Va tutto bene - Spazio Tertulliano (Milano)

Scritto da  Sabato, 18 Ottobre 2014 

Fino al 20 ottobre la compagnia Òyes va in scena con "Va tutto bene": brillante testo scritto e diretto da Stefano Cordella che, dopo il successo dell'anno scorso al Filodrammatici, riesce a richiamare ancora tanto pubblico milanese alla prima dello Spazio Tertulliano. E meritatamente. Sul palco, e anche intorno ad esso, si mescolano le storie parallele e al tempo stesso trasversali, di una famiglia sgangherata, di un giovane "maniaco" meno matto di quel che sembra e le velleità senza bussola di una giovane e affascinante soubrette.

  

Produzione Compagnia Òyes presenta
VA TUTTO BENE
da un'idea di Stefano Cordella
drammaturgia collettiva Compagnia Òyes
regia di Stefano Cordella
con Vanessa Korn, Dario Merlini, Alice Francesca Redini, Umberto Terruso, Fabio Zulli
scene e costumi Mara de Matteis
disegno luci Christian Laface
aiuto regia Umberto Terruso
assistente regia Daniele Crasti, Francesco Meola

 

Va tutto bene. Quante volte lo diciamo a qualcuno o a noi stessi per convincercene quando tutto sta andando esattamente all'opposto. E' proprio questo il nucleo centrale del testo la cui mente direttiva è Stefano Cordella ma del quale si percepisce un pensiero e una genesi collettiva; si capisce che lo spettacolo è stato pensato, ristrutturato, e poi definitivamente partorito da una mente collettiva che risponde al nome di compagnia Òyes.

Non è possibile rendere ragione di una trama lineare e definita, così come non è possibile dire se ci sia un protagonista o meno: e questo è il primo grande pregio di una compagnia che si possa davvero definire tale; l'insieme giustifica i singoli e non viceversa. Lo spettacolo funziona con un ritmo e con dei meccanismi perfetti che solo una compagnia affiatata e ben rodata può giustificare.

Ma di cosa parla questo spettacolo? Della vita, con tutti i percorsi paralleli e perpendicolari che si possono creare: rapporti famigliari, amicali, matrimoniali, clandestini. Parla delle menzogne e delle gabbie che da soli ci costruiamo per fingere che vada tutto bene o, meglio ancora, del fatto che finalmente va davvero tutto bene quando decidiamo di liberarci dei limiti che ci auto-imponiamo, tra meschinità, bugie, illusioni e tempo speso dietro a questioni che non valgono nulla.

Ma basta filosofeggiare: l'ironia è un pregio talmente evidente di questa drammaturgia che non sarebbe giusto filtrarla solo con gli occhi della tecnica e della filosofia; lo spettacolo respira, vive in maniera vibrante e smuove il pubblico di sentimenti sinceri, che esplodono senza filtro.

Non si può risparmiare il riso di fronte ai "tormenti del giovane Attila", adolescente interpretato dal bravissimo Fabio Zulli che suscita sentimenti contrastanti: da una parte la tenerezza dei momenti in cui è completamente dimenticato da una madre lobotomizzata dalla televisione (semplicemente geniali gli interventi di Alice Francesca Redini) e dall'altra i momenti ilari in cui si confronta con l'amico più grande, Edo, collezionista di mutandine usate e maestro di vita sui generis. Anche questo personaggio è riuscitissimo, nella sua capacità di alternare spassosi momenti di pura follia e tratti di profonda amarezza: anche Umberto Terruso strappa meritatamente diversi applausi al pubblico.

Ma la "coppia d'assi", che in qualche modo rappresenta la causa dell'evolversi delle vite dei personaggi sopracitati, sono Ruggero e Lilly, protagonisti volutamente ambigui: fino alla fine non si capisce bene se siano presenze reali o fantasmatiche, fino alla fine sembrano fondamentali nelle vite degli altri ma poi spariscono così come sono apparsi, senza lasciare troppe ambasce a chi rimane. Ruggero è interpretato da un esilarante ed energico Dario Merlini, perfetto nelle sue manifestazioni profonde quanto in quelle puramente comiche del gradasso dall'accento lombardo che abbandona moglie e figlio per mettersi con la giovane sgallettata di turno, interpretata da una Vanessa Korn, che, nei panni di una soubrette senza bussola, senza arte né parte, ricorda la bellezza sinuosa, ingenua ma al tempo stesso passionale della Marylin che interpretò qualche anno fa.

Il tutto all'interno di una scenografia sagacemente pensata come spazio unitario e settoriale al tempo stesso: talvolta la scena rappresenta la casa di Attila nella quale vive con sua madre; in altri momenti questo spazio diventa la sala di un locale notturno, infine un cimitero.

Stefano Cordella riesce a giostrare abilmente sia la materia tecnica di questo testo quanto la materia simbolica, senza mai scadere nel melenso, nel retorico, e anche i personaggi sono gestiti con l'attenzione a non scadere nel bozzettistico, grazie alla giusta abilità nel dosare i diversi registri emotivi con la delicatezza di tocco che si poteva riconoscere nei primi Woody Allen e Neil Simon. Da non perdere!

 

Spazio Tertulliano - via Tertulliano 68, 20137 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/49472369, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: da mercoledì a sabato ore 21, domenica ore 16.30, lunedì 20 ottobre ore 21
Biglietti: intero € 16 / Under 26 e over 60 € 10 / giovedì posto unico € 10

Articolo di: Emanuela Mugliarisi
Grazie a: Annalisa Acquaviva, Ufficio stampa Spazio Tertulliano
Sul web: www.spaziotertulliano.it

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