Uomini e no - Piccolo Teatro Studio Melato (Milano)

Scritto da  Venerdì, 03 Novembre 2017 

Fino al 19 novembre al Piccolo Teatro Studio Melato va in scena “Uomini e no”, uno dei testi più attuali sulla resistenza partigiana a Milano di Elio Vittorini. La trasposizione scenica di Michele Santeramo e la regia di Carmelo Rifici restituiscono al pubblico uno spettacolo forte, totalizzante e destabilizzante.

 

UOMINI E NO
di Michele Santeramo
tratto dal romanzo “Uomini e no” di Elio Vittorini
regia Carmelo Rifici
scene Paolo Di Benedetto
luci Claudio De Pace
costumi Margherita Baldoni
musiche Zeno Gabaglio
con (in ordine alfabetico) Giuseppe Aceto, Alessandro Bandini, Alfonso De Vreese, Salvo Drago, Caterina Filograno, Yasmin Karam, Leda Kreider, Marta Malvestiti, Benedetto Patruno, Matteo Principi, Marco Risiglione, Elena Rivoltini, Livia Rossi, Martina Sammarco, Francesco Santagada, Sacha Trapletti, Annapaola Trevenzuoli
foto di scena Masiar Pasquali
produzione Piccolo Teatro di Milano - Teatro d'Europa

 

Un tram che si estende per quasi tutta la profondità del palco del Piccolo Teatro Studio Melato: non è un tram qualsiasi, se ne vede l'interno, come fosse uno scheletro; è diviso in due metà asimmetriche attraversate da una grata; un'idea registica geniale per rappresentare l'anima spezzata in due della Milano scarnificata e violentata da una guerra civile, quella che i giovani partigiani milanesi si trovarono a combattere nel '44 per lottare contro gli "ultimi" colpi della dittatura nazifascista.

Questa scelta di una scena antinaturalistica, unitamente ai costumi di scena assolutamente dell'epoca, amalgamati ad una recitazione che nulla ha di vetusto o fintamente impostato, rende “Uomini e no” nell'adattamento di Michele Santeramo e per la regia di Carmelo Rifici, una prova teatrale davvero riuscita: come hanno ben indicato entrambi, non è stato lavoro facile far interpretare a dei giovani d'oggi una situazione di conflitto così lontana dal nostro sentire, dal nostro occidente privo di conflitti (quanto meno esplicitamente bellici). Eppure tutti e diciassette i giovani attori in scena - molti dei quali neo-diplomati all'accademia del Piccolo - sono riusciti a far loro la natura di questi personaggi e a interiorizzare il contesto storico-sociale che hanno dovuto affrontare.

“Uomini e no” è uno dei primissimi testi editi all'interno della produzione letteraria partigiana, e forse per questo più di altri è stato viscerale nell’interrogarsi su scomode questioni che molti partigiani si sono posti: è giusto lottare per la felicità? Un partigiano può dire di uccidere "per una giusta causa"? Può sentirsi davvero diverso dai nemici che sta combattendo? Deve far sì che la questione pubblica diventi anche una questione privata? Tutti questi quesiti scomodi sono incarnati dal protagonista N2 che, oltre a vivere in maniera controversa la propria posizione di partigiano, nemmeno nella vita privata riesce a trovare la felicità per la quale starebbe lottando, e questo perché la donna che ama (Berta) non ha il coraggio di abbandonare la propria sicura vita piccolo borghese, una vita riparata dai dubbi e quindi avulsa dalla sofferenza, dalle atrocità, dal compromesso.

Per N2 la vita privata non può prescindere dai valori pubblici e questa sua lacerazione interiore si riflette nel tram spezzato; si materializza nelle donne che talvolta compaiono sul tram: un coro di morte che, nella figura di queste erinni di nero vestite, dà vita ai pensieri e alle emozioni che N2 non vuole ammettere nemmeno a se stesso; si fa voce nelle parole del terribile capò Cane Nero, che nella sua fredda e lucida analisi esprime scomode verità sul senso e sull'efficacia della lotta partigiana. Ma ad anni di distanza sappiamo, e riconfermiamo ogni giorno, che questa lotta è stata necessaria, fondamentale per le generazioni a venire: perché oggi non avremmo la libertà di parlare di nulla, se degli uomini non si fossero opposti a barbarie come quella di uccidere dei poveri innocenti, esporli nelle pubbliche piazze e giocare con i cani, scherzare e mangiare in mezzo ai cadaveri di queste vittime indifese.

 

Piccolo Teatro Studio Melato - Largo Greppi 1, 20100 Milano
Per informazioni e prenotazioni: da lunedì a sabato 9.45-18.45; domenica 10-17 servizio telefonico allo 02.42.41.18.80
Orario spettacoli: martedì, giovedì e sabato ore 19.30; mercoledì e venerdì ore 20.30 (salvo mercoledì 15 novembre: ore 15, pomeridiana per le scuole, e 20.30); domenica ore 16; lunedì riposo
Biglietti: platea 33 euro, balconata 26 euro

Articolo di: Emanuela Mugliarisi
Grazie a: Valentina Cravino e Edoardo Peri, Ufficio stampa Piccolo Teatro di Milano
Sul web: www.piccoloteatro.org

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