Dal 9 dicembre al 1 gennaio, al Teatro Leonardo di Milano è andata in scena in prima nazionale una produzione di Manifatture Teatrali Milanesi: “La Bottega del Caffè”, di Carlo Goldoni. Valeria Cavalli e Claudio Intropido, che dal 2015 fanno parte della Direzione Artistica di Manifatture Teatrali Milanesi, firmano la regia, dando una lettura moderna dell’opera goldoniana e ambientando la commedia in una Las Vegas decadente, tra il circense e l'onirico.

Grande ritorno romano per i “Tre atti unici da Anton Čechov” che, dopo essere stati in scena lo scorso anno al Teatro Vascello, hanno scelto per questa stagione la cornice contemporanea delle Carrozzerie | n.o.t. per riproporre tre degli atti unici del grande drammaturgo russo. Uno spettacolo davvero completo, un’eccellente qualità recitativa e una riscrittura originale e contemporanea, assolutamente da vedere.

Roberto Rustioni mette in scena un Čechov con protagonisti affetti dalle nevrosi della contemporaneità: parlano a raffica, si fraintendono di continuo, urlano, piangono, sono umani, troppo umani, sottratti ai samovar o alle immense case di campagna per abitare una stanza stretta e spoglia. Il regista ha scelto di lavorare sull'ascolto, la leggerezza, il senso della misura, la qualità umana complessa, la compresenza simultanea del Reale, del Tragico e del Ridicolo per restituire lo sguardo delicato e ironico di Čechov sulle cose, sul mondo, su di noi esseri umani gravati da un destino ridicolo…

Dal 5 al 23 febbraio. Roberto Rustioni reinterpreta gli scritti giovanili di Anton Cechov: "La domanda di matrimonio", "L'orso" e "L'anniversario". Tre storie di vita attualissime che ripropongono il fulcro del mondo come lo conosciamo, cioè il rapporto fra uomo e donna.

Dal 27 febbraio al 27 marzo. Filippo Timi, è noto, ha un debole per Carmelo Bene. Il Maestro salentino concluse una celebre puntata del Costanzo Show con questa lapide: “Dell'uomo mi interessa l'eccesso”. Al che un omone sboccato, dal fondo della platea, irruppe con un sonoro: “CESSO!”. Certamente Timi ha seguito con attenzione quella performance in tv; può darsi che l'idea di introdurre un water, come elemento scenografico durante lo spettacolo, gli sia venuta proprio pensando a quell'esilarante scambio di battute al Teatro Parioli. Certo è che l'artista Timi è particolarmente attratto dal tema dell'eccesso.

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