Tu es libre - Teatro i (Milano)

Scritto da  Sabato, 25 Novembre 2017 

Dal 15 novembre all'11 dicembre è in scena al Teatro i di Milano “Tu es libre”, testo scritto da Francesca Garolla in residenza presso la Charteuse de Villeneuve lez Avignon e finalista al Premio Riccione per il Teatro 2017. Con la regia di Renzo Martinelli, in scena la storia di Haner, la storia di ciò che è restato di Haner a Parigi da quando lei non c'è, da quando è partita perché voleva la sua libertà e nessuno pare aver capito questo. Un fatto semplice, Haner è partita perché la sua libertà era in Siria, col velo sul capo e il fucile al cuore.

 

Produzione Teatro i presenta
TU ES LIBRE
di Francesca Garolla
regia Renzo Martinelli
con Liliana Benini, Maria Caggianelli, Francesca Garolla, Viola Graziosi, Alberto Malanchino, Alberto Onofrietti
luci Mattia De Pace
suono Diego Dioguardi
assistente alla regia Riccardo Motta
organizzazione Lela Talia
distribuzione Andrea Maltagliati

 

Siamo in attesa delle deposizioni a registratore acceso.
Le deposizioni della madre, del padre, dell'amica, di lui, il fidanzato.
Le deposizioni servono a cercare la verità dei fatti, si deve capire come le cose sono andate, come sono andate veramente.
A chi servono davvero le deposizioni questo resta un mistero, se a chi depone o a chi ascolta.
In ogni caso, la verità sembra essere il primo ed unico obiettivo. La verità serve, dicono.

La madre non sa nulla di più, non la conosce più la Haner di cui le si chiede, lei conosceva la Haner che leggeva l'Iliade e l'Haner che porta lo stesso nome di Andromaca, perché Andromaca significa “uomo in battaglia”. La madre si dispera perché è madre, una madre per cui tanto è il dolore che vede lo stesso cielo tutti i giorni e i sette cieli che vedeva Haner lei non li vede.

Haner è una ragazza francese con le mani grandi che l'Iliade la sa a memoria, sa a memoria quell'edizione che fu del padre, quel padre che la ama al punto da poter accettare di non capirla, forse. Haner si è cercata, si è cercata nel velo che ha indossato perché le andava di vedere se si intonasse o no al suo viso, certo che sa cosa significa indossare il velo! Ma le andava, le andava perché lo voleva capire che la libertà può avere il capo velato, perché quella era la sua. L'amica dell'università di Haner ce lo dice che da un po' di tempo era strana, non usciva più, diceva cose strane.

Lui, il fidanzato di Haner, la ama, la ama follemente, “tu Haner li vuoi dei bambini?” e non ci crede lui che non ci sia più, che Haner se ne sia andata, perché gliel'aveva raccontato com'era, che là in Siria le donne incinte muoiono nei bar o in fila alla Asl e muoiono anche dodici persone alla volta se qualcuno, per la sua libertà, decide di ammazzarli. Questo lui ad Haner gliel'aveva detto. Scegliere tra la pace e la guerra, forse non è troppo diverso dallo scegliere tra due tappi perfettamente uguali, ma l'uno rivolto verso l'alto, l'altro verso il basso. E' sempre lo stesso tappo. Haner ha scelto la sua libertà di scegliere, a costo che tale scelta implichi delle armi, a costo che essa implichi la morte.

Haner la sua libertà se l'è andata a prendere, se dalla violenza o dalla morte stessa questo non lo sapremo mai, perché si potrebbe dire che è andata a prenderla da quella che lei può chiamare vita. “Tu es libre” è un buco nel tempo e nello spazio, un inciampo che costringe a fermarsi, che costringe non a prendere una posizione, non ad avere una opinione, non a giudicare i cattivi e ad elogiare i buoni, ma costringe a vederle tutte insieme ed una alla volta le possibilità. Quante cose può significare la parola libertà? Quante cose può significare la parola terrorista? Quante cose può significare che una ragazza francese di nome Haner è partita per andarsela a prendere la sua libertà? Non siamo i buoni, non siamo i cattivi, ci siamo dentro alla guerra, “che sta anche sotto il letto” e siamo Ettore quanto Achille.

Francesca Garolla, come autrice ed interprete, e Renzo Martinelli alla regia sono riusciti dimostrare che ciò che serve non è la verità, perché quella della madre, del padre, dell'amica e di lui, il fidanzato, di Haner sono tutte verità, ma a cosa serve la verità, a cosa serve arrampicarsi all'indietro per ricostruire fatti e dettagli se Haner se n'è andata, se il dolore di madre non passa, se delle persone moriranno per mano di Haner, se l'amica è anche stanca di ripetere quello che ha già detto.

Alla nuova produzione di Teatro i, con Liliana Benini, Maria Caggianelli, Francesca Garolla, Viola Graziosi, Alberto Malanghino e Alberto Onofrietti, ha il dovere di partecipare chiunque abbia ancora spazio per porre sul piatto del dubbio la propria giustezza, chiunque sia disposto a far cadere la sedia della propria certezza, chiunque non abbia paura di ammettere che non lo sa che cos'è la libertà.

 

Teatro i - via Gaudenzio Ferrari 11, 20123 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/8323156 - 366/3700770, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: mercoledì/sabato ore 19.30, giovedì/venerdì/lunedì ore 21, domenica ore 17, martedì riposo
Biglietti: intero 18 euro / convenzionati 12 euro / under 26 11,50 euro / over 60 9 euro / giovedì vieni a teatro in bicicletta 7 euro

Articolo di: Carla Nigro
Grazie a: Ippolita Aprile, Ufficio stampa Teatro i
Sul web: www.teatroi.org

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