Un bacio dai tuoi papà - Teatro de' Servi (Roma)

Scritto da  Domenica, 17 Aprile 2016 

E' andato in scena al Teatro de' Servi in questo primo scorcio di primavera romana "Un bacio dai tuoi papà", la nuova commedia di Gianpiero Pumo dedicata al tema quanto mai attuale dell'omogenitorialità e delle famiglie arcobaleno. Un testo scoppiettante, ironia tagliente al punto giusto contrappuntata da emozionanti aperture di sincero sentimento, una regia (firmata da Gianluca Ferrato) dai ritmi piacevolmente serrati ed estremamente attenta alla caratterizzazione dei personaggi, un quintetto di attori splendidamente assortito formato da Mauro Conte, lo stesso Pumo, Valeria Monetti, Carlo Zanotti e Paila Pavese. Il risultato? Uno spettacolo colorato di quella leggerezza che con intelligenza accarezza il cuore, non dimenticando di suscitare significativi spunti di riflessione per ricordare che "famiglia" è dove c'è amore, non un concetto graniticamente codificato da qualche saccente e retrograda gerarchia.

 

Compagnia Moliere presenta
UN BACIO DAI TUOI PAPÀ
di Gianpiero Pumo
con Mauro Conte (Sebastiano), Gianpiero Pumo (Daniele), Valeria Monetti (Marta), Carlo Zanotti (Aldo)
e la partecipazione di Paila Pavese (la madre)
regia Gianluca Ferrato
aiuto regia Gabriele Carbotti
scene Luca Filaci
costumi Luigi Stigliano
movimenti coreografici Alessandra Puglielli
luci Gianfranco Cannizzo

 

Interno familiare. Una casa finemente arredata ed impreziosita da dipinti astratti. Un lunghissimo weekend che in un senso o nell'altro sovvertirà il destino di una famigliola decisamente bislacca, ma allo stesso tempo senz'altro irresistibilmente simpatica. I padroni di casa, nonché protagonisti della commedia, sono Sebastiano (Mauro Conte) e Daniele (Gianpiero Pumo), il primo pittore arenato su un momentaneo blocco creativo, il secondo estroverso dentista in carriera. Il loro legame affettivo è stato ormai cementato da oltre due anni di vivido amore ed alcuni mesi di serena convivenza, ma un tenebroso nuvolone sembra in procinto di offuscare questo quadro altrimenti idillico: Sebastiano è letteralmente ossessionato dal sacrosanto desiderio di crescere un bimbo assieme al proprio compagno di vita Daniele, convinto che loro due sarebbero proprio dei papà formidabili. Peccato che però l'adozione costituisca ancora un tabù per una coppia omosessuale! Vuoi mettere il rischio che un pargolo possa essere deriso dai suoi compagni di scuola perché ad allevarlo sono due entusiasti e premurosi "babbi" anziché una famiglia rigorosamente tradizionale? Molto meglio piuttosto lasciare gli orfanotrofi pullulare di bambini che desidererebbero solamente l'affetto di due genitori che li accolgano con amore...

Ricapitolando: Sebastiano coltiva di nascosto il suo chiodo fisso, baloccandosi con giocattoli da neonato e tempestando in modo compulsivo di telefonate tutte le associazioni preposte alle adozioni; Daniele inizia a nutrire una malcelata insofferenza per questa fissazione, desidererebbe piuttosto che il suo compagno riprendesse a dedicarsi alla pittura e che soprattutto il sereno tornasse finalmente a splendere sul loro ménage familiare. Ma Sebastiano non si arrende ed allora eccolo invitare nel loro appartamento la sorella Marta (Valeria Monetti), insegnante nevrotica, maniaca dell'ordine e della pulizia, asfissiante con le sue continue recriminazioni ed algida come un iceberg in rotta nei mari polari, accompagnata dal fin troppo remissivo marito Aldo (Carlo Zanotti), ormai inebetito e incapace di reagire alle vessazioni quotidiane subite dalla tutt'altro che dolce sposina. Quale sarà il misterioso motivo di questo invito? Doveroso non svelare eccessivamente la trama, densa di appetitosi colpi di scena e tutt'altro che scontata, ma basti sapere che, come da tradizione, i piani meticolosamente architettati da Sebastiano non fileranno propriamente lisci, ostacolati da segretucci di famiglia finora abilmente occultati e soprattutto dal prorompente arrivo di sua madre (Paila Pavese), deliziosamente eccentrica, sopra le righe, morbosamente invadente come solo una mamma italica sa essere. Quel che è certo è che si rivelerà per tutti un lungo, lunghissimo, sterminato week-end!

