Venerdì, 22 Maggio 2015 19:10

Imitationofdeath - Teatro India (Roma)

Caleidoscopico labirinto di suggestioni multisensoriali. Questo e molto altro è "Imitationofdeath", ultimo capitolo del "Trittico Furioso" firmato ricci/forte, in scena assieme a "Still Life" e "Macadamia Nut Brittle" al Teatro India per un totale di nove repliche di grande successo. L’acclamata drammaturgia estrema di Stefano Ricci e Gianni Forte si rivela ancora una volta potente nell’evocare con intelligenza scenica la condizione disperata dell’uomo ultracontemporaneo.

Dal 12 al 21 maggio al Teatro India va in scena TRITTICO FURIOSO, focus dedicato al teatro di ricci/forte con le riprese di Still Life, Macadamia Nut Brittle e Imitationofdeath.

Daria Deflorian e Antonio Tagliarini presentano al Teatro Filodrammatici di Milano due loro lavori: dal 5 all’8 marzo è andato in scena “Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni”, ispirato al romanzo del 2011 “L’esattore” (edito da Bompiani), dello scrittore greco Petros Markaris, nel quale si racconta di quattro pensionate che decidono di suicidarsi perchè non arrivano a fine mese; dal 10 al 15 marzo seguirà invece “Reality”, tratto da 748 quaderni in cui una donna polacca, Janina Turek, ha annotato ossessivamente per circa mezzo secolo la sua quotidianità. Colpisce lo stile destrutturato e destrutturante, privo di modalità narrativa, capace però di veicolare immagini evocative e costruire al contempo un reale schiacciante, un caos “di fuori” che ti viene addosso, ti spinge, ti preme contro.

Domenica, 12 Ottobre 2014 08:52

Darling - Teatro Eliseo (Roma)

Debutta al Teatro Eliseo, nell'ambito del Romaeuropa Festival, la nuova attesa produzione dell'ensemble ricci/forte, "Darling (ipotesi per un' Orestea)". Dopo gli scintillanti successi internazionali, in particolare in Francia e Russia, e la recentissima esperienza come maestri dell' Ecole des Maitres 2014 culminata nel progetto performativo "JG matricule 192102" dedicato all'universo poetico di Jean Genet, Stefano Ricci e Gianni Forte ritornano ad affondare la loro inarrestabile ricerca di ispirati rabdomanti nei meandri del patrimonio classico, radice e fondamento di ciò che rimane della nostra cultura, ormai lobotomizzata da una società massificante e volgare. La fonte che in questa circostanza innesca il cortocircuito drammaturgico è rappresentata dall'Orestea di Eschilo, declinata alla luce di una contemporaneità post-atomica in cui l'ultimo baluginio di speranza non conosce più asilo.

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