Tutta colpa degli uomini - Teatro De’ Servi (Roma)

Scritto da  Domenica, 21 Febbraio 2010 
tutta colpa degli uomini

Dal 16 febbraio al 7 marzo. Un trentesimo compleanno decisamente pieno di sorprese ed imprevisti per la stravagante, impulsiva ed affascinante Cecilia. Approda sul palcoscenico romano del Teatro De’ Servi la brillante commedia firmata da Francesco Brandi, un affresco colorato e vivace del sempre più complesso universo sentimentale ed affettivo dei trentenni d’oggi. Protagonista la frizzante ed impetuosa Margot Sikabonyi, accompagnata in scena da un cast perfettamente affiatato, per due ore di totale spensieratezza e buonumore.

 

 

Al Teatro De’ Servi

Dal 16 febbraio al 7 marzo 2010

Bis 3000srl e Mismaonda presentano

TUTTA COLPA DEGLI UOMINI

Con Margot Sikabonyi, Angelo Colosimo, Marianna Valentino, Federico Palombarini, Silvia Paoli e Roberto Turchetta

Scritto e diretto da Francesco Brandi

 

Qualunque ragazza, vagheggiando il giorno in cui spegnerà le fatidiche trenta candeline sulla propria torta di compleanno, si immagina accanto una famigliola allegra e rumorosa con un marito splendido e premuroso e per lo meno tre bambini festanti e spera che, prima di tagliare quel temuto traguardo, abbia anche raggiunto una soddisfacente realizzazione professionale. Per Cecilia, l’esuberante, curiosissima e inarrestabile protagonista della nostra avvincente storia questi sogni però purtroppo non si sono realizzati: ha appena mollato il fidanzato attore, assolutamente egocentrico, traditore fedifrago e riluttante a qualsiasi forma di responsabilità e convivenza e, per accudire la petulante madre reduce da un’operazione di lifting, ha anche perso l’ennesimo lavoro precario e mediocre. L’unico rifugio da questa sconfortante condizione esistenziale è rappresentato dall’amicizia solidale e profonda con Laura, la ragazza con la quale condivide l’appartamento e che caratterialmente rappresenta il suo perfetto contraltare grazie alla sua riflessività e alla matura solidità che contraddistingue il suo modo di affrontare le disavventure quotidiane. Da qualche tempo però anche Laura nasconde un segreto che la turba e scuote nell’intimo la sua consueta imperturbabile serenità: nonostante sia sempre stata una convintissima eterosessuale, negli ultimi mesi ha visto inaspettatamente crescere in lei un impetuoso e spiazzante sentimento d’amore per Cecilia, una passione che non sa gestire né tantomeno confessare all’oggetto del suo desiderio. L’azione scenica si svolge interamente nel giorno del compleanno di Cecilia, in occasione del quale Laura sta organizzando una festa assieme ai loro amici più cari, con tanto di torta, festoni e palloncini: il confidente di quest’ultima, il fascinoso, cinico e pragmatico Piero, gay orgogliosamente dichiarato che lavora con lei in una galleria d’arte, le consiglia di sfruttare l’occasione di questo giorno di allegria e festeggiamenti per svelare la propria passione troppo a lungo tenuta sopita. Nel frattempo il maldestro e goffo fratello di Cecilia è in pieno dramma emotivo visto che Martina, la sua promessa sposa, passionale e dirompente farmacista con cui dovrebbe convolare a nozze dopo pochi mesi, gli ha confessato di aver intessuto una storia parallela col focoso Pablo. In un turbinio di colpi di scena, esilaranti equivoci e scoppiettanti battute, è facile immaginare come queste premesse possano condurre a uno spettacolo estremamente piacevole e divertente per lo spettatore, sino a raggiungere un finale all’insegna dell’ottimismo, della speranza per il futuro e del coraggio del cambiamento.

