa visione la riscrittura teatrale pone al centro dell’azione drammaturgica la Natura, scandendo lo spettacolo nei passaggi narrativi delle tempeste, delle morti in mare: la tempesta dove si perde il carico dei Lupini e muore Bastianazzo, la morte di Luca su una nave in guerra, la tempesta dove Padron ‘Ntoni si ferisce ed è poi costretto a vendere la Provvidenza.
Tutte le figure dei popolani, presenti nel romanzo, come personaggi socialmente riconducibili a quel periodo storico, sono stati sradicati dal contesto narrativo per diventare figure-ombra, senza nome, senza identità, voci della natura che amplificano la forza ingombrante esercitata sulle vicende dei protagonisti.
L’impianto scenico è una zattera, ispirata alla zattera della Medusa di Géricault, simbolo di una zolla di vita in balìa della Natura. È sulla zattera che la morte impera, e il destino avverso ai Malavoglia lascia che la violenza umana sfoghi in cannibalismo.
(Guglielmo Ferro)

TEATRO QUIRINO VITTORIO GASSMAN - Via delle Vergini, 7 - ROMA
tel. 06-6794585

dall’8 al 20 novembre 2016
Orari Spettacoli: da martedì a sabato ore 21, domenica ore 17, giovedì 10 e mercoledì 17 novembre ore 17, sabato 19 novembre ore 17 e ore 21

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroquirino.it


HO RISORTO!
di e con Andrea Rivera
e con Matteo D’Incà (chitarra)

Il grande pubblico l’ha conosciuto nelle vesti del beffardo “citofonista” della trasmissione di Serena Dandini, “Parla con me”. E dopo aver provato anche l’ebbrezza della televisione, ora Rivera torna in teatro con un spettacolo rinnovato. Dall’8 al 13 Novembre presenta al Teatro Greco di Roma “Ho risorto!”, un mix di improvvisazione e satira, canto e immagini.
Ma la storia artistica di Andrea Rivera, lo stornellatore impertinente, che in questi anni ha sempre mantenuto il tono ironico, irriverente e giocoso delle origini, ha radici più profonde e popolari. È cominciata infatti vent’anni fa per le strade di Roma, precisamente a Trastevere, dove per tanto tempo si è esibito con la sua chitarra nei locali e agli angoli delle strade.
È lì che ha sperimentato il suo teatro-canzone, di cui oggi è uno dei maggiori esponenti, basato sull’improvvisazione e sulla denuncia sociale che successivamente gli ha fatto guadagnare palchi importanti e il Premio Gaber.
Uno spettacolo che ogni sera va in una direzione diversa perché, come lui stesso ammette, non vuole timbrare il cartellino come quando lavorava in fabbrica.
“Ho risorto!” – racconta Andrea Rivera - forse non è neanche uno spettacolo, ma una forma di comunicazione improvvisata prima con me stesso e poi, forse, con il pubblico; non sempre seguo una scaletta predefinita, che c’è ma non sempre rispetto”.
Ho risorto! sbeffeggia i meccanismi di manipolazione mediatica e sceglie di raccogliere le pulsioni sociali che provengono dalla strada. L’attore stimola il pubblico a riflettere sulla quotidianità, amplificando le notizie che molti giornali relegano nei box laterali o a fondo pagina.
Per sintonizzarsi con le emozioni della gente comune, Rivera, il nuovo “Pasquino” del teatro italiano, si serve del dialetto romanesco, ideando nuovi termini e rivisitando la sintassi, con i suoi immancabili giochi di parole.
Ho risorto! è uno spettacolo dal titolo mistico e ambiguo: a Roma, infatti, significa che “ho risolto”. È la sua resurrezione da un periodo non facile dopo il viaggio nel mondo della televisione, lui che ha sempre comunicato meglio per la strada che in tv.
Nello spettacolo musica e video rivestono un ruolo centrale. Le chitarre e il mandolino di Matteo D’Incà, accompagnano l’attore mentre dà voce ai suoi testi e agli stornelli. E poi c’è anche un brano realizzato con il cantautore Alessandro Mannarino. “Una canzone scritta a tre mani. Dico tre mani – ironizza Rivera - perché la quarta stava su una bottiglia di vino buono!”.

TEATRO GRECO - Via R. Leoncavallo 10 - ROMA
Tel. 06- 8607513

dall' 8 al 13 novembre 2016

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrogreco.it


CONIUGI
di Éric Assous
regia di Giancarlo Fares
con Felice Della Corte, Roberto D’Alessandro, Francesca Nunzi, Giorgia Guerra
Musiche Massimiliano Pace – Luci Cristian Massimini – Costumi Lucia Mirabile

Il testo di Éric Assous – autore tra i più rappresentati in Francia e vero pilastro della commedia contemporanea francese – propone, con leggerezza, una riflessione sull’egoismo che domina i rapporti umani.
In scena, due coppie di amici d’infanzia, un’amante e una vincita plurimilionaria al Lotto.
«Cosa fareste voi in caso di una grossa vincita di denaro?» Questa la domanda che attraversa tutto il dipanarsi della vicenda. Le risposte gettano una patina di disincanto sui rapporti matrimoniali che capriccio e denaro sembrano poter facilmente mettere in discussione.
Attraverso intrighi e battute velenosissime che i personaggi si scambiano nella cornice di un salotto borghese, si assiste a una disamina della vita matrimoniale, caratterizzata da fragilità e contraddizioni in un contesto in cui i rapporti tra i coniugi appaiono sempre più condizionati dall'individualismo e dall'opportunismo. Ancor più se ci si mettono di mezzo i soldi.
In un gioco geniale di continui flashback, situazioni comiche e ritmi frenetici, si toccano temi che appartengono anche a chi non ha vinto la lotteria. Una narrazione in cui il tempo si spezza e si rimescola in una cronologia scomposta. Un tuffo in un presente che può capitare a tutti noi.
Questa commedia brillante e raffinata ci ricorda che la felicità non è una condizione permanente ma un equilibrio precario. E soprattutto che il denaro compra tutto tranne l’amore.

TEATRO DE’ SERVI - Via del Mortaro 22 (ang. Via del Tritone) - Roma

Dall’8 al 27 novembre 2016
Biglietti: platea 22€ - galleria 18€
Orario spettacoli: da martedi a venerdi ore 21 – sabato ore 17.30 e 21 – domenica ore 17.30 – lunedi riposo

Info e prenotazioni: telefono 06.6795130
Sito web: www.teatroservi.it


PETER PAN – Il Musical
regia di Maurizio Colombi
con Giorgio Camandona e Marta Rossi

Venti performer in scena, diretti dal regista Maurizio Colombi, ricreano un mondo magico, immerso in un’atmosfera incantata: Peter Pan volerà sopra gli spettatori, il pubblico chiamerà a gran voce Trilly con l’emozionante urlo “Io credo alle fate”, sullo sfondo dei duelli con i pirati di Capitan Uncino.
Tratto dal romanzo di James Matthew Barrie che ha incantato generazioni di ragazzi e non, PETER PAN Il Musical non è un semplice spettacolo teatrale, ma un vero e pro-prio sogno da condividere con tutta la famiglia: un viaggio verso L'isola Che Non C’è, per vivere un'avventura fantastica tra indiani, bambini sperduti, fate e i pirati.
La straordinaria colonna sonora di questo viaggio sono alcune tra le più famose canzoni di Edoardo Bennato che compongono l’album "Sono solo canzonette", ispirato proprio alla storia di Peter Pan: "Il rock di Capitan Uncino", "La fata", "Viva la mamma" e molte altre, fino a "L'isola che non c'è". I brani sono stati riarrangiati dallo stesso cantautore per lo spettacolo teatrale, oltre all’inserimento dell’inedito "Che paura che fa Capitan Uncino".

