Zero - Teatro Piccolo Eliseo (Roma)

Scritto da  Sabato, 20 Aprile 2019 

Risate e pensieri, tanti personaggi e un solo attore: Massimiliano Bruno riporta in scena il suo “Zero”, una storia sull'amicizia, la rabbia mai sopita, le vite distrutte e ricostruite, i ricordi. Un racconto drammatico, reso estremamente divertente dall'ironia e dall'eclettico talento del protagonista.

 

Produzione Corte Arcana - Isola Trovata presenta
ZERO
scritto e interpretato da Massimiliano Bruno
regia Furio Andreotti
musiche Massimo Giangrande
musicisti Massimo Giangrande (chitarra e basso), Andrea Biagioli (piano rodhes e moog), Fabrizia Pandimiglio (violoncello), Augusto Zanonzini (batteria e percussioni)
scene Alessandro Chiti
costumi Alberto Moretti
light designer Giuseppe Filipponio
fonico audio Sante Di Clemente
assistenti alla regia Susan El Sawi, Salvatore Fazio

 

Che bravo, Massimiliano Bruno! Nel suo “Zero”, andato in scena con successo al Piccolo Eliseo di Roma, porta sul palco una storia di amicizia, cattiveria umana e vendetta in cui l'amara quotidianità della vita si fa spazio inesorabile tra tante risate e battute. In un'ora e mezza, da solo, Bruno interpreta i protagonisti e tutti i personaggi di contorno di quella che è un'efficace storia a metà tra commedia e dramma, senza mai allentare l'attenzione del pubblico: fa ridere parecchio, fa un po' commuovere, dà da pensare.

Nella scenografia di Alessandro Chiti, impreziosita dalle belle luci di Giuseppe Filipponio, lo spazio scenico è suddiviso a metà da un pannello velato su cui si confondono le proiezioni di lettere, immagini astratte, contrasti di grigio. Dietro, come un'ombra discreta e sempre presente, è posizionata la band guidata da Massimo Giangrande che scandisce l'intero racconto con musiche omogenee ed appropriate all'evolversi della storia e dei singoli personaggi. Al di qua del velo, invece, cinque sedie dal diverso design - dallo sgabello per lo showman televisivo alla poltrona rococò per il ricchissimo boss - aspettano di accogliere i rispettivi personaggi. Sarà Massimiliano Bruno a interpretarli tutti, muovendosi avanti e dietro il velo, entrando e uscendo dalla scena così come dal ruolo, senza bisogno di cambi d'abito (per delinearli può bastare anche solo un oggetto, una borsetta o una sciarpa, o nulla). Con estrema apparente semplicità, cambia tempo e tono, mescolando sapientemente dialetti, gestualità e atteggiamenti, e tratteggia tutti i personaggi con efficacia contestualizzando vita e relazioni di ciascuno.

In una stazione dei carabinieri, un postino calabrese detto cacasotto è sotto interrogatorio per dei fucili scomparsi. La sua deposizione parte dal lontano 1982 e rievoca cinque ragazzini e la loro estate insieme, una vacanza segnata da una brutta storia, marchio indelebile nelle loro vite future. Ora quei ragazzini sono cresciuti: Gianluca è diventato un carabiniere, Walter un uomo di spettacolo dalla vita complicata, Andrea un silenzioso volontario in un centro di recupero per tossicodipendenti e sua sorella Margherita una giornalista. L'ultimo, Peppino Rizzo, è il figlio di un boss. Ognuno ha provato a seguire la propria strada e a farsi una vita ma qualcosa di antico e doloroso ancora li lega e li rende perdenti, fragili, rotti. Ora finalmente, dopo un'attesa durata vent'anni, è giunto il momento di liberarsi: la sera della festa di paese e dei fuochi d'artificio sarà per loro l'occasione del riscatto. Un appuntamento che non possono mancare, la resa dei conti. Una vendetta diventata ragione di vita che nemmeno nell'agognata rivalsa saprà trovare sollievo. E l'amaro, commovente abbraccio finale collettivo sarà confortante e vano.

Cambiando continuamente ambientazioni ed epoche, lo spettacolo, con un tocco di giallo, si snoda tra flashback e racconti, episodi di vita personale e ricordi dal passato; l'intera storia assume forma sul finale quando tutti i tasselli si trovano ricomposti come in un puzzle. Ciò che non manca mai è il divertimento, garantito dalle battute di Bruno che, in alcuni personaggi, come l’uomo di spettacolo romano, può facilmente dar sfogo al suo estro comico. Ma le battute e l'ironia, in scena come nella vita, non bastano a nascondere i dolori familiari, le mancanze dei genitori, i soprusi dei potenti sui più deboli.

Zero”, diretto da Furio Andreotti, è la ripresa dello spettacolo che Massimilano Bruno portò già in scena nel 2005, primo di una trilogia di monologhi scritta dall’autore e seguito da “Gli ultimi saranno ultimi” e “Agostino”. Artista poliedrico, Massimiliano Bruno torna a recitare a teatro dopo diversi anni e lo fa con padronanza scenica e la sua ben nota ironia. E se ben pochi potevano essere i dubbi sulla penna leggera e divertente dell'autore e regista di alcune delle commedie brillanti di maggior successo degli ultimi anni (“Nessuno mi può giudicare”, “Viva l'Italia”, “Confusi e felici”, “Beata Ignoranza” come regista, “Maschi contro femmine”, “Notte prima degli esami” o “Ex” come sceneggiatore) così come sulla sua vena comica più verace, resa famosa da personaggi come quello di Martelone in “Boris”, in “Zero” c'è però anche la gradita conferma di una sensibilità ricercata ed intensa. Così, l'amara denuncia verso la società attuale, l'indignazione, la satira sociale e politica, passano attraverso riflessioni profonde e amare per aprirsi in una linea ironica chiamata a rendere tutto più immediato e digeribile.

 

Teatro Piccolo Eliseo - Via Nazionale 183, 00184 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/83510216, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orari spettacoli: dal martedì al sabato ore 20, domenica ore 17
Biglietti: posto unico € 20
Durata spettacolo: 90 minuti (atto unico)

Articolo di: Michela Staderini
Grazie a: Maria Letizia Maffei e Antonella Mucciaccio, Ufficio Stampa Teatro Eliseo
Sul web: www.teatroeliseo.com

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