Tutto bene, mamma? - Teatro Litta (Milano)

Scritto da  Venerdì, 11 Maggio 2012 
Tutto bene, mamma?

Dal 4 al 13 maggio. Tratto da una storia vera, questo spettacolo si svolge completamente al buio e racconta una vicenda semplice e per questo sconvolgente, tenera, innocente. Ed è proprio nell’incredibilità di questo caso che si riscopre la cronaca e il surrealismo, nel senso di superamento stesso della realtà. Una storia paradossale nella sua apparente immediatezza, attestata appunto da un fatto realmente accaduto.

 

 

Produzione Associazione Golden Ticket presenta 
TUTTO BENE, MAMMA?
di Gloria Mina

adattamento per il buio e regia Sergio Masieri e Gloria Mina

effetti sonori Khouildi Hatem

musiche tratte d: Franz Schubert

con Sofia Pauly, Laura Martelli, Luca Pernisco


La prima sensazione è stata quella di fare degli strani e inevitabili tic con gli occhi, una volta seduto in platea. Gli stessi che con un po’ di attenzione si notano nei non vedenti, che, forse soltanto per una convinzione psicologica, ti aiutano a comprendere meglio la realtà quando questa è completamente al buio. Già, perché in “Tutto bene, mamma?” di Gloria Mina lo spettatore non vede assolutamente niente. Si lascia guidare per mano al suo posto, si siede, ascolta un po’ imbarazzato il movimento e il respiro di chi (chissà chi) è già seduto nella sedia accanto. Nell’oscurità soffocante (non uno spiraglio o la lancetta luminosa di un orologio) viene da chiudere gli occhi, poi da riaprirli, ma senza differenza alcuna.

Gli stati d’animo? Curiosità, attesa, disagio. Poi comincia lo spettacolo e per 50 minuti non si accenderà nessuna minima luce. A questo buio ci si abitua con lo scorrere del tempo, si comincia a privilegiare l’udito, il tatto (per ogni sedia c’è un oggetto, parte più che scenografica della pièce), addirittura quando si è ormai a proprio agio, subentra una strana forma di infantilismo. Come lo so? Un paio di volte, durante la messinscena, mi sono alzato in piedi, dal mio posto al centro della platea. Nessuno ha detto niente, nessuno ha visto. Qualcuno avrà sentito un leggero tintinnio, avrà immaginato. Lo spettatore è libero.

I rumori, invece, protagonisti della drammaturgia, sono molto chiari: il tin del microonde, il driiin del telefono che squilla, il bi-bip del clacson. Tratta da una storia vera (Memphis, 1999, la regista è rimasta colpita da un trafiletto di cronaca nera letta su un quotidiano), l’idea di oscurare completamente il dramma per farlo vivere letteralmente allo spettatore è qualcosa di toccante e vincente. Un bambino, di soli nove anni, non comprende (o non accetta o non realizza) l’improvvisa morte della giovane madre, unico altro membro della famiglia, con la quale viveva un rapporto a dir poco simbiotico.

Tutto va avanti con una disgraziata normalità, quasi straziante, nel buio viscerale. Tra la scomparsa, la pena, gli strani giochi del cervello di fronte al dolore, la rimozione, i tratti di una società fredda e – appunto – buia che deve in qualche modo governare tutto questo.

La riscoperta degli altri sensi è sconvolgente, lo spettatore – quasi una cavia di questo esperimento al buio – ha la fortuna di collaudare se stesso mentre nessuno lo vede. Tuttavia l’assoluto desiderio di accentuare al massimo proprio questi altri sensi coinvolti, a causa dell’assenza della fisicità e della vista, rende la mise en scene più debole e scarna del necessario.

Un esempio che vale su tutti è la voce del bambino. Estremamente, troppo, enfatizzata. Come se si dovesse a tutti i costi ‘dimostrare’, fino a far uscire il sangue. Il risultato così è tra l’audiodramma in musicassetta e la voce di Andrea, il ragazzino del telefilm Kiss Me Licia di quando nove anni li avevo io. Chissà che effetto farebbe il dramma, sempre al buio, ma in punta di piedi. Peccato.

 

Teatro Litta (Sala La Cavallerizza) – corso Magenta 24, 20123 Milano

Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/8055882 – 02/86454546, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Orario spettacoli: da martedì a sabato ore 21, domenica ore 17, lunedì riposo

Biglietti: intero €13 - ridotti €9/10

 

Articolo di: Andrea Dispenza

Grazie a: Matteo Torterolo, Ufficio stampa Teatro Litta

Sul web: www.teatrolitta.it

 

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