TEATRO BRANCACCIO - Via Merulana, 244 - 00185 Roma
tel. 06 80687231
dall’11 novembre all’11 dicembre 2016

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrobranciaccio.it


I REFUSI
di Roberta Skerl
regia di Luca Pennacchioni
con Gabriele Marconi, Alessio Salvatori, Marco Landola e Alessia Paladino

Errori di stampa, errata collocazione di una o più lettere, i refusi sono l’ossessione di Rodolfo Marra, un ex correttore di bozze, interpretato dall’attore e imitatore Gabriele Marconi.
Strafalcioni, incongruenze, approssimazione, mancanza di ordine balzano continuamente agli occhi del protagonista dai libri e dai giornali e stridono nelle sue orecchie durante le conversazioni e nei programmi televisivi. Ogni sbaglio diventa il suo incubo. La costante persecuzione dell’imperfezione genera in lui quel malessere esistenziale che diventa riflessione sul nonsense e sulle contraddizioni del mondo in cui viviamo. Scatta in Rodolfo un bisogno psicotico di eliminare tutti i refusi della propria vita e il giorno in cui due inconsapevoli tecnici dei citofoni suonano al campanello di casa sua per cambiargli l’impianto, egli perde la testa e, armato di una pistola, prende in ostaggio i due malcapitati e la sua domestica ucraina.
La vis comica del ritmo e delle gag e le intrusioni dialettali rendono quotidiano e divertente lo spettacolo che non lascia spazio alla risata senza la riflessione.

Note di Regia
Lo spettacolo vuole essere un altalenarsi di gag e spunti di riflessione a partire dall’ossessione per i “refusi”, cioè gli errori. È importante, a mio avviso, interpretarli nel senso più ampio del termine e riflettere su come la vita sia tutta un enorme refuso!
All’inizio non li vediamo, non vogliamo vederli, poi iniziamo a notarli, prima nella vita delle altre persone, poi nel mondo e alla fine li vediamo, forse inconsapevolmente, proprio in noi stessi. Da qui sono partito per provare a svelare il dramma che si cela nella vita di ciascun personaggio oltre le apparenze comiche, oltre le insensatezze partorite da una società paradossale e contraddittoria in cui siamo costretti a vivere e contro la quale non sembriamo ribellarci.

TEATRO L’AURA - Vicolo di Pietra Papa, 64 (angolo via Pietro Blaserna,37) - Roma

dal 10 al 20 novembre
dal giovedì al sabato ore 21.00
domenica ore 18.00
Biglietti: intero 13,00 € (+ 2 euro di tessera associativa annuale); ridotto 10,00 € (+ 2 euro di tessera associativa annuale)
Al botteghino mostra un refuso che ti è saltato all’occhio su un quotidiano o su una rivista e riceverai un biglietto ridotto

Info e prenotazioni: tel. 06.83777148; email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrolaura.org


NAKED
Regia e training attori: Giorgia Giuntoli
con Patrizio Cossa e Fabrizio Lobello

Due attori, un luogo, cinquanta minuti a disposizione.
Il progetto “Naked” nasce da uno studio teatrale sperimentale basato sull'esasperazione del lavoro dell'attore. Gli attori sono spogliati da tutto ciò che contribuisce normalmente alla messa in scena: non ci sono costumi, non c'è quarta parete, non c'è scenografia. Ma Naked si spinge oltre. Non c'è il testo scritto. Tutto è rigorosamente improvvisato. Gli attori ogni sera saranno nudi con la propria capacità di creare personaggi e storie, senza nessuna rete di protezione. In scena non c'è altro se non la vita. L'essenza stessa delle relazioni moderne, ogni sera diversa da quella precedente, ogni volta unica e irripetibile.
Il pubblico partecipa così ad una vera e propria epifania: gli attori a nudo con loro stessi non potranno fare altro che immergersi e vivere i loro personaggi senza più confini di immedesimazione; diventano al contempo attori, sceneggiatori, autori, registi.

TEATRO STANZE SEGRETE - Via Della Penitenza, 3 (Trastevere)
tel. 06.6872690 / 3889246033
Dall’ 8 al 13 novembre
Biglietto unico euro 10 (+ tessera associativa)

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.stanzesegrete.it


CLOCKWORK METAPHYSICS
di Jlenia Biffi
regia Ilaria Drago/Coppelia Theatre
con Camilla Zecca
musiche originali Stefano Bechini

Una storia senza parole in cui prendono vita due tra i più bei dipinti dell’artista La Creaciòn de las aves e Papilla estelar. Clockwork Metaphysics è il risultato finale di quattro intensi anni di ricerca sviluppatisi su differenti livelli: costruttivo, drammaturgico, musicale e video; una ricerca che si è avvalsa della preziosa collaborazione con alcuni tra i migliori esponenti della scena artistica italiana.
L’accompagnamento di musiche originali guida gli spettatori alla soglia di un mondo ambiguo, i protagonisti di questo universo sono esseri ibridi per metà artisti e per metà civette, viaggiatori instancabili, creature magiche, apparizioni. Tutto è transito, passaggio, cammino, volo, esplorazione, avventura. Tutto è in movimento. Macine magiche, disegni viventi, alambicchi distillanti colori, bauli animati, alberi come pareti, sono solo alcune delle componenti di una messa in scena notturna e arcana.
Clockwork Metaphysics vuole essere un’opportunità per far conoscere anche al pubblico italiano l’arte e la sensibilità di una protagonista assoluta del poco conosciuto surrealismo femminile, Remedios Varo che si colloca certamente tra i grandi esploratori di emozioni e di linguaggi del nostro tempo. La sua arte ha la speciale qualità di possedere un significato filosofico e non solo artistico, un contenuto letterario e non solo plastico. Arte come ricerca spirituale che è tra le cifre stilistiche della compagnia Coppelia theatre fondata da Jlenia Biffi che dal 2010 è attiva nel campo del teatro e del cinema di animazione spinta dalla la necessità di congiungere arte e scienza, tecnologia e poesia nella comune convinzione della trasversalità dell'esperienza artistica.

TEATRO STUDIO UNO/Sala Specchi - Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara) - Roma

dall’11 al 12 novembre 2016
Ven– Sab ore 21.00

Info e prenotazioni: 3494356219- 3298027943 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrostudiouno.com


IL FOLLE E IL DIVINO
regia Cristiano Vaccaro
con Stefania Capece Iachini, Antonietta D’Angelo, Agnese Lorenzini, Ilaria Manocchio, Aleksandros Memetaj, Valerio Riondino, Cristiano Vaccaro

All’inizio era il nulla. Nero. Silenzio. Nessun orizzonte, nessuna direzione. Soltanto il buio. Ancora prima della materia. Prima dell’uomo. Delle montagne, dei laghi e anche dei pianeti. Nel profondo deserto del nulla una sola presenza: gli DEI, immortali, costretti a vivere eternamente in un continuo stato di Noia. Bisognava trovare qualcosa da fare: le galassie? Fatto. La terra, l’umanità? Creati. Cos’altro inventare per non annoiarsi? Fu così che diventammo il bersaglio preferito dei loro scherzi. Tra tutte, la folle vicenda di Edipo rappresenta una delle burle divine più magnificamente riuscite. Gli dei si prendono la briga di raccontarci di persona come sono andati veramente i fatti. Uno spettacolo divertente in cui lo spettatore, direttamente coinvolto, entra a far parte del racconto.

