Viviani Varietà - Teatro Olimpico (Roma)

Scritto da  Venerdì, 16 Maggio 2014 

Dal 13 al 25 maggio arriva al Teatro Olimpico il viaggio di Massimo Ranieri e Maurizio Scaparro tra le poesie, le parole e le note del teatro di Raffaele Viviani, ultima produzione della Compagnia Gli Ipocriti e Fondazione Teatro della Pergola.

 

 

 

Compagnia Gli Ipocriti e Fondazione Teatro della Pergola presentano
Massimo Ranieri in
VIVIANI VARIETÀ
Poesie, parole e musiche del Teatro di Raffaele Viviani in prova sul piroscafo Duilio in viaggio da Napoli a Buenos Aires nel 1929
di Raffaele Viviani
elaborazione musicale Pasquale Scialò
testi a cura di Giuliano Longone Viviani
regia di Maurizio Scaparro

 

 

 

La poliedrica e versatile, ironica e geniale, umana e ispirata vena artistica del grande autore e attore napoletano Raffaele Viviani trova in un mostro del palcoscenico come Massimo Ranieri la perfetta incarnazione che entusiasma per la capacità di trasmettere le emozioni, i sentimenti, le ispirazioni di un genio a lungo misconosciuto o ignorato del teatro italiano della prima metà del Novecento.


Vuoi nelle battute al vetriolo, vuoi nel recital delle poesie vivianesche o nelle canzoni la cui eco sembra prolungarsi nei vichi e trasformarsi in voce del popolo, in una coralità apparentemente beffarda o ironica come vuole lo spirito partenopeo, ma altamente tragica come insegna la storia del Comico che ride della propria fame, del berretto vuoto di oboli e la pancia talmente sgonfia da sembrare la membrana consunta di un tamburo, Ranieri impersona come una maschera di carne il "Direttore" Raffaele Viviani, le sue macchiette, i suoi personaggi. E dà voce ai sogni, ai lamenti di una vita artistica che non sbocca al successo, ma che deve trovare sempre escamotage di sopravvivenza, l'arte di arrangiarsi.


Lo spettacolo allestito da Maurizio Scaparro è apparentemente semplice e lineare, ma come tutte le cose che funzionano, la semplicità che convince è sempre la cosa più difficile da realizzarsi, fluisce come un meccanismo ad orologeria, un caleidoscopio di gag, situazioni sceniche, brani e musiche tratti dalle opere vivianesche. Bravissima l'orchestrina che recita anche fuori dalla "buca" e bella la scenografia del transatlantico "Duilio".


L'idea di Scaparro è quella di rappresentare il "Direttore" della compagnia teatrale Raffaele Viviani in viaggio verso l'Argentina, dove si andrà a trovare altre crisi economiche, altre fami ed altri guai, pagandosi il passaggio sulla nave "Duilio" con l'offerta di uno spettacolo a "numeri" in occasione del mitico attraversamento dell'Equatore.


La prima parte dello spettacolo ci mostra una sorta di backstage delle prove, un po' improvvisate e interrotte anche da una coppia di clandestini in cerca di fortuna nelle Americhe, ai quali Viviani non si sottrae a dare nascondiglio e ospitalità nella compagnia. La quale sembra per la verità un po' sgangherata e improvvisata. Improvvisazione comica che dà luogo a uno sciorinamento di trovate tipiche dell'avanspettacolo. Perché, intendiamoci, gli attori sono bravissimi a fare i "dilettanti allo sbaraglio" che fanno vedere i sorci verdi al "Direttore", situazione aggravata dall'ingresso in compagnia di dilettanti veri e propri, i clandestini peraltro ricercati da un servizievole e un po' becero Comandante che affida le altrui speranze di salvataggio in caso di naufragio in mezzo all'Oceano al telegrafo, mentre per lui c'è sempre pronta la scialuppa.


Ma quando nel secondo tempo lo spettacolo verrà allestito nel salone delle feste della nave, altro che dilettanti: gag, comiche, canzoni e musiche, balli e mimiche, insomma il repertorio di Viviani inonderà la platea del "Duilio" di gioia, di freschezza vitale, di fecondità artistica e di spirito di ribellione - in fin dei conti si passa l'Equatore e si va verso il sogno di libertà e speranza, il grande mito dell'emigrazione - che sfocia nelle ironiche, sarcastiche, disperate cicatrici morali dei pensieri e parole di Viviani che Massimo Ranieri si segna come cicatrici e sfregi dell'anima mostrandoci l'artista che non può nemmeno aspirare alla morte, perché ignorato da tutti, anche dal mare che si sposterebbe se lui volesse suicidarsi con un tuffo.


E qui qualche nodo al pettine viene fuori, perché la critica italiana, parlo di una critica letteraria sempre ostile o ignorante di teatro, sempre imbevuta di un falso postcrocianesimo, - falso perché Croce si divertiva a vedere Viviani anche se poi non considerava la fame, gli stracci, la povertà argomenti validi per raggiungere le vette del Sublime, - ha esiliato a lungo Viviani dalle storie patrie. Il perché lo spiega Massimo Ranieri stesso quando fa dire al suo Viviani: non mi considerano perché parlo il dialetto dei poveri, degli umili, dei vichi, del popolo.


E c'è voluto un marxista, il critico e pittore napoletano Paolo Ricci, a riportare fin dal dopoguerra l'attenzione sul Viviani dimenticato e trascurato dalla nostra storia teatrale e letteraria. Consiglio il suo bel saggio Ritorno a Viviani (Editori Riuniti) del 1979 e concludo con le sue parole:

 

Nella sua folgorante sintesi il teatro di Viviani anticipa uno stile che avrà poi sviluppi illustri nella letteratura come nel teatro e che troverà riconfermati, successivamente, in Brecht e Garcia Lorca, fino a Gadda, Pasolini e Bernari, gli esempi più convincenti del modo come, alimentandosi di linfe popolari, accogliendo il linguaggio e a volte il gergo della plebe, si possano raggiungere contenuti universali e livelli poetici sorprendenti.

 

Per amicizia personale colgo l'occasione - sapendo di far cosa gradita anche a Scaparro - per ricordare un precedente caduto purtroppo in oblio, il bel recital dedicato a Raffaele Viviani dal duo Achille Millo e Marina Pagano dal titolo Io, Raffaele Viviani, uno spettacolo che nella seconda metà degli anni Settanta contribuì insieme all'opera critica di Paolo Ricci alla ripresa dell'attenzione sul grande drammaturgo partenopeo.

 

 

Teatro Olimpico - Piazza Gentile da Fabriano 17, 00195 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/3265991, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Botteghino aperto tutti i giorni orario continuato 10-19
Biglietteria online: http://biglietteria.teatroolimpico.it
Orario spettacoli: 13 – 14 – 16 – 17 – 23 maggio ore 21, 24 maggio ore 17.30 e 21, 18 – 25 maggio ore 18
Biglietti (più diritto di prevendita): poltronissima € 40, poltrona/prima balconata € 30, galleria € 25, junior (4-14 anni) € 14

 

Articolo di: Enrico Bernard
Grazie a: Sara Maccheroni, Ufficio Stampa Teatro Olimpico
Sul web: www.teatroolimpico.it

 

 

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