Uno degli spettacoli più celebrati di Circomare Teatro, compagnia di artisti che con sensibilità e attento artigianato riesce a narrare le vicende di nuove maschere ispirate alla contemporaneità, ma legate alla tradizione della “Commedia dell’Arte”. Un Arlecchino moderno, un immigrato lavorante che tutto fa, perché tutto deve fare. Un Paese occidentale che si appresta ad intervenire in una guerra “oltre il mare”. Conviene a politici, industriali e generali dell’esercito, sapranno convincere il popolo che di certo conviene anche a loro.

I segreti mai confessati sono serviti su un piatto d’argento. Per salvare il proprio matrimonio una coppia è costretta a mettersi a nudo e a rivelare verità tenute nascoste. “La cena delle verità” di Francesco Rizzo, andato in scena al Roma Fringe Festival 2016 con la regia di Andrea Di Vincenzo, è un gioco psicologico capace di coinvolgere il pubblico passando abilmente dalla commedia al dramma.

Lo spettacolo scritto, diretto e interpretato da Daniele Gonciaruk - altri attori in scena Francesco Natoli, Gerri Cucinotta, Gabriele Celona e Antonio Previti - è il racconto di una vicenda assurda e grottesca, con il refrain del Miserere: la condanna assurda per un fatto non commesso e soprattutto non identificato di un anonimo signor K. Una sorta di riedizione del processo kafkiano, di grande attualità, in chiave surreale. Interessante la chiave della proposta: suggestioni del teatro dell’assurdo, filastrocche che si colorano di un tocco noir e qualcosa del Woyzeck che riecheggia.

E’ in concorso al Roma Fringe Festival 2016 l’ultimo lavoro di Giovan Bartolo Botta, regista ed attore istrionico che sa rivisitare autori classici e contemporanei sotto una veste attuale e del tutto personale. L’autore afferma: “…in verità cos’è Antigone per un attore? Una scusa. Una scusa per esibirsi. Certo, si poteva utilizzare una Locandiera, ed esibirsi con quella. Lo si farà prossimamente se i Maya vorranno. Se non ci sarà la fine del mondo. Intanto per gli attori di teatro ogni giorno è un po’ la fine del mondo”.

Controversa questione: chi è l’artista? Il pittore o il soggetto che ha ispirato l’opera? E cosa succederebbe se a chiarire il dubbio sul rapporto tra modello e pittore provassero i quadri stessi, improvvisamente animati? E' il vivace ed originale spunto da cui prende vita “La fanciulla con la cesta di frutta”, spettacolo di Marco Celli e Francesco Colombo. Un gioco teatrale, un racconto d'arte in chiave moderna ottimamente interpretato dai giovani attori dell'Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”.

Un racconto a episodi in cui le protagoniste sono le donne e le loro tante sfaccettature è in scena al Roma Fringe Festival. E' “Donne sfuse”, scritto da Sophia Dalla Notte e diretto da Nicola Camurri. Tre brevi scene, surreali, romantiche e filosofiche che provano ad analizzare i comportamenti e il ruolo femminile nella società odierna. Nonostante gli spunti buoni, però, lo spettacolo non lascia il segno.

Un monologo delicato e struggente, divertente ed emozionante: “Mozza” è la prima prova registica della sicilianissima Claudia Gusmano, anche autrice e interprete di questo racconto semplice, frammento di esistenza autentica regalato con generosità al pubblico. Dopo il successo riscosso al debutto di marzo al Teatro Argot Studio, la nostra impavida navigante approda sulle sponde del laghetto di Villa Ada per conquistare il Roma Fringe Festival 2016.

Apre il Roma Fringe Festival 2016 “Viviamoci”, monologo brillante di Giorgia Mazzucato. Esilarante e drammatico, costruito su una drammaturgia sagace e ricca di stravaganti virtuosismi, sostenuto da un’interpretazione sempre precisa e intensa. Sul volto dell’attrice si alternano tre personaggi diversi, destinati a scontrarsi irreversibilmente: la coincidenza è alla base della nostra esistenza.

Stand-up comedy ben sostenuta dall’interprete Chiara Becchimanzi, anche autrice e regista, che condisce un ennesimo viaggio alla scoperta della psiche e del corpo femminili con più o meno interessanti aneddoti personali, ma senza aggiungere novità a tutto ciò che è già detto e risaputo. A fare da contraltare, una piccola perla dolcissima su cui si sarebbe potuto costruire l’intero spettacolo, ma che purtroppo arriva solo nel finale.

Fringe Italia apre il bando di partecipazione per il Roma Fringe Festival 2016, la grande festa del teatro indipendente.

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