Vortex Temporum / Verklärte Nacht - Teatro Argentina (Roma)

Scritto da  Venerdì, 23 Ottobre 2015 

Nell’ambito dell'edizione 2015 del Festival Romaeuropa due opere della coreografa Anne Teresa De Keersmaeker sono andate in scena al Teatro Argentina il 2-3-4 ottobre scorso. Anne Teresa De Keersmaeker è una fuoriclasse e il Festival Romaeuropa, riportando di nuovo sulla scena romana la coreografa fiamminga, ha centrato un prestigioso obiettivo.

 

Anne Teresa De Keersmaeker - Rosas | Ictus presentano
VORTEX TEMPORUM
coreografia Anne Teresa De Keersmaeker
danzatori Boštjan Antoncic, Carlos Garbin, Marie Goudot, Cynthia Loemij, Julien Monty, Michaël Pomero, Igor Shyshko
musica Vortex temporum, Gérard Grisey (1996)
direzione musicale Georges-Elie Octors
musicisti Ictus Pianoforte Jean-Luc Plouvier
flauto Chryssi Dimitriou
clarinetto Dirk Descheemaeker
violino Igor Semenoff
viola Jeroen Robbrecht
violoncello Geert De Bièvre
disegno luci Anne Teresa De Keersmaeker, Luc Schaltin
consulente artistico luci Michel François
costumi Anne-Catherine Kunz
drammaturgia musicale Bojana Cvejic
assistente artistico Femke Gyselinck
foto ©Herman Sorgeloos
prodotto da Rosas Coprodotto da De Munt / La Monnaie (Brussels), Ruhrtriennale, Les Théâtres de la Ville de Luxembourg, Théâtre de la Ville (Paris), Sadler’s Wells (London), Opéra de Lille, ImpulsTanz (Vienna), Holland Festival (Amsterdam), Concertgebouw Brugge (Bruges) Ringraziamenti Thierry Bae, Jean-Paul Van Bendegem

Anne Teresa De Keersmaeker - Rosas presentano
VERKLÄRTE NACHT
coreografia Anne Teresa de Keersmaeker
danzatori Samantha van Wissen, Boštjan Antoncic, Nordine Benchorf
musica Arnold Schönberg, Verklärte Nacht, op. 4, New York Philharmonic
diretta da Pierre Boulez
disegno luci Luc Schaltin, Anne Teresa De Keersmaeker
costumi Rosas / Rudy Sabounghi
drammaturgia musicale Georges-Elie Octors, Alain Franco
coordinamento artistico Anne Van Aerschot
foto ©Anne Van Aerschot
prodotto da Rosas
coprodotto da Ruhrtriënnale, Les Théâtres de la Ville de Luxembourg

 

La motivazione del Leone d’Oro 2015 per la danza, assegnato ad Anne Teresa De Keersmaeker, descrive con precisione il perché del suo essere diventata un faro nel panorama internazionale di questa arte performativa: “punto di congiunzione tra creazione e processi di trasmissione. Il suo gesto poetico attraverso il corpo ha reso possibile un travaso significativo tra le culture occidentali nella comprensione del corpo teatrale come medium della ricerca linguistica. Elevando lo spazio a tavola del mondo, vi ha dislocato i corpi di una ricerca che lascia percepire l’apertura dell’uomo a nuovi luoghi. Si è presa cura della misura e della durata del corpo sonoro dell’individuo e del danzatore per porlo sulla soglia del Mondo”.

Bastava guardarla al termine di "Verklärte Nacht", coreografia della Keersmaeker sull’omonimo brano di Arnold Schönberg, - messa in scena al Teatro Argentina lo scorso 4 ottobre nell'ambito di Romaeuropa Festival - quando la stessa coreografa ha danzato "Violin Phase", per comprendere tutta la potenza e la genialità del lavoro di questa coriacea fiamminga, che mentre girava leggiadra come un derviscio, commentava in inglese il suo pensiero coreografico. La sua ricerca ha rivitalizzato il post modern americano degli anni '60 e 70, diventando nel tempo un punto di riferimento assoluto per le prossime generazioni di danzatori e coreografi.

