Un giorno d’estate: la malinconia che riempie le vite

Scritto da  Laura Branchini Martedì, 11 Novembre 2008 

Presentato alla stampa “Un giorno d’estate”, in scena dall’11 Novembre al Piccolo Eliseo Patron Griffi di Roma. Lo spettacolo di Jon Fosse con l’adattamento drammaturgico di Valerio Binasco, è la storia di un amore che vorrebbe essere assoluto e totalizzante.

 

Valerio Binasco  piomba letteralmente nel foyer in cui terrà la conferenza stampa e immediatamente trascina i presenti in un’atmosfera allegra e disimpegnata.

Questo è Valerio Binasco: molta energia e simpatia ma anche molta umiltà e onestà intellettuale.

Dopo qualche battuta per rompere il ghiaccio, è il Direttore dell’Eliseo ad introdurlo.

Massimo Monaci annuncia che la collaborazione con Valerio è stata suggellata da un contratto che legherà il regista-attore all’Eliseo per il prossimo triennio. E’ palese la complicità già presente tra i due. Binasco gode della fiducia di tutto lo staff del teatro.

Segue l’intervento di Valerio Binasco stesso, che non manca di ironizzare alla prima occasione sul suo nuovo ruolo, e diverte quando dichiara di sentirsi sminuito nelle sue doti recitative: il contratto è solo per la regia! E anche i complimenti.

Un giorno d’Estate”, con la sua regia, debutterà l’11 novembre al Piccolo Eliseo Patroni Griffi in prima nazionale. Si tratta del terzo lavoro di Binasco su testo di Jon Fosse, scrittore norvegese considerato da molti l’erede di Ibsen.

Il regista si dichiara attratto dalle sue opere e corregge subito chi dei presenti si riferisce al suo percorso come ad una trilogia: una trilogia vedrebbe nel terzo lavoro la fine di un percorso e Valerio non sa se sia ancora il caso di dichiarare chiuso il ciclo su Fosse.

Questa, comunque, dopo “Qualcuno arriverà” e “La notte canta”, è la volta di “Un giorno d’Estate”. E’ la storia di un amore che vorrebbe essere assoluto e totalizzante. La coppia di amanti sceglie il distacco dal turbine della vita sociale e si consacra ad una vita in cui il binomio “Io e Te” deve essere autarchico. Nel fiordo bello e appartato in cui abitano, questo progetto vedrà la sconfitta. La felicità non si farà conquistare e la malinconia, invece, riempirà le loro vite.

Jon Fosse, spiega Valerio, plasma personaggi che credono fermamente che l’idillio amoroso sia possibile. E lo inseguono come il senso stesso della loro esistenza. Ogni volta che sperano nella realizzazione dell’idillio, però, la possibilità di essere felici viene spazzata via. Dio stesso sembra non approvare una felicità autarchica e appartata.

A questo punto della “lezioncina”, come la definisce ridendo, Binasco sente la necessità di puntualizzare che il tono delle pièce di Fosse, è comunque leggero.

Questo è uno dei motivi di fascino che, secondo Valerio, presenta questo scrittore. E’un artista che tira fuori la sua arte con contraddizioni del tutto particolari. Le storie che accadono hanno per lo più sempre a che fare con temi enormi, esistenziali. Eppure tratta la materia con leggerezza. J.F. offre l’occasione di fare del teatro così come il Teatro, nella mente di Binasco, dovrebbe essere: un gioco.

Il gruppo di attori che Valerio ha voluto con sé hanno in comune una dote che li ha fatti spiccare ai suoi occhi: una sensibilità innata e accentuatissima, unica condizione possibile per essere l’anima di un personaggio alla Fosse. Questo imperativo ha prevalso sulla scelta di una compagnia già formata e, magari, già affiatata.

Non ha sbagliato nella sua scelta, se si considera come ci sono apparsi gli attori alla conferenza stampa. Quando Valerio passa loro la parola, fanno a gara nel tirarsi indietro. Fa sorridere l’atteggiamento da bambini intimiditi. Eppure, chi li ha visti all’opera, non può aver dubbi sulla loro statura d’attori.

La più coraggiosa fra loro, Federica Fracassi, ammette che il lavoro che han dovuto fare su se stessi è stato profondo e delicato. Inaspettato, per un testo che, sul foglio di copione, sembrava avere dialoghi da fiction.

Poi rivolge un ringraziamento al suo regista, che, dice, li ha guidati con generosità.

Ha ispirato fiducia anche a noi, Binasco. Naturalmente ognuno uscirà dalla sala a modo suo, amerà lo spettacolo o non lo amerà. Ma la ricerca di uno spettacolo di qualità è assicurata.

 

 

Piccolo Eliseo Patroni Griffi  - Roma

11 novembre | 7 dicembre 2008

UN GIORNO D’ESTATE

di Jon Fosse adattamento drammaturgico Valerio Binasco

con Sarà Bertelà, Elena Caligari

Fabrizio Contri, Federica Fracassi

Emiliano Masala

scene e luci Nicolas Bovey

costumi Sandra Cardini

regista collaboratore Nicoletta Robello

regia Valerio Binasco

produzione Teatro Eliseo

in collaborazione con

Fondazione Teatro Stabile di Torino

 

 

Articolo di: Laura Branchini

Grazie a: Benedetta Cappon, Ufficio Stampa Teatro Eliseo

Sul web: www.teatroeliseo.it

 

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