Domenica, 21 Ottobre 2018 13:23

Quartet - Teatro Quirino (Roma)

Quattro ex famosi cantanti d’opera percorrono - loro malgrado - il "viale del tramonto". I rimpianti per il tempo che fu si alternano ai timori per quel "secondo tempo" della vita, che si nutre di ricordi dall’eco ormai lontana, misti a rassegnazione. Ma il sacro fuoco dell'arte non si spegne mai. Patrick Rossi Gastaldi dirige un quartetto di interpreti d'eccezione - Giuseppe Pambieri, Cochi Ponzoni, Paola Quattrini ed Erica Blanc - in "Quartet" di Ronald Harwood, in scena al Teatro Quirino sino al 21 ottobre.

Un triennio importante quello che si aprirà con la stagione 2018-2019 del Teatro Quirino. Ricorrerà, nel 2021, il centocinquantesimo compleanno della storica sala romana, una grande occasione di festeggiamenti e celebrazioni che seguiranno alle imminenti operazioni di restyling della struttura nata nel 1871. Nel presentare in netto anticipo - rispetto alle consuetudini, e rispetto agli altri teatri romani - la programmazione della prossima stagione, il Presidente - e co-direttore artistico unitamente a Guglielmo Ferro - Geppy Gleijeses sottolinea, in apertura della conferenza, l’avvilente carenza di contributi da parte delle Istituzioni. Non perde neppure l’occasione per un riferimento incisivo alla nota vicenda del finanziamento al Teatro Eliseo, ora alle valutazioni della giustizia amministrativa, avendo presentato, alcuni tra i teatri più importanti della città, un ricorso contro il contribuito assegnato alla sala diretta da Luca Barbareschi.

Lunedì, 04 Marzo 2013 19:59

La torre d'avorio - Teatro Eliseo (Roma)

La torre d'avorioDal 26 febbraio al 24 marzo. L'insanabile conflitto tra arte e potere, la reciproca influenza ed interferenza, e la complessa determinazione dei labili confini che separano queste due entità mutuamente attrattive rappresentano questioni di intramontabile attualità, tali da assumere proporzioni e valenze drammatiche nelle più atroci contingenze storiche. La pièce di Ronald Harwood, drammaturgo sudafricano naturalizzato inglese tra i più affilati ed originali della scena contemporanea, affronta con incisività questo dualismo sullo sfondo della barbarie del secondo conflitto mondiale, dell'epurazione razziale compiuta con scientifica follia nell'orrore dei campi di concentramento, degli efferati interrogatori condotti al termine della guerra nei tribunali di denazificazione. L'avvincente testo teatrale, sapientemente orchestrato dalla direzione registica di Luca Zingaretti ed impreziosito dall'asciutta traduzione di Masolino d'Amico, viene portato in scena da un'affiatata compagnia di pregiati interpreti, all'interno della quale si stagliano le magistrali prove recitative dello stesso Zingaretti e di un superbo Massimo De Francovich.

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