Tutto quello che le donne (non) dicono - Teatro Sala Umberto (Roma)

Scritto da  Andrea Cova Giovedì, 12 Novembre 2009 

Tutto quello che le donne (non) dicono – Teatro Sala Umberto (Roma)Dal 10 al 29 novembre. In un vorticoso turbinio di divertentissimi personaggi, disincantate riflessioni sulla disastrata società italiana e sulle bizzarre incoerenze dei politici che ci governano, arriva alla Sala Umberto di Roma la sagace ed intelligente ironia di Francesca Reggiani. Un monologo che scorre liscio come l’olio travolgendo letteralmente il pubblico con una valanga di risate e buonumore.

 

ITS Italia presenta

Francesca Reggiani in

TUTTO QUELLO CHE LE DONNE (NON) DICONO

Di Francesca Reggiani, Valter Lupo e Gianluca Giugliarelli

Regia di Valter Lupo

Non vi è ombra di dubbio: Francesca Reggiani è decisamente un esemplare in via di estinzione. Un esemplare di quella specie ormai purtroppo assolutamente rara che annovera le attrici capaci di coniugare talento, fascino, tagliente comicità, camaleontica capacità di immedesimarsi in innumerevoli personaggi e soprattutto l’intelligenza per lanciare uno sguardo lucido e tagliente, a tratti dolceamaro e a tratti invece caustico ed esilarante, sulle innumerevoli contraddizioni della realtà che ci circonda, dal disarmante palinsesto televisivo agli squinternati ed improbabili politici che dovrebbero tutelare i nostri interessi, dai vizi atavicamente insiti nell’italico patrimonio genetico sino all’accidentato percorso che si prospetta dinanzi ad una donna non più di primo pelo in cerca di un nuovo romantico e passionale amore. Questo ricchissimo bagaglio di doti viene decisamente esaltato dal nuovo spettacolo “Tutto quello che le donne (non) dicono”, che Francesca propone al pubblico romano dallo storico palcoscenico della Sala Umberto: un monologo di quasi due ore (alcuni episodi del quale ripropongono dei passaggi dall’omonimo libro pubblicato cinque anni fa ed accolto allora da un discreto successo editoriale) che regala al pubblico una serata di totale spensieratezza e divertimento, un vero e proprio one-woman show che solamente pochissime attrici italiane potrebbero concedersi di affrontare con altrettanta eleganza e naturalezza.

La prima spassosa maschera che ci accoglie allo schiudersi del sipario è quella della “ragazza semplice pronta per lo spettacolo a trecentosessanta gradi”: prototipo esasperato del plotone di ragazzine che farebbero di tutto pur di apparire qualche istante in televisione, la giovanissima ed “ingenua” fanciulla “sa che dovrà amare molto, che dovrà darsi anima e corpo, soprattutto corpo”, scelta di vita per lei assolutamente ineluttabile dal momento che si rende conto che “nella vita ci vogliono la bellezza e l’intelligenza, però sull’intelligenza pacche non me le hanno mai date”. Smessi i panni di questa smaliziata cacciatrice di fama e notorietà, Francesca Reggiani riprende questo stesso argomento rallegrandosi del fatto che le veline ora siano tutte al Parlamento Europeo sia perché lì non possono fare danni eccessivamente gravi (sicuramente molto peggio sarebbe lasciarsi operare da una velina cardiochirurga!) sia perché in questo modo esportiamo l’eccellenza del made in Italy: veline, meteorine, letterine e chi più ne ha più ne metta… D’altro canto Maria Perrusi, la Miss Italia recentissimamente insignita di scettro e fascia, ha dichiarato candidamente “Non so cantare né fare l’attrice né ballare, però ho cercato di dare il massimo” ed, episodio ancora più allarmante, la candida capolista del Pd Marianna Madìa si è presentata con lo slogan “Metto a disposizione la mia inesperienza”: dunque perché stupirsi se il tubo catodico è invaso da loschi figuri come tronisti e corteggiatrici? Parlando di questi argomenti è allora inevitabile che, in un battibaleno, Francesca venga posseduta dallo spirito ruvido e graffiante di Maria De Filippi la quale si erge a paladina degli sfortunati e magnanima elargitrice di bontà; d’altra parte la tostissima presentatrice si dichiara orgogliosa della sua coalizione di ferro di Amici, Uomini e Donne e Postini ed afferma pertanto di “avere i numeri sufficienti per poter fare tutto quello che le pare” (sovviene alla memoria il paragone con le parole da qualcun altro incessantemente ripetute nei telegiornali del nostro paese da qualche mese a questa parte...).

