Nella splendida cornice dell’Accademia Nazionale di Danza, sul colle Aventino, Filippo Gili porta in scena la sua versione del celeberrimo “Aspettando Godot”, probabilmente l’opera più nota e replicata di Samuel Beckett. Nelle vesti, rispettivamente, di Vladimiro ed Estragone, ci sono Giorgio Colangeli e Paolo Briguglia, quest’ultimo nel ruolo in precedenza indossato dal “libanese” Francesco Montanari. Un’attesa esistenziale, eterna, destinata a restare cristallizzata nella contemporaneità.

Venerdì, 01 Novembre 2013 08:12

Lo Sfascio - Teatro Sala Umberto (Roma)

Dal 29 ottobre al 17 novembre. Una scena fissa dentro uno sfasciacarrozze perfettamente ricostruita in stile anni ’70, dall’insegna all’arredo, ai costumi dei personaggi, a quell’atmosfera di sogno di onnipotenza, delirio e infine miseria di una generazione perduta. Sono personaggi senza pietà nemmeno verso se stessi, nessuno dei quali ha un ripensamento né tanto meno un pentimento. Non si salva nulla ed è l’amara realtà di un sottobosco di periferia degradata dove il controllore è più corrotto di chi dovrebbe essere sorvegliato. L’unico spazio di tenerezza viene dalla ‘follia’, da quella demenza ingenua del fratello del proprietario dello sfascio che ricorda un po’ l’infermiere di “Parla con lei”. E’ così che da tanto male, da una madre terrorista, forse animata da grandi ideali e cattive azioni, e da un padre inconsapevole perso nei suoi sogni di bambino cresciuto, batte un cuore nuovo e la vita trionfa, malgrado tutto. Due ore che scorrono senza perdere in intensità, con luci e suoni che danno il ritmo e il cambio scena nell’azione, un’amara ironia, con scene forti e grevi ma sempre motivate, senza volgarità gratuita. Interpreti davvero all’altezza.

Siamo negli anni ’70, in piena strategia terrorista. Fosco, 40enne titolare di uno sfasciacarrozze (lo sfascio) e con precedenti penali alle spalle, è un amante della bella vita e non perde occasione per tradire sua moglie Katia, in avventure occasionali. E’ anche un giocatore incallito di carte e, insieme all’amico poliziotto Ugo, assiduo frequentatore di bische clandestine. Manlio, 25enne fratello di Fosco e afflitto da un serio handicap mentale, lavora allo sfascio ed è immerso nel suo mondo, composto disordinatamente da immagini di calendari sexy, gomme da masticare e giochi infantili. Frequentatore abituale dello sfascio è Luciano, detto Diecilire, un piccolo truffatore costantemente in cerca di soldi.

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