Uscita di emergenza – Teatro Bellini (Napoli)

Scritto da  Giovedì, 14 Novembre 2013 

Cirillo e Pacebbene, due uomini disperatamente tristi e soli, sopravvissuti ad un terremoto, parlano di fuga, di evasioni e di amori mai conosciuti e come nella più classica delle opere buffe, finiscono per ritrovarsi armati e pronti allo scontro in una inutile guerra tra poveri. La loro unica prigione è il metro quadro in cui sopravvivono e da cui non riescono ad allontanarsi nemmeno per fare la spesa. Difendono quello spazio, il loro letto e gli oggetti che hanno portato con sé dal passato, ignorando che il luogo e la condizione in cui vivono sono privi di uscite di emergenza.

 

 

 

 

 

Teatro Bellini – Teatro Stabile di Napoli presenta
Rino Di Martino ed Ernesto Mahieux in
USCITA DI EMERGENZA
di Manlio Santanelli
regia Pierpaolo Sepe
scene e costumi Tonino Di Ronza
disegno luci Salvatore Palladino

 

 

Cosa significa essere soli? La solitudine è una condizione morale, che accompagna un individuo in ogni stanza in cui entra. I nostri due protagonisti agiscono e definiscono i propri comportamenti seguendo un insieme di regole non scritte e apprese prima di diventare due sopravvissuti del bradisismo.


Cirillo e Pacebbene , che hanno il volto rispettivamente di Rino Di Martino ed Ernesto Mahieux, riflettono ad alta voce, condannano l’uno la condotta dell’altro, rimodulano camaleonticamente i propri giudizi morali; sopravvivono in un purgatorio che si sono costruiti e da cui non hanno il coraggio di uscire. L’unica arma che possiedono e che hanno portato con loro nella prigione che si sono autoimposti è l’ironia, che oltre a costituire un tassello essenziale di questo spettacolo, rende lo spettatore parte viva della storia. Una storia semplice ma ricca di sfumature, che coniuga umorismo e sensibilità con il contagocce, senza stabilire mai un confine visibile tra i due personaggi in scena.


Cirillo e Pacebbene sono i simboli visibili di una società che ha smesso di rivolgersi al futuro, che ha lo sguardo costantemente orientato al passato e dove ogni giorno costituisce sempre la replica di quello precedente. L’unico limite è quello dello spazio: la casa in cui si sono rinchiusi, mentre il tempo, come un gambero, si riavvolge su se stesso e scorre solo nei ricordi. Sono soli e vivono in difesa, attendono solo che qualcuno mostri loro la strada da percorrere. Essere soli anche quando si vive in due in una sola stanza; sentirsi soli quando suona il telefono che ti ricorda che fuori da quelle mura non c’è nessuno che ti cerca o attende; essere e sentirsi soli quando non c’è nemmeno un passante contro cui inveire dalla tua finestra.


Il regista Pierpaolo Sepe utilizza tutta la sua napoletanità per creare uno spettacolo che non delude e che sorprende nell’epilogo.

 

 

Teatro Bellini - via Conte di Ruvo 14, 80135 Napoli
Per informazioni e prenotazioni: telefono 081/5491266, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario botteghino: aperto dal lunedì al sabato dalle 10:30 alle 13:30 e dalle 16:30 alle 19.30
Orario spettacoli: feriali ore 21:15, domenica ore 18:00, lunedì riposo

 

Articolo di: Romina Attianese
Grazie a: Katia Prota, Ufficio stampa Teatro Bellini
Sul web: www.teatrobellini.it

 

 

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