Un borghese piccolo piccolo - Teatro Eliseo (Roma)

Scritto da  Lunedì, 23 Ottobre 2017 

A che limiti può spingersi un uomo - un uomo comune, quasi anonimo, insomma, un piccolo borghese - quando la sua vita ha ormai definitivamente perso ogni punto di riferimento? Questo tema, oggi attuale come pochi, è al centro dello straordinario romanzo di Vincenzo Cerami, reso famoso dal film di Mario Monicelli e oggi riportato sul palco del Teatro Eliseo nell'adattamento di Fabrizio Coniglio che ha come protagonista il grande Massimo Dapporto.

 
 
Massimo Dapporto in
UN BORGHESE PICCOLO PICCOLO
tratto dall’omonimo romanzo di Vincenzo Cerami
con Susanna Marcomeni, Roberto D’Alessandro, Matteo Francomano, Federico Rubino
scene Gaspare De Pascali
costumi Sandra Cardini
disegno luci Valerio Peroni
musiche originali Nicola Piovani
adattamento e regia Fabrizio Coniglio
produzione Pietro Mezzasoma
 
 
Quell'uomo, quel "borghese piccolo piccolo", si chiama Giovanni Vivaldi, e da trent'anni è un oscuro impiegato ministeriale. E quei punti di riferimento sono modesti tanto quanto la sua stessa vita: la pensione a cui si avvicina, la moglie Amalia (Susanna Marcomeni), una casalinga che tratta non senza una certa sufficienza, la baracca in campagna da sistemare per andare a pesca e soprattutto il figlio Mario (Matteo Francomano), giovane e paffuto ragioniere neodiplomato che il papà è pronto a tutto pur di sistemare, pur di procurargli il mitologico posto fisso. Tanto da spingersi addirittura ad aderire alla massoneria per rimediargli la raccomandazione del capufficio per il concorso al Ministero. "Le aspirazioni, il desiderio di raggirare le regole che una società democratica e civile impone, sembrano quasi connaturate nell’animo di ogni cittadino italiano", osserva il regista Fabrizio Coniglio. "La scorciatoia o la raccomandazione è avvertita dalla nostra società come qualcosa di necessario per sopravvivere: forse, in fondo, non crediamo più nella possibilità di essere tutti uguali di fronte alla legge e nelle pari opportunità di emancipazione sociale ed economica. Questo è lo snodo più fortemente attuale della storia".
 
Ma non quello più profondo, a nostro personalissimo e umilissimo modo di vedere. Già, perché a un certo punto nella vita di Giovanni Vivaldi interviene a gamba tesa il Destino, sotto forma di un proiettile vagante da una sparatoria durante una rapina, che ferisce mortalmente il povero Mario, proprio mentre si recava al Ministero per svolgere quel compito di cui aveva ottenuto sottobanco le risposte. E di una trombosi, che colpisce a casa mamma Amalia, appena appresa la morte del figlio dal telegiornale. È a questo punto che l'uomo, tragicamente, scopre l'altra faccia della vita, quella che non è fatta di uffici, carte bollate e buste paga, ma di gioia, dolore, amore. E rabbia. Perché se l'improvvisa disabilità della moglie gli fa ritrovare quella tenerezza perduta nei suoi confronti, la scomparsa del figlio gli fa nascere dentro un sentimento di vendetta talmente potente da trasformare quell'uomo semplice in un autentico mostro della porta accanto.
 
Il testo di Cerami ha tutti i caratteri di universalità e di eternità tali da renderlo a tutti gli effetti un capolavoro della letteratura italiana moderna. Un diamante, dal quale ci vuole però la mano sapiente di un esperto artista come Massimo Dapporto per trarre un autentico gioiello teatrale. La messa in scena studiata da Coniglio è efficacemente scarna: sa riprodurre con una scenografia necessariamente limitata tutti gli ambienti chiave della storia. Ma è proprio il 72enne attore milanese a riempirla di umanità, a renderla ridicola e tragica allo stesso tempo, riuscendo a non far rimpiangere neppure l'indimenticato Alberto Sordi che quel personaggio portò sul grande schermo.
 
 
Teatro Eliseo - Via Nazionale 183, 00184 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/83510216 (lunedì 13-19, da martedì a sabato 10-19, domenica 10-16), mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: da martedì 17 ottobre a domenica 5 novembre 2017 - martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20; primo sabato di programmazione doppio spettacolo ore 16 e ore 20; mercoledì e domenica ore 17
Biglietti: da 20 a 40 euro
Durata spettacolo: 90 minuti, atto unico
 
 
Articolo di: Fabrizio Corgnati
Grazie a: Maria Letizia Maffei e Antonella Mucciaccio, Ufficio stampa teatro Eliseo

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