Un quaderno per l’inverno - Teatro India (Roma)

Scritto da  Giovedì, 27 Aprile 2017 

Dal 19 al 23 aprile è andato in scena al Teatro India lo spettacolo Un quaderno per l’inverno, scritto da Armando Pirozzi e interpretato da Alberto Astorri e Luca Zacchini. La regia è curata da Massimiliano Civica, le scene da Luca Baldini e i costumi da Daniela Salernitano.

 

UN QUADERNO PER L’INVERNO
di Armando Pirozzi
con Alberto Astorri e Luca Zacchini
diretto da Massimiliano Civica
scene Luca Baldini
costumi Daniela Salernitano
luci Roberto Innocenti
produzione Teatro Metastasio di Prato
con il sostegno di Armunia Centro di Residenze Artistiche Castiglioncello

 

Una questione di vita o di morte, come la fame, come l’amore: ecco il motore della pièce Un quaderno per l’inverno. Il testo, pensato per due attori e suddiviso in tre scene, racconta la storia di un professore di letteratura, introverso e solitario, che come ogni sera torna in una casa vuota. Ma ad attenderlo c’è una sorpresa: un ladro, armato di coltello, che esige da lui qualcosa di molto insolito, e dichiara che non se ne andrà se non l’avrà ottenuto. È questo l’inizio di una lunga notte, durante la quale i due si confronteranno su idee, sentimenti, dubbi, timori, domande. Il tema centrale del testo, come scrive l’autore Armando Pirozzi, «è la scrittura e la sua possibilità di incidere direttamente sulla realtà, la forza miracolosa della poesia, non come semplice esercizio di tecnica letteraria, ma per la dirompente carica vitale che suscita, nonostante tutto, nelle persone».

La scena è vuota, scarna, semplice, nuda. Un tavolo e qualche sedia, nient’altro. Programmaticamente, tutto è ridotto all’osso: i costumi sono semplici, d’uso quotidiano; gli oggetti di scena sono strettamente indispensabili. Lo stesso testo sembra basarsi sul modello del Mamet speak: un dialogo fatto di battute brevi, che spesso insistono sul ripetersi di poche parole, il cui ritmo è dilatato e intervallato da molte pause. L’interpretazione dei due attori, Alberto Astorri e Luca Zacchini, è pacata, contenuta, appena accennata.

Si tratta, del resto, di scelte assolutamente in linea con il “manifesto” scenico e drammaturgico del gruppo di lavoro: «uomini che sanno “fare accadere” una storia davanti ad altri uomini, questa per noi è oggi la vocazione del teatro». Il tentativo condiviso è quello di scomparire in quanto fautori di un processo creativo, per lasciare voce e spazio solo ed esclusivamente alla storia. L’obiettivo è “non farsi notare”: non far notare la tecnica di chi fa da tramite tra testo e platea, sia esso l’autore dello stesso testo, il regista o l’attore. Perché, come si legge nelle note di regia, «il massimo dell’arte e della tecnica è non far notare l’arte e la tecnica».

E la massima aspirazione del regista, Massimiliano Civica, è infatti quella di sparire, di nascondere la sua presenza, di limitarsi a servire l’essenza del teatro, ovvero la relazione tra attore e spettatore. È un processo creativo in sottrazione, fatto di «togliere, limare e asciugare». Proprio come viene definita dai personaggi l’ultima poesia recitata in scena, Un quaderno per l’inverno è “bellino”. Qualcuno ha fatto accadere qualcosa davanti a qualcun altro, la missione è compiuta. Ora c’è solo bisogno di ritrovare la magia.

 

Teatro India - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) 1, 00146 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06.684.000.311/314, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: tutte le sere ore 21, domenica ore 18
Biglietti: posto unico 18.00 € (ridotto 16.00 €)
Durata spettacolo: 50 minuti

Articolo di: Cecilia Carponi
Grazie a: Amelia Realino, Ufficio stampa Teatro di Roma
Sul web: www.teatrodiroma.net

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