Anne Teresa, caposcuola di quella fucina di talenti che è ormai diventata la danza di terra belga, è giunta poco più che ventenne al successo internazionale attraverso una forma di minimalismo postmoderno articolato ed emozionante. Al principio degli anni Ottanta, con un lavoro metodico e puntuale sulla struttura del movimento, apporta alla danza contemporanea nuove visioni d’insieme. Oggi la coreografa ha scelto di dare più spazio a un altro elemento fondamentale delle sue scelte compositive: la presenza di un certo romanticismo, una componente vitale ma nascosta nella danza dei suoi esordi.

In "Verklärte Nacht", la composizione musicale segue passo passo il testo poetico di Richard Dehmel, evocando una passeggiata nel bosco al chiaro di luna di due innamorati e il loro drammatico colloquio. La donna confida al suo uomo di essere incinta di un altro. L’uomo la conforta accettando il bambino come se fosse figlio di entrambi. “La reazione di quest’uomo - dice la Keersmaeker - è un vero atto di generosità. Spudoratamente romantico e di grande bellezza. Volevo affrontare tutto ciò e trovare i movimenti giusti per raccontare questa storia rivelando cosa ci vedo di bello”.

La coreografa si è avvicinata dal 1995 per tre volte al capolavoro giovanile di Arnold Schönberg. Da principio ideato per sei coppie e un totale di 14 danzatori, Anne Teresa in quest’ultima versione ha conservato la cellula coreografica originale, giungendo a una sintesi minimalista, operando secondo il principio di “less is more”. Il risultato è una coreografia coniugata in una forma di romanticismo denso e imprescindibilmente legata alla musica in un movimento radicalmente distante dalla tradizione accademica.

Restando sempre fedele a un rapporto stretto con la musica, da Bach a Schönberg, dal Trecento avignonese a Brian Eno, Anne Teresa de Keersmaeker ha fatto della ricerca nel campo musicale il suo terreno d’elezione. L’incontro con la musica di Steven Reich le ha offerto la possibilità di sviluppare gli elementi essenziali del proprio linguaggio e del proprio metodo.

Ed è il Novecento il campo più fertile della sua ricerca musicale; nella ricchezza del panorama musicale contemporaneo, la coreografa fiamminga cerca di trovare risposte creando originali proposte nella relazione complessa con le partiture contemporanee. In "Vortex Temporum", presentato sempre al Teatro Argentina il 2 e 3 ottobre scorso, titolo di una composizione per pianoforte, violino, viola, violoncello, clarinetto e flauto firmata da Gérard Grisey nel 1996, la De Keersmaeker - da esperta di musica prima ancora che di danza - si lascia trascinare dalla partitura musicale.

La coreografa parla in questo frangente di «disequilibrio tra memoria e anticipazione, che oscilla avanti e indietro tra l’immagine fantasmatica del passato e le aspettative verso il futuro». Il titolo aveva già attratto la coreografa che da tempo lavora su realizzazioni quasi ossessive tra circoli e spirali. L’andamento oscillante della partitura di Grisey che, nella prima sezione, viene eseguito dall’ensemble Ictus in solitudine, viene poi ripreso in silenzio dai soli danzatori. Dalla seconda sezione la partitura diventa un vortice in cui musica e danzatori sono uniti in un’ipnotica interazione, realizzando in scena un disegno di rara espressività e rigore dove non c’è prevalenza di una disciplina sull’altra.

Un’altra tappa vinta dalla geniale e rigorosa coreografa nella sua instancabile ricerca dei delicati e intensi linguaggi del corpo.

 

Teatro Argentina - Largo di Torre Argentina 52, 00186 Roma
Per informazioni e prenotazioni: Opificio Romaeuropa (Via dei Magazzini Generali 20/a), telefono 06 45553050, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orari biglietteria: lunedì – venerdì > 10:00 – 13:00 | 14:00 – 17:00, sabato > 10:00 – 13:00 | 14:00 – 17:00

Articolo di: Lia Matrone
Sul web: http://romaeuropa.net

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