La commedia reca la firma di Francesco Brandi, recentemente insignito del prestigioso premio Flaiano per il teatro, che dirige anche lo spettacolo con una regia asciutta e piacevolmente essenziale, perfetta per mettere in luce il valore intrinseco del testo portato in scena ed il talento e la sensibilità della compagnia di giovani attori che gli dà voce, corpo ed intensa espressione. Una scenografia variopinta, gioiosa e curata nei minimi dettagli ci proietta direttamente all’interno dell’appartamento di Cecilia e Laura, luogo centrale in cui si dipana l’azione scenica e in cui si accendono subitanee passioni e gelosie, sorgono bizzarri malintesi e si plasma l’originale atmosfera di disinvolta e leggera spensieratezza che fa da cornice all’intreccio narrativo. Attraverso la potente arma dell’ironia e mantenendo comunque la levità propria di una commedia brillante, vi è lo spazio per affrontare temi di scottante attualità come il precariato lavorativo, l’incapacità di affrontare con serenità il naturale trascorrere degli anni e il conseguente, talora grottesco, ricorso alla chirurgia plastica e soprattutto la scarsa maturità sentimentale che contraddistingue la maggior parte dei trentenni della nostra epoca, proprio come le protagoniste della pièce teatrale che cercano risposte e suggerimenti in manuali d’amore ben poco scientifici, come delle aspiranti Bridget Jones in fervida attesa del principe azzurro.

A donare però una marcia in più a questa accattivante commedia sono gli attori in scena, tutti perfettamente affiatati e calati nei rispettivi personaggi. In primo piano, nel ruolo della stralunata, pasticciona ma adorabile Cecilia, una giovane attrice particolarmente cara alle platee televisive italiane, ovvero Margot Sikabonyi, la Maria di “Un medico in famiglia” che abbiamo visto crescere e maturare nel corso delle sei stagioni di questa amatissima serie televisiva. Nel passaggio dall’alveo confortevole e rassicurante delle telecamere della fiction alle assi del palcoscenico sorprende la sua vivace disinvoltura e la padronanza tecnica ed espressiva con cui Margot conferisce vita ed intensità al personaggio decisamente “sopra le righe” di Cecilia. Un plauso deciso e meritatissimo va poi tributato a Silvia Paoli, che tratteggia con sensibilità ed intelligenza il conflitto interiore di Laura (davvero irresistibile, spassoso e allo stesso tempo emozionante, il breve monologo in cui la ragazza cerca di escogitare le parole giuste per dichiarare il proprio amore all’amica di sempre, finora completamente ignara di questo sentimento puro e fin troppo a lungo tenuto nascosto) e a Roberto Turchetta, che interpreta con magistrale eleganza e grande carisma il ruolo di Piero, il quale, dietro il suo apparentemente freddo e cinico distacco, cela un animo profondo e una capacità di analizzare in maniera onesta e disincantata la realtà circostante. La sua è una perfetta voce narrante, capace di contrappuntare con le proprie lucide ed ironiche riflessioni la baraonda di bizzarri eventi che travolgono i suoi amici, preda di dinamiche emotive incontrollabili e stranianti. Infine una doverosa menzione al personaggio più simpatico, macchiettistico, espansivo ed effervescente, il pasticciere calabrese Salvatore, portato in scena con eccezionale vivacità e brio dall’ottimo Angelo Colosimo.

Uno spettacolo per interrogarsi ancora una volta sulla complessità dei rapporti di coppia, su come le donne siano spesso allo stesso tempo vittime e carnefici dei propri uomini ai quali attribuiscono tutte le loro frustranti insoddisfazioni ma dei quali non riescono assolutamente a fare a meno. Uno spettacolo al quale, con nostra sincera gioia, sta arridendo un considerevole successo nelle sue prime rappresentazioni romane, sia in termini di presenze che di consenso entusiasta da parte del pubblico, e che certamente vi consigliamo per trascorrere una serata di piacevole ed intelligente spensieratezza.

 

Teatro De’ Servi – via del Mortaro 22, Roma

Per informazioni: telefono 06/6795130, sito internet www.teatroservi.it

Orario degli spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21, sabato ore 17.30 e 21, domenica ore 17.30, lunedì riposo

Prezzi dei biglietti: platea (intero 20€, ridotto 16€), galleria (intero 17€, ridotto 14€)

 

Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: Ufficio Stampa Fabighinfanti

Sul web: www.teatroservi.it

 

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