Una patatina nello zucchero - Teatro Elfo Puccini (Milano)

Scritto da  Domenica, 31 Dicembre 2017 

Era il 1987 quando la BBC chiese ad Alan Bennett di scrivere dei monologhi per il piccolo schermo. Nacque così “Signore e signori”, una raccolta di sette monologhi pubblicata nel 2004, in cui si riconoscono i segni dell’ironia caustica del drammaturgo inglese. Dei sette scritti, solo “Una patatina nello zucchero” ha come protagonista un uomo, negli altri sei le protagoniste e voci narranti sono donne. Sono storie brevi, drammatiche, ironiche, che raccontano una quotidianità apparentemente insignificante.

 

UNA PATATINA NELLO ZUCCHERO
di Alan Bennett
uno spettacolo di e con Luca Toracca
traduzione Alessandro Quasimodo, Maggie Rose e Giovanni Tiso
collaborazione alla regia Ferdinando Bruni
luci Giacomo Marettelli Priorelli
produzione Teatro dell’Elfo
prima nazionale

 

La quotidianità è, infatti, la protagonista di “Una patatina nello zucchero”, messo in scena da Luca Toracca al Teatro Elfo Puccini di Milano. Una quotidianità semplice, serena, modesta ma elegante, fatta di colazioni in locali di classe, realizzazioni di copriteiera e passeggiate. È questo l’ambiente in cui vivono Graham e la madre: un quarantenne omosessuale represso che vive ancora in casa con mamma e frequenta un centro diurno per disabili e una donna di età avanzata abbastanza svampita.

È un rapporto morboso e soffocante di cui è ben cosciente lo spettatore ma per nulla il protagonista narrante. Si intravedono le tracce di un conflitto edipico irrisolto nella gelosia di Graham verso la madre, che si lascia sedurre da un conoscente incontrato casualmente durante una passeggiata. Così la paventata rottura dell’idilliaca convivenza tra madre e figlio con l’annunciato matrimonio di lei, getta Graham nello sconforto, dal quale uscirà solo grazie alla provvidenziale scoperta della disonestà dello spasimante della madre. La verità, però, non è mai facile da digerire e tra i due voleranno insulti e recriminazioni fino al ritorno all’ordine originario.

Sullo sfondo l’Inghilterra degli anni ’80, in cui convivono in precario equilibrio cultura, tradizioni e nuovo consumismo di massa. Evidente nella contrapposizione tra il protagonista, uomo colto, elegante, raffinato e fin troppo affettato e lo spasimante della madre, rozzo uomo d’affari. Se madre e figlio sono soliti frequentare locali di classe, consumando tè e dolci artigianali, e visitare luoghi d’arte, il nuovo arrivato seduce la donna proponendo il modello americano: fast-food, caffè americano e gite al centro commerciale.

Alan Bennett scava nella solitudine di due esistenze sepolte in un tran tran apparentemente sereno, scandagliando il tabù dell’omosessualità, della malattia mentale, dei conflitti edipici irrisolti e l’ipocrisia di certo progressismo.

Luca Toracca, con la collaborazione alla regia di Ferdinando Bruni, porta in scena l’opera del drammaturgo inglese privilegiando la caratterizzazione del personaggio, esaltandone la fragilità e i limiti, la delicatezza e il pudore, a scapito di una poco percepita causticità. Con l’uso della voce e del corpo interpreta tutti i personaggi del monologo: la madre, il pastore, lo spasimante della donna, dotandoli di spessore drammaturgico.

Rimane evanescente l’ironia bennettiana, coperta da una scenografia studiata nei minimi dettagli: tazzine da tè, teiere e copriteiere, un ferro da stiro e un divano d’epoca che rivelano un’attenzione minuziosa all’ambiente domestico, rifugio e gabbia allo stesso tempo.

Le musiche di scena sottolineano l’atemporalità del tema: all’inizio della pièce il brano “Son tutte belle le mamme del mondo”, simbolo di un’Italia paternalista anni ’50, introduce all’universo apparentemente sereno dei protagonisti, mentre “Mamma son tanto felice” avrà la funzione di celebrare il ricostituito nucleo familiare.

 

Teatro Elfo Puccini (Sala Bausch) - Corso Buenos Aires 33, 20124 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/00660606, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 19.30, domenica ore 15.30
Biglietti: intero € 32.50, martedì posto unico € 21.50, ridotto <25 anni - >65 anni € 17, under 18 € 12, scuole € 12
Durata spettacolo: 50 minuti

Articolo di: Laura Timpanaro
Grazie a: Veronica Pitea, Ufficio stampa Teatro Elfo Puccini
Sul web: www.elfo.org

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