TEATRO TOR BELLA MONACA - Via Bruno Cirino, 00133 Roma
Tel. 06-2010579

venerdì 11 novembre ore 10,30 e 21, sabato 12 novembre ore 21, domenica 13 novembre ore 17.30
Biglietti intero 10,00 Euro, ridotto (under 25 e over 65) 8,00 Euro, ridotto (under 14) 6,00 Euro
info e prenotazioni 06/ 2010579 - 3293528368
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Info e prenotazioni 06/ 2010579, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatriincomune.roma.it


IL VANGELO SECONDO ANTONIO
scritto e diretto da Dario De Luca
con Matilde Piana, Dario De Luca, Davide Fasano
produzione Scena Verticale

Malattia, demenza senile, fede e religione: Il Vangelo secondo Antonio porta in scena al Teatro dell’Orologio la storia di Don Antonio, parroco di una piccola comunità che si ammala di Alzheimer.
Nel racconto di questo “dimenticare” si apriranno riflessioni sul senso della fede. Don Antonio, entrato nella nebbia, infatti, inizierà a perdere tutti i riferimenti della sua vita ma allaccerà un rapporto nuovo e singolare con Cristo che porterà avanti anche quando, alla fine, si sarà dimenticato della malattia stessa.
Dimenticare di dimenticarsi può forse essere comunque un punto di arrivo, un ultimo approdo verso la propria interiorità. Dopo l’avvento della malattia, infatti, la vita di Don Antonio si snoda tra il rapporto intimo che l’uomo ha con Cristo, con la religione e con la sua stessa demenza.
In Italia il tabù della demenza è ancora un macigno, un qualcosa che si nasconde dietro giri di parole. A più di 100 anni dalla scoperta del morbo si fa fatica ad abituarsi all’idea che tanto non c’è cura, che tanto non ci sono vere e proprie terapie. In Italia i malati sono più di un milione. A tutti loro e alle loro famiglie questo spettacolo è dedicato”.

TEATRO DELL’OROLOGIO - Sala Orfeo - Via dei Filippini 17/A 00186 - Roma

dall’11 al 13 novembre 2016
venerdì e sabato h.21.00 | domenica h.18.00
Intero: 15 Euro, Ridotto: 12 euro, Under25 e Universitari: 8 euro
Ingresso consentito ai soli soci: tessera associativa annuale 5 euro

Info e prenotazioni 06 6875550 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroorologio.com


OSTAGGI
scritto e diretto da Angelo Longoni
con Michela Andreozzi, Gabriele Pignotta, Pietro Genuardi, Silvana Bosi, Jonis Bascir
scene di Francesco Ghisu
costumi di Margherita Longoni
musiche di Jonis Bascir

OSTAGGI è un testo teatrale che denuncia già nel titolo la propria appartenenza ad un genere diventato ormai un classico nella letteratura e nel cinema.
Uomini assediati, che tengono imprigionati altri uomini e che trattano per la loro liberazione. Una formula in grado di dar vita ad una concentrazione di sentimenti estremi e a un’infinità di modalità interpretative, da quelle violente e drammatiche, dallo scavo psicologico, al paradosso comico.
In OSTAGGI si racconta una storia cruda e divertente, una metafora delle disuguaglianze sociali, economiche e razziali, un apologo sulla profonda crisi che ormai stiamo vivendo da anni.
Un uomo, che ha appena rapinato un modesto istituto bancario, tiene in ostaggio, in una panetteria, quattro persone dopo essere riuscito a fuggire a un inseguimento della polizia. L’uomo inizia una tormentata trattativa con le forze dell'ordine, in un progressivo batti e ribatti di proposte e controproposte.
La situazione è resa difficoltosa e comicamente bizzarra dalla tipologia degli ostaggi che casualmente si trovavano nel negozio al momento dell’irruzione.
Oltre al panettiere, proprietario del locale, sono presenti un'anziana pensionata dal precario stato di salute, una donna dai modi sbrigativi e anticonvenzionali che pratica il mestiere più antico del mondo e un extracomunitario.
All'interno di questa piccola comunità iniziano a sorgere contrasti, ostilità e una divertente lotta per la sopravvivenza. Il punto è rimanere in vita evitando sia un’irruzione della polizia, che le ritorsioni del loro carceriere. La storia procede attraverso colpi di scena, capovolgimenti di fronte e sorprese sia sull’identità del rapinatore, che sulla vera indole degli ostaggi. Lentamente emerge anche una straordinaria e quasi commovente solidarietà che metterà sullo stesso piano tutti quanti, sequestratore e prigionieri.

TEATRO SALA UMBERTO - Via della Mercede, 50 Roma

dall’8 al 20 novembre 2016
martedì, giovedì e venerdì ore 21, mercoledì ore 17, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17
Prezzi da 32€ a 23€

Info e prenotazioni: telefono 06 6794753
Sito web: www.salaumberto.com


MOBY DICK. ME STESSO. CERCO
scritto da Herman Melville
regia di Enrico Maria Falconi
con oltre 60 artisti in scena

Dopo il grande successo riscosso al Teatro Alfieri di Torino, approda a Roma giovedì 10 novembre 2016 alle ore 21,00 al Teatro Ambra alla Garbatella lo spettacolo “Moby Dick. Me stesso. Cerco” da H. Melville traduzione, adattamento e regia di Enrico Maria Falconi.
Si tratta della personale rilettura che Enrico Maria Falconi, attore regista e autore ha dato a questo celebre romanzo di Melville.
In scena oltre 60 artisti tra attori, ballerini, acrobati e cantanti.
Si tratta di uno spettacolo interattivo, fin dall’entrata in teatro il pubblico verrà coinvolto dagli attori che saranno anche in platea durante la rappresentazione. La platea rappresenta la città di Nantucket, il palco la baleniera il Pequod.

TEATRO AMBRA ALLA GARBATELLA - Piazza Giovanni da Triora 15 – Roma
tel. 06.81173900

dal 10 al 13 novembre 2016

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroambra.it


IL PELO DELLA LUNA
di Alessandra Caputo e Adriano Marenco
diretto e interpretato da Simone Fraschetti e Valentina Conti
maschere di Graziano Viale, foto Pamela Adinolfi

Trampoli, poesia e commedia dell'arte in scena insieme ai protagonisti Valentina Conti e Simone Fraschetti nei panni di Luna e Pelo, due reietti; la prima, trampoliera licenziata perchè troppo rumorosa e ubriacona, l'altro, piccolo malvivente che vive di espedienti, si uniscono cercando un proficuo sodalizio.
Pelo pretende una vita nel lusso, Luna si ribella ad una vita borghese, il destino porterà entrambi alla rovina
Uno spettacolo che sotto la fiaba nasconde lo spavento, il cinismo, l’affarismo, il sesso, l’amore di contrabbando. Pelo e Luna si muovono, danzano si prendono e lasciano. Si ubriacano. Fanno crimini orrendi sotto l’aspetto sognante.
Una scala, un ombrellino, un cesso, due maschere. Il micromondo che basta. Cambi luce e colori. In tralice, tra le parole, tra le azioni, un inferno dolce. Una fiaba nera a volte blasfema.
Pelo e Luna salgono e scendono dal cielo alla terra. La luna, femme fatale dalle gambe lunghissime e Pelo un gangster spietato, vivono una storia d'amore noir e fou, una favola nera per il bambino cattivo dentro di noi, una fiaba colorata per quello buono, che poi sono lo stesso bambino, le facce della stessa medaglia o dello stesso soldo bucato.

