Una specie di Alaska - Teatro Libero (Milano)

Scritto da  Caterina Paolinelli Giovedì, 19 Settembre 2013 

Dal 16 al 28 settembre. E’ Harold Pinter con la sua celebre pièce ispirata al romanzo di Oliver Sacks Risvegli ad inaugurare la stagione del Teatro Libero di Milano. La regia è affidata a Valerio Binasco.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Produzione Nidodiragno presenta
UNA SPECIE DI ALASKA
di Harold Pinter
regia di Valerio Binasco
con Sara Bertelà, Orietta Notari, Nicola Pannelli
scene Nicolas Bovay
costumi Catia Castellani

 

 

Entriamo e le nostre sedie sono abbinate a numeri e lettere che corrispondono alla più o meno vicinanza al letto di ospedale. C’è un uomo con la barba seduto, è vestito in stile anni ’70. Nel letto una donna di circa 45 anni. Sale la luce, un immutabile piazzato fisso che durerà per tutto il tempo dello spettacolo, e la donna poco a poco si sveglia. Inizia a cercare, domandare, vuole sapere dove si trova perché non capisce quello che le sta accadendo.


Lei è Deborah e si è “fermata” quando aveva quindici anni, così, una sera, mentre spostava un vaso di fiori dal tavolo. Da allora sono passati 29 anni. Sua madre è morta, il padre è cieco e viene accudito dalla sorella maggiore che nel frattempo non si è mai sposata. La minore, Pauline, invece ha sposato il dottore che assiste Deborah dall’inizio del coma. Ma quello che ha colpito la ragazza non è un coma vero è proprio, piuttosto una forma di catatonia molto particolare. Il neurologo britannico Oliver Sacks ha studiato questa malattia a lungo e dalle sue ricerche è nato il saggio Risvegli (da cui è stato tratto l’omonimo film di Penny Marshall con Robin Williams e Robert de Niro) al quale il drammaturgo e premio Nobel per la letteratura Harold Pinter si è ispirato nell’ideare questo atto unico per il teatro.


La drammaturgia è bellissima. Ci sono passaggi di una verità e innocenza straordinarie. La scrittura di Pinter è assolutamente asciutta e facilmente masticabile dalla bocca degli attori.


Quello che pare un po’ inverosimile è la recitazione della protagonista. Troppo energica, troppo sveglia, troppa parlantina e un corpo già predisposto per correre. Ma è effettivamente realistico dopo 29 anni di stasi? Chiaramente al teatro non è sempre chiesto di essere naturalista, ci si concede questa riflessione perché la recitazione lo è. Gli attori vanno verso l’immedesimazione totale e quello che fanno è assolutamente ricercare una verità e una quotidianità quasi parossistica con tanto di lacrimoni a non finire da parte della protagonista. Ma cosa succede quando ad emozionarsi è l’attore invece che lo spettatore? Forse non si è compiuta questa immedesimazione davvero? O forse si è demandato alle lacrime, che sono un effetto, il compito di emozionare. Ce ne stiamo seduti là, tanto vicini che pare che anche noi siamo venuti a trovare questa povera bambina in un corpo di donna. A volte si ha la tentazione di intervenire per quanto l’atmosfera è intima e concentrata su quel letto. Eppure, forse complice il piazzato fisso di cui sopra, il sonno viene a morderci il collo, lievemente sì, però accade.


La scenografia è spoglia: il letto, una sedia, un tavolo.
Conoscendo bene il testo di Pinter ci si chiede se ci sia un altro modo che questo di portarlo in scena. E’ difficile rispondere. Forse meno lacrime. Forse meno luce o forse un neon gelido da ospedale. Ci si chiede se esattamente la vicinanza del pubblico non impedisca l’effetto di straniamento che il testo ha in se’. Quello che accade in questa storia è crudele, drammatico, folle. Deborah nel suo cuore crederà di essere pazza o da pazzi circondata. Non è una bambina capricciosa. Chissà se davvero ha la forza di piangere tanto. Di soffiarsi così il naso, di saltare su e giù dal letto. Non ha otto anni, dentro di se’ ne ha quindici e ha già conosciuto l’amore carnale. Quello che vive nel suo risveglio è una realtà terribile che le fa desiderare solo di tornare in quella stanza bianca piena di specchi dalla quale è riemersa.

 

 

Teatro Libero - via Savona 10, Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/8323126, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal lunedì al sabato ore 21, domenica ore 16
Biglietti: intero € 19, under 26 € 15, over 60 € 11, allievi Teatri Possibili con carta TP CARD € 6 (prima rappresentazione € 3)

 

 

Articolo di: Caterina Paolinelli
Grazie a: Serena Lietti, Ufficio stampa Teatro Libero
Sul web: www.teatrolibero.it

 

 

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