Welcome to Paradise - Teatro Lo Spazio (Roma)

Scritto da  Domenica, 20 Novembre 2011 
Welcome to Paradise

Dall’8 al 20 novembre. La prima opera drammaturgica di Karl Weigel, studioso di letteratura tedesca e saggista, ci conduce nelle atmosfere soffuse, sensuali e misteriose del Paradise, un cabaret berlinese dell’inizio degli anni Venti. Tra passioni morbose, il passato che raffiora inesorabile portando con sé la riscoperta di poteri divinatori volutamente tenuti a lungo sopiti e l’incombere minaccioso della più atroce dittatura che il secolo scorso abbia conosciuto, impossibile non lasciarsi sedurre dal sottile gioco mentale e dalla carnale ambiguità di una pièce decisamente originale e sorprendente.

 

 

Produzione Youkali presenta

WELCOME TO PARADISE

di Karl Weigel

con (in ordine dell'autore)

Massimo De Rossi, Giulia Innocenti, Marzia Del Fabbro e Giancarlo Mici

scena e costumi Jean Leparvier

realizzazione costumi Eleonora Gismondi

consulenza musicale Margot Iljabit

musiche originali Giancarlo Mici

traduzione Angela Sickler

assistente alla regia Anna Ceci

regia Massimo De Rossi

 

Sin dai primi istanti ci ritroviamo proiettati nel microcosmo peccaminoso e conturbante di un locale notturno popolato da voluttuose cantanti, ambiziose attrici ed improbabili comici che cercano con ogni espediente di catturare l’attenzione di un pubblico ottenebrato da fiumi di alcool e fumo di sigari. Le nefaste conseguenze della grande guerra sono ancora palesi ed opprimenti, sbarcare il lunario diviene sempre più difficile e coltivare i propri sogni ed aspirazioni si riduce a pura utopia, miraggio dolorosamente remoto. L’ebreo David Tucholsky (Massimo De Rossi) sul palcoscenico non brilla certo per verve e trascinante ironia, con i suoi impersonali numeri di varietà da fantasista-ventriloquo che al massimo riescono a strappare un sorriso di compassione ad una platea annoiata; ben altri fasti hanno caratterizzato gli anni della giovinezza del protagonista allorchè, forte dei suoi straordinari poteri soprannaturali, riusciva a leggere il futuro degli innumerevoli spettatori che lo seguivano adoranti nei teatri di tutto il mondo. Il suo potere divinatorio però gli aveva consentito anche di presagire le più inquietanti catastrofi della storia moderna, suscitando maldicenze e perplessità che lo avevano reso inviso al potere politico e lo avevano indotto a porre un freno ad un’esistenza così travolgente e ricca di successo.

Welcome to ParadiseDopo aver condotto per anni una vita modesta ma serena, Tucholsky viene però nuovamente sedotto dal demone dei suoi poteri profetici, complici la miseria deprimente e le insistenze, incalzanti e sinuose, dell’affascinante Kathi Schleyer (Giulia Innocenti), primadonna del Paradise che lo provoca con crescente malizia, intrigante capacità affabulatoria ed un’elegante bellezza alla quale è assolutamente impossibile resistere. Il terzo vertice di questo triangolo di incandescente passione è rappresentato dalla giovane ed inesperta Trude (Marzia Del Fabbro), che ha instaurato un torbido rapporto saffico con la magnetica Kathi e al contempo subisce il fascino paterno e accogliente di David. Il successo del patto faustiano tra il medium e la cantante viene ben presto consacrato dal costante “tutto esaurito” delle loro serate, finchè lo spettro agghiacciante della storia torna ad abbattersi sul loro destino: presenza fissa, defilata in un tavolino in fondo alla sala, un omuncolo insignificante che guarda con crescente sospetto le doti di preveggenza di Tucholsky ed instancabilmente scrive appunti su un misterioso libricino nero. Quella presenza inquietante, verso la quale si avventa con furia incontenibile uno stravolto e devastato David, cela i primi mostruosi indizi della dittaura nazista, dei campi di prigionia e della violenza senza pari che scriverà le pagine più vergognose della storia contemporanea. Ad imprimere una sterzata decisiva alle vicende sarà proprio la liason clandestina che Kathi intreccerà, logorata da un insopprimibile desiderio di fama e potere, con l’enigmatico cliente e che condurrà i nostri due protagonisti ad un finale imprevedibile, sanguinoso e devastante, tragica sorte che ci appare già scritta ed ineluttabile.

