“Storie di amori lgbt”. E’ la settima edizione del festival “Lecite/Visioni”, promosso dal Teatro Filodrammatici di Milano e sostenuto dal Comune, che racconta in sette spettacoli gli amori, leciti, ma non sempre accettati: relazioni omosessuali in primis, ma anche bullismo e diritti umani, al centro della scena, temi che tornano drammaticamente di attualità con un ampio ventaglio di sfaccettature e punti di vista, nonché scelte stilistiche originali.

Martedì 8 maggio è stata presentata la stagione 2018/2019 del Teatro Sala Umberto, la diciassettesima con la direzione artistica di Alessandro Longobardi. Un cartellone all’insegna della drammaturgia contemporanea e della musica, con una particolare attenzione ai giovani e ad un umorismo sempre acuto e sobrio.

Un autore molto letto, molto discusso ma poco rappresentato. Si potrebbe leggere così il ritratto di Oscar Wilde, l’autore de Il ritratto di Dorian Gray”, “Il fantasma di Canterville” e molti altri classici, che sembra trovare poco spazio al di fuori delle antologie scolastiche. Se come romanziere la sua fortuna è evidente, come drammaturgo risulta poco frequentato dai registi teatrali, almeno in Italia. Al Teatro Elfo Puccini di Milano il merito di aver riscoperto e valorizzato l’opera dell’autore inglese, dedicandogli addirittura una maratona teatrale nei primi giorni di dicembre con la messa in scena di ben tre opere: “Atti Osceni”, “Il fantasma di Canterville” e “L’importanza di chiamarsi Ernesto”.

“Spazio del Racconto”, la rassegna di drammaturgia contemporanea ospitata nella stagione 2017/2018 dal Teatro Brancaccino, nasce dall'idea di sviluppare un cantiere aperto di riflessione e pratica sulla scrittura, un punto di incontro tra drammaturghi - registi e attori - pubblico - in modo da rendere accessibile, fruibile, dinamico il rapporto scena/platea. Una rassegna dedicata alla drammaturgia contemporanea, che giunge alla sua terza edizione con la direzione artistica di Emanuela Rea.

“La Sirenetta” ultimamente ha nuotato nei mari di Milano (in ultimo al Piccolo Teatro Grassi) e in quelli di Roma (nella prestigiosa cornice del Teatro India), per poi tornare a Milano nella prossima stagione teatrale dell’Elfo Puccini (appuntamento il 6 e il 7 febbraio 2018).

Mercoledì, 18 Gennaio 2017 21:58

Uno che conoscevo - Teatro Libero (Milano)

Al Teatro Libero di Milano debutta “Uno che conoscevo”, ultimo lavoro del drammaturgo e regista Corrado Accordino, uno scorcio sulla realtà dei fatti, quella del giornalismo contemporaneo, che i fatti li trasforma e la realtà la maschera. Dal 17 al 26 gennaio svela le manipolazioni, le menzogne, le falsità di chi dirige giornali e schermi da cucina.

Il Teatro Filodrammatici di Milano rende omaggio, a suo modo, al genio teatrale di Shakespeare, in occasione dei quattrocento anni dalla sua morte. Non aspettatevi però di incontrare sul suo palco Amleto, Re Lear o Puk; anche quest'anno infatti, lo storico teatro milanese si vanta di essere “Shakespeare-free”. Troverete però, come in Shakespeare, spettacoli che prendono ispirazione dalla contemporaneità, capaci di far ridere e pensare, che introducono il dubbio, la malinconia, che incrinano la visione del mondo in ordine e sicuro, proprio come quelli del bardo di Avon, che frantumavano la vecchia visione del mondo medievale.

Questa non è un'esercitazione. "Questa non è un'esercitazione. Ripeto: non è un'esercitazione". Alla fine di N.E.R.D.s mi sarei aspettata di sentire questa frase gridata con finto autocontrollo da un ripetitore; in questo spettacolo c'è tutto meno che la finzione, a partire dalla recitazione degli attori: sempre brillante, snella, sinceramente sentita tanto nei momenti drammatici quanto in quelli più spassosi.

Da giovedì 7 a domenica 24 maggio, in prima nazionale al Teatro Filodrammatici di Milano, andrà in scena “N.E.R.D.s - sintomi”, di Bruno Fornasari, con Tommaso Amadio, Riccardo Buffonini, Michele Radice e Umberto Terruso. Una commedia a sprazzi di luci e ombre dove l'ombra, il buio, realmente presenti sul palco, sono gli elementi scenici necessari a svelare gradualmente la verità, perchè “la superba sorpresa del vero” non accechi.

Lunedì 2 marzo è andato in scena "Le rotaie della memoria", il commovente spettacolo della compagnia Eco di fondo vincitrice (in ex-aequo con "A qualcuno piace…Fred!" di Epos Teatro) della prima edizione del Premio Riccardo Pradella, riconoscimento istituito dall’Accademia dei Filodrammatici per ricordare una delle figure portanti della sua storia: Riccardo Pradella, attore e regista, promotore della riapertura del Teatro Filodrammatici negli anni ’70 e, per moltissimi anni, tutor del corso di recitazione della scuola per attori, scomparso nell’agosto del 2012. Il Premio, rivolto alle giovani compagnie, composte in maggioranza da ex allievi dell’Accademia dei Filodrammatici, dà la possibilità ai vincitori di mettere in scena il proprio spettacolo all’interno del cartellone del Teatro Filodrammatici. La compagnia Eco di fondo con lo spettacolo "Le rotaie della memoria" ha vinto il Premio Pradella grazie alla sua sensibilità nel confrontarsi con il contemporaneo e nello svolgere una continuativa ricerca su temi etico-sociali.

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