Ufo - Teatro Cometa Off (Roma)

Scritto da  Lunedì, 05 Marzo 2018 

Cristina Poccardi, con la compagnia Teatri D’Imbarco, porta a Roma “Ufo”, l’interessante testo di Ivan Vyrypaev, il drammaturgo e regista contemporaneo più influente nella sua Russia. Un’opera provocatoria e spiazzante che esalta le capacità attoriali degli interpreti e le sensibilità degli spettatori. Una necessità di incontri, un “tana libera umani”, un viaggio nelle nostre più remote possibilità, che paiono vicine ma, di fatto, restano terribilmente lontane.

 

UFO
di Ivan Vyrypaev
dedicato a Cazimir Liske
traduzione e regia Teodoro Bonci del Bene
con Michele Lisi, Stefano Macchi, Carlotta Mangione, Fabio Mascagni, Ludovica Modugno, Francesco Petruzzelli, Cristina Poccardi, Viktor Rizengevich
assistente alla regia Cristina Mugnaini
luci Matteo Rubagotti
conduzione tecnica Marco D’Amelio
produzione Cristina Poccardi e Teatri D’Imbarco
foto locandina Marco Montanari
foto di scena Manuela Giusto
grafica Cosimo Lorenzo Pancini



Dieci persone, ognuna proveniente da una parte diversa del pianeta Terra, età diversa, sogni, sconfitte diverse. Un aspetto inusuale li accomuna tutti, aver incontrato degli alieni. Spiego meglio, non gli sconosciuti dirimpettai, non chi ha passaporto, colore di pelle, religione diversa, no… proprio i buffi omini verdi, esili, con grandi occhi oscuri e con le antennine.

Ognuno di loro è stato selezionato attentamente tra centinaia di storie arrivate al regista. Con lui trascorrono diversi giorni, si raccontano, si espongono, si offrono, magari allo scherno, all’incredulità, ci vuol coraggio, per consentirsi la verità. Un film è fuori discussione, sarebbe una perdita sicura per il facoltoso presidente della compagnia petrolifera russa “Atm System”.

Nastri e nastri, pieni di intima follia, cosa farne? Teatro. Non riuscendo a farsi produrre il film trasforma la sceneggiatura in una pièce teatrale. Dieci sedie, dieci corpi. Un per volta si accendono e sorprende la bellezza delle anime che prendon vita. Dieci storie, affidate alla sensibilità di attori. Alcuni tenteranno di disfarsi velocemente della propria, disagiati per quanto quelle confessioni presentino assonanze con le loro vite, altri le indosseranno con attenzione, passione, ineluttabilità.

“La regia di questo spettacolo è infatti solo un lavoro sull’attore, una direzione e creazione di personaggi in cui la macchina scenica, seppur presente, scompare sullo sfondo.” - suggerisce il regista Teodoro Bonci Del Bene, ma anche e soprattutto un incontro fra persone che hanno urgenza di raccontarsi le semplici ma rivoluzionarie soluzioni per l’esistenza. Il colpo di scena finale è la maschera della quotidianità, la cornice di una tela strappata, un taglio di Fontana, dal quale sgorga la verità.

Lo stile drammaturgico di Vyrypaev, fra i fondatori del Teatr.doc di Mosca, e direttore del teatro Praktika dal 2013 al 2016, ricorda i grandi tessitori di umanità e letteratura. Un lavoro di umile ma solida qualità attoriale, ben sostenuto da tutti gli interpreti. Una piccola virgola che, con sottile insolenza, si offre di cambiare il senso del lessico umano.

 

Teatro Cometa Off - via Luca della Robbia 47, Roma
Informazioni e prenotazioni: telefono 06/57284637
Biglietti: a partire da 10 euro
Orari spettacoli: dal 21 al 25 febbraio ore 21

Articolo di: Enrico Vulpiani
Grazie a: Ufficio stampa Rocchina Ceglia
Sul web: www.cometaoff.it

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