TEATRO STUDIO UNO -Sala Teatro - Via Carlo della Rocca, 6 - ROMA
dal 10 al 13 novembre 2016
Ingr. 10 euro. Tessera associativa gratuita
Giov – Sab ore 21.00, Dom. ore 18.00

Info e prenotazioni: 3494356219- 3298027943– Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrostudiouno.com


PAPÀ, SEI DI TROPPO
di Yannis Hott
regia di Mario Mattia Giorgetti
con Vincenzo Bocciarelli e Mario Mattia Giorgetti

L'opera di Yannis Hott, in chiave grottesco-allegorica, affronta un tema di grande attualità: l'occupazione al lavoro che per volere di un probabile Governo del Capitale Totale, obbliga i figli a sopprimere i padri settantenni non più produttivi per avere un posto assicurato. Condotto con un linguaggio ironico-grottesco, il testo solleva molti interrogativi sulla nostra vita a partire dalla nascita del Cattolicesimo, originato dagli Apostoli di Cristo, al futuro di nuove generazioni.

TEATRO TORDINONA – Sala Strasberg - Via degli Acquasparta, 16 - Roma
dal 5 al 20 novembre
Da martedì a sabato ore 21.00 – domenica ore 17.30

Info e prenotazioni: tel. 067004932 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.tordinonateatro.it


LA NOTTE DELLA TOSCA
di Roberta Skerl
regia di Silvio Giordani
con Pietro Longhi, Gabriella Silvestri, Annachiara Mantovani, Pierre Bresolin, Alida Sacoor

Tre infermiere di una casa di lunga degenza vengono licenziate da un giorno all’altro e sprofondano nella disperazione, fino a quando non decidono di reagire: ma in un mondo pieno di disoccupati come fanno a farsi ascoltare? Serve un gesto eclatante che le porti in televisione e faccia conoscere a tutti la loro storia.
Tutte hanno situazioni familiari borderline e non possono sopravvivere senza stipendio. La soluzione gliela fornisce Oscar, un anziano ricoverato della casa di riposo. Ex-sindacalista e appassionato di lirica, l'uomo convince le tre infermiere a compiere un gesto eclatante che le porti in televisione e faccia conoscere a tutti la loro storia. E le tre infermiere lo fanno. Un’esilarante commedia sulla crisi, per riflettere su una situazione che coinvolge sempre più persone, ma che non deve far smettere di sperare in un futuro migliore.

TEATRO NINO MANFREDI - Via dei Pallottini 10 – Ostia Lido
dal'8 al 20 novembre
8, 9, 10, 11, 12, 15, 17, 18 novembre ore 21.00
13, 16, 20 novembre ore 17.30
19 novembre ore 17.30 e 21.00
Biglietti: Platea: Intero 24.00, Ridotto 21.00 - Galleria: Intero 21.00; Ridotto 18.00

Info e prenotazioni: 06-56324849 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroninomanfredi.it


PALOMAR
di Italo Calvino
regia Raquel Silva
disegni e scenografia Alessandra Solimene
musica e disegno del suono Daniela Cattivelli
luci Marco Giusti
sguardo esterno Elisabetta Scarin
manipolazione e interpretazione Alessandra Solimene e Raquel Silva
costruzione del teatro Alek Favaretto
costruzione Alessandra Solimene e Raquel Silva

Produzione Fattore K, Association Pagaille, Compagnia Pensée visible

PALOMAR è uno spettacolo di teatro di carta tratto dal libro omonimo di Italo Calvino.
Il teatro di carta è un teatro in miniatura, usualmente poggiato su un tavolo, su cui vengono manipolati disegni di dimensioni proporzionate alla scala del teatro. Questa forma teatrale, praticata in Inghilterra nel XIX secolo, trova oggi nuova energia diventando un modo per potenziare la parola poetica.
“Seguendo tre delle avventure del suo protagonista – afferma la regista - la nostra ambizione è creare uno spettacolo che possa arrivare al pubblico teatrale, ma anche ai passanti, quasi per caso, in luoghi insoliti. Vogliamo rendere disponibile la poesia a chi non se l’aspetta; vogliamo aiutare le storie a compiere la loro opera: capire, riconciliare, guarire i mali dell'anima.
Capire se stesso e il mondo, ecco la strada intrapresa da PALOMAR che coincide perfettamente con lo scopo verso il quale tende questo progetto.
PALOMAR, con il suo acuto senso di osservazione, è solo davanti a questa sfida. Noi, destinatari delle storie, abbiamo PALOMAR e le parole di Calvino ad aiutarci.
Con i suoi silenzi e la sua inestinguibile voglia di guardare, PALOMAR riflette su tanti aspetti dell’esistenza. La sua attenzione si sofferma su cose banali, come il riflesso del sole sul mare, e sui misteri più metafisici, come l’immensa solitudine di sapersi unico.

TEATRO DELL’OROLOGIO -Sala Gassman - Via dè Filippini, 17/a – Roma
Tel. 06 - 6875550

12 – 13 novembre 2016
Sabato ore 20,00 – Domenica ore 17,00
Ingresso Intero 15 euro / Ridotto 12 euro
Gruppi (minimo 5 pz) 10 euro / Studenti e Universitari 8 euro
Tessera associativa 5 euro
Prenotazione - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroorologio.com

 

Ancora in scena

RAGAZZI DI VITA
di Pier Paolo Pasolini
regia di Massimo Popolizio
drammaturgia Emanuele Trevi

con Lino Guanciale
e Sonia Barbadoro, Giampiero Cicciò, Roberta Crivelli, Flavio Francucci, Francesco Giordano, Lorenzo Grilli, Michele Lisi, Pietro Masotti, Paolo Minnielli, Alberto Onofrietti, Lorenzo Parrotto, Cristina Pelliccia, Silvia Pernarella, Elena Polic Greco, Francesco Santagada, Stefano Scialanga, Josafat Vagni, Andrea Volpetti

Il Lenzetta, il Riccetto, il Caciotta: ragazzi delle borgate di periferia che parlano in dialetto romanesco e trascorrono le loro giornate alla ricerca di qualche soldo e nuovi passatempi. “In queste scene prevalgono una marcata gestualità e il parlato romanesco, o meglio quella singolare invenzione verbale, di gusto espressionista e non neorealistico, che Pasolini stesso definiva una lingua inventata, artificiale. Non è insomma la lingua in cui parlano effettivamente i «ragazzi di vita», ma la loro lingua come viene percepita dal narratore, che è un uomo diverso da loro, e in tutti i sensi uno straniero” annota Emanuele Trevi, che ha curato l’adattamento drammaturgico. I “ragazzi” di Pasolini sono personaggi emarginati dalla città normale, degna e patinata. Agguantano la vita a piene mani e a pieni polmoni da un universo di fibrillazioni e vitalità anarchiche che è totalmente altro rispetto ai contesti borghesi, ai micro-cosmi protetti e istituzionali di lavoro o scuola.
In questo allestimento, “da una parte ci sono i ragazzi immersi in quello che fanno, e incapaci di vedere oltre alle immediate contingenze che li tengono impegnati. Dall’altro c’è questo straniero che li spia, e che a differenza di loro vede tutto, parla di Roma come se la sorvolasse come un uccello rapace o un drone. Ma non si accontenta di rimanere lassù. È attratto dal basso, dove brulicano le storie. E in queste storie è sempre presente, perché è lui a farle iniziare, a colmarne le reticenze, a rimetterle in carreggiata quando i loro protagonisti sembrano dimenticarsi di quello che stavano facendo e dicendo”.

