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Mi sono sempre chiesto a cosa siano dovuti questi tremendi attacchi di panico che mi prendono quotidianamente. Avverto un senso di soffocamento, di malessere, si svenimento. Tutto si muove intorno a me, tutto si sfoca, tutto è irrimediabilmente troppo grande. Non reggo il confronto con l’esterno, non riesco a controllare gli spazi. Tutto mi soffoca, mi sfugge.
Attacco di panico: “Un attacco di panico è un periodo di paura o disagio intensi, tipicamente con un inizio improvviso e solitamente della durata inferiore ai trenta minuti. I sintomi includono tremore, respirazione superficiale, sudore, nausea, vertigini, iperventilazione, parestesie (sensazione di formicolio), tachicardia, sensazione di soffocamento o asfissia. Il disturbo è significativamente diverso dagli altri tipi di disturbi di ansia, in quanto gli attacchi sono improvvisi, non sembrano provocati da alcunché e spesso sono debilitanti. Un episodio è spesso categorizzato come un circolo vizioso dove i sintomi mentali accrescono i sintomi fisici, e viceversa.” (fonte: Wikipedia.it) Mi sono sempre chiesto a cosa siano dovuti questi tremendi attacchi di panico che mi prendono quotidianamente. Avverto un senso di soffocamento, di malessere, si svenimento. Tutto si muove intorno a me, tutto si sfoca, tutto è irrimediabilmente troppo grande. Non reggo il confronto con l’esterno, non riesco a controllare gli spazi. Tutto mi soffoca, mi sfugge. Un senso di impotenza mi pervade, traballo, trabocco. E’ la morte che bussa. Mi sento un puntino: un misero puntino davvero troppo piccolo per poter reggere il confronto con l’immensità dello spazio. Come Ercole devo sorreggere la Terra, lo spazio infinito. Non ci riesco, e cado. Non è paura di morire: è paura di VOLER morire. Il fiato diventa corto, i polmoni si irrigidiscono. Attacco di panico incombente, senso si asfissia, paura del chiuso. L’attacco di panico è così. Prende all’improvviso, senza apparente ragione, senza preavviso. Senza possibilità di scampo. Le nuvole sono troppo vicine, mi ballano sulla testa. Le montagne mi vengono contro, perdo il controllo dell’auto e dei miei respiri. Mi sento solo, impotente. Vorrei essere qualcuno, ma sono un Giangetto fra tanti. Solo un Giangetto qualsiasi. |
Commenti
Sono invece convinta che parlarne aiuta tantissimo ad uscire da questo labirinto di terrore che ti prende quando inizia un attacco di panico.
E poi respirare , lunghi respiri per sentire il soffio della vita , osservare la natura e ascoltare musica .
Vanessa, grazie.
Posso solo dirti che ti capisco, che in questo periodo non riesco più ad afforntare niente, che mi sento sola, persa, allucinate, soffocata e piena di sensi di colpa perchè mi sto arenando di nuovo, perchè non riesco ad uscire di casa.
Scusa, ti ho "sporcato" il blog.
Vanessa.
gEkKO
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