Trappola per topi - Teatro Vittoria (Roma)

Scritto da  Sabato, 08 Dicembre 2018 

Dal 6 al 16 dicembre. E' tornata Agatha Christie sul palco del Teatro Vittoria di Roma! La commedia gialla più famosa e rappresentata al mondo (dal 1952 ad oggi, 66 anni e oltre 25.000 repliche ininterrotte), “Trappola per topi”, nella fedele versione della Compagnia Attori&Tecnici, si conferma spettacolo godibilissimo ed una perfetta combinazione di mistery e humor.

 

Produzione Attori & Tecnici presenta
TRAPPOLA PER TOPI
di Agatha Christie
regia Stefano Messina
traduzione Edoardo Erba
con Claudia Crisafio, Stefano Messina, Carlo Lizzani, Annalisa Di Nola, Roberto Della Casa, Elisa Di Eusanio, Sebastiano Colla, Massimiliano Franciosa
scene Alessandro Chiti
costumi Isabella Rizza
musiche Pino Cangialosi
luci Emiliano Baldini

 

Ancora una volta la brillante Compagnia Attori&Tecnici omaggia la Regina del Giallo Agatha Christie riproponendo sul palco dello storico teatro testaccino Trappola per topi”, lo spettacolo più rappresentato al mondo ed emblema della commedia gialla. Non è certo una novità per la Compagnia che si è già cimentata con altri cult della scrittrice inglese, da “La tela del Ragno” ad “Assassinio sul Nilo”, passando per diverse edizioni dello stesso “Trappola per Topi”. L'intento dichiarato e centrato dal regista Stefano Messina, che si affida alla traduzione di Edoardo Erba, si conferma quello di mantenere intatti i toni e l'atmosfera originali, senza troppi rimaneggiamenti, perché per far funzionare questo perfetto congegno è necessario lasciarsi trasportare dal clima e dal periodo in cui è stato scritto. Sullo sfondo ci sono adozioni, maltrattamenti e sistemi giudiziari distorti ma questo non dà adito a riletture, approfondimenti e reinterpretazioni né ci sono trovate registiche d'impatto: lo spettacolo è pulito, fedele e godibilissimo. D'altra parte è questo ciò che da anni sempre garantiscono gli spettacoli della Compagnia Attori&Tecnici. La garanzia di attori validi ed affiatati, scenografie ricche, testi classici e brillanti, di humor e qualità. Ti siedi e sai che assisterai ad un buon prodotto d'impianto classico, curato, tradizionale e in qualche modo confortante.

Così è anche stavolta. Tutto si svolge nella locanda di Castel del Frate, rappresentata dalla (sempre) bellissima scena di Alessandro Chiti, dettagliata, elegante e d'atmosfera. Tra legno scuro, tendaggi, poltroncine di velluto, arredi d'epoca e il fuoco di un caminetto, siamo nel salotto principale di una bella dimora inglese di fine anni Quaranta. Le scale portano al piano superiore e le tante porte agli altri ambienti, mentre un'ampia vetrata al centro lascia vedere la neve fuori sempre più alta. Mollie e Giles, freschi sposi, accolgono con entusiasmo e inesperienza i primi clienti della loro nuova locanda; gli ospiti arrivano alla spicciolata e formano un gruppo variegato e quantomeno stravagante. Le tipologie degli strani personaggi si delineano poco a poco, mentre fuori la tempesta di neve infuria e un misterioso delitto avvenuto a Londra echeggia dalla radio. Poco dopo, a causa della bufera, con le strade chiuse e il telefono isolato, la locanda rimane tagliata fuori da tutto. Il primo atto dello spettacolo, che si chiude con un urlo e un omicidio, è preparatorio al dramma. Sarà il sergente Trotter di Scotland Yard, arrivato sugli sci, ad insinuare dubbi cercando l'omicida...