TEATRO ARGENTINA - Largo di Torre Argentina, 52 00186 - ROMA
TEL. 06 684 00 03 11 / 14

dal 26 ottobre al 20 novembre 2016 - Prima nazionale
Orari spettacolo martedì e venerdì ore 21.00, mercoledì e sabato ore 19.00, giovedì e domenica ore 17.00

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrodiroma.net


IL GIUOCO DELLE PARTI
da Luigi Pirandello
Adattamento Valerio - Orsini - Balò
Regia di Roberto Valerio
con Umberto Orsini
e Alvia Reale, Totò Onnis
e con Flavio Bonacci, Carlo De Ruggieri, Alessandro Federico

Il distacco dalle passioni è passiva indifferenza o sana affermazione di sé?
Originariamente la vicenda vede un Leone Gala che si è pacificamente separato dalla moglie (che lo tradisce con l'amico Guido Venanzi) a condizione di farle visita ogni sera, per mantenere di fronte all’opinione pubblica, il suo ruolo di marito. Col passare del tempo questo accordo si rivela insopportabile a Silia che confida all'amante il desiderio di volersi sbarazzare del marito la cui presenza-assenza le è diventata insostenibile. Il casuale irrompere nella casa di lei di un gruppo di ubriachi che tentano di farle violenza, senza però riuscirci, le offre un pretesto inatteso grazie al quale potrebbe mettere a repentaglio la vita del marito trascinandolo in un duello. Alla notizia del fatto Leone Gala appare tranquillo, lui si è vuotato di ogni sentimento ed ha trovato un “pernio” che gli permette di affrontare ogni situazione anche la più critica, infatti grazie alla sua incrollabile dialettica e al suo nichilismo, si sottrae al complotto ordito dalla moglie e dall’amante trasformandosi da vittima in carnefice.
Luigi Pirandello ha scritto una commedia nera, dove matrimonio, tradimento, onore e omicidio si inseguono in una logica successione. La novità di questo allestimento sta nell’aver immaginato un futuro per Leone Gala dopo quel tragico avvenimento, lui, uomo di lettere, costretto a macchiarsi di un delitto non riesce a liberarsi dal suo passato e rivive tutta la vicenda come un ammasso di ricordi, di ricostruzione dei fatti dal punto di vista di chi è sopravvissuto. L’inferno del matrimonio è reinterpretato in un’ottica vicina al teatro di Strindberg dove l’abisso morale dei protagonisti si alterna al gioco dialettico che ha quasi sempre guidato la lettura di questo testo. Alvia Reale conferisce a Silia un connotato più vicino alla novella nella quale Pirandello aveva tracciato il suo primo approccio alla vicenda (Quando si è capito il giuoco) e Totò Onnis regala un ritratto inedito alla figura di Guido Venanzi. Orsini si dibatte fra i fantasmi che popolano una mente in cui il tempo batte i suoi colpi rimbalzandoli confusamente dal passato al presente e viceversa.

TEATRO ELISEO - Via Nazionale, 183 - Roma
tel. 06-83510216

dal 1° al 20 novembre 2016
Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00 - mercoledì e domenica ore 17.00
sabato 5 novembre ore 16.00 e ore 20.00

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroeliseo.com


RE LEAR
di William Shakespeare
regia di Giancarlo Marinelli
con Giuseppe Pambieri
e con Andrea Zanforlin, Antonio Rampino, Martino D'Amico, Giuseppe Bisogno, Mauro Racanati, Francesco Maccarinelli, Martina Torelli, Claudia Campagnola, Silvia Siravo, Guenda Goria, Stella Egitto

La storia d’amore più grande che si possa raccontare è solo una: quella tra un padre e una figlia. E “Re Lear” è questo. Per tre volte. Visto che ha tre figlie. In fondo, che cosa fa il Lear? Vuole spogliarsi di tutto: del governo, del potere, di ogni questione terrena e tenebrosa, per fare solo e definitivamente il padre. Non vuole più essere Re. Ma solo Lear.
Andare incontro alla Morte come un uomo che, tornato a casa dal lavoro e sfinito ai crucci, va incontro alla sua bambina che l’ha aspettato per tutto il giorno. Questo vorrebbe Padre Lear. Godersi quel momento feroce e dolcissimo della vita in cui la Figlia diventa la Madre di suo Padre. Capita a tutti. Prima o poi. Diventiamo i genitori dei nostri genitori. Ma la trappola del Bardo è in agguato. Goneril, Regan e Cordelia, (sì, anche Cordelia), non vogliono essere Madri. Vogliono essere Padri. E Padroni. Vogliono sostituire il Re senza soluzioni di continuità. Né di virilità. Si sposano e sotto-mettono i mariti con “i fegati da latte”, costringendoli a tradimenti, misfatti, guerre. Dal Gioco alla Tragedia. Nessuno va più incontro alla Morte. È la Morte che va incontro a tutti. 


TEATRO GHIONE - Via delle Fornaci 37, 00165 Roma
tel. 06 6372294 – 06 39670340

dal 1° al 20 novembre 2016
Orari spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00 – domenica ore 17.00
Tutta la programmazione sarà accessibile anche a spettatori non vedenti e sordi che, grazie al Ghione, possono da alcuni anni, vivere l'esperienza del teatro.
REPLICA PER SPETTATORI NON VEDENTI O IPOVEDENTI: 13 NOVEMBRE ALLE ORE 17.00

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroghione.it


FINCHÉ VITA NON CI SEPARI – Ovvero W Gli Sposi
di Gianni Clementi
regia di Vanessa Gasbarri
con Giorgia Trasselli, Enzo Casertano, Federica Quaglieri, Luigi Pisani, Alessandro Salvatori

Nell’inconsueta e “ruvida” commedia di Gianni Clementi sono le 4,30 di mattina. In casa Mezzanotte fervono i preparativi per le nozze dell’enigmatico ed intrigante Giuseppe (Luigi Pisani), figlio di Alba (Giorgia Trasselli) e Cosimo (Enzo Casertano), maresciallo in pensione dell’Arma. Appena rientrato da una missione in Afghanistan, Giuseppe, paracadutista dei carabinieri, è atteso all’altare dalla futura sposa, figlia del signor Spampinato proprietario del ristorante “La Scamorza”. Alba, con la sua tagliente comicità, pur nell’imminenza della cerimonia, non riesce a rassegnarsi all’idea di imparentarsi con quella che lei definisce una famiglia di “sguatteri” e non perde occasione per ricordarlo ad un esausto Cosimo che con esilarante arrendevolezza continua ad amarla dopo 35 anni di bonari ed inoffensivi litigi. L’arrivo di Miriam (Federica Quaglieri) hair stylist e make up artist, come ama definirsi, porta in casa Mezzanotte una ventata di effervescente e scoppiettante simpatia. L’ora fatidica si avvicina, la Chiesa è addobbata, il ristorante la Scamorza attende 120 invitati e casa Mezzanotte si trasforma in un’intricata situazione di equivoci e comicità. Tutto pronto. Tutto perfetto. Tutto… quando, come nei migliori giochi teatrali, qualcuno bussa alla porta… È Mattia (Alessandro Salvatori) che con la sua esuberante personalità…
Il tutto diretto con leggerezza e determinazione da Vanessa Gasbarri.

