Ubu Roi - Teatro Vascello (Roma)

Scritto da  Domenica, 07 Febbraio 2016 

Dal 4 al 7 febbraio al Teatro Vascello la compagnia Fortebraccio Teatro porta in scena lo spettacolo "Ubu Roi" di Alfred Jarry. Gli attori - diretti da Roberto Latini - costituiscono un vero e proprio ensemble variegato, il cui spirito unificatore e comunitario di compagnia permea non solo le pratiche recitative, ma anche l'estetica dell'intera messinscena.

 

UBU ROI
di Alfred Jarry
adattamento e regia Roberto Latini
musiche e suoni Gianluca Misiti
scena Luca Baldini
costumi Marion D’Amburgo
luci Max Mugnai
con Roberto Latini, Francesco Pennacchia, Ciro Masella, Sebastian Barbalan, Marco Jackson Vergani, Lorenzo Berti, Guido Feruglio, Fabiana Gabanini
direzione tecnica Max Mugnai
collaborazione tecnica Nino Del Principe
assistente alla regia Tiziano Panici
cura della produzione Federica Furlanis
promozione e comunicazione Nicole Arbelli
foto Simone Cecchetti
produzione Fortebraccio Teatro
un progetto realizzato in collaborazione con Teatro Metastasio Stabile della Toscana

 

Seduta al centro del proscenio, una figura antropomorfa vestita di bianco, col capo coperto da una maschera spersonalizzante da homo sapiens completamente glabro, tiene una sorta di canna da pesca, al termine della quale l'esca - inizialmente non meglio identificata - giace su una base rettangolare di colore nero. Lentamente la scena si popola di figure simili alla prima: tutti in bianco, tutti seduti uno accanto all'altro, tutti con la canna da pesca. Tra le prime file si sente un forte odore di carne alla brace: solo allora capisco che la base nera è in realtà una piastra, e che all'amo di ogni canna da pesca c'è appesa una salsiccia. Ed è così, con una manciata di salsicce, che il gioco ha inizio.

Gioco? Sì, un gioco in cui si crede più del dovuto, in cui si crede fino in fondo. È per gioco che Alfred Jarry ha inventato Padre Ubu, ed è un gioco la pièce intera, sia a livello strutturale che linguistico (si pensi al celebre incipit: «Merdra!»). Così come diventa un gioco scenico la messinscena curata da Roberto Latini. Un gioco crudele e feroce, che si apre con il «J'ai appris hier» di artaudiana memoria (cfr. Pour en finir avec le jugement de dieu), ma pur sempre un gioco. «Potresti mangiare salsiccia quasi tutti i giorni», sono queste le parole che Madre Ubu utilizza per convincere il marito a usurpare il regno di Polonia uccidendone il sovrano, il Re Venceslao, e a intraprendere una guerra per proteggere la nuova tirannide dai legittimi eredi della corona. Ha così inizio il susseguirsi di uccisioni e tradimenti: per una manciata di salsicce.

Reinterpretazione del Macbeth di Shakespeare, Ubu Roi apre le porte alla scena del Novecento riteatralizzando il teatro fino all'estremo, proponendo una convenzione basata sul grottesco, sull'assurdo, sul surreale (convenzione che nutrirà ampiamente le avanguardie novecentesche). Alla struttura originaria Latini aggiunge un personaggio - di cui si fa interprete -, un pinocchio incatenato che si esprime attraverso i più bei versi shakespeariani, uno spirito che ricorda l'espressionismo vocale di Carmelo Bene e che si rivolge direttamente al pubblico utilizzando un microfono. Al termine della catena che porta appesa al collo, uno scheletro: presagio di morte e sventura che resiste alla farsa, unico elemento di realismo che ci rammenta le concrete, orrende conseguenze delle guerre di potere.

L'eccellente regia di Latini si avvale della collaborazione di Gianluca Misiti, Luca Baldini, Max Mugnai per le musiche, le scenografie e le luci. L'interpretazione di tutti i personaggi è affidata ad attori di grande talento che costruiscono maschere talmente caratterizzate da poter essere considerate dei tipi fissi: Francesco Pennacchia nei panni dello sciocco e spietato Padre Ubu; Ciro Masella che incarna magistralmente la diabolica Madre Ubu; Sebastian Barbalan, geniale sia come regina Rosmunda, tutta fronzoli e sospiri, che come Zar Alessio, elaborato su un immaginario di tipo giapponese e nutrito di arti marziali; Marco Jackson Vergani nelle vesti dell'irresistibile capitano Bordure (oltreché dell'Orso); Lorenzo Berti che interpreta il Re Venceslao, sovrano frivolo e ridanciano; Guido Feruglio nei panni del fuggiasco principe Bugrelao; Fabiana Gabanini, figura esile e soave che interpreta Palotini, l'Orsa e il Messaggero.


Teatro Vascello - via Giacinto Carini 78, 00152 Roma (zona Monteverde Vecchio)
Per informazioni e prenotazioni:
telefono 06/5881021 - 06/5898031, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 18
Botteghino: dal martedì al venerdì dalle 9 alle 21.30 orario continuato; lunedì dalle 9 alle 18; sabato dalle 11 alle 21,30; domenica dalle 14 alle 19
Biglietti: intero € 20, ridotto over 65 € 15, ridotto studenti e gruppi di un minimo di 10 persone (i biglietti per i gruppi devono essere ritirati un giorno prima da un capogruppo) € 12
Durata: 1 ora e 50 minuti con intervallo

Articolo di: Cecilia Carponi
Grazie a: Cristina D'Aquanno, Ufficio stampa Teatro Vascello
Sul web: www.teatrovascello.it

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