Dante Antonelli in pochi mesi ha saputo conquistare l'attenzione di pubblico e critica con il suo teatro onesto, provocatorio, audace ed ironico. Il giovane regista romano, con il suo progetto "Fäk Fek Fik - Le Tre Giovani", riscrittura del primo capitolo dei "Drammi Fecali" di Werner Schwab da lui concepita assieme alle tre interpreti protagoniste - Martina Badiluzzi, Giovanna Cammisa e Arianna Pozzoli -, si è aggiudicato i premi per la miglior drammaturgia, per la migliore interpretazione alle tre attrici e come miglior spettacolo al Roma Fringe Festival 2015. Mentre procede lo studio sul secondo testo della tetralogia dei "Drammi Fecali", "Sovrappeso, insignificante: informe", che approderà sul palcoscenico all'inizio del prossimo anno, Antonelli tornerà in scena con "Fäk Fek Fik" a Roma a fine novembre, il 26, 27 e 28, presso Carrozzerie | n.o.t. e a Milano a febbraio nell'ambito di Apache, linea di teatro contemporaneo giunta alla sua terza stagione al Teatro Litta, ora Manifatture Teatrali Milanesi. Lo abbiamo incontrato per approfondire la sua visione del teatro ed il suo peculiare modo di concepire la creazione artistica, oltre che naturalmente per scoprire qualche dettaglio dei suoi numerosi progetti in cantiere.

Si è chiusa ieri, con una serata all'insegna della ricercata ed emozionante arte teatrale e della più sincera ed entusiatica condivisione, la quarta edizione del Roma Fringe Festival. 37 giorni di teatro, 82 spettacoli in concorso, 14 eventi speciali, 5 ospiti internazionali: questo è stato il Roma Fringe Festival 2015 che, nei giardini di Castel Sant’Angelo, dal 30 maggio al 5 luglio, ha portato oltre 500 artisti italiani, europei e americani per un totale di oltre 330 repliche.

Un ragazzo con la coppola, l’accento pugliese e il tenero sorriso durante un interrogatorio confessa la sua ossessione di salare la carne, la pasta e tutte le pietanze. È un ragazzo con una disabilità mentale. Nel suo racconto scopriamo i segreti della sua infanzia e come ha conquistato la fiducia in famiglia imparando a cucinare da solo. In un baleno, un testo poetico e brillante rivela un risvolto tragico e fa riflettere su dove sia la ragione quando tragedie si incontrano.

Dopo 5 settimane di spettacolo tra Teatro, Danza, Performance, Comedy e Installazioni, il 5 luglio nei giardini di Castel Sant’Angelo si svolgerà la finale del Roma Fringe Festival 2015.

La Compagnia Malabranca Teatro e l' Associazione Culturale Compagnia dei Fondegari presentano al Roma Fringe Festival una rilettura de “L’orso, scherzo in un atto” di Anton Čechov: lo “scherzo" spensierato di Čechov viene proposto dai quattro attori in un riadattamento contemporaneo, dove il dolore e il lutto vengono nascosti grottescamente dietro l’amarezza di grandi sorrisi.

Al Roma Fringe Festival 2015, in attesa della finalissima del 5 luglio, riflettori puntati sulla “Scena Romana”, una selezione degli spettacoli più rappresentativi della stagione appena conclusa proposti dalle realtà più interessanti e vivaci del teatro indipendente della capitale: Teatro Studio Uno, Teatro Dell’Orologio, Teatro Argot Studio, Teatro Tordinona, Carrozzerie n.o.t. e Teatro e Critica Webzine.

Il Roma Fringe Festival 2015 entra nel vivo: nella settimana dal 21 al 27 giugno, prima di passare alla programmazione Comedy e Scena Romana, si chiuderà la Sezione Teatro e scopriremo anche l’ultimo spettacolo più apprezzato da critica e pubblico che andrà in scena per la finale del 5 luglio.

Come reagireste se entrando in un museo vi accorgeste che i quadri e le installazioni stanno prendendo vita? E se il museo fosse un ipermercato? Quattro attori/performer, dismessi i panni delle persone comuni, si fanno installazioni audiovisive e interagiscono tra di loro come cavie da laboratorio in un labirinto invisibile. Si fanno specchio della società dei consumi: saturi, pieni, al limite, incapaci di ricevere ulteriori input senza perdere il controllo. Come ci relazioniamo con il cibo? Di che cosa abbiamo fame? Abbiamo una reale necessità di ciò che desideriamo? Ci vediamo come siamo o come abbiamo paura di essere? Siamo come vogliamo o come ci vogliono? "SaturAzione", diretto da Valeria de Santis e Sylvia Katrina Milton, è andato in scena al Roma Fringe Festival dal 15 al 18 giugno.

La Compagnia formata da Giulia Angeloni e Flavia Ripa propone al Roma Fringe Festival uno spettacolo di affabulazione e musica, ispirato a motivi tratti dalla tradizione orale - racconti, fiabe e cantate popolari - in una cornice che strizza l’occhio al teatro dei giullari e dei menestrelli. Due donne, due cantastorie fuggite da un circo nella speranza di liberarsi dei fenomeni da baraccone con cui condividono le giornate, si ritrovano a cantare personaggi ancora più strampalati di quelli che hanno lasciato.

Terza settimana di Roma Fringe Festival, siamo ormai entrati nel vivo della competizione e si è alla ricerca del terzo finalista, impresa non facile vista l’ottima qualità degli spettacoli in scena in questi sette giorni sui tre palchi dei Giardini di Castel Sant’Angelo. Ci soffermiamo a parlare del lavoro di Dante Antonelli "Fäk Fek Fik - Le tre giovani - Werner Schwab", interessante esempio di drammaturgia contemporanea che si fonde con il corpo e la voce di tre giovani attrici e con la musica elettronica di Samovar. L'opera dopo aver debuttato al Teatro Sala Uno di Roma all’inizio dell’anno approda ora in concorso al Fringe.

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