TEATRO DELLA COMETA -Via del Teatro Marcello, 4 - Roma

Dal 2 al 20 novembre 2016
Orari spettacolo : dal martedì al venerdì ore 21.00. Sabato doppia replica ore 17,00 e ore 21,00. Domenica ore 17.00. Costo biglietti: platea 25 euro, prima galleria 20 euro, seconda galleria 18 euro. Due atti - Durata: 80 minuti

Info e prenotazioni: telefono 06.6784380
Sito web: www.teatrodellacometa.it

 

QUATTRO MAMME PER CIRO
per divertirsi dicendo no all’omofobia
scritto e diretto da Geppi Di Stasio
con Wanda Pirol, Rino Santoro, Geppi Di Stasio

"...Ciro è un bambino circondato di amore, ed è questo quello che conta veramente...". Questa battuta pronunciata da Joele, una delle "mamme", è il manifesto di questa commedia brillante su un tema scottante e attuale come la condizione omosessuale all'interno della famiglia media italiana. E', infatti, proprio l'amore il collante che unisce le due coppie che devono "incrociarsi" per poter procreare. Una commedia molto divertente che affonda il coltello nella piaga dell’omofobia presente già nella famiglia di origine e che narra le difficoltà del coming out. Ma affronta anche il tema delle adozioni nel rispetto di tutte le posizioni, soprattutto, però, quella degli omosessuali. La coppia di fratelli, Romana e Joele, si racconta “normale” a mamma e papà dai nomi eloquenti (Claretta e Adolfo) per non traumatizzarli, Andrea ottiene la tolleranza di suo padre vedovo che, però, si rifugia nell’alcool, mentre Ginevra, madre biologica, si presta paziente a tutti i sotterfugi perché fiduciosa nella giusta futura evoluzione delle dinamiche.
E Ciro? Ciro appare già dodicenne nelle vesti di un bambino al quale vengono fatte pressioni affinché cambi la sua natura di maschietto e si adegui al modus vivendi delle quattro mamme. Ma anche queste pressioni, naturalmente, si dimostreranno sbagliate in nome di una natura che andrebbe rispettata a trecentosessanta gradi.
Una commedia divertente per dire si ai Diritti e No alla omofobia.

TEATRO DELLE MUSE - Via Forlì 43 - Roma 
Tel. 06-44233649 – 06-44119185

dal 3 novembre al 27 novembre

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatromuse.it


LADRI DI BATTUTE
scritto e diretto da Marco Zadra

con Marco Zadra
e Raffaela Anastasio, Fernanda Candrilli,. Bianca Cannata, Claudia Clerici, Jose De La Paz, Fabiola Farabollini, Matteo Finamore, Christian Galizia, Virgilio Genova, Angela Giordano, Tak Hyeonwoo, Andrea Laurenti, Chiara Palieri, Katia Pellegrino, Flaminia Ponti, Paola Santamaria, Eleonora Santini, Marco Spampy, Paola Vori, Giulia Zadra

Una compagnia teatrale di incapaci decide di mettere in scena un giallo inglese molto famoso.
Il regista Frank cambia i nomi dei personaggi per camuffare l’opera.
Adesso sono tutti tedeschi!
Gli attori, durante le prove dello spettacolo, mettono a nudo quelli che sono i vizi, le manie ed i capricci tipici di chi frequenta il mondo teatrale.
C’è chi ha evidenti limiti intellettivi, chi è consumato dall’invidia, chi è troppo pignolo e addirittura chi ha cronici problemi di alcolismo…
Il regista, anche attore, ha consistenti vuoti di memoria e, pur di non ammettere le proprie lacune, ricorre a trucchi di ogni tipo per riuscire a dire le sue battute.
Se a tutto questo si aggiungono due aiutanti (un macchinista portoricano e un assistente di palco coreano) totalmente incapaci… ecco che l’atmosfera nei camerini diventa insostenibile.
Il nuovo spettacolo di Marco Zadra, una miscela esplosiva di comicità, gags e situazioni surreali.

TEATRO 7 - Via Benevento, 23- Roma
tel. 06 - 442.36.382

dal 1 al 27 novembre 2016
orari: dal martedì al sabato ore 21.00; domenica ore 18.00; lunedì riposo

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatro7.it


TEMPESTA
di William Shakespeare
regia Maurizio Panici
con Luigi Diberti, Pier Giorgio Bellocchio, Matteo Quinzi, Claudia Gusmano, Valentina Carli, Riccardo Sinibaldi, Antonio Randazzo

La regia di Maurizio Panici, affronta l’ultimo testo del drammaturgo inglese William Shakespeare offrendone una lettura che s’interroga sul contemporaneo e ne sviscera limiti e potenzialità. Il mago Prospero, l’innocente Miranda, il mostro Calibano, lo spiritello Ariel, l’usurpatore Antonio, l’ingenuo Ferdinando, Alonso il re di Napoli, il buffone Trinculo, l’ubriacone Stefano sono metaforicamente intrappolati nello spazio di una discarica, area di disordine, violenza e confusione morale, deposito di rifiutati, buco nero disgraziato e melmoso ma allo stesso tempo terreno di nuove possibilità. La parola diventa strumento di riscatto, il naufragio atto necessario di rinascita, la tempesta specchio di una situazione prepotentemente attuale: duchi e mozzi, signori e poveracci convivono e s’intrecciano su uno stesso sfondo, questi ultimi espropriati dal potere sovversivo della parola.

La Tempesta di W. Shakespeare per molti un testamento, ma anche l’inizio di una nuova era. Oggi più che mai il sapere determina il controllo su tutto quello che si muove. Prospero ha il potere della conoscenza, è l’uomo che dà un nome alle cose, le fa esistere o le nega, è artefice della percezione di una realtà che continuamente ci sfugge e che ha bisogno di essere letta e decifrata.
(Maurizio Panici).

TEATRO ARGOT STUDIO - Via Natale del Grande, 27 - Roma
Tel. 06 - 5898111

dal 2 al 20 novembre 2016
Orari spettacoli: al martedì al sabato ore 20.30 - domenica ore 17.30
Biglietti: 12 euro (intero) - 8 euro (studenti e over 65)

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroargotstudio.com


VIA COL TEMPO
scritta da Fabian Grutt, Fabrizio Gaetani e Roberto Fei
con Fabian Grutt, Cecilia Taddei, Fabrizio Gaetani
diretto da Felice della Corte

Cosa succederebbe se un quarantenne di oggi incontrasse un ventenne degli anni novanta? Due mondi diversi in un esilarante confronto che fa riflettere su come siamo cambiati in questi ultimi vent’anni. Bloccati in una stanza d’ospedale fuori dal tempo per un assurdo scherzo del destino, un'infermiera ed i loro ricordi sono tutto quello che i protagonisti hanno a disposizione per uscire e ricominciare a vivere. Tra un “farò” e un “avrei potuto”, tra un “se” e un “ma”, tra un “videoregistratore” e uno “streaming”, Via col tempo è una storia che non smette mai di stupirci.

