Trainspotting - Carrozzerie n.o.t (Roma)

Scritto da  Domenica, 05 Febbraio 2017 

Giunge a Roma, per una tre giorni speciale incastonata nella stagione di Carrozzerie n.o.t, il nuovo progetto di Sandro Mabellini, che dirige con la consueta audacia ed intensità la trasposizione teatrale dei sentieri lisergici di “Trainspotting”. Dapprima romanzo firmato da Irvine Welsh, poi pellicola cult diretta da Danny Boyle ed infine adattamento drammaturgico di Harry Gibson - qui proposto nella versione del libanese naturalizzato canadese Wajdi Mouawad e sfaccettato dall’incisiva traduzione di Emanuele Aldrovandi e Nerina Cocchi -, ad oltre vent’anni dal suo concepimento questa storia di anime allo sbando travolte dall’inedia, dall’assenza della benché minima prospettiva esistenziale, dal fascino di letali paradisi artificiali, conserva intatta la sua potenza distruttiva. Grazie alla collaborazione tra il Festival Quartieri dell’Arte ed il Teatro della Limonaia, dopo il debutto a Vitorchiano dello scorso settembre, i quattro inquieti personaggi incarnati da Marco Bellocchio, Valentina Cardinali, Michele Di Giacomo e Riccardo Festa invadono la capitale, conquistandola inesorabilmente.

 

TRAINSPOTTING
dal romanzo di Irvine Welsh
adattamento teatrale di Harry Gibson, nella versione di Wajdi Mouawad
traduzione di Emanuele Aldrovandi, Nerina Cocchi
uno spettacolo di Sandro Mabellini
drammaturgia scenica e interpretazione Marco Bellocchio, Valentina Cardinali, Michele Di Giacomo, Riccardo Festa
elementi scenici e costumi di Chiara Amaltea Ciarelli
una coproduzione del Festival Quartieri dell’Arte con il Teatro della Limonaia e il Festival Intercity di Sesto Fiorentino

 

Mentre le sale cinematografiche si preparano ad accogliere il secondo capitolo diretto dallo stesso Boyle e con i quattro protagonisti originali Ewan McGregor, Robert Carlyle, Jonny Lee Miller e Ewen Bremner, a Carrozzerie n.o.t. si gioca d’anticipo, scaraventando in scena il violento degrado, la spiazzante ironia, le schegge impazzite di una narrazione in divenire che si compone istante dopo istante dinanzi allo sguardo disorientato, e al contempo inspiegabilmente catturato, dello spettatore.

Nei sobborghi di una Edimburgo corrosa fino al midollo da droga, violenza, indolenza e sopraffazione Mark Renton dischiude i suoi segreti più inconfessabili, il suo aver abdicato ad ogni ambizione, l’assenza di rapporti umani autentici, il sesso compulsivo, il rifuggire caparbiamente ogni opportunità lavorativa, l’unico conforto rappresentato dalle sabbie mobili dell’eroina. Ci narra con dovizia di particolari le notti selvagge in compagnia dei suoi amici sbandati: i due tossici Sick Boy e Spud; l’onesto Tommy condannato ad un destino atroce; l’alcolizzato e brutale Francis Begbie; l’inebetita Allison così tanto annebbiata dagli stupefacenti al punto da non accorgersi della morte accidentale della sua bimba neonata Dawn; un caleidoscopio oscuro da cui Mark riuscirà in extremis a salvarsi, non senza aver attraversato abissi di depravazione lungo i quali lo accompagneremo sempre più attoniti ad ogni passo.

La messa in scena proposta da Sandro Mabellini individua la propria cifra stilistica nella frammentarietà convulsa, nel continuo e straniante giustapporsi di atmosfere dissonanti, con l’ ironia dissacrante che si insinua tra le pieghe di spaventose tragedie umane, nell’intersecarsi di linguaggi espressivi contrastanti, con la volgarità più caustica che improvvisamente cede il passo a istanti di riflessione ed autentica introspezione. Lo spazio nudo delle Carrozzerie n.o.t viene invaso da una caotica confusione, riflesso di quella che alberga nella psiche dei protagonisti, plasmata dagli elementi scenici sapientemente assemblati da Chiara Amaltea Ciarelli: dei microfoni con sembianze di lampadine accendono i riflettori sullo squallore esistenziale dei personaggi in scena, una tenda assolve a seconda dei diversi segmenti narrativi una diversa funzione tramutandosi da rifugio in cui asserragliarsi in sepolcro che sancisce l’epilogo di un’inquieta parabola terrena, il tutto mentre un monitor dallo sfondo scandisce inesorabile il susseguirsi dei capitoli della narrazione.

Basilari per la riuscita del progetto la drammaturgia scenica elaborata dai quattro generosi interpreti e la potenza con cui incarnano le nevrosi delle tormentate anime schierate dinanzi a noi: laddove Marco Bellocchio e Valentina Cardinali tratteggiano con precisione i loro personaggi rimanendo però per esigenze di copione relegati a ruoli di minore impatto, Riccardo Festa con istrionica capacità di impadronirsi del palcoscenico ci regala una galleria irresistibile di personaggi rigorosamente sopra le righe e Michele Di Giacomo riesce, nonostante le asperità di un intreccio narrativo certo difficile da cavalcare, a forgiare un protagonista a tutto tondo, nella sua evoluzione e perigliosa involuzione, colorandone con intelligenza i paesaggi emotivi e regalando allo spettatore una prova recitativa di grande forza e carisma.

Indubbiamente un lavoro di acuminata veemenza come questo “Trainspotting”, dopo il debutto per Quartieri dell’Arte e questo breve, affollatissimo, weekend romano, merita di tornare in scena per una più lunga tenitura durante la prossima stagione teatrale. Qualche ultima limatura, una lieve asciugatura che ne condensi la durata piuttosto considerevole a favore di un ancor più incisivo incedere delle vicende, siamo certi contribuiranno ad accrescere il valore di questa pièce, specchio implacabile del disagio di una generazione allo sbando, purtroppo non così lontano da quello vissuto dai giovani delle nostre metropoli.

 

Carrozzerie | n.o.t - via Panfilo Castaldi 28/a, 00153 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 347/1891714 - mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: 19/20/21 gennaio ore 21
Biglietti: €10.00 + €3.00 (tessera associativa)

Articolo di: Andrea Cova
Grazie a: Francesco Montagna e Maura Teofili, Carrozzerie n.o.t.
Sul web: www.carrozzerienot.com

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