Abbiamo quindi un luogo ristretto, chiuso e inaccessibile, pochissima azione, un gruppo di personaggi tra cui si nasconde l'omicida e in cui tutti possono essere colpevoli e tutti sembrano avere qualcosa da nascondere. Gli elementi del giallo più classico ci sono tutti e sono gli stessi da cui Agatha Christie parte spessissimo nelle sue opere, giocandoci con genialità ogni volta in modo diverso. Nel corso della storia le ombre e la tensione psicologica aumentano e il clima familiare iniziale lascia il posto a diffidenza e sospetti, tutti contro tutti. L'inquietante leit-motiv della filastrocca sui tre topolini ciechi che accompagna l'intero racconto, ora fischiettata ora accennata al piano, aumenta il senso di inquietudine, insieme alle luci basse e al cigolio delle porte. L'opera è un mix di thriller, suspense e comicità ma nello spettacolo si sceglie di spingere particolarmente proprio sull'aspetto più leggero e comico. Ne perde molto l'atmosfera di mistero ma questo sembra non intaccare la presa sul pubblico, la cui curiosità rimane attenta per le due ore di spettacolo. Merito anche degli attori che, altro fondamentale marchio della Compagnia, offrono un'ottima prova d'insieme, affiatati, veloci e vicini nello stile interpretativo. Forzano l'aspetto comico riuscendo a mantenere spontaneità e naturalezza. E' difficile e forse ingiusto nominarne alcuni rispetto al resto del cast, tuttavia vanno citati Claudia Crisafio in quanto convincente interprete nel ruolo che più degli altri presenta sfumature psicologiche diverse e contrastanti; Carlo Lizzani perché, pur rendendo il suo Christopher Wren un personaggio fanciullesco e strampalato, è bravo a tenersi in equilibrio senza cadere nella macchietta; ed Elisa Di Eusanio che sa donare piglio, intensità e cinico umorismo alla signorina Casewell, personaggio che nell'opera della Christie passa quasi inosservato.

Trappola per topi”, che l'autrice definì non un dramma, non uno spettacolo dell’orrore, non proprio una commedia brillante ma con qualcosa di tutti e tre che accontenta la gente dai gusti più disparati, non è certamente uno dei suoi lavori migliori - i suoi veri capolavori per intrecci e genialità sono altri - eppure sembra racchiudere la combinazione perfetta di mistero ed ironia che ne fa il successo che è.

Tutto iniziò da un regalo di compleanno per la regina Mary. Nel 1947, in occasione degli 80 anni della sovrana e per accontentare il suo desiderio di un nuovo lavoro di Agatha Christie, la BBC trasmise un radiodramma di mezz'ora che la scrittrice aveva appositamente composto, ispirata da un fatto di cronaca accaduto poco prima. La storia di due fratelli, vittime da parte della famiglia adottiva di maltrattamenti tali da portare alla morte di uno dei due, aveva enormemente toccato la sensibilità pubblica, tanto da portare anche a dei cambiamenti sulle norme d'adozione. La Christie ne trasse il radiodramma e un racconto breve, “Tre topolini ciechi, pubblicato nel 1948 su Cosmopolitan. Cambiando poi qualche nome, lo adattò anche per il teatro e creò “Trappola per topi”. Affinché le due versioni non entrassero in conflitto e convinta che lo spettacolo non sarebbe rimasto in cartellone più di un anno, vietò la pubblicazione in Gran Bretagna del racconto originario fintanto che l'adattamento teatrale fosse stato in scena nel West End di Londra e di questo cedette i diritti al nipote allora dodicenne. Il 25 novembre 1952The Mousetrapdebuttò al The Ambassadors Theatre di Londra... e lì rimase fino al 1973, solo per poi spostarsi nel vicino St Martin's Theatre dove ancora oggi è in programma. 66 anni e oltre 25.000 repliche ne fanno senza alcun dubbio lo spettacolo più replicato, caso unico di rappresentazioni ininterrotte, ogni giorno, a partire dal debutto. Quasi un'attrazione turistica ormai, tradotta anche in altre 25 lingue, portata in scena in 45 paesi e protagonista di svariati adattamenti cinematografici. Un successo contro ogni previsione: “È una questione di fortuna” dichiarava l'autrice che tornava a vederlo una volta all'anno promettendo sarebbe stata l'ultima...

 

Teatro Vittoria - Piazza Santa Maria Liberatrice 10, 00153 Roma (Testaccio)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/5740170 - 06/5740598, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario botteghino: lunedì (ore 11-13 e 16-19), dal martedì al sabato (ore 11- 20), domenica (ore 11-13.30 e 16-18)
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21 (martedì 11 ore 20), domenica ore 17.30
Biglietti: intero platea 28€, intero galleria 22€ (compresi 3€ di prevendita); ridotti in convenzione: platea 21€ e galleria 18€ (compresi i 3€ di prevendita)
Durata spettacolo: 2 ore

Articolo di: Michela Staderini
Grazie a: Chiara Crupi, Ufficio stampa Artinconnessione
Sul web: www.teatrovittoria.it

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