Va tutto bene - Teatro Filodrammatici (Milano)

Scritto da  Lunedì, 09 Giugno 2014 

Ognuno di noi, nel suo piccolo, è corresponsabile del fatto che al mondo non tutto va bene. Il problema forse è addirittura universale: quando un marziano sbarcherà per davvero sulla Terra ci racconterà che pure alle sue latitudini le cose non procedono affatto come si deve. C'è chi però, come la compagnia Òyes, ritiene infruttuoso abbandonarsi a sterili lamentazioni e preferisce veicolare la propria rabbia attraverso l'attività creativa. La forza di Va tutto bene consiste soprattutto in questo: è un testo scritto e interpretato da un gruppo di trentenni che hanno il coraggio di guardare in faccia la realtà; che osservano il paesaggio che li circonda con uno sguardo al contempo pessimistico e aperto a prospettive ottimistiche, disincantato ma disponibile ad accogliere l'incanto della vita.

  

VA TUTTO BENE
da un’idea di Stefano Cordella
drammaturgia collettiva compagnia Òyes
regia Stefano Cordella
con Vanessa Korn, Dario Merlini, Alice Redini, Umberto Terruso, Fabio Zulli
scene e costumi Mara De Matteis
disegno luci Christian Laface
produzione compagnia Òyes con il sostegno di Teatro Filodrammatici 

 

Il punto dolente non è tanto la crisi economica, di cui tutti parlano anche perché tocca più o meno le esistenze di chiunque. La fatica nel trovare un impiego gratificante o nel riuscire ad arrivare a fine mese con uno stipendio decente sono bazzecole rispetto a un'altra questione, ben più vasta e ben più seria, che questo spettacolo fotografa con grande efficacia narrativa: la superficialità nei rapporti umani, che spinge a frequentarsi senza conoscersi realmente a fondo.

Questa assenza di profondità si declina in vari contesti: in amore, nei rapporti genitori-figli, anche tra amici. Va tutto bene fornisce una serie di spaccati, forse è meglio dire di miniature, che riassumono con potenza icastica lo stato delle cose: la madre rincoglionita dal trash televisivo; il diciottenne privo di bussola, che non ha ben capito dove fare l'uovo ma ha compreso perfettamente di provare un senso d'insoddisfazione generale; l'amico del diciottenne, che dietro un'apparente scorza di sguaiataggine sessuale cela la paura dell'impotenza; il marito eterno vitellone, che prova a ritrovare una giovinezza ormai sfiorita con una bionda mozzafiato; la bionda appunto, che a un occhio disattento potrebbe apparire svampita ma già da subito rivela un travaglio interiore.

I ragazzi della compagnia Òyes hanno maneggiato una materia incandescente: c'era il rischio del pressappochismo, di creare delle macchiette diafane senza alcuno spessore psicologico. Rischio ampiamente scongiurato: hanno tratteggiato i caratteri con precisione chirurgica, offrendo al gentile pubblico un perfezionismo d'altri tempi. Si intuiva che ci tenevano molto a lasciare un piccolo segno con questo spettacolo: il risultato invece, forse al di sopra delle loro stesse aspettative, è stato imprimere un bel marchio indelebile nelle menti e nei cuori degli spettatori. Gli applausi alla fine della recita erano tutti sentiti; c'era una gioia che si leggeva negli occhi degli astanti - e si sa che l'occhio, essendo lo specchio dell'anima, non può ingannare.

In particolare permetteteci di aprire una parentesi sulla zia della Redini, che è una vera forza della natura: ad ogni performance della nipote vive una specie di sindrome di Stendhal, è come se cadesse in trance. È una cosa molto bella e anche molto poetica, ma siccome le precauzioni non sono mai troppe, la prossima volta sarà il caso di prendere in considerazione eventuali svenimenti (il troppo entusiasmo alle volte può fare di questi scherzi).

Facendo un bilancio consuntivo possiamo dire che nella rappresentazione andava quasi tutto bene. Il testo è una scrittura collettiva però c'è chi, come Vanessa Korn, già in più occasioni ha dimostrato di possedere una spiccata attitudine da drammaturga. Allora, sulla base di questo sentito attestato di stima nei confronti di Vanessa, ci permettiamo di suggerirle un perfezionamento nella resa scenica della sua Lilly: quelle ali, secondo noi, potrebbero volare molto più in alto. È probabile che lei abbia già visto Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders. Lo riguardi più e più volte, finché il suo personaggio non arriverà a somigliare agli angeli descritti magistralmente dal regista tedesco: creature malinconiche, che con tutto il cuore desidererebbero diventare umani a tutti gli effetti; pur con tutte le debolezze e le storture che contraddistinguono la nostra specie, nondimeno loro ci tengono ad essere imperfetti come noi. Per il momento, manca in Lilly questa componente altamente poetica, ma Vanessa è una ragazza intelligente ed estremamente ricettiva, senza dubbio farà tesoro di questo nostro consiglio in via amichevole.

Bene ragazzi. Bene, bravi...bis? A quando il bis di Va tutto bene? Siamo in tanti a reclamarlo. E siamo in tanti a volervi bene. Nei momenti di sconforto - che capitano pure agli attori - ricordatevi sempre che un gruppo di trentenni capace di convertire le proprie inquietudini in un prodotto artistico di valore è un team di vincenti, per definizione. Indipendentemente dalle situazioni personali e dalle contingenze storiche sfavorevoli per la cultura, siate sempre consapevoli che la ragione è dalla vostra parte. E non è affatto vero, come sostiene qualche cinicone, che la ragione è dei fessi. 

 

Teatro Filodrammatici - via Filodrammatici 1, 20121 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/36727550, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: da mercoledì 4 a venerdì 6 giugno ore 21
Biglietti: intero 19 euro, ridotto convenzionati 15 euro, under 25 13 euro, over 65 10 euro 


Articolo di: Francesco Mattana
Grazie a: Valentina Ludovico, Ufficio stampa Teatro Filodrammatici
Sul web: www.teatrofilodrammatici.eu

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