Cominciano a questo punto le incursioni ironiche e mordaci dello spirito comico dell’eccezionale mattatrice milanese tra gli ignari spettatori delle prime file: in particolare un compito ed elegante signore viene individuato come ideale mittente di una richiesta di aiuto indirizzata alla nostra “Maria nazionale” e si scatena su di lui una gragniuola di battute che scatenano fragorose risate in tutto il numerosissimo pubblico che gremisce il teatro. Non possono poi mancare ovviamente battute caustiche ed esilaranti sulla fittissima schiera di politici della prima, seconda e terza Repubblica che si accapigliano per accaparrarsi l’ambitissima “poltrona”; i riflettori vengono decisamente puntati sulle loro stranezze e debolezze al di là degli schieramenti e di considerazioni ideologiche: si va da Calderoli a Prodi, da Tommaso Padoa Schioppa a Buttiglione, dalla moda improvvisamente dilagante per squillo, escort e trans alle mirabolanti disavventure che negli ultimi tempi hanno travolto l’impero dorato del premier Berlusconi.

I momenti dello spettacolo forse maggiormente riusciti, arguti ed entusiasmanti li troviamo però snocciolati nella sua seconda parte e si tratta delle riflessioni dedicate alla quotidianità, ai molteplici ostacoli che ciascuno di noi deve affrontare e agli inconsueti stratagemmi che si escogitano per “tirare avanti la baracca”. Innumerevoli le tematiche affrontate in un crescendo di sagace umorismo: dall’incapacità degli italiani di pensare al bene della collettività e rispettare le regole (soprattutto quando sono al volante, magari dei loro Suv nuovi fiammanti) al cambiamento dei rapporti di coppia dopo la nascita di un bambino (“si rompe l’equilibrio nella coppia perché l’uomo sente la competizione col nuovo arrivato”), sino alla separazione che lascia una donna di mezza età affranta, sola e apparentemente priva di prospettive sentimentali mentre suo marito si ringalluzzisce immediatamente lanciandosi in nuove avventure. Un vero tripudio di battute, tutte all’insegna della più totale solidarietà con il troppo spesso vilipeso universo femminile: il mondo delle massaie che vedono i propri uomini scodinzolare davanti alle gonnelle di servizievoli ragazze dell’est con la pelle di porcellana, di quelle donne in odor di menopausa decisamente stufe del fatto che “la donna se ha i rotoli è un bidone, l’uomo rassicura”. Insomma la conclusione, evidente ed indubitabile, è che la gente farebbe veramente di tutto per “sturare il proprio tappo di solitudine”.

Una menzione particolare va poi dedicata ai personaggi imitati da Francesca in maniera brillante, originale e divertentissima: lo strampalato Vittorino Andreoli con le sue rigogliosissime sopracciglia, la sempre più tirata e traballante Patty Pravo, un’integerrima e fin troppo ricca di “buon senso” Mariastella Gelmini e soprattutto una irresistibile Sophia Loren (memorabile la sua descrizione della ricostruzione dell’Abruzzo con “Bertolaso che porta le assi del parquet e Berlusconi che pianta i chiodini”) rappresentano indiscutibilmente gli episodi più riusciti e coinvolgenti di questo strabordante ed intelligente spettacolo comico. Uno spettacolo che, in tempi di un grigiore soffocante come quelli che stiamo attraversando, ci regala una ventata di freschezza, allegria e spensieratezza. Una ventata da catturare decisamente al volo!

SALA UMBERTO

Informazioni: telefono 06/6794753

Botteghino: dal lunedì al sabato ore 10:30 – 19:00, domenica ore 14:00 – 17:00

Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17.30, secondo mercoledì ore 17

Biglietti: poltronissima 30,00€, poltrona 25,00€, galleria 20,00€

Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: Ufficio Stampa SVS

Sul web: www.salaumberto.it

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