Tutti, tutti dormono sulla collina - Teatro Elfo Puccini (Milano)

Scritto da  Venerdì, 21 Novembre 2014 

I libri si dividono in tre categorie: inutili, passabili e imperdibili. Il grosso volume del giornalista marsalese Giacomo Di Girolamo Dormono sulla collina. 1969-2014 appartiene, senza dubbio alcuno, alla terza categoria. Si avvicina oltretutto Natale, e potrebbe essere un'ottima idea per un regalo. Nella lettera a Gesù Bambino bisognerà però premurarsi di aggiornare quest'ultimo sugli strani eventi accaduti in Italia negli ultimi 45 anni: una volta venuto a conoscenza di quali schifezze abbiano sporcato il suolo patrio nelle decadi trascorse, lui stesso farà in modo che la spedizione del testo avvenga con posta prioritaria.

 

TUTTI, TUTTI, DORMONO SULLA COLLINA
Giacomo Di Girolamo e gli attori Elena Arcuri, Marco Bonadei, Loris Fabiani, Silvia Pernarella, Bianca Pugno Vanoni e Vincenzo Zampa.
a cura dell'Accademia dei Lunanzi

 

Perché la memoria è una cosa importante, signori. Finché Umberto Orsini si lamenta dell'ignoranza dei giovani attori che non hanno mai sentito nominare i pilastri del teatro, siamo comunque all'interno di un ambito circoscritto - di sciagurati che coltivano velleità artistiche senza manco conoscere la terra sotto i loro piedi. Ma la faccenda, purtroppo, è ben più grave: un mucchio di persone non sa per quale motivo il 12 dicembre e il 2 agosto siano date da ricordare, e da tenere ben scolpite nella mente. Falcone e Borsellino? Mah, forse due figurine Panini, introvabili come l'introvabile Pizzaballa.

Book City è un'iniziativa pregevole, ma ciò a cui abbiamo assistito sabato 15 novembre dentro la Sala Bausch, all'Elfo, era molto di più: un reading appassionato, che travalicava il concetto stesso di reading. Gli interpreti - tutti su per giù trentenni - avevano in mano un copione con dei passi del lavoro di Di Girolamo, ma c'era - evidente da parte loro - la volontà di buttar via quegli appunti d'impiccio e fare uno spettacolo, vero e proprio, su quegli argomenti.

Tutti bravi, dal primo fino all'ultimo. Vincenzo Zampa, Bianca Pugno Vanoni, Silvia Pernarella, Loris Fabiani, Marco Bonadei, Elena Arcuri, ovvero l'Accademia dei Lunanzi. Attori “della madonna”, che non perderanno un grammo del loro talento anche nel caso in cui la vita non regali ad essi il successo di massa che meritano. Bianca e Silvia, in particolare, hanno iniettato nelle proprie corde interpretative un litro di carica emotiva in più: benzina che non inquina l'ambiente, bensì lo purifica. Elena - a mio personale avviso la donna più simpatica del mondo - ha allentato la tensione di alcuni monologhi con un intrattenimento musicale che all'apparenza - ma solo all'apparenza - era piano bar. In realtà quelle note contenevano ben altro...

Non solo bombe, in questo beneamato belpaese nel quale per fortuna (o purtroppo) ci è capitato di nascere e crescere. Tra una strage e l'altra, tra mafiosi e 'ndranghetisti che si concedono cene luculliane con gli uomini dello Stato, abbiamo avuto pure i nostri momenti di distensione. Ecco, l'unico appunto critico che mi sento di muovere all'autore del libro e agli allestitori della performance è il seguente: comprendo l'indignazione di fronte alla superficialità del popolo italico nella sua (quasi) totalità, ma questo cosa vuol dire? Che la Rai avrebbe dovuto chiudere per lutto i varietà? Niente Canzonissima, niente Milleluci e altri programmi che hanno segnato la storia del costume solo perché dei matti hanno seminato il terrore nelle strade di Milano, Brescia, Palermo eccetera eccetera eccetera?

Ci stava pure il Drive in di Ricci negli anni Ottanta, ci stava tutto: qualcuno potrebbe aver da ridire sulla qualità di quegli sketch, ma hanno pur sempre regalato attimi di ilarità a un popolo che altrimenti rischiava di annegare in una valle di lacrime. Tutte prefiche a vita, solo perché l'ex ballerino Valpreda è stato accusato ingiustamente della tragedia di Piazza Fontana, o perché la morte dell'anarchico Pinelli è stata tutt'altro che accidentale? Ci vuole anche un po' di sorriso a questo mondo, diamine.

Ci vuole l'humour flemmatico di Di Girolamo - che tra una serie di monologhi e l'altra ha divertito l'uditorio con motteggi arguti - ma ci vuole pure Scommettiamo che... . E il 23 maggio 1992, giorno della Strage di Capaci, Michele Guardì ha fatto bene a voler andare in onda col suo show, nonostante tutto. Cosa avrebbe dovuto fare la tv di Stato, trasmettere un episodio della Piovra? La gente sapeva del terribile fatto di cronaca avvenuto in giornata, e fino a prova contraria aveva il diritto di distendere un po' i nervi con Frizzi e la sua risata fragorosa.

Ma questo ragionamento appena fatto è una nota a margine. Ciò che conta è che in Sala Bausch abbiamo assistito a un esperimento, e l'esperimento è risultato pienamente riuscito. Speriamo che al più presto questo reading così insolito - per la carica di adrenalina che vi hanno messo dentro i protagonisti - divenga al più presto uno spettacolo. Se questo accadrà, sarà una pièce imperdibile. Imperdibile come Dormono sulle colline di Di Girolamo. E come Non al denaro non all'amore né al cielo, il concept album di Fabrizio De André a cui fa riferimento il titolo del saggio.

Questa recensione è dedicata al “bardo” di Genova e a Fernanda Pivano, che con amore tradusse Spoon River e, con indomabile sentimento, fece lo stesso con mille altre capolavori della letteratura. Entrambi ora riposano sulle colline. Speriamo non dormano, perché abbiamo tutti bisogno di angeli custodi come loro che veglino su di noi.

 

Teatro Elfo Puccini (Sala Bausch) - corso Buenos Aires 33, 20124 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/00660632, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: sabato 15 novembre, ore 17.00
Biglietti: ingresso gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili

Articolo di: Francesco Mattana
Grazie a: Veronica Pitea, Ufficio stampa Teatro Elfo Puccini
Sul web: www.elfo.org - www.bookcitymilano.it

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