Tres - Teatro Sala Umberto (Roma)

Scritto da  Sabato, 19 Ottobre 2013 

Dall'8 al 27 ottobre. La commedia impudica e tagliente, moderna e seducente di Juan Carlos Rubio, giovane drammaturgo spagnolo dalla penna tanto affilata da essere stato frequentemente accostato al cinema di Almodovar, debutta in prima nazionale al Sala Umberto di Roma, promettendo un dipanarsi dell'intreccio narrativo denso di esplosivi colpi di scena ed una non comune capacità di investigare tra gli abissi di solitudine del quotidiano e le segrete aspirazioni coltivate nell'animo delle tre protagoniste. Tre donne comuni avvicinate da un rimpianto, la mancanza di un figlio, che si tramuterà in un progetto bislacco all'insegna di un modello familiare tutt'altro che tradizionale, comunanza di affetti lontana da schemi rigidi preconfezionati. Tre grandi attrici, Anna Galiena, Marina Massironi e Amanda Sandrelli, magistralmente dirette dall'estro creativo, dall'esperienza e dal fervido entusiasmo di una quarta donna, Chiara Noschese. Senza tanti giri di parole, "Tres".

 

  

Enzo Sanny presenta
Anna Galiena, Marina Massironi, Amanda Sandrelli e Sergio Muniz in
TRES
una commedia di Juan Carlos Rubio
traduzione Isabella Diani
adattamento Pino Tierno
produttore esecutivo Tiziana D’Anella
regia Chiara Noschese

 

 

Sullo sfondo di apparente levità e disimpegno dipinto dalla brillantezza hi-tech della sontuosa scenografia (peraltro concepita dalla stessa Noschese) e dal modo scanzonato e libertino di affrontare l'esistenza che contraddistingue le tre protagoniste - Marisa, Angela e Carlotta - si cela una realtà diametralmente diversa fatta di disagio emotivo, profonda insoddisfazione, naufragi affettivi, difficoltà nello sbarcare il lunario, cicatrici di infedeltà e abbandoni subiti. Tre percorsi di vita enormemente diversi e ad un tempo più similari di quanto si potrebbe mai immaginare: trascorsi ormai anni dal periodo della scuola nell'istituto delle Immacolatine, una rimpatriata nostalgica offre l'occasione per rintrecciare le fila di rapporti di amicizia ormai sepolti sotto le polveri del tempo, svelando inesorabilmente i pochi successi e gli esorbitanti fallimenti che hanno costellato il loro burrascoso passato.


La fascinosa Marisa (interpretata da Anna Galiena) è una conduttrice televisiva affermata che però nasconde, dietro abiti sfarzosi e un arredamento all'avanguardia da lei disegnato con gusto ricercato, lo sconforto per un successo teatrale e cinematografico mai realmente raggiunto e soprattutto l'assenza di solidi punti di riferimento affettivi. Il suo balsamo lenitivo lo ritrova nei liquori ingurgitati senza soluzione di continuità e nello stordimento offerto dalle droghe leggere.
La dimessa ed ingenua Angela (ne veste i panni Amanda Sandrelli) dopo oltre vent'anni ricontatta telefonicamente Marisa per proporle di organizzare una rimpatriata con le compagne di classe di un tempo. L'esistenza dinanzi a lei ha tracciato un sentiero decisamente irto di asperità: il suo lavoro da insegnante le consente a malapena la sopravvivenza quotidiana; ha perso suo marito ormai da alcuni anni ma il dolore di questa morte improvvisa ancora fa sentire il suo morso con immutata ferocia. Nessuna prospettiva di cambiamento sembra apparentemente possibile per lei.
Infine completa questo vulcanico terzetto la graffiante ironia di Carlotta (ruolo magnificamente indossato da un'effervescente Marina Massironi), ai tempi dei banchi di scuola la classica cicciottella insicura; reduce da un matrimonio fallito con tanto di tradimento ad appesantire il suo già alquanto demoralizzato ego, ha perso molti chili conquistando un'avvenenza mai prima conosciuta, ed ora si divide tra una promettente carriera di avvocato, qualche uomo usa e getta con cui divertirsi all'occorrenza ed il suo gatto, unica presenza ad accompagnare stabilmente le sue giornate.


