Dal 10 al 21 gennaio. “E’ impossibile comprendere una figura del passato e tantomeno un genio se non si sia mai fatto un tentativo di comprendere se stessi”. Con le parole del celebre biografo Wolfgang Hildesheimer, Giuseppe Cederna torna a portare sui palcoscenici la storia del grande genio Wolfgang Amadeus Mozart, a trent’anni dalla sua interpretazione nell’87 con la regia di Mario Missiroli e la drammaturgia scritta da Peter Shaffer (che ispirò anche la celebre pellicola di Milos Forman).

Dal 10 al 21 gennaio al Teatro India in scena Giuseppe Cederna con MOZART, IL SOGNO DI UN CLOWN, brillante monologo con musica dal vivo sul celebre e immortale artista austriaco, un viaggio impervio ed esilarante tra la vita del genio e il miracolo della sua musica, che contiene anche la possibilità del fallimento, ma che è in ogni caso un successo intraprendere.

Un teatro aperto a tutti, un’agorà civile e culturale che sia fulcro di democrazia partecipata, di pensieri, utopie, emozioni. È questo il senso racchiuso nella composizione della stagione che Antonio Calbi, al suo quarto anno di direzione del Teatro di Roma, presenta in una sala gremitissima del Teatro India.

Sarajevo, domenica 28 giugno 1914, Franz Ferdinand viene ucciso, scoppia la prima guerra mondiale, su di un tavolo simile al Risiko si decide di far entrare l’Italia nel conflitto, tanto a morire andranno altri. Giuseppe Cederna, grande interprete del teatro e cinema italiano, premio Oscar con “Mediterraneo” di Salvatores, dà voce e corpo a quell’umanità di vittime e di carnefici che trasformarono l’Europa in un immenso mattatoio. Quasi 10 milioni di soldati uccisi al fronte, 7 milioni di civili morti, più di 20 milioni di feriti e mutilati, la Grande Guerra fu la prima immensa carneficina di massa. Memorie, poesie, storie, lettere dal fronte per raccontare pensieri, preghiere, illusioni, desideri e paure di una generazione distrutta, senza ragione alcuna.

Il Teatro India continua ad essere palcoscenico per storie e sguardi dal fronte con il trittico Uomini in trincea per un viaggio nell’inferno della Grande Guerra attraverso gli assoli di Marco Baliani, Giuseppe Cederna, Mario Perrotta. Tre narratori che, dal 16 al 24 maggio, portano in scena gli orrori, la fame, il desiderio di vivere nonostante tutto, lo scempio dei corpi sul terreno, la paura e la memoria di uomini che, come spettri usciti dalle trincee, hanno vissuto da protagonisti quella Guerra che ha cambiato la Storia. Il trittico si inserisce nel segmento di Stagione Guerre/Conflitti/Terrorismi, il progetto del Teatro di Roma che affronta il tema dei conflitti, presenti e passati, ideologici e morali, che interessano le nostre società moderne.

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