Un teatro aperto a tutti, un’agorà civile e culturale che sia fulcro di democrazia partecipata, di pensieri, utopie, emozioni. È questo il senso racchiuso nella composizione della stagione che Antonio Calbi, al suo quarto anno di direzione del Teatro di Roma, presenta in una sala gremitissima del Teatro India.

Trenta sono gli anni del Romaeuropa Festival che in questi giorni apre i battenti. Nella precarietà del panorama culturale attuale, Romaeuropa costituisce una certezza, un appuntamento ormai ineludibile che un pubblico sempre più numeroso attende con curiosità. Dal 23 settembre sino all'8 dicembre, 76 saranno i giorni di spettacolo, 48 gli appuntamenti in tutta Roma, oltre 300 gli artisti che si alterneranno nei 15 luoghi deputati a ospitare le diverse rappresentazioni artistiche. Undici le installazioni, affiancate da un programma di performance, presenti al Digitalife-Luminaria a cui il Macro Testaccio-la Pelanda, come ogni anno, aprirà i suoi spazi. Trentesima edizione, dunque, un compleanno ricco che avrà come punto cardine, intorno al quale ruoteranno tutti gli appuntamenti, la rielaborazione e la storicizzazione di un contemporaneo quanto mai complesso e chiuso a ogni paradigma interpretativo.

TERNIFESTIVAL festival internazionale della creazione contemporanea (18 > 27 settembre 2015) compie 10 anni e festeggia questo giro di boa con nuove sfide: anzi che compiacersi con torta e candeline si conferma come “a safe place for unsafe ideas” un approdo sicuro per nuovi interrogativi. Questa edizione speciale raccoglie e stimola nuove riflessioni sui cambiamenti registrati in questi dieci anni, ampliando lo sguardo dall’universo festival a uno scenario più vasto abbracciando nuove tendenze estetiche e processi di produzione, nuove chiavi di lettura di un decennio che ha rivoluzionato le definizioni di creazione, comunità, condivisione.

Teatro, danza, circo contemporaneo, arte e tecnologia, e soprattutto la musica attraverseranno i 50 appuntamenti del Romaeuropa Festival n. 30, RiCreazione, dal 23 settembre all’8 dicembre in 14 diversi spazi di Roma, in un programma sempre più ricco di incontri con gli artisti e progetti di formazione rivolti al pubblico più appassionato.

Lunedì, 12 Gennaio 2015 20:12

Go down, Moses - Teatro Argentina (Roma)

Dal 9 al 18 gennaio al Teatro Argentina di Roma debutta in prima nazionale "Go down, Moses" di Romeo Castellucci, una riflessione sui differenti momenti della vita di Mosè, così come ci vengono narrati nel libro dell’Esodo.

Dal 9 al 18 gennaio al Teatro Argentina di Roma debutta in prima nazionale GO DOWN, MOSES di Romeo Castellucci, una riflessione sui differenti momenti della vita di Mosè, così come ci vengono narrati nel libro dell’Esodo.

Alla scoperta della ricchissima stagione 2014/2015 del Teatro Argentina, in un magistrale equilibrio tra tradizione e innovazione. Ecco tutti gli spettacoli in cartellone.

Ci sono tesori architettonici nelle nostre città che restano gelosamente nascosti agli occhi del pubblico e difficilmente fruibili. Grazie a Uovo, il festival di Performing Arts svoltosi a Milano dal 19 al 23 marzo, arrivato alla sua dodicesima edizione, uno di questi è stato aperto: Palazzo Serbelloni, storico palazzo neoclassico di Milano, che ha ospitato la performance di Romeo Castellucci, “Attore , il tuo nome non è esatto”. Uovo si propone infatti di indagare sul rapporto tra spettatore e attore/regista, nonché tra lo spettatore e lo spazio urbano che viene reinterpretato.

Milano accoglie la dodicesima edizione di Uovo, Festival di Performing Arts dal respiro internazionale, capace di ridefinire la relazione tra pubblico e performer. La centralità dello spettatore ed il modo in cui lo stesso fruisce di questa forma d’arte, altera infatti il legame convenzionale tra il soggetto che crea e quello che guarda, che deve aprirsi ad un nuovo modo di intendere l’ arte. Anche i luoghi, sono assolutamente non convenzionali: la Triennale di Milano, il Teatro Triennale dell’Arte, Palazzo Serbelloni, la Biblioteca Sormani, Buka - Nuova Cgd ed un luogo pubblico, tenuto ancora segreto. Uovo rientra anche tra le iniziative della “Primavera di Milano”.

Giunge finalmente nella capitale, in seno al Romaeuropa Festival, il terzo capitolo del trittico drammaturgico ispirato a Romeo Castellucci dalla lettura dei romanzi di Nathaniel Hawthorne: dopo il controverso "Sul concetto di volto nel Figlio di Dio" ed il successivo "Il Velo Nero del Pastore", il terzo e conclusivo capitolo individua come scintilla iniziale l'episodio occorso nel 1958 allorchè al pittore astrattista Mark Rhotko fu commissionato dal "Four Seasons Restaurant", che era in procinto di aprire a Manhattan, un ciclo di tele che ne avrebbero dovuto adornare la lussuosa sala. Dopo aver accettato l'incarico ed aver quasi completato le opere, repentinamente decise di tornare sui propri passi, stabilendo di non esporre i quadri appena realizzati e di tenerli rigorosamente celati nell'oscurità (attualmente sono custoditi alla Tate Modern di Londra). Questo episodio, di cui in verità non si percepisce il benchè minimo riverbero nel sofisticato lavoro teatrale del drammaturgo romagnolo, innesca una riflessione precipuamente orientata verso due spunti tematici: da un lato il ruolo dell'artista e la solitudine che ineluttabilmente finisce per separarlo dal suo contesto sociale di appartenenza; dall'altro l'oscuro ed indecifrabile rapporto dell'uomo con Dio, tra adesione cieca dettata dal rassicurante potere lenitivo della fede e l'eterno dubbio dettato dall'angoscioso silenzio divino di fronte ai drammi che attanagliano l'umanità.

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