Uno che conoscevo - Teatro Libero (Milano)

Scritto da  Mercoledì, 18 Gennaio 2017 

Al Teatro Libero di Milano debutta “Uno che conoscevo”, ultimo lavoro del drammaturgo e regista Corrado Accordino, uno scorcio sulla realtà dei fatti, quella del giornalismo contemporaneo, che i fatti li trasforma e la realtà la maschera. Dal 17 al 26 gennaio svela le manipolazioni, le menzogne, le falsità di chi dirige giornali e schermi da cucina.

 

UNO CHE CONOSCEVO
con Riccardo Buffonini, Veronica Franzosi, Valentina Mandruzzato e Chiara Tomei
scene e costumi Maria Chiara Vitali
assistente alla regia Valentina Paiano
drammaturgia e regia Corrado Accordino
produzione Compagnia Teatro Binario 7/La Danza Immobile
spettacolo sostenuto nell'ambito del progetto Next 2016

 

Gli ascolti sono a minimi storici”.

Riccardo, il capo redattore, è su di giri, orgoglioso, paranoico, nervoso, per di più cinico e beatamente stronzo, fa così, poi si calma.

Una redazione. Quattro scrivanie. Tre veterani giornalisti, una stagista.

Chiara, il bel viso e la bella terza da tg del mezzogiorno. Il volto della verità attraverso lo schermo, la giusta intonazione rassicurante ma apparentemente fredda. Valentina, l’aurea mediocritas, quella che bene svolge il suo lavoro, il lavoro che si è guadagnata, quella che piana i conflitti tra gli umori fragili di Chiara e il suo amato alcol e Riccardo e la sua frustrazione.

Quello di Corrado Accordino è il quadro di un giornalismo per cui la parola d’onore non è informazione, ma ascolti. Audience.

Si impara a percepire gli umori popolari e li si gestisce.

Veronica, fresca di università, è assegnata alla redazione. Vergine nel mondo del lavoro, quello spietato in cui probabilmente il sesso orale vale più di un centodieci e lode meritato.

È crudo ed ironico l’ “uno che conoscevo” interpretato impeccabilmente da Riccardo Buffonini, Veronica Franzosi, Valentina Mandruzzato e Chiara Tomei. Non nasconde la crudezza di un mondo che ha perso ogni onestà e senso del dovere.

Chiara e l’esser vittima della sua immagine; Valentina che teme ogni forma di danno e rottura, tutto, dalla notizia di apertura ai rapporti professionali, deve mantenere l’apparenza rassicurante del ‘va tutto come deve’, svolgiamo la nostra banalità del male; Riccardo e la lotta spirituale tra quello che era, uno che ci credeva nel giornalismo, e quello che deve essere, un giornalista in giacca seduto, che non se lo ricorda più il puzzo della strada; Veronica, catapultata nell’impossibilità del suo ideale, nella dura realtà della menzogna, che diventa verità se raccontata nel modo giusto.

Un gioco di dinamiche d’ufficio che diventa specchio tragico dell’attuale, non a caso le musiche scelte sono le stesse che oggi passano alla radio.

 

Teatro Libero - via Savona 10, 20144 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/8323126, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal lunedì al sabato ore 21, domenica ore 16
Biglietti: intero 16 €, ridotto 12 €

Articolo di: Carla Nigro
Grazie a: Francesca Romana Lino, Ufficio stampa Teatro Libero
Sul web: www.teatrolibero.it

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