Il tempo di rievocare i lontani giorni dalle Immacolatine e raccontarsi avvenimenti, sensazioni, delusioni e traguardi raggiunti, ed ecco che le personalità delle tre cominciano a riaffiorare dal manto di convenevoli e smancerie tipici del ritrovarsi. In particolare gli strali di aspro sarcasmo che Marisa e Carlotta si scagliano contro non sono affatto cambiati dagli anni della giovinezza. Progressivamente emergono debolezze, mancanze, desideri inappagati, primo tra tutti, condiviso all'unisono dalle nostre tre eroine, quello della maternità. Si insinua allora, strisciante e suadente, una bizzarra idea; reclutare l'uomo ideale e convincerlo ad aiutarle a rimanere incinte allo stesso momento, così da condividere gravidanza e allevamento dei rispettivi pargoletti dando vita a un modello di famiglia sui generis, il cui collante sia l'affetto sincero e non norme rigidamente codificate dalla società o dalla morale religiosa.
Chi sarà il prescelto per questo impegnativo compito? Il pensiero ancora una volta corre rapido indietro nel tempo e il ricordo della gentilezza e bellezza di Alberto, nipote del custode del loro collegio, nonchè delle amorevoli premure che riservava loro con grande attenzione lo rende il candidato ideale! Se poi a questi presupposti si aggiunge il fatto che il trascorrere degli anni ha donato al loro ipotetico paparino copiosi doni quali charme, naturale eleganza e non comune prestanza fisica (a vestirne i panni quel portatore sano di fascino iberico che risponde al nome di Sergio Muniz), si può immaginare che un patatrac emozionale, foriero di colpi di scena e abbondanti risate per lo spettatore, si nasconda giusto dietro l'angolo. E forse anche qualche segreto di troppo, custodito dalla più insospettabile delle tre future mamme, pronto prima o poi a deflagrare inesorabilmente...


Uno spettacolo realmente gustoso e piacevole, capace di coniugare in maniera equilibrata la causticità e carnale capacità seduttiva della commedia spagnola con la tradizione di indole più familiare e rassicurante del teatro brillante italiano. La drammaturgia istintiva ed accattivante di Juan Carlos Rubio ben si sposa con la regia pulita e dinamica di Chiara Noschese; sullo sfondo di una scenografia di grande ricchezza visiva e di una morbida colonna sonora di matrice latina, ad essere privilegiato è il ritmo incalzante della narrazione che, se nel primo atto indugia con maggior accuratezza sui profili psicologici delle tre protagoniste, nelle sequenze finali innesca un pirotecnico susseguirsi di sorprese a ripetizione. Con tre attrici di razza come quelle sul palcoscenico del Sala Umberto dal punto di vista interpretativo non possiamo che attenderci - rimanendo puntualmente soddisfatti - guizzi recitativi di grande originalità e una costante intensità espressiva. Al bando i protagonismi da dive, si impongono la professionalità e un'inopinabile armonia, che contribuiscono a rendere la commedia un vero e proprio meccanismo ad orologeria di comicità e sentimento. Straripante fascino ed ironia Anna Galiena, irresistibile nella miriade di accenti del suo universo attoriale Marina Massironi, sempre in parte e sorprendente nelle sequenze conclusive Amanda Sandrelli. Infine ci sia concesso un elogio anche all'unico uomo, cui è attribuito il gravoso compito di fronteggiare da solo cotanto ciclone di femminilità: Sergio Muniz si districa con competenza ed entusiasmo in questo gineceo-ginepraio e, scrollandosi di dosso i classici pregiudizi che marchiano a vita i partecipanti ai talent show o alle fiction televisive, si dimostra assolutamente all'altezza con un'interpretazione incisiva e appassionata.
Nessun preciso messaggio o intento moralizzatore, nessuna prospettiva prettamente femminista o progressista, semplicemente nel testo di Rubio e nella pregevole messinscena proposta da questo quartetto di artiste italiane si percepisce il desiderio di intrattenere con intelligenza ed audacia. Ed il pubblico, mettendo da parte provincialismi e manierata pudicizia, ricambia generosamente affollando lo storico teatro romano e salutando gli interpreti al calare del sipario con calorosissimi applausi.

 

 

Teatro Sala Umberto - via della Mercede 50, 00187 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6794753
Orario botteghino: dal lunedì alla domenica ore 10-20
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21, sabato ore 17 e ore 21, domenica ore 17, secondo mercoledì (16 ottobre) ore 17
Biglietti: platea €32, balconata €23

 

 

Articolo di: Andrea Cova
Grazie a: Silvia Signorelli, Ufficio stampa Teatro Sala Umberto
Sul web: www.salaumberto.com

 

 

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