“The Conductor”, presentato dalla compagnia inglese “La compagnie des divins animaux” al Roma Fringe Festival il 13, 14 e 15 settembre e vincitore della Menzione Speciale Laici.it, è un adattamento teatrale di Mark Wallington e Jared McNeill, diretto dallo stesso McNeill. Il lavoro si ispira al romanzo di Sarah Quigley, da cui prende anche il titolo. Interpretato da Joseph Skelton e Deborah Wastell e impreziosito dalle musiche di Dmitrij Šostakovič suonate dal vivo da Daniel Wallington, lo spettacolo racconta la storia che si nasconde dietro la creazione della Sinfonia n.7 (in DO maggiore, Op.60, 'Leningrado') scritta dal famoso compositore russo nel 1941 durante l’assedio di Leningrado. Una storia vera ma poco conosciuta che mostra come, nonostante i bombardamenti e tutte le atrocità della guerra, la musica di Šostakovič permise alla gente di salvare la propria speranza.

Giovanni Avolio presenta al Roma Fringe Festival il suo “Voglio vedere una balena”, un racconto sognante e spensierato che non ha bisogno di parole per emozionare. Attraverso un lavoro sperimentale che coniuga la clownerie alla tecnologia del looper, l’attore crea in scena un insieme di gag e ritmi coinvolgenti che trascina il pubblico nel dolce e buffo mondo di Ismaele, fino a seguirlo nel suo entusiasmante viaggio.

Volge quasi al termine il Roma Fringe Festival 2017, la grande festa del Teatro indipendente di Roma, arrivata alla VI edizione, che quest’anno è tornata dal 30 agosto al 23 settembre a Villa Mercede (San Lorenzo). In programma oltre 150 appuntamenti tra prime italiane e internazionali, nuove drammaturgie, stand up comedy, teatro civile, performance art e provocatori riadattamenti di grandi classici. È proprio all’intersezione di queste ultime due tipologie di proposte che incontriamo “Metamorfosys.0”, un lavoro di Vittoria Faro, che ci mostra una nuova umanità, l'inizio di un altro mondo libero ma schiavo, non più così umano, guidato da un dio/macchina chiamato MEMORIA.

La biografia di due sovrane raccontata con colori e leggerezza: al Roma Fringe Festival la storia di Maria Antonietta e Maria Carolina, sorelle e regine, è portata in scena in chiave pop da Mirko Di Martino con “Regine Sorelle”. Un monologo brillante, tra ricostruzione storica e leggenda, in cui Titti Nuzzolese interpreta mirabilmente le due sovrane e una moltitudine di altri personaggi, aristocratici o popolani, vividi e folcloristici.

Con un titolo che incuriosisce e provoca, “Il laboratorio della vagina”, scritto, diretto ed interpretato da Patrizia Schiavo, racconta le donne tra commedia e teatro civile. Un inno alla femminilità e alla sacralità del loro corpo che si tramuta in una decisa denuncia di abusi e violenze: le risate diventano orrore e attraverso l'ironia si arriva a temi ben più profondi. Liberatorio e divertente, terapeutico ed esplicito.

Il mito di Amore e Psiche viene rivisitato e attualizzato nel monologo scritto e diretto da Flavio Marigliani e interpretato da Valeria Nardella. Presentato nella seconda settimana del Roma Fringe Festival, lo spettacolo unisce toni grotteschi a trovate ironiche ma, nonostante la buona interpretazione e l'originalità dell'idea, non riesce a sfruttare pienamente l'occasione.

Nella prima settimana del Roma Fringe Festival, Massimiliano Aceti presenta “Il piccolo guitto”, da lui scritto e interpretato. Un monologo brillante dal ritmo serrato, finalista al Premio Scenario 2015, in cui l’attore rielabora episodi della sua infanzia, animati da buffi compagni di classe, piccoli amori non corrisposti e scoperte di inevitabili dolori.

TOP