TEATRO MARCONI - Viale Guglielmo Marconi 698e (parcheggio interno)
Tel. 06 59.43.544

dal 3 al 13 novembre
Biglietto Intero 20.00 Ridotto 14.00
Martedì, Giovedì, Venerdì e Sabato ore 21,00 Mercoledì e Domenica ore 17,30

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatromarconi.it


ACQUE SPORCHE
di Hossein Taheri e Paolo Zucca
regia Paolo Zuccari
liberamente tratto da “Il nemico del popolo” di Ibsen

con Hossein Taheri, Paolo Zuccari, Elodie Treccani, Raffaele Gangale, Dario Iubatti, Chiara Scalise, Francesca Ceci

In una città, per tanti anni vittima di difficoltà economiche, finalmente si sta per aprire un importante stabilimento di acque termali che attirerà turisti e investimenti e darà lavoro agli abitanti dell’intera zona. A pochi giorni dall’inaugurazione il fratello del sindaco, dottore responsabile delle strutture sanitarie, scopre che in quelle acque ci sono infiltrazioni di sostanze inquinanti e sostiene che dovrà essere rifatto tutto daccapo. Il sindaco, che nel frattempo si è di nuovo candidato alle elezioni con grande favore dei pronostici, non è disposto a tenere chiuso lo stabilimento. Si aprirà lo stesso e il danno, meno grave di quanto si dice, sarà riparato in corso senza problemi. La città si spacca, i mezzi di comunicazione si mobilitano e il duello si spettacolarizza. Gli schieramenti velocemente si spostano da una parte all’altra. Salute o lavoro? C’è una salute senza il lavoro? Intanto il potere più oscuro si muove indisturbato e invisibile. Dentro la televisione e dietro le persone più insospettabili.

Ispirata a "Il nemico del popolo" di Ibsen, una storia italiana di oggi in cui la situazione politica, giornalistica e di rapporti familiari di una comunità cittadina si trova in una situazione esplosiva dove i personaggi devono velocemente prendere decisioni importanti. E comunicarle, chiarirle, diffonderle. Con la televisione, con internet, a volte con l’inganno.

SALA UNO TEATRO – P.za Porta San Giovanni, 10 - Roma

dal 1 al 13 novembre
Dal martedì al sabato alle 21 e la domenica alle 18
BIGLIETTI: intero 15 euro, ridotto 10 euro, – tess. 2 euro
Info Teatro: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - telefono +39 06 86606211

Info e prenotazioni: via sms 3925089828, via email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.salaunoteatro.com


PINOCCHIO
Liberamente tratto da C. Collodi
Adattamento e Regia Simone Fioravanti
Compagnia Teatro del Beau

Il personaggio nato dalla penna di Collodi resta ancora oggi il personaggio più amato tra i giovanissimi che si riconoscono in questo burattino buono e generoso, ma sempre disposto a lasciare la via maestra, attirato dalle avventure che la vita gli offre. Salvato all’ultimo momento da i suoi protettori, Pinocchio è sempre disposto a seguire, pieno di entusiasmo e di fiducia, il primo falso amico che gli si presenta, facendosi trascinare in nuovi pasticci. Una versione teatrale, del famoso burattino, veloce e sfiziosa accompagnata da canzoni originali, che non mancherà di guidare il pubblico nella storia, appassionando, divertendo e perchè no, commuovendo. Un altro grande appuntamento di teatro non solo per i più giovani, ma dedicato anche a chi piace riscoprire atmosfere passate, con le quali magari è cresciuto...sognando e ridendo con il Teatro del Beau.

TEATRO MARCONI - Viale Guglielmo Marconi 698e (parcheggio interno)
tel. 06-5943544

12 e 13 novembre 2016
sabato ore 16.00 - domenica ore 11.00

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatromarconi.iT


NATALE IN CASA CUPIELLO
di Eduardo De Filippo
regia Luigi De Filippo

con Luigi de Filippo, Stefania Ventura, Vincenzo De Luca, Claudia Balsamo, Paolo Pietrantonio, Massimo Pagano, Michele Sibilio, Ferdinando Maddaloni, Luca Negroni, Marisa Carluccio,Tiziana Tirrito, Carmen Landolfi, Carlo Zanotti, Geremia Longobardo.

Il 21 dicembre 1931 va in scena per la prima volta al Teatro Kursaal di Napoli questa bella commedia di Eduardo, una delle più note e più riuscite.
All’inizio è un atto unico, il secondo, poi Eduardo con gli anni aggiungerà gli altri due, il primo e il terzo, sentendo il bisogno di far conoscere meglio i suoi personaggi. E l’opera ora è davvero completa.
La Compagnia dei fratelli De Filippo si chiamerà del “teatro umoristico” perché attraverso l’umorismo racconta sulla scena la commedia umana, divertendo, ma facendo anche riflettere: E questo vale anche per questa commedia.
“Natale in casa Cupiello” è la vicenda di un povero uomo considerato quasi un bambino soprattutto quando si avvicina il Natale e si riaccende la sua grande passione per il Presepe. In quella occasione si svela anche l’eterno dissidio fra anziani e giovani, con la continua ripetuta domanda di Luca Cupiello al figlio “Nennì, te piace ò Presebbio?” e la risposta ostinata e dispettosa del figlio “non mi piace, non mi piace”: eterno contrasto in famiglia che si cela dietro un pranzo natalizio.
In questa edizione protagonista e regista dello spettacolo è Luigi De Filippo, figlio di Peppino e nipote di Eduardo, degno erede di una famiglia che fa Teatro con grande successo da tre generazioni.

TEATRO PARIOLI PEPPINO DE FILIPPO - Via Giosuè Borsi 20, 00197 – Roma
tel. 06 8073040

dal 27 ottobre al 27 novembre

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatropariolipeppinodefilippo.it


L’AMORE MIGLIORA LA VITA
scritto e diretto da Angelo Longoni
con Ettore Bassi, Edy Angelillo, Eleonora Ivone, Giorgio Borghetti.

“L’amore migliora la vita” è una commedia divertente e scorretta sulla necessità di comprendere se stessi e le persone che ci sono vicine e che più amiamo.
E’ una storia morale sulle piccole immoralità quotidiane che ognuno vive e subisce, sulle ottusità che ci pervadono e che facciamo tanta fatica ad abbandonare.
“L’amore migliora la vita” è un richiamo alla comprensione di quest’assioma tanto ovvio quanto difficile da interiorizzare.
Due coppie di genitori si trovano per discutere di un problema che riguarda i propri figli maschi appena divenuti maggiorenni. All’inizio i quattro sembrano essere molto civili e dimostrano di avere a cuore solo il bene dei propri ragazzi ma, quando si tratta di discutere della loro omosessualità e della loro volontà di vivere apertamente il loro amore, le cose si complicano notevolmente.
Madri e padri mettono in luce tutta la loro fragilità morale e la loro protervia, diventano violenti, paurosi, meschini, facendo emergere anche le loro difficoltà di coppia e le loro frustrazioni.
Non importa quale sia la loro provenienza sociale o la loro estrazione culturale, sono tutti inadeguati a mettere mano seriamente al proprio modo di intendere i sentimenti e al loro ruolo genitoriale.

TEATRO GOLDEN - Via Taranto, 36 - 00182 ROMA
Tel. 06-70493826

dal 25 ottobre al 20 novembre
orario spettacoli:
dal martedì al sabato ore 21.00, domenica ore 17.00. Lunedì e mercoledì riposo.

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrogolden.it

 

DI AND VIV AND ROSE
di Amelia Bullmore
regia di Antonio Serrano
con Selene Gandini, Caterina Gramaglia e Sara Pallini

“Di and Viv and Rose” è una commedia dai toni mai sentimentali, in cui si ride con i personaggi fino all’ultimo, un testo che si connette emozionalmente con il pubblico, grazie anche alle circostanze improbabili vissute dalle protagoniste, un “that’s life”, con tutte le sue assurdità ed i suoi paradossi. Sono quindi i toni della commedia che scandiscono un testo che vede protagoniste tre giovani donne, studentesse universitarie in affitto, che, ad un certo punto, decidono di prendere un appartamento comune per condividere spese e… vita!
Di studia economia, è una ragazza lesbica ultra sportiva e apparentemente tosta, incapace di sottostare ad un capo che nasconde invece un gran desiderio di innamorarsi e una fragile, delicata, profonda sensibilità.
Viv usa vestire in abiti anni 40, è iscritta a sociologia e a prima vista appare come la classica donna workaholic, irreprensibile e con una forte etica del lavoro, ma anche lei cela una sua vulnerabilità e, quando perde il controllo con i suoi bicchierini, svela una genuina complessità emozionale.
Rose frequenta architettura, porta i rasta in testa, è uno spiritello libero, frizzante e spiritosa, ama l’arte e non solo… i suoi appetiti sessuali la portano sempre in cerca di nuovi incontri, eppure, c’è una tenera innocenza in questa sua promiscuità che rivela uno smisurato bisogno di amore.
Tre donne piene di vita e di contraddizioni, tre donne contemporanee con le loro debolezze, i loro punti di forza e le loro fragilità… tanto diverse quanto amiche! Forse, come suggerisce l’autrice, proprio questa è la natura della profonda amicizia, che non si esaurisce al primo ostacolo, ma sopravvive anche alla loro separazione dovuta alle diverse carriere, alla lontananza o a qualcosa di irrimediabilmente tragico.

TEATRO DEI CONCIATORI - Via dei Conciatori, 5 – 00154 ROMA
Tel. 06.45448982 – 06.45470031 
dal 3 al 13 novembre 2016 
Orario Spettacoli: dal martedì al sabato ore 21,00 domenica ore 18,00

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrodeiconciatori.it


GIALLO SPORCO
regia di Barbara Lalli

Con Laura Cirioni, Monica Ceruti, Alessandro Perini, Andrea Filosa, Donatella Cervelli, Alessandro Ibba, Giorgia Ciotola, Stefano Caruso

L'Associazione Culturale Teatro Trastevere, dopo il successo dell'apertura della Nuova Stagione, ha il piacere di presentare Giallo Sporco, il nuovo lavoro della compagnia I Panni Sporchi, che torna in scena dopo più di un anno di pausa, con una esilarante commedia scritta a quattro mani.
“Cosa succederebbe se durante la rappresentazione di un giallo si riaffacciassero i personaggi più amati e quelli più folli, quelli più appassionati e quelli più bislacchi che hanno caratterizzato la produzione degli ultimi anni della compagnia?
E se tentassero di riappropriarsi degli attori che gli hanno dato corpo e voce cercando di rubargli la scena? E se quasi ci riuscissero?”

Partendo da un intreccio semplice ma ricco dei clichè di un giallo che si rispetti, si è costruito e montato una sequela di gag basate su complicati meccanismi comici in cui le specificità attoriali prevalgono sulla storia.

TEATRO TRASTEVERE - Via Jacopa de Settesoli, 3 - 00153 Roma
dal 2 al 13 novembre 2016 - h 21.00, domenica h 17:30

Info e prenotazioni: telefono 06 -5814004
Sito web: www.teatrotrastevere.it


Data Unica

ROSA DEL SUD
Rosa di Sicilia. Un omaggio a Rosa Balistrieri

Debora Longini – voce, Bob Salmieri - ney, sax tenore, Marwan Samer - voce, oud, krakab, Andrea Pullone – chitarre, Maurizio Perrone: basso elettrico, Francesco Mattera - batteria, Gianfranco Dezi - tromba, flicorno, Colombo – percussioni, Eda Ozbakay - danza, fisarmonica
Ospiti: Erodoto Project, Alessandro De Angelis - piano elettrico, Giampaolo Scatozza – batteria, Bob Salmieri -sax tenore

Milagro Acustico celebra i suoi venti anni di attivita' con un nuovo progetto dedicato alla grande cantante siciliana Rosa Balistreri a venticinque anni dalla sua scomparsa. Lo fa reinterpretando e arrangiando alla propria maniera i brani che la cantante ha reso popolari, canzoni che assumono cosi' un sapore piu' attuale e inedito, dalle forti tinte che vanno dal Funk al Jazz al Reggae e che mettono ancora di piu' in risalto la grande modernita' del messaggio di Rosa.
Canzoni indimenticabili dedicate ai carcerati, ai disperati, agli ultimi della Terra, seguendo quel cammino gia' segnato dal poeta Ignazio Buttitta al quale Milagro Acustico ha dedicato il cd "Sangu ru Poeta" nel 2011. Interprete d'eccezione per il live e' la cantante Debora Longini, che ha saputo confrontarsi con il canto unico e sofferto di Rosa Balistreri, trovando una via personale per avvicinarsi alle sue canzoni. Originale il set strumentale che vede come sempre una vasto assortimento di strumenti della tradizione occidentale accostati a quelli della tradizione mediterranea come Ney, Oud, Krakab, etc
Rosa del Sud è anche il titolo del CD uscito nel 2015, il decimo della loro produzione artistica. In questa occasione, Milagro Acustico proporra' alcuni brani del proprio repertorio recente, grazie alla presenza del cantante tunisino Marwan Samer.
Ospiti della serata: "Erodoto Project" - Un trio di Jazz mediterraneo orientale capitanato sempre da Bob Salmieri, che esplora, con composizioni originali dei tre componenti nuove frontiere musicali.
“Il Jazz è la trama nella quale si intreccia un ordito fatto di Miti del Mediterraneo, di Medioriente e di Sicilia. Il repertorio è composto da brani originali dei tre musicisti, e da canzoni della tradizione popolare mediterranea, rivisitati in chiave jazz, che hanno come tema il viaggio e il migrare; brani come “Amara terra mia” reso celebre da Domenico Modugno che acquistano così un nuovo colore, rendendoli ancora più attuali, trovando nuovi protagonisti nei migranti che attraversano il Mediterraneo nel nostro tempo, testimoni della infinita epopea del migrare.”

TEATRO VASCELLO - Via Giacinto Carini, 78 – 00152 Roma
Tel. 06 -5881021/06-5898031

7 novembre 2016 - ore 21

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrovascello.it

 

Articolo di: Isabella Polimanti

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