Troia’s Discount - Teatro Elfo Puccini (Milano)

Scritto da  Giovedì, 07 Aprile 2011 
Troia's Discount

Dal 5 al 10 aprile. “Innescare il rogo di Troia per fare lampeggiare la possibilità di un eroico riscatto che svegli il torpore di un’esistenza ordinaria, precostituita, asfittica”. La vampa di “Troia’s Discount” di ricci/forte si accende a Milano, seguito da “Macadamia Nut Brittle” e “Pinter’s Anatomy” - prossimamente in cartellone - e sazia lo spirito di qualsiasi spettatore con il suo pasto indigesto, dal sapore pop, crudo ed estremo.

 

 

Ricci/forte, in collaborazione con Festival internazionale Castel dei Mondi, Asti teatro, Benvenuti presentano

TROIA’S DISCOUNT

con Anna Gualdo, Fausto Cabra, Chiara Cicognani, Alberto Onofrietti, Giuseppe Sartori

movimenti scenici di Marco Angelilli

style concept di Simone Valsecchi

light designer Danila Blasi

assistente regia Elisa Menchicchi

regia di Stefano Ricci

 

Comincia con Virgilio e finisce con Lady Gaga.

Così si compie un giro mozzafiato lungo il cerchio di ricci/forte, bad boys del teatro italiano di fama internazionale. Un giro a bordo dei carrelli di un discount, aggrappati – come le disgrazie umane che attanagliano – a un modello banale, comune e avvilente di asse da stiro, oppure con la propria flebo conficcata nella vena.

Sono così i due registi trasgressivi e ammaliatori, protagonisti della sperimentazione più dissacrante di questi ultimi anni. Raccolgono contenuti estremi e li rinchiudono dentro a una pentolaccia presa a bastonate, fino a quando non esplode. Nel caso di “Troia’s Discount” si lasciano a terra lamenti e solitudini, cornflakes e desideri sessuali, frustrazioni violente e dolci consolazioni di cuori esposti in maniera diversa. Di alcuni il battito è percettibile a occhio nudo, perché di quei corpi prevale solo la vergogna e non resta altro che un sottilissimo strato di pelle, da cui si vede, appunto, il movimento del muscolo. Di altri, il battito, si percepisce appena perché coperto da una ridicola maglia con Lisa Simpson.        

Così come questa descrizione, la strategia dei due enfants terribles, che conduce allo sconvolgimento, è quella di esporre una serie di visioni fisiche, una dopo l’altra, senza troppe mezze misure.

Come se fossero schiaffi improvvisi a cui si deve prestare attenzione.

Per questa serie di sberle da dare allo spettatore i registi partono da un pretesto di notevole importanza storico-letteraria come l’Eneide. La riempiono di spine, la strizzano, se ne impossessano, la leccano.

Troia's DiscountCosì la catarsi di Eurialo e Niso avviene in maniera spontanea: da profughi guerrieri sono ora due sbandati contemporanei, con la tuta della Nike, che hanno la forza di due sfasciacarrozze e un supermercato tutto per loro, il ring in cui si svolge l’intera mise en scene. Nello stesso campo di battaglia arriva un altro schiaffo, quello di Didone, stanco e provocante corpo muscoloso in tacchi altissimi – le scarpe di ghiaccio – per lamentare la sua solitudine. E poi le donne, vittime dell’amore, prigioniere dei carrelli della spesa, inadeguate regine soppresse dai sistemi che trinciano l’anima, le scarpe ammassate e i vestiti da togliere, da perdere o da far indossare ad altri.

Tutto grigio e annebbiato come quando sullo sfondo fuma qualcuno, come quando i fari di una macchina ti abbagliano ed esce qualche farabutto che ti stupra, come quando si è completamente persi in una banlieue di palazzi abbandonati e asfalto.

Teppisti, stuprate ed eccitati si ritrovano tra i rimasugli emotivi di un supermercato. Ovvero tra quello che ci ha condizionato a punto tale da farci camminare con una flebo appesa al braccio, che ci ha portati sul punto di esplodere, proprio come il contenuto di una pentolaccia presa a bastonate.

L’ingenua rivolta che si innesca è fatta di desideri sessuali urgenti che prendono vita, di discorsi animati da parole spinte e dirette. Di urla potentissime che sovrastano i simboli di una cultura pop, sottomessa, sola.

Cosa riduce così, altro non è che “il pervasivo totem del consumo globale e coatto”, di quello che vogliamo a tutti i costi, uomo, donna, oggetto che sia, senza renderci conto che il desiderio si tramuta in violenza. Il consumismo con il quale siamo stati battezzati, come se il carrello fosse la nostra culla e i cereali dello scaffale la nostra acqua santa. Quel fenomeno che ci porta a confondere i confini, a esternare a chiare lettere che oramai siamo arrivati al punto di amare solo quello che non possiamo avere.

Con questi ultimi spasmi, cosa rimane? Abbozzare un ballo sulle note di Che cos'è l'amor/ chiedilo al vento/ che sferza il suo lamento sulla ghiaia/ del viale del tramonto

Gli attori della compagnia sono tutti epidermicamente toccanti.

In un teatro che si muove per suggestioni, concetti, immagini, colori e corpi nudi è indispensabile l’importanza di ogni loro singolo respiro, e loro respirano in maniera studiata, sofferta, violentata, estremizzata come se fossero davvero persi tra le metafore più crude di un centro commerciale, col sangue della flebo che può schizzare dappertutto da un momento all’altro.

Il marchio di fabbrica di ricci/forte – magari furbo e ripetitivo per chi l’ha già visto –  in questa pièce lo spettatore lo riconosce fin da subito. Eppure è d’effetto, non si può attaccare. La regia è sapientemente bulimica ed efficace, chi guarda è continuamente attratto da suggestioni e concetti, visivi o esternati,  grammaticalmente anche solo tra sospiri al microfono.

Corpi nudi sul palco mentre si entra in platea e si prende posto.

Cartoon per divertire, nastro adesivo per tacere.

Baci e implorazioni di fellatio omosessuale e scariche di un uso del corpo in quell’instabilità così equilibrata tra la ferocia e l’erotismo che ricci/forte sanno portare.

Bravi. Dedicato a chi non sa cosa sia il senso del pudore e a chi vuole scoprire il progetto teatrale per la prima volta.

“Troia’s Discount” è preciso e schizofrenico, dolce e violento, la critica al consumo è giusta, contemporanea, fuori dagli schemi, pop, erotica, ammaliante, surreale e creativa.

 

Teatro Elfo Puccini (Sala Fassbinder) - corso Buenos Aires 33, 20124 Milano

Per informazioni: telefono 02/00660606

Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 16

Durata: 90' senza intervallo

Biglietti: intero euro 30 - martedì biglietto unico euro 19 - giovani < 25 anni euro 15 - anziani > 65 anni euro 15 - gruppi scuola euro 11

 

Articolo di: Andrea Dispenza

Grazie a: Francesco Paolo del Re, Ufficio Stampa Ricci/Forte

Sul web: www.ricciforte.comwww.elfo.org

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