Una Callas dimenticata - Teatro degli Arcimboldi (Milano)

Scritto da  Sabato, 06 Dicembre 2014 

Lo spettacolo è tratto dal libro Una Callas dimenticata scritto da Dario Fo e Franca Rame ed è andato in scena in un’unica serata lo scorso 28 novembre al Teatro degli Arcimboldi di Milano.

 

UNA CALLAS DIMENTICATA
scritto da Dario Fo e Franca Rame
con Dario Fo
e Sara Bellodi, Roberta De Stefano, Jacopo Zerbo
assistente alla regia Fabrizio De Giovanni
con la collaborazione di Jessica Borroni, Michela Casiere, Chiara Porro, Luca Vittorio Toffolon
direttore di scena Maria Chiara Di Marco
produzione Compagnia Teatrale Fo Rame
organizzazione Itineraria Teatro

 

Difficile da definire. "Una Callas dimenticata" è un’operazione complessa che unisce in sè vari linguaggi. E’ una narrazione biografica: si racconta la storia di Maria Callas, la celebre soprano che ha stravolto e rinnovato la storia dell’Opera Lirica e che è diventata una diva immortale attraverso il sapiente intreccio tra vita privata che diventava pubblica e la sua straordinaria voce così diversa dalle classiche voci d’opera conosciute fino al suo arrivo. E’ un recital: gli attori sono muniti di sgabelli, fogli da leggere, leggii. E’ una commedia: ci sono momenti di tentata immedesimazione attraverso la narrazione in prima persona, gli attori a turno impersonano i personaggi della storia (nel ruolo di Maria Callas la bravissima Sara Bellodi che si esibisce anche in qualche intermezzo canoro).

Quindi alla fine a cosa abbiamo assistito? Ad un omaggio, sì forse il termine più corretto è questo. Uno spettacolo creato in concomitanza con l’uscita del libro scritto da Dario Fo e Franca Rame sulla vita e le gesta di Maria Callas.

La storia credo la conosciamo tutti. Chi non la conosce prenderà da qui lo spunto per andare a cercarsela. Quella di Maria Callas è la storia di una ragazza di umili origini un po’ in carne che ha in se un gioiello prezioso: la sua voce. Voce unita ad un indomito carattere che le permette di rilanciare ogni volta e di diventare sempre più brava e più pronta, senza lasciarsi sviare dai vari no e dalle numerose porte in faccia che riceve, soprattutto in America. La Callas infatti trova la sua “America” in Italia dove diventa una vera regina dell’Opera Lirica, scalzando addirittura la Tebaldi, ritenuta fino ad allora insuperabile. Lavora con i più grandi direttori d’orchestra e diventa musa ispiratrice di registi e intellettuali del calibro di Visconti e Pasolini. Insomma un vero trionfo. La sua luce però a un tratto viene risucchiata da una storia d’amore, quella con l’armatore Aristotele Onassis (anch’egli greco), e dopo la fine di questa relazione e il conseguente matrimonio di lui con Jacqueline Kennedy, la Callas non riuscirà mai più a ritornare agli antichi fasti né a recuperare appieno la gioia di vivere. Muore molto giovane per un collasso cardiaco nella sua casa di Parigi.

Dario Fo è indiscutibilmente il mattatore che guida i suoi tre compagni di scena: la già citata Sara Bellodi, Roberta De Stefano e Jacopo Zerbo. Fo è sempre Fo, un intrattenitore di prim’ordine capace di divertire e di mantenere viva l’attenzione per due ore di spettacolo. Certo, non è quel che si dice un talento canoro, ma crediamo che tutte le sue azioni in scena vengano fatte con grande consapevolezza, ironia, padronanza del mestiere e intelligenza.

Insomma uno spettacolo godibile e ben fatto. Peccato solo per l’eccessivo rimarcare sulla storia di Maria Callas col primo marito, l’imprenditore e suo impresario Meneghini. Insomma, ma cosa doveva fare se non lo amava più? Fingere per farlo star contento? In fondo quando si sposarono lui era davvero molto più grande di lei e quando lei prese finalmente coscienza della propria femminilità, lui si può dire che fosse un vecchio. Normale che si sia innamorata di un uomo che rispondesse maggiormente alle sue esigenze di donna e, perché no, di diva. Sì, decisamente un po’ troppo indugio sulla questione. Chissà se davvero la Callas sia stata afflitta da tutto questo senso di colpa o se più semplicemente fosse distrutta perché lontana da “Ari” (Onassis) il suo vero e unico amore Onassis?

 

Teatro degli Arcimboldi - viale dell’Innovazione 20, 20126 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02-641142212/214
Biglietteria: telefono 02 641142212/214, da lunedì a venerdì dalle 14.00 alle 18.00 e un’ora prima dell’inizio degli spettacoli
Orario spettacoli: 28 novembre ore 21.00
Biglietti: intero 15 euro posto unico (più prevendita), ridotto studenti under 25 anni e anziani over 65 10 euro (più prevendita)

Articolo di: Caterina Paolinelli
Grazie a: Alessio Ramerino, Ufficio stampa Teatro degli Arcimboldi
Sul web: www.teatroarcimboldi.it

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