Vision Disturbance - Triennale Teatro dell'Arte (Milano)

Scritto da  Venerdì, 13 Ottobre 2017 

Dal 4 all'8 ottobre è andato in scena presso Triennale Teatro dell'Arte “Vision Disturbance”, frutto della collaborazione creativa di due delle più celebrate figure del teatro contemporaneo newyorkese: Richard Maxwell, tanto acclamato dal The New Yorker, e Christina Masciotti, giovane drammaturga della Grande Mela.

 

VISION DISTURBANCE
sceneggiatura Christina Masciotti
regia Richard Maxwell
con Linda Mancini e Jay Smith
scene e luci Adrian W. Jones
sound design Ben Williams
costumi Victoria Vazquez
producer/stage manager Regina Vorria
direttore tecnico Dirk Stevens
produzione New York City Players - American Playwrights Division

 

Solo delle tegole di legno, due sedie ed un pianoforte.
Uno studio oculistico. Una donna, Mondo la chiamano, e un uomo, il Dottor Hull.
L'accento americano di lei lascia molto a desiderare perché lei americana non è; greche sono le sue origini e non riesce proprio a dimenticarsele, non riesce proprio a farne a meno, chissà come queste emergono quando ci si sente sradicati e americani è proprio difficile sentirsi.

Mondo si trova presso lo studio del Dottor Hull perché una notte le parve di vedere tutto a metà, una rosa a metà, lo scaffale a metà, il muro a metà, suo marito a metà, si spaventò, chissà dove diavolo era finita ed invece erano i suoi occhi a perdersi i pezzi.
Mondo non percepisce più la profondità di campo.
Mondo è spezzata in due e tutto attorno le si spezza tra le dita, lei col cuore greco e l'America sotto ai piedi, lei così innamorata del marito ma da questi abbandonata. Mondo è nel mezzo dei pezzi rotti e gli occhi glielo fanno proprio vedere che bisogna raccogliere i cocci, per ricominciare.

Il Dottor Hull è un uomo solo, un bravo dottore, gli bastano pochissimi secondi per constatare lo stato di salute di Mondo, eppure si tratta di un medico che opta per terapie non convenzionali. Hull, attraverso gli occhi di Mondo ed i suoi racconti lo capisce bene che quel campo visivo si è rotto perché dentro di lei qualcosa si sgretola: le radici greche forse? il marito? Hull le vede quelle brutte mosche che ronzano attorno a Mondo, non lasciandola mai. Il ronzio dei pensieri, delle preoccupazioni, degli sbagli e dei rancori. Allora l'oculista la sprona ad avvinarsi alla musica, ad abbandonarsi ad essa per abbandonare quei cocci e trovarne altri, la sprona a suonare, seppure male, quel pianoforte lì nell'angolo. Mondo, per quanto scettica nei confronti della musicoterapia, segue i consigli di Hull tant'è che quel pianoforte si romperà con una mazza da baseball e il campo visivo comincerà a tornare unito.

Il Dottor Hull è stanco, stanco del suo male alla schiena, stanco delle pillole che deve ingurgitare per quel mal di schiena, stanco delle persone, anzi del loro fingersi diffidenti e del loro egoismo. Il dottor Hull stava per perdere le speranze e poi quella donna greca, Mondo, varcò la porta del suo studio e qualcosa accadde, qualcosa si creò, quello che forse ci siamo dimenticati di chiamare in causa nelle nostre vite travagliate, un legame. Un legame sincero che conosce la razionalità dei nomi lunghi, come quelli delle malattie agli occhi, ma conosce anche la storia a cui si è accollata quella malattia col nome lungo e non la lascia in secondo piano.

Richard Maxwell e Christina Masciotti hanno creato, nonostante l'essenzialità delle scena, due vortici di incredibile complessità, due vite che, raccontandosi, si sono incontrate e nell'incontro si sono liberate di quelle fastidiose mosche che ronzano attorno ai tristi e agli stressati.

 

Triennale Teatro dell'Arte - viale Alemagna 6, 20121 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02 72434258, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. (dal martedì al venerdì ore 14.30-18.30)
Orario spettacoli: da mercoledì a sabato ore 20, domenica ore 16
Biglietti: 20 euro (intero) / 15 euro (ridotto under 30/over 65/gruppi) / 10 euro (ridotto studenti)
Durata spettacolo: 70 minuti

Articolo di: Carla Nigro
Grazie a: Matteo Torterolo, Ufficio stampa Triennale Teatro dell’Arte
Sul web: www.triennale.org

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