Gianpiero Pumo tratteggia con abilità narrativa, originalità e sensibilità un materiale drammaturgico strettamente legato al dibattito sociale e politico di questi mesi, in cui ci si continua ad arrovellare su tematiche quali le unioni civili o la famigerata "stepchild adoption", trincerando dietro il baluardo del rispetto dei valori tradizionali l'ottusa volontà di preservare lo status quo, senza dubbio anche e soprattutto per fini politici ed economici. Pumo porta sul palcoscenico una bizzarra quanto adorabile famiglia arcobaleno, senza la pretesa di fornire risposte definitive alle sterili dispute in corso, né tantomeno per cavalcarne l'onda mediatica (a testimoniarlo il fatto che il copione era stato scritto dall'autore due anni fa in "tempi non sospetti"); il suo intento è piuttosto descrivere l'assoluta e tenera normalità di legami affettivi, tra compagni di vita ma anche tra madre e figlio o tra fratello e sorella, che trascendono qualsiasi rigido incasellamento, naturalmente il tutto declinato nella chiave di una commedia spassosa e godibilissima per un pubblico di tutte le età. Ad assecondare questo duplice proposito - divertire e regalare qualche germe di riflessione - la regia di Gianluca Ferrato che percorre con destrezza il funambolico ritmo del testo, ponendo in valore le ottime prove attoriali del quintetto in scena e deragliando meravigliosamente in taluni passaggi in esilaranti atmosfere da musical off-Broadway.

Infine come non salutare con un calorosissimo applauso il talento degli attori in scena e la generosità con sui si donano al pubblico senza riserve. Gianpiero Pumo e Mauro Conte, già in passato vigorosamente apprezzati in interpretazioni di stampo maggiormente drammatico (per Pumo ricordiamo "Dietro i tuoi passi" presentato al Roma Fringe Festival 2013 e dedicato alla storia tragica di Peppino Impastato, oppure "Il Pretesto", da lui stesso firmato e diretto da Ruben Rigillo; per Conte invece da rammentare assolutamente le recenti pregevolissime collaborazioni con Andrea Baracco per "Vita di Edoardo II d'Inghilterra" e "Madame Bovary", così come quelle con Luca De Bei per "Tempeste solari" e "L'uomo della sabbia" o ancora "Il caso Braibanti" diretto da Giuseppe Marini o "La voce umana/Il bell’indifferente" al fianco di Adriana Asti), si cimentano con la commedia con risultati altrettanto luminosi. Entrambi attori di grande carisma e versatilità, catturano l'attenzione dello spettatore con limpida naturalezza, proiettandolo direttamente al centro delle vicende narrate con brillante capacità di coinvolgimento. Non da meno gli altri interpreti: Carlo Zanotti e Valeria Monetti ritraggono dapprima con minuzia i tratti macchiettistici dei loro personaggi, per poi infrangere poderosamente le maschere che li intrappolavano, svelandone risvolti caratteriali del tutto imprevedibili ed accompagnando questa metamorfosi con sorprendente intensità. Infine, la straordinaria, straripante Paila Pavese, sessant'anni di carriera divisa tra gli studi di doppiaggio e i palcoscenici teatrali, e ancora un'energia incontenibile e una voglia di mettersi in gioco veramente da ammirare e da cui trarre ispirazione.

"Un bacio dai tuoi papà" saluta oggi Roma dopo tre settimane di repliche al Teatro de' Servi, ma auguriamo a una compagnia così solida e affiatata di tornare presto in scena, con questa piacevolissima commedia o con altri progetti altrettanto riusciti ed intelligenti.

 

Teatro de' Servi - via del Mortaro 22 (angolo via del Tritone), 00187 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6795130, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Biglietti: platea intero € 22 - ridotto € 16 / galleria intero €18 - ridotto € 14 (riduzioni per giovani under 18 e anziani over 65)
Orario spettacoli: da martedì a venerdì ore 21; sabato ore 17.30 e ore 21; domenica ore 17.30; lunedì riposo

Articolo di: Andrea Cova
Grazie a: Carla Fabi & Barbara Ghinfanti Comunicazioni, Ufficio stampa Teatro de' Servi; Rocchina Ceglia, Ufficio stampa Compagnia
Sul web: www.teatroservi.it

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