U Parrinu - Teatro Libero (Milano)

Scritto da  Sabato, 09 Gennaio 2016 

Il Teatro Libero di Milano presenta, nell'ambito della rassegna ‘Palco Off - Autori, attori, storie di Sicilia’ curata dall'associazione La Memoria del Teatro, lo spettacolo "U Parrinu - La mia storia con Don Pino Puglisi ucciso dalla mafia", scritto, diretto e interpretato da Christian Di Domenico. Come già accaduto per i primi due spettacoli della rassegna, mezz’ora prima dell’inizio Palco Off offre agli spettatori in arrivo un buffet con prodotti tipici della Sicilia, come vini di vendemmia tardiva ‘Mandrarossa’ e dolci tipici prodotti da Sicilian, nel quartiere di Brera, i cui cannoli risultano davvero deliziosi. Così gli spettatori, che intanto hanno riempito tutto il piccolo teatro, sono messi d’ottimo umore e si accomodano intrattenuti anche da pochi minuti di interviste raccolte in un cortometraggio, cartoline che propongono il tema della Sicilia.

 

Rassegna "Palco Off - autori, attori, storie di Sicilia"
a cura dell’Associazione “La Memoria del Teatro”
U PARRINU
La mia storia con Don Pino Puglisi ucciso dalla mafia
scritto, diretto ed interpretato da Christian Di Domenico
produzione Christian Di Domenico
in collaborazione con Cooperativa Kokopelli

 

Lo storytelling è di Carlo Bevilacqua, le foto antiche sono in bianco e nero e ci ricordano che il 15 settembre 1993, nel giorno del suo compleanno, venne ucciso Don Pino Puglisi. Avrebbe compiuto 56 anni e, a vent’anni dalla sua morte, l’autore dello spettacolo, Christian Di Domenico, spiega che la scelta assoluta di compiere un gesto è nata ispirandosi a una frase del buon prete: “Quelli che pensano troppo prima di compiere un passo, restano per anni su un piede solo. Fate il vostro passo!”. Unico interprete, ideatore e regista, Di Domenico si mostra ottimo monologhista e compie arditi salti temporali, partendo dal 1983, quando allo Stadio Bernabeu in Brasile l’Italia vinse contro la Germania ai Mondiali. Ma è anche l’anno in cui sua madre lasciò il marito, la casa e i figli, i quali, durante l’estate ’83, vennero spediti al mare in Sicilia, luogo di provenienza proprio della madre.

Christian col fratello Ivan, nati in Brianza, si ritrovarono per la prima volta a stare da soli con ragazzini siciliani, i quali ovviamente li trattarono con ironia e scherno. Parlando di Don Puglisi, l’attore-autore però spiega “Così l’ho conosciuto. D’estate, grazie a mia mamma, che era siciliana”. I due fratelli ebbero il giovane prete come padre spirituale, anche a scuola e, durante le gite estive, le sfide coi compagni divennero sempre più al limite, aiutandoli però a crescere. Fondamentale fu la solidarietà che si instaurò e “Io decido di iscrivermi al classico, ma dai Salesiani”. Finche non risultò chiaro che il giovanissimo Christian veniva molestato da un prete malato, lasciò la scuola e iniziò a dimostrare astio verso chiunque indossasse la toga, compreso Don Puglisi di cui si rifiutò di ascoltare anche solo la voce al telefono. La madre invece temeva per lui, per quei tentativi di combattere la mafia dall’interno, convincendo le persone a impegnarsi ogni giorno senza arrendersi alla paura.

Le notizie però arrivavano ancora a Chris, essendo la madre sempre rimasta in ottimi rapporti col prete ‘diverso’, uno che sfidava lo status quo dei poteri, istituzionali quanto malavitosi. Nell’ottobre del 1990 furono molte le occasioni in cui si comprese che le cose si stavano mettendo male ma Don Puglisi volle fare qualcosa di importante a tutti i costi e scelse di cominciare dai bambini, forse gli unici ancora non contaminati dall’indifferenza e dall’avidità criminale. Nel luglio 1992 il Cardinale Pappalardo elargì il necessario per comprare un Centro per Giovani e Don Puglisi scelse la zona del Brancaccio, a Palermo, uno dei quartieri peggiori della città. Cominciavano già ad arrivare tante offerte ma proprio nel 1992 venne ucciso prima Falcone, poi Borsellino. La sensazione di ‘essere lasciati soli’ non fu un privilegio dei magistrati coraggiosi, ma anche la condizione di Don Puglisi.Chi usa la violenza non è un uomo, è un animale” gridava il buon prete. A Palermo furono inviati seimila soldati ma a metà settembre, davanti alla propria casa, Don Pino Puglisi venne assassinato con un colpo di pistola alla nuca.

Christian Di Domenico è onesto, ammette di aver conosciuto il buon prete solo da bambino e per poco tempo. Forse il fatto di aver rifiutato di ascoltarne la voce lo ha tormentato ed ecco come, grazie al suo mestiere, iniziato proprio recitando all’oratorio, facendo provini fino a ottenere da giovane una parte importante al Teatro dell’Elfo per impersonare Laerte in Amleto, oggi ha la possibilità di farsi e di farci questo regalo: raccogliere tutta la documentazione esistente e i ricordi autentici della madre, le lettere, le cartoline e perfino una registrazione con la voce originale di Puglisi. Ha saputo mettere insieme tanto materiale e non solo mostrare il volto umano di un uomo che ha osato tanto, dando la vita pur di non chinare la testa, ma ha anche ripetuto, come spesso ricorda Roberto Saviano, i nomi dei cattivi, come Gaspare Spatuzza, i fratelli Graviano e Salvatore Grigoli, killer e ideatori dell’omicidio. Dal 25 maggio 2013, in occasione della beatificazione e del ventennale della morte di Don Pino Puglisi, Christian Di Domenico porta in giro questo suo racconto-spettacolo ovunque lo chiamino, sentendo l’urgenza di rendere onore alla memoria dell'eroico sacerdote. E chi lo ascolta francamente ne è contento.

 

Teatro Libero - via Savona 10, 20144 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/8323126, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: sabato 26 e lunedì 28 dicembre ore 21, domenica 27 dicembre ore 16
Biglietti: intero € 21, under 26/over 60 € 15, allievi scuola Teatri Possibili con TPCard € 10 (prime rappresentazioni € 3), studenti universitari con tesserino € 10, prevendita € 1,50

Articolo di: Daniela Cohen
Grazie a: Clarissa Mambrini, Ufficio stampa Teatro Libero
Sul web: www.teatrolibero.it

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