Viaggio al termine della notte - Teatro Elfo Puccini (Milano)

Scritto da  Giovedì, 09 Febbraio 2012 
Viaggio al termine della notte

Dal 7 al 19 febbraio. Elio Germano ripercorre alcuni frammenti dell’opera di uno dei più incomodi scrittori francesi del 900, Céline, con la musica dal vivo di Teho Teardo e il violoncello di Martina Bertoni. Una serie di eventi sonori spingono la voce dell’attore oltre la sua dimensione tradizionale: voce che s’incarna così in Bardamu, disperato protagonista del romanzo, secondo cui “viaggiare è proprio utile, fa lavorare l’immaginazione. Tutto il resto è delusione e fatica”.

 

Produzione Fondazione Teatro Piemonte

in collaborazione con MUSICA90 presenta

VIAGGIO AL TERMINE DELLA NOTTE

di e con Elio Germano e Teho Teardo
da Louis Ferdinand Céline
musica Teho Teardo

al violoncello Martina Bertoni

copyright Editions Gallimard - Paris

 

‘Il teatro è come la peste’ scriveva Antonin Artaud (1896-1948). Attore, regista e teorico teatrale, con l’opera Il teatro e il suo doppio influenzò le più note ricerche, i più importanti metodi e i maggiori rappresentanti di quest’arte: Brook, Cantor e Grotowsky per citarne alcuni.

Così Artaud paragona l’attore a un appestato che corre urlando dietro le sue allucinazioni, attore che, sostiene, viene penetrato e sconvolto dai propri sentimenti.

La peste coglie immagini assopite, crea un disordine latente, spinge fino a gesti estremi e così fa il teatro che prende dei gesti e li spinge al limite. “Come la peste, il teatro scioglie conflitti, sprigiona forze, libera possibilità”. Non esiste descrizione più carnale di questa: un’immagine dell’arte che sconvolge lo spettatore, lo fa alzare dalla sedia. Indubbiamente forte, ma quanto veritiera. Il teatro è la pelle dello spettatore che visibilmente porta i segni di quello che vede o ascolta.

L’appestato in questione è Elio Germano, sublime, e sì, non si dovrebbero dare termini assoluti in una recensione critica, o almeno questi dovrebbero essere giustificati. Ma ci sono le eccezioni, ed Elio Germano lo è. Il pluripremiato giovane attore romano è semplicemente bravissimo, nonché il più accreditato della recitazione teatrale e cinematografica italiana contemporanea.

In questo Viaggio al termine della notte, viaggio che vorresti non finire mai, la sua voce prende corpo e davvero crea un disordine latente e gesti estremi, davvero scioglie conflitti e sprigiona forze. E questo corpo per davvero viene penetrato e sconvolto dai sentimenti, quelli di Bardamu, protagonista del romanzo semi-autobiografico di Céline, uomo che ha vissuto il primo grande conflitto mondiale, che ha visto l’Africa coloniale e l’America metropolitana del dopoguerra. Che soffre per la solitudine, per l’orrore dei massacri, per il sistema fordista in cui lavora. Per le debolezze dell’uomo, la battaglia e la malattia, i due antipodi di un incubo interminabile.

E mentre il narratore parla e se ne sta seduto in disparte – ma si agita, suda, muove le braccia, le gambe, si china, respira rumorosamente, insomma, vive la sua peste – sulla scena si animano note di violoncello, archi, chitarra e live electronics. Tra effetti e manipolazioni giocano con la voce (quindi il corpo, gli avvenimenti, le sensazioni) e trascinano lo spettatore nei disperati pensieri di Bardamu. Tutto è fortissimo, è la peste, una vera epidemia.

I suoni sono parte del viaggio al termine della notte, viaggio che, dice Céline, fa lavorare l’immaginazione. Ed è con questa musica così espressiva che ci si immagina una guerra o una pioggia improvvisa, poi l’archetto evoca un uomo completamente nudo, un grido, una galera o una scala in crescendo che rivive la follia goduriosa del sesso. Accordi cupi di disperazione, incalzanti, oppure suoni esageratamente assordanti.

Bruschi, ancora, che si infiammano e che poi terminano all’improvviso, come se di fronte a uno strapiombo, come tante opere di Goran Bregovic.

Quello che rimane è la sensazione di avere i piedi stanchi e le scarpe consumate, come se con quella musica e quella voce il viaggio sia stato davvero intrapreso. Fino al termine di una notte lunghissima, infinita. Qualcuno borbotta ma si sa che per ogni viaggio faticoso – e che la maggior parte delle volte finisce con panorami mozzafiato – c’è chi non apprezza e non si lascia condurre. C’è chi resta immune dalla ‘peste’. Tuttavia, i prolungati applausi alla fine della messinscena hanno reso giustizia. Peccato non sia durato ancora un po’.

 

Teatro Elfo Puccini - corso Buenos Aires 33, 20124 Milano

Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/00660606

Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 20.30, domenica ore 16.30

Durata: 60' senza intervallo

Biglietti: intero euro 30,50 - martedì biglietto unico euro 20 - ridotto <25 anni e >60 anni euro 16 - gruppi scuola euro 11

 

Date Tournée

2 febbraio

Genova – Politeama

3/4 febbraio

Bologna – Arena del Sole

5 febbraio

Correggio – Teatro Asioli

Dal 7 al 19 febbraio

Milano – Teatro Elfo Puccini

Dal 21 al 26 febbraio

Roma – Palladium

28 e 29 febbraio

Cagliari – Teatro Massimo

 

Articolo di: Andrea Dispenza

Grazie a: Guido Gaito, Ufficio stampa compagnia; Barbara Caldarini, Ufficio stampa Teatro Elfo Puccini

Sul web: www.elfo.org

 

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