Una pura formalità - Teatro Ghione (Roma)

Scritto da  Mercoledì, 20 Gennaio 2016 

Fino al 24 gennaio "Una Pura Formalità" è in scena al Teatro Ghione, uno spettacolo ricco di atmosfere sospese e suspense, impreziosito dalla classe impareggiabile dei suoi due protagonisti, Glauco Mauri e Roberto Sturno.

 

La Compagnia Mauri Sturno presenta
UNA PURA FORMALITÀ
dal film di Giuseppe Tornatore
versione teatrale e regia Glauco Mauri
con Glauco Mauri e Roberto Sturno
e con Giuseppe Nitti, Amedeo D'Amico, Paolo Benvenuto Vezzoso, Marco Fiore
scene Giuliano Spinelli
costumi Irene Monti
musiche Germano Mazzocchetti
produzione Compagnia Mauri Sturno
in collaborazione con la Fondazione Teatro della Pergola

 

Una notte tempestosa, un bosco, un uomo misterioso che corre sotto la pioggia, un commissariato di polizia: pochi, classici elementi per trascinare lo spettatore nelle atmosfere a tinte gialle di "Una pura formalità".

Tinte gialle che in realtà stridono con il grigio freddo delle pareti, con la fredda luce bianca che le illumina: già indizi di una dimensione ben più complessa del classico thriller.

Tuoni incessanti in sottofondo, una pioggia perenne, la luce che vacilla al passaggio del tuono. Un uomo ha aggredito i poliziotti che lo hanno visto correre nel bosco sotto la pioggia. Giunto in commissariato è in stato confusionale, occorre capire dove stesse andando, occorre che ricordi. E, come cupamente canta la canzone su cui si è alzato il sipario, "ricordare è un po' morire".

Fatto chiamare urgentemente, giunge il commissario, Glauco Mauri, per interrogare personalmente questo misterioso Roberto Sturno, che dice di chiamarsi Onoff. Onoff, come lo scrittore preferito del commissario: tra una citazione e un'insinuazione si snoda l'interrogatorio. Il ritmo non è incalzante, sembra anzi autofrenarsi: come se la regia di Mauri volesse imprimere il giusto attrito a questa fumosa vicenda scritta in origine per il cinema da Giuseppe Tornatore.

La vibrante interpretazione di Sturno, ondeggiante tra stati d'animo dal furioso al vinto, dall'incredulo al diffidente, è corrisposta dalla voce calda, la presenza palpabile, la candida chioma di Mauri, interprete di spessore, commissario tutto maniere ma saldamente ligio al dovere.

Lo scioglimento finale, il coup de théâtre, innesca un meccanismo di riavvolgimento nella mente dello spettatore: così, quando tutto è già stato detto, ogni parola assume un nuovo valore, ogni ricordo un nuovo colore, e ci si aggira insieme ad Onoff nei meandri dell'inconscio.

Le domande del commissario, col pretesto di essere "pura formalità", sono in realtà il corridoio verso l'autocoscienza del protagonista: insieme a lui scopriamo quanto si può essere sconosciuti a se stessi, quanti meccanismi di rimozione attivi la nostra mente, quanto possiamo mentirci e credere alle nostre stesse bugie.

Così, arriva la rivelazione, luce piena e fredda, silenzio assordante. Ma, inaspettatamente, porta con sé una grande, sospesa quiete. Quel che sarà da adesso in poi, non ci è dato sapere.

 

Teatro Ghione - via delle Fornaci 37, 00165 Roma
Per informazioni e prenotazioni:
telefono 06/6372294 - 06/39670340, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Botteghino: tutti i giorni dalle 10.00 alle 14.00 e dalle 16.00 alle 19.00
Orario spettacoli: da martedì a sabato ore 21, domenica ore 17.30, lunedì riposo
Biglietti: platea euro 25, galleria euro 20
Durata: 1 ora e 30 minuti senza intervallo

Articolo di: Sabrina Fasanella
Grazie a: Daniela Bendoni, Ufficio stampa Teatro Ghione
Sul web: www.teatroghione.it

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