L’originale e coinvolgente intreccio narrativo ordito con maestria da Karl Weigel, che avvince lo spettatore in una ragnatela di suspense e seduzione e travolge i personaggi in scena in un’inesorabile e drammatica spirale di violenza e sangue, viene tradotto sul palcoscenico dalla suggestiva regia di Massimo De Rossi con un linguaggio dal taglio decisamente cinematografico, dinamico e ricco di ritmo. Di grande effetto il soffuso disegno luci che accentua la monocromia della scenografia e dei costumi (curati da Jean Leparvier), elemento dalla profonda valenza semantica con la netta prevalenza dei toni del nero notte e del blu cobalto che si schiude in un unico aggressivo guizzo di colore nella scena conclusiva dal sapore decisamente pulp. Il montaggio delle scene sui due palcoscenici contigui offerti dal Teatro Lo Spazio consente il dipanarsi dell’azione in parallelo sul palco del cabaret, brillante tripudio di lustrini e mondanità, e nei modesti camerini riservati agli artisti, luogo delle confessioni più intime e delle passioni che si intrecciano in modo sotterraneo andando a segnare per sempre i destini dei tre protagonisti. I dialoghi intensi ed emotivamente densi di significato, alternati ai pregevoli momenti cantati interpretati da Giulia Innocenti e Marzia Del Fabbro accompagnate al pianoforte da Giancarlo Mici (che ha anche composto le musiche originali dello spettacolo) conducono lo spettatore indietro nel tempo in un ben preciso contesto storico, immergendolo nel vissuto di personaggi di grande carisma e spiccata individualità.

Memorabili le interpretazioni di Massimo De Rossi e Giulia Innocenti. Il primo indossa i panni di un uomo in costante conflitto esistenziale tra la straordinarietà delle sue doti di preveggenza e l’aspirazione ad un rifugio tranquillo e riparato lontano dai clamori atroci della guerra e della dittatura, in bilico tra il pensiero ossessivo di una morte incombente e il desiderio di riscatto dall’esistenza mediocre in cui ha finito per trovarsi invischiato. Pathos sofferto, dolore trattenuto, elegante dignità e coraggiosa fierezza sono le caratteristiche più evidenti del suo personaggio, rese attraverso una prova recitativa istrionica e sobria, fortemente espressiva e matura, veramente di grandissimo spessore. Irresistibile, sottile e vigorosa la seconda nel ruolo dell’ambiziosa femme-fatale che, con le sue raffinate e fatali arti seduttive, innesca il meccanismo narrativo facendo rapidamente precipitare gli eventi e coinvolgendo nel proprio vortice autodistruttivo tutti gli altri personaggi; Giulia Innocenti conferma, con un’interpretazione densa di sfaccettature, fortemente introspettiva, cerebrale e al contempo permeata di torbida passione, un talento e una sensibilità recitativa di raro pregio.

Un testo teatrale complesso e prezioso, avvincente e fecondo di spunti di riflessione, portato in scena con grande maestria ed eleganza. Da non perdere.

 

Teatro Lo Spazio – via Locri 42/44, Roma

Per informazioni: telefono 06/77076486, 06/77204149 – mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 20.45, domenica ore 17

 

Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: Ufficio stampa Viola Sbragia

Sul web: www.teatrolospazio.it

 

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