Uno, Nessuno e Centomila - Teatro Sala Fontana (Milano)

Scritto da  Martedì, 21 Aprile 2015 

Dal 14 al 26 aprile al Teatro Sala Fontana di Milano, Elsinor presenta "Uno, Nessuno e Centomila" di Luigi Pirandello. La drammaturgia e la regia sono firmate da Roberto Trifirò, che continua il suo lavoro di indagine pirandelliana, dopo "Non si sa come" e "Il piacere dell'onestà" e i lavori tratti dalle novelle "Piccinì" e "Notizie del mondo". Lo spettacolo è stato realizzato con il contributo di Regione Lombardia - Progetto Next 2013.

 

Produzione Elsinor presenta
UNO, NESSUNO E CENTOMILA
di Luigi Pirandello
drammaturgia e regia Roberto Trifirò
con Roberto Trifirò, Federica Armillis, Laura Piazza, Alessandro Tedeschi, Emanuela Villagrossi
scene e costumi Barbara Petrecca
assistente costumista Caterina Villa
disegno luci Toni Zappalà

 

Roberto Trifirò torna ad esplorare il mondo e la poetica dello scrittore siciliano con "Uno, nessuno e centomila". Si presenta al pubblico su un palco vuoto, disadorno, nel personaggio principale, Vitangelo Moscarda, che ha quel cognome "brutto fino alla crudeltà" che ricorda un "fastidio ronzante" ereditato dal padre insieme alla banca. Vitangelo parla al pubblico, lo coinvolge nel suo percorso di frammentazione e alienazione di se stesso che lo ha portato là, in quello che si intuisce essere un manicomio. Il regista rispetta momenti di monologhi interiori voluti da Pirandello, proponendo al pubblico la registrazione degli stessi, che sono constatazioni, interrogazioni che il personaggio rivolge agli spettatori. Perchè Vitangelo, anche se ci parla da un ricovero, è lucido.

Sino a qualche mese prima conduceva infatti una vita normale, borghese, agiata. Era sposato con Dida e viveva delle rendite della banca lasciata dal padre. Ma un piccolo fatto insignificante ha prodotto in lui una frammentazione fragorosa. Dida, la moglie, aveva osservato che il suo naso pendeva un po'. Vitangelo si accorge allora di non conoscere il proprio corpo e forse neanche se stesso. La moglie lo chiama Gengè e pensa di conoscere tutto di lui; la gente del paese lo odia perchè lo vede come il figlio dell'usuraio; i responsabili della sua banca gli fanno solo firmare gli atti ma non lo vogliono a gestire. Insomma, lui che si sentiva uno, si accorge di convivere con centomila Vitangeli.

Comincia allora l'inseguimento di sé, per restare solo non con se stesso, cioè quello che lui si era creduto di essere sino a quel momento, ma con l'estraneo a lui sconosciuto. A niente serve provare a sbarazzarsi delle varie maschere. Quando, per sbarazzarsi di quella da usuraio, arriva a vendere la banca del padre, la frammentazione dell'io è ormai inarrestabile; lo porterà infatti alla pazzia, l'unica via di uscita per estraniarsi da sé e sfuggire alle convenzioni sociali.

Lo spettacolo, seppure con il pregio di rendere il dramma pirandelliano, si presenta monocorde. La scena, nonostante l'ingresso di altri personaggi che aggiungono e tolgono alcuni oggetti, risulta un pò statica.

 

Teatro Sala Fontana - via Boltraffio 21, 20159 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/69015733, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì, mercoledì, giovedì e sabato ore 20.30, venerdì ore 19.30, domenica ore 16
Biglietti: intero € 18, convenzionati e studenti universitari € 14, under 14/over 65/gruppi scuola € 9, promozione speciale mercoledì posto unico € 12

Articolo di: Raffaella Roversi
Grazie a: Martina Parenti, Ufficio stampa Teatro Sala Fontana
Sul web: www.teatrosalafontana.it

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