Uscirò dalla tua vita in taxi - Teatro Ghione (Roma)

Scritto da  Venerdì, 03 Ottobre 2014 

Debutta a Roma un divertente spettacolo dal sapore italo/inglese, che tra gags e risate mette a nudo le nostre debolezze, evidenziando come, alcune volte, sarebbe più semplice manifestare i propri sentimenti e le proprie emozioni in maniera diretta, invece che cercare soluzioni alternative poco valide ed appaganti, che evitano rischi e responsabilità. Strepitosa colonna sonora dei Beatles, a rievocare atmosfere lontane ma mai del tutto perdute.

 

Produzione LUX teatro presenta
USCIRO' DALLA TUA VITA IN TAXI
di K. Waterhouse e W. Hall
adattamento e regia Pino Ammendola
scene Carlo Di Marino
costumi Carolina Olcese
Personaggi e interpreti
David Lord - Franco Castellano
Sarah Lord - Maria Letizia Gorga
Stuart - Maximilian Nisi
Valerie - Ketty Roselli

La routine che uccide l'amore, la voglia di evasione, il bisogno di non perdere la propria libertà ma al tempo stesso la paura di restare da soli. "Uscirò dalla tua vita in taxi", commedia brillante di K. Waterhouse e W. Hall, ha debuttato martedì al Teatro Ghione di Roma per raccontare tutto questo.

Tradimenti, menzogne, bugie e mezze verità, situazioni di comodo, equivoci e siparietti esilaranti sono il buffo mix che consente ai quattro attori in scena di interpretare dei personaggi brillanti, ma anche "comicamente amari": difficile infatti per lo spettatore, tra una battuta e l'altra, non riflettere seriamente sulle dinamiche di coppia, in cui ci si imbatte dopo tanti anni di matrimonio, quando nel rapporto subentra l'abitudine e la monotonia, e quando la voglia di novità, di evasione e di trasgressione può arrivare ad alterare quell'equilibrio instabile, talmente precario che basta un nonnulla a far crollare tutto. Ed è altrettanto amara la riflessione sulla paura di amare e di perdere la propria libertà, sul coraggio di fare le proprie scelte anche quando queste hanno il sapore della definitività, ovvero quando si tratta di scegliere dei percorsi dai quali sarà poi difficile tornare indietro.

Il testo, poco rappresentato in Italia ma molto conosciuto all'estero, dove ha sempre registrato il tutto esaurito, è stato riadattato da Pino Ammendola, che ha curato anche la regia dello spettacolo e che - pur rispettando il tipico humour inglese e l'ambientazione originale - non ha mancato di inserire spunti comici tutti italiani, grazie ai quali il pubblico di casa nostra può meglio identificarsi nei protagonisti. Ed allora ci sentiamo un po' tutti come David - interpretato dal bravo e sempre puntuale Franco Castellano - che cerca di sfuggire alla solita vita passando da un'avventura all'altra, anche se le sue imprese amorose sono forse più immaginate che concrete; difficile per le donne non rivedersi in sua moglie Sara, che ha il volto della vulcanica e impetuosa Maria Letizia Gorga, soprattutto quando sciorina le sue disincantate perle di saggezza e i suoi esilaranti teoremi sugli uomini immaturi e bastardi.

E poi, possiamo forse negare di avere avuto tutti, almeno una volta nella vita, la tentazione di vivere una vita sessuale ed amorosa dissoluta e libertina, rifuggendo da legami impegnativi e storie serie, con la scusa di volerci sentire indipendenti, come fa in scena Valerie, interpretata dalla bella e frizzante Ketty Roselli? Oppure di esserci sentiti talmente e drammaticamente innamorati di qualcuno da pensare di cancellare di colpo le scelte passate, senza considerare se quelle fatte di getto saranno poi davvero giuste per noi, come fa il romantico e goffo Stuart, che vive teatralmente la sua struggente passione grazie all'ottima interpretazione di Maximilian Nisi, capace di cesellare il personaggio piu' rischioso della commedia rendendolo irresistibile?

Sullo sfondo della Londra anni '60 la narrazione scorre piacevole e mantiene quasi sempre un ritmo serrato, anche se forse alcuni tagli nei dialoghi, specialmente nel II atto e nei punti meno brillanti, avrebbero reso la commedia più agile e snella; non è casuale la scelta di porre al centro della scena due telefoni - uno privato ed uno pubblico - che diventano immediatamente gli elementi focali di una scenografia bella e colorata, che divide a metà il palco creando due diverse ambientazioni - l'interno di un appartamento ed uno scorcio di strada - sottolineando come a volte, per comunicare, si preferisca nascondersi dietro un apparecchio piuttosto che farlo "vis a vis".

A completare il tutto, la splendida colonna sonora Sixities composta da brani di successo dei Beatles, che segna indelebilmente un'epoca, un momento storico indimenticabile, un punto "di rottura" col passato, proprio come sembrano voler fare i protagonisti della pièce. Tutti e quattro cercano smaniosamente qualcosa che non trovano, ed allora si avvolgono, si incartano da soli e infine si srotolano fino a contraddire se stessi e quasi accettando ciò che poco prima negavano con forza. E se in scena tutto questo diventa surreale e scatena la risata, nella vita non è altro che la dimostrazione della nostra grande vulnerabilità e delle nostre più profonde fragilità e debolezze.

 

Teatro Ghione - via Delle Fornaci 37, 00165 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6372294, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Botteghino: tutti i giorni dalle 10.00 alle 14.00 e dalle 16.00 alle 19.00
Orario spettacoli: da martedì a sabato ore 21, domenica ore 17, lunedì riposo
Biglietti: intero platea 25€ (+3€ prevendita) - intero galleria 20€ (+ 3€ prevendita) - ridotto over 65 platea 20€ (+ 2€ prev.) - ridotto over 65 galleria 16€ (+ 2€ prev.) - CRAL, Gruppi e Studenti 16€ (+ 2€ prev.) - bambini platea (sotto ai 14 anni) 10€ (+ 2€ prev.) - bambini galleria (sotto ai 14 anni) 8€ (+ 2€ prev.)

Articolo di: Stefania Ninetti
Grazie a: Claudia Ragno, Ufficio stampa Teatro Ghione
Sul web